Quando Tokiko ritrova il marito, rimpatriato dopo essere rimasto gravemente ferito in combattimento, non sembra più un uomo: il tenente Sunaga ha perso braccia e gambe e le gravi ferite lo hanno reso sordomuto. Condannata a vivere reclusa con lui, Tokiko affogherà gradualmente nei piaceri della carne, spingendo la perversione sempre più in là, tra disgusto e fascino, fino a commettere l'irreparabile... Oltre all'opera che dà il titolo all'antologia, troviamo i racconti inediti: Un amore disumano, Il nano danzante, I due reietti, Un terribile errore.
Hirai Tarō (平井 太郎), better known by the pseudonym Rampo Edogawa ( 江戸川 乱歩), sometimes romanized as "Ranpo Edogawa", was a Japanese author and critic who played a major role in the development of Japanese mystery fiction.
Sono particolarmente affezionata a Il bruco, credo uno dei racconti più disturbanti e affascinanti di Ranpo, e questa è ben la quinta volta che leggo questa storia. La prima volta avevo letto il manga di Suehiro Maruo che ne amplifica l’elemento visivo e sensuale, esasperando il lato più morboso e grottesco del dramma, poi avevo letto il racconto tradotto dall'inglese in una vecchia raccolta ormai fuori catalogo. In seguito, ho riletto il manga ripubblicato con una nuova traduzione e senza censure insieme al racconto tradotto per la prima volta dal giapponese. E ora, eccomi di nuovo immersa in questa storia grazie a questa nuova raccolta e traduzione di Luca Domenichini. Il bruco racconta di Tokiko, una giovane donna lasciata sola a prendersi cura del marito Sunaga, un tempo stimato tenente, ridotto dopo la guerra russo-giapponese a una condizione disumana e inquietante: senza arti, sordo e muto, del tutto simile a un bruco.
Si tratta di una storia che mescola desiderio, amore distorto e disperazione, un racconto che non può lasciare indifferenti. Anche se questa è una rilettura, non ha impedito che mi commuovessi sul finale. Ranpo, con la sua incredibile capacità di scandagliare la parte più oscura dell’animo umano, non si limita a generare disgusto o turbamento: mette a nudo le fragilità più profonde dei suoi personaggi, li rende così vivi e umani che, alla fine, ti fanno provare un dolore che non ti aspetti, un dolore che si insinua dentro di te senza che nemmeno te ne accorga.
Oltre a Il bruco, questa raccolta include altri cinque racconti, nei quali Ranpo gioca con alcuni dei suoi temi più ricorrenti: sonnambulismo, il doppio, desiderio di vendetta, crimini quasi perfetti ma anche errori che tradiscono anche il criminale più attento. Qui troviamo la sua inconfondibile capacità di mescolare il mistero con una tagliente ironia, creando storie in cui è impossibile non sorridere davanti alla sua genialità. I protagonisti sono spesso ossessionati, menomati, schiavi di impulsi che non riescono a controllare e si muovono tra ingegno e auto-sabotaggio.
Come sempre, non mancano i rimandi alla letteratura occidentale come, ad esempio, al doppio di Stevenson, citato dallo stesso autore. Ma ciò che distingue Ranpo è il suo approccio più viscerale e perverso, un realismo contorto che lo avvicina ai racconti del crimine di Tanizaki, ma che lui porta a un altro livello: più esplicito, più disturbante, più incline a immergersi nelle profondità più oscure della psiche umana.
A volte mi chiedo cosa renda Ranpo così magnetico rispetto ad altri autori del genere. La risposta sta nel suo modo di raccontare il crimine: non come un enigma da risolvere, ma come un viaggio dentro la mente del colpevole. Il suo punto di vista è spesso criminale, deviato, ossessivo, e attraverso di esso smaschera i desideri più reconditi dell’animo umano, mostrando pulsioni oscure che sfociano nella pazzia o in crimini aberranti. Ma non si limita a svelare queste perversioni: le rende affascinanti, ipnotiche, impossibili da ignorare.
Ranpo è un maestro nel prendere in giro il lettore, nel fargli credere di aver compreso tutto, per poi ribaltare ogni certezza con colpi di scena spiazzanti. Nulla è mai come sembra, e questa è la sua più grande forza e ciò che lo rende, come sempre, uno dei miei scrittori preferiti.
Con "Il bruco e altri racconti", Edogawa Ranpo ci trasporta in un mondo disturbante e grottesco, dove noir e orrido si fondono. Questa raccolta esplora le pieghe più nascoste dell’animo umano, rivelandone le fragilità, i desideri repressi e le inquietudini. ⠀ Il racconto che dà il titolo alla raccolta, "Il bruco", è un viaggio nel disagio fisico e psicologico: la storia di un soldato mutilato, privato di gambe e braccia e della propria dignità, e del rapporto morboso con la moglie che lo accudisce. Una narrazione disturbante, che mette a disagio e dove la passione si mescola con il macabro. ⠀ Con questa raccolta, Edogawa Ranpo ci fa esplorare un mondo inquietante fatto di perversioni, morbosità e paure inconfessabili, denunciando le ipocrisie della società e i suoi rigidi valori morali. Un libro che scava nelle profondità più oscure dell'animo umano, con personaggi che vivono ai margini o che cercano di ribellarsi alle restrizioni imposte dalla società.
Sette racconti -alcuni inediti, stando alla quarta- che mi hanno fatto dare una sbirciatina all'universo Ranpo.
Il Bruco, il primo racconto della raccolta, è stato capace in poche pagine di farmi esclamare due frasi a mio avviso molto significative per un lettore del genere:
Ma chi è sto pazzo? e Cosa cacchiarola ho appena letto?
Bam! La Ranpiana sberla ha colpito in piena faccia.
L'atmosfera è di un grottesco significativo - ti fa sentire l'unto per quanto di sbagliato e di disperato c'è tra le righe.
La scrittura è scorrevole, semplice, ma comunque in grado di dipingere nella mente del lettore scenari vividi e -come nel caso del bruco- difficilmente dimenticabili.
Mi sono poi gettata a capofitto nella lettura degli altri racconti, rendendomi conto a mano a mano che la densità e morbosità del Bruco stava andando a sfumarsi verso un'atmosfera analogamente scura, ma comunque diversa; più "gialla" ed orientata a stuzzicare la curiosità per il risvolto/la risoluzione finale.
Mi sono piaciuti? Beh, la lettura è stata scorrevole ed il coinvolgimento tale da farmi arrivare piacevolmente alle varie conclusioni, ma ammetto che, fatta eccezione per il Bruco ed un altro racconto, non reputo di aver letto qualcosa che ricorderò a lungo.
Ecco, a dirla tutta, nella mia mente, passata ormai una settimana dalla lettura, "il Bruco ed altri racconti" è diventato ufficialmente "il Bruco ed un altro racconto" - ed io proprio a questi do 3 stelle piene, faccio l'inchino e la promessa che non mi fermerò a questa piccola Ranpiana sbirciatina - mi hanno convinta ✅️
alla fine a tirare su è il bruco, perché alla fine gli altri racconti carini ma nulla di eclatante o innovativo per il periodo. un po ripetitivo a livello di trame ma alla fine questo è ranpo quindi lui può 👑