Jump to ratings and reviews
Rate this book

Dall'ombra

Rate this book
«Il progetto in origine - per questo libro - era stato quello di dar vita alla mia "età di mezzo", tra l'infanzia (La penombra che abbiamo attraversato) e la giovinezza (Una giovinezza inventata). Avevo composto i due primi capitoli, quando irruppe nella mia esistenza l'essere che chiamai prima "l'ospite", in seguito "inseparabile". Era il 1970. Poi la vita prese altre pieghe, con altri libri... Ma Cesare Segre, cuneese come me, sempre mi raccomandava: "Devi scrivere il libro degli anni di Cuneo"... Forse Dall'ombra vorrebbe colmare quella lacuna».
Cosí Lalla Romano spiega com' è nato quest'ultimo suo romanzo: un «improvviso» nel senso -musicale - di ispirato e inatteso.
Quei due capitoli cui fa cenno formano la seconda parte del libro e sono al tempo stesso antefatto ed epilogo: vengono prima solo per ragioni cronologiche. La prima parte è composta di brevi pezzi indipendenti uno dall'altro, ma legati da un'affinità segreta, non solo tematica. Se i personaggi e le storie appartengono agli «anni di Cuneo», ai tempi dell'adolescenza di Lalla Romano, quel tempo lontano arriva fino ai nostri giorni, nella memoria della scrittrice.
«"Dall'ombra" - annota nel capitolo introduttivo - escono vite (persone) che ho in qualche modo amato, che mi hanno offerto un aspetto misterioso ma intensamente espressivo della segreta forza delle nostre vite. Le figure e la loro storia, o parvenza di essa, appartengono all'irrevocabile segreto del passato, ma tutte ho sentito emblematiche di qualcosa di noi, del nostro tempo.

77 pages, Hardcover

First published January 1, 1999

6 people want to read

About the author

Lalla Romano

49 books24 followers
(Demonte, Cuneo, 1906 - Milano, 2001)
Dopo aver frequentato le elementari a Demonte, si trasferisce a Cuneo con la famiglia nel 1916, dove compie gli studi superiori. Conseguita la maturità nel ‘24, s’iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino: tra i suoi professori, spiccano le figure di Ferdinando Neri e Lionello Venturi. Su indicazione di quest’ultimo, comincia a frequentare la scuola di pittura di Felice Casorati. Laureatasi nel 1928, continua a dedicarsi alla pittura ed alla poesia: ha, intanto, conosciuto scrittori e intellettuali del calibro di Cesare Pavese, Mario Soldati, Franco Antonicelli, Arnaldo Momigliano. Nel ‘32 sposa, a Cuneo, Innocenzo Monti, e nel ‘33 nasce il suo unico figlio, Pietro. Nel ‘35 raggiunge a Torino il marito, ivi trasferito per motivi di lavoro; successivamente, espone in mostre collettive ed in una personale. Spinta dal giudizio positivo espresso da Eugenio Montale su alcuni suoi versi, nel ‘41 pubblica da Frassinelli la sua prima raccolta di poesie, “Fiore”. Durante la guerra, aderisce al movimento “Giustizia e libertà” e, su invito di Pavese, nel ‘44 traduce per Einaudi i “Trois contes” di Flaubert. Nel ‘46 decide di abbandonare l’attività pittorica per dedicarsi completamente alla scrittura. Esordisce nella narrativa nel 1951 con una raccolta di brevi testi in prosa, “Le metamorfosi”, con presentazione di Vittorini; è del ‘53 il suo primo romanzo, “Maria”, elogiato da Montale sul “Corriere della Sera” e definito da Gianfranco Contini un “piccolo capolavoro”. Negli anni seguenti, escono il libro di poesie “L'autunno” (1955), i romanzi “Tetto murato” (1957) e “L'uomo che parlava solo” (1961) ed il libro di viaggi “Diario di Grecia” (1959). Bene accolto dalla critica e dal pubblico, il suo quarto romanzo, “La penombra che abbiamo attraversato” (1964), è “una rivisitazione di esperienze infantili e adolescenziali nella quale il rigore stilistico e l’esercizio dell’ analisi tengono a freno l’incombente compiacimento autobiografico” (S.Guglielmino). Il successo arride anche al successivo “Le parole tra noi leggère” (1969), che vince il premio Strega; seguono, tra le altre cose, il romanzo “L’ospite” (1973), la raccolta di poesie “Giovane è il tempo” (1974), il volume di racconti “La villeggiante” (1975), il romanzo “Una giovinezza inventata” (1979), le fiabe de “Lo stregone” (1979) . E’ dell’81 “Inseparabile”, dell’86 “La freccia di Tatiana” (con fotografie di Antonio Ria), dell’87 il romanzo “Nei mari estremi”, ove è rievocata la malattia e la morte del marito. Da segnalare, negli ultimi anni, “Le lune di Hvar” (1991), “In vacanza col buon samaritano” (1997), “Dall'ombra” (1999).

Ratings & Reviews

What do you think?
Rate this book

Friends & Following

Create a free account to discover what your friends think of this book!

Community Reviews

5 stars
1 (8%)
4 stars
6 (50%)
3 stars
3 (25%)
2 stars
2 (16%)
1 star
0 (0%)
Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Eddy64.
597 reviews17 followers
February 20, 2025
“La scrittura è astrazione come tutta l’arte. Della nostra vita nulla vive se non raccontato”. Così Lalla Romano risponde nel ragguaglio iniziale a chi etichetta i suoi libri come semplicemente autobiografici. E anche questo Dall’ombra è un libro, anzi un libretto, di ricordi in cui parla della sua adolescenza, gli “anni di Cuneo” quindi dopo l’infanzia rievocata in La penombra che abbiamo attraversato e prima del periodo fine liceo – università a Torino, narrato in Una giovinezza inventata.Una sorta di album di famiglia, composto da una serie di brevi ritratti, prose, aneddoti. Le compagne di scuola (ginnasio e liceo rigorosamente femminili), gli insegnanti, le zie, i parenti la casa in cui abitò con i genitori in quegli anni. Un’epoca lontana - intorno agli anni venti del secolo scorso - dal sapore ormai antico che rievoca con amabile leggerezza, un pizzico di nostalgia e a volte di tristezza per il destino non sempre felice che attendeva i protagonisti. L’adolescenza è l’età di grandi amicizie, del primo spesso platonico amore ma anche di antipatie manifeste e quindi non risparmia qua e là giudizi più mordaci e spigolosi su chi all’epoca non le andava a genio. Già commentando la foto riportata in copertina, lei assieme alle sue compagne di scuola, afferma che la disposizione era stata voluta dal fotografo e che di alcune non parlerà affatto, quasi sia già stato abbastanza condividere un ritratto di gruppo. Un bel caratterino senza dubbio. Un’opera sicuramente minore nella sua vasta produzione, e pubblicata nel 1999 quando la scrittrice aveva 93 anni e almeno la prima parte è stata scritta per l’occasione. Complimenti per la memoria e per la capacità di scrittura. Quattro stelline leggere e spigolose.
Profile Image for Ter.
72 reviews10 followers
June 18, 2022
"I miei libri (romanzi) sono etichettabili con la sciocca, saputa e superficiale denominazione di 'autobiografici'; che non ha valore rispetto alla sola verità: l'invenzione. La scrittura é astrazione, come tutta l'arte. Della nostra storia nulla vive se non raccontato (cantato)".
Displaying 1 - 2 of 2 reviews

Can't find what you're looking for?

Get help and learn more about the design.