"Sono tutti buoni a parlare con san Francesco, il problema è quando devi parlare con il lupo." Romano Prodi ne ha incontrati tanti di lupi, ma ha sempre saputo che è necessario parlare anche con i dittatori, tenendo ferme le proprie ragioni. La vera questione è la nostra perdita di orizzonti sui grandi problemi che affliggono le democrazie. Custodire e promuovere "il dovere della speranza" vuol dire non arrendersi alla progressiva evanescenza europea. Vuol dire continuare a credere in una politica internazionale che non sia solo uno strumento dottrinario di rese dei conti. Perché il rischio di perdere tutto è incredibilmente concreto. "Nessuno si ingegna per provare a salvare le conquiste che hanno reso l'Europa la terra dei diritti e delle libertà solidali" afferma Prodi. "Nessuno pensa a preservare e rilanciare l'eredità buona del XX secolo, che ci ha lasciato le due più immani sciagure di sempre, cioè le due guerre mondiali, ma ci ha anche donato la più grande invenzione delle democrazie moderne, cioè il Welfare State." E in questa lunga conversazione con Massimo Giannini sulla posta in gioco del mondo che verrà, emergono tutti i principali nodi conflittuali di autocrazie contro democrazie, civiltà contro barbarie, la dea incompiuta e irrisolta dell'Europa fino a toccare i nervi scoperti dei problemi interni al nostro Paese. Il risultato è un confronto serrato su tutti i grandi mali che rischiano di polverizzare il lungo lavoro di costruzione politica della pace. Con una abbiamo ancora "il dovere di sperare", soprattutto per i giovani, perché questa è la vera sfida per il futuro.
Un saggio interessante e scorrevole, consigliato! Molti i temi affrontati, sia a livello di politica internationale che italiana. Continui i riferimenti alla storia politica ed economica degli ultimi trent’anni - compreso il periodo in cui Prodi era al governo. Molti i ricordi per quelli della mia generazione, adolescenti o poco più in quegli anni. Il libro si chiude con un’esortazione a ricostruire il centro sinistra partendo dal dialogo e il confronto con i cittadini, per arrivare a una federazione credibile. Chissà se questo sarà davvero possibile?
"Nelle relazioni internazionali si possono e si devono trovare compromessi e sottoscrivere patti utili all'intera collettività, a condizione che prevalga il realismo, non la dottrina e l'ideologia". [https://lastanzadiantonio.blogspot.co...]