Torna in libreria Taci, anzi parla. Diario di una femminista, cronaca intima e politica del pensiero di Carla Lonzi dal 1972 al 1977. Se Sputiamo su Hegel era un atto fondativo del femminismo italiano e Autoritratto un’opera di rottura rispetto alla critica d’arte, il diario di Lonzi è un documento imprescindibile per seguire i movimenti della sua coscienza, le relazioni che ha attraversato con una radicalità ai limiti del perturbamento, e anche le titubanze, gli ostacoli in cui è inciampata per dissimulare i bisogni con cui è venuta al mondo: come scrive in queste pagine, per essere sé stessi “bisogna dubitare, illudersi, ritornare”. Taci, anzi parla si apre sulla soglia di cambiamenti importanti nella vita di Lonzi. L’allontanamento da Carla Accardi, sua compagna nell’esperienza di Rivolta Femminile, l’amicizia illuminante con “Sara”, l’inizio di una fase critica con Pietro Consagra e la messa a punto di un’idea fondamentale: e cioè che i rapporti umani non potranno cambiare se ognuno non sarà disposto a compiere una trasformazione soggettiva, legata all’autocoscienza. “Mi è sempre piaciuto scrivere i libri che ho scritto, ma per Taci, anzi parla posso dire di avere raggiunto il massimo,” diceva Lonzi del suo diario, definito “una sala d’attesa”. Oltre a rappresentare un documento storico e un archivio sentimentale che ha pochi eguali nel Novecento italiano, in cui la curiosità di una donna verso la propria coscienza viene portata alle estreme conseguenze nel tentativo di sfuggire a gesti istituzionalizzati e consunti, Taci, anzi parla è una festa intellettuale ma anche l’inaugurazione di una crisi indispensabile per scoprirsi. È il diario di una scrittrice, in cui Lonzi usa la trascrizione dei giorni per passare dalla memoria privata alla memoria letteraria, anche grazie al ricorso alla poesia. È “un segreto temporaneo” donato con grande generosità e sorpresa a chi legge.
Carla Lonzi (Florence, March 6, 1931 – Milan, August 2, 1982) was an Italian art critic and feminist activist, who is best known as the cofounder of Rivolta Femminile (Feminine Revolt), an Italian feminist collective formed in 1970.
In the early 1970s, Lonzi adopted a feminist stance in relation to art. She had grown to view art as being yet another part of a system of institutions and labour which enable unequal power relations and the overall oppression of women. Lonzi became disillusioned and went as far as dismissing art criticism as a "phoney profession". She subsequently abandoned her career as an art critic and fully embraced the feminist cause.
Despite her eventual negative outlook on the field of art and art criticism, Lonzi has said that the experience and knowledge she gained from her work as art critic informed her feminist activism.
In 1970 Lonzi, Carla Accardi, and Elvira Banotti founded Rivolta Femminile, an Italian feminist collective. Their first action, in July 1970, consisted of plastering the walls of Rome with copies of the "Manifesto di Rivolta Femminile". The politics of Rivolta Femminile were largely grounded in "autocoscienza" theory and practices. "Autocoscienza", meaning a heightened sense of self-consciousness or self-awareness, was a collective exercise of feminist "consciousness-raising." Its core belief was that women can better understand themselves through being engaged in an open dialogue with other women.
Rivolta Femminile developed its own publishing house, Scritti di Rivolta Femminile, which allowed the group to print and distribute its own work. This was important to Lonzi who had a particular interest in writing and publishing.[8]
Lonzi was the author of some of Italian Feminism's most important documents. Her numerous provocative texts and manifestos pushed the boundaries of the traditional understanding of conversationalism and the manifesto format. This was accomplished through continuous experimentation with writing and knowledge production. Some of Lonzi's most notable works from this period include "The Clitoral and the Vaginal Woman", "Let’s spit on Hegel", and "Diary of a Feminist".
Let’s Spit on Hegel (1970) is considered one of the seminal texts of Italian feminism. It questioned women's claim for equality by stressing the patriarchal character of Hegel's dialectic and ‘theory of recognition’. It was published in 1970 and deconstructs what Lonzi argues as the patriarchal nature of Hegel's theories. The book was initially serialised between 1970 and 1972 and then collected in a unique volume in 1974. Each section reveals one stage of Lonzi’s personal consciousness raising.
In The Clitoridian Woman and the Vaginal Woman (1971), through the analysis of Freud and Reich's psychoanalysis, Desmond Morris’ paleoanthropology and the Kama Sutra, Lonzi claims that the myth of the vaginal orgasm serves the patriarchal model of the complementarity of women to men. If this complementarity between man and woman is permitted during procreation, it is not allowed during sexuality. Published at a time when women's sexuality and self-liberation were at the forefront of feminist discussion, the book significantly contributed to these debates.
[L’amore si basa su un qualcosa che poi viene smaltito dal soggetto, non resta che un vago stordimento da cui si guarisce con il tempo. L’affetto dà un rapporto più reale l’uno con l’altro, più modesto e durevole. Ci vuole coraggio per amare: si è sottoposti a rischi psichici considerevoli; ci vuole coraggio per volere bene, per avere questa disposizione quotidiana verso l’altro, per superare tutti gli impercettibili scogli, le affioranti noie, il faccia a faccia con un se stesso reale, non trasfigurabile, con l’altro così com’è, mantenendo la commozione di sé e dell’altro al di là del risentimento che la vita, “questa”, provoca sul lato dei sogni, delle chimere e degli amori.]
Il libro perfetto oggi, proprio oggi, 25 /11/2024 💔