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La vita di Arsen'ev (Biblioteca Medhelan Vol. 13)

Scritta nel corso di 12 anni, la vita di Arsen'ev è un romanzo centrale fra le opere di Ivan Bunin, primo scrittore russo ad essere premiato col Nobel nel 1933. Racconto autobiografico della sua giovinezza in una Russia non ancora sconvolta dalla rivoluzione, la vita di Arsen'ev evoca le atmosfere e le tradizioni del tempo perduto, con lo sguardo nostalgico dell'emigrato che non tornerà mai più nella terra natia. Ricorrendo ad una prosa venata di lirismo Bunin accompagna il lettore attraverso le tappe della sua vita. L'idealismo e le grandi passioni di un'anima, narrate attraverso uno sguardo sempre attento alla natura e agli uomini, fanno del romanzo di Bunin un intramontabile classico della letteratura russa del Novecento.

293 pages, Kindle Edition

Published November 23, 2024

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About the author

Ivan Bunin

584 books343 followers

Ivan Alekseyevich Bunin (Russian: Иван Алексеевич Бунин) was the first Russian writer to win the Nobel Prize for Literature. He was noted for the strict artistry with which he carried on the classical Russian traditions in the writing of prose and poetry. The texture of his poems and stories, sometimes referred to as "Bunin brocade", is considered to be one of the richest in the language.

Best known for his short novels The Village (1910) and Dry Valley (1912), his autobiographical novel The Life of Arseniev (1933, 1939), the book of short stories Dark Avenues (1946) and his 1917–1918 diary ( Cursed Days, 1926), Bunin was a revered figure among anti-communist White emigres, European critics, and many of his fellow writers, who viewed him as a true heir to the tradition of realism in Russian literature established by Leo Tolstoy and Anton Chekhov.

He died November 8, 1953 in Paris.

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Profile Image for Fede La Lettrice.
907 reviews96 followers
February 26, 2025
• Ci sono scrittori che raccontano la vita, altri che la scolpiscono nella lingua, e poi ci sono autori come Ivan Bunin, che la trasformano in pura luce e in struggente nostalgia.

• La vita di Arsen'ev è un capolavoro che oscilla tra romanzo e autobiografia, tra realtà e impressionismo lirico, tra il fluire del tempo e la sua impossibile cattura.

• Il libro segue l'infanzia e la giovinezza del protagonista, Arsen'ev, evidente alter ego dello stesso Bunin, in una Russia di fine Ottocento ancora intatta, immersa in una natura sconfinata e carica di poesia. Non c'è una trama nel senso tradizionale, ma piuttosto un vagabondare attraverso ricordi e sensazioni: la casa natale, la foresta, gli amori acerbi, il viaggio verso la maturità, il dolore della perdita. L’ultimo segmento, dedicato all’amore per Lika da cui prende il titolo, verrà pubblicato quest'anno dalla casa editrice Medhelan e non vedo l'ora di leggerlo.

• Chi ama la prosa lirica e descrittiva troverà in Bunin un maestro assoluto. Ogni pagina è un quadro, ogni frase sembra scolpita con la stessa grazia con cui la natura dipinge i tramonti sulle distese russe. L'autore, nato poeta, porta nella prosa la sensibilità del verso: la sua scrittura è fatta di dettagli minuziosi, di pause, di incanti visivi e sonori.

• Il modo in cui descrive la luce che cambia sulle foglie, il vento che sfiora i campi, il suono lontano di un fiume è qualcosa che raramente si trova con tale intensità nella letteratura. Non è solo estetismo, però. Bunin non descrive per il piacere della descrizione, ma per fissare un’emozione, per rendere tangibile un istante che altrimenti scivolerebbe via per sempre.

• Centrale in La vita di Arsen'ev è la riflessione sul tempo e sulla memoria. La prosa di Bunin ha la capacità di restituire il senso del passato come qualcosa di irrimediabilmente perduto ma anche di profondamente presente nel ricordo. C’è un continuo contrasto tra l’incanto del momento vissuto e la sua inevitabile dissoluzione.

• Questo tema è amplificato dal destino dello stesso Bunin: scrive il romanzo in esilio e la Russia che descrive non esiste più. Ogni pagina trasuda l’angoscia di chi sa che non potrà mai più tornare nella sua terra, e che l’unico modo di salvarla è attraverso la scrittura.

• Se si dovesse trovare un parallelo letterario, Bunin è una sorta di ponte tra Tolstoj e Proust. Da Tolstoj prende la capacità di osservare la natura e l'anima umana con sguardo limpido e assoluto; da Proust eredita l’ossessione per la memoria, per la percezione del tempo, per il tentativo di trattenere ciò che inevitabilmente sfugge. Ma rispetto a Proust, Bunin è meno analitico e più sensoriale: non scava ossessivamente nei meandri della coscienza, si affida piuttosto alla potenza evocativa delle immagini e della bellezza.

• È un libro che va letto lentamente, assaporato, vissuto con la stessa malinconia con cui Bunin lo ha scritto. È la quintessenza della letteratura russa nella sua forma più lirica e contemplativa.

• Ho adorato la prosa pittorica, i dettagli incastonati nella lingua come gemme, il respiro della natura tradotto in parole; questo libro è un tesoro inestimabile che ha la capacità di trasformare la memoria in arte.
Profile Image for Debora.
231 reviews12 followers
September 5, 2026
Mi vergogno un po' ad ammettere che fino a qualche settimana fa non ero a conoscenza dell'esistenza di Ivan Bunin, eppure è stato il primo scrittore russo a vincere un premio Nobel.
Sono rimasta estasiata da questa "finta autobiografia" (in Aleksej Arsen'ev c'è molto di Bunin stesso).
Come fare un lungo viaggio nei ricordi di un ragazzino appartenente ad una famiglia nobile in decadenza, appassionato di letteratura ed estremamente sensibile, in una Russia che sta inevitabilmente cambiando. Non c'è una vera a propria trama, sono più che altro pensieri, riflessioni, immagini con delle descrizioni stupende dell'ambiente che lo circonda, della natura, delle stagioni che si susseguono.
Bunin scrive già in esilio a Parigi. Si percepisce moltissimo la nostalgia per la patria che non rivedrà mai più, e quanto forte l'abbia amata.
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