Lei è come me… E questo è molto pericoloso La sua morte viene riportata al telegiornale del mattino. L’uomo con cui mia figlia usciva. Morto. Apparentemente un suicidio… Sbatto le palpebre lentamente una, due, tre volte. Mi si rizzano i capelli sulla nuca mentre stringo con maggior forza la tazza del caffè. Il mio respiro si mozza a più riprese. Non avevo idea della sua esistenza fino a poco tempo fa. Leah non mi dice più niente. Ma ho trovato le lettere che nascondeva. So che si è innamorata perdutamente di lui. Che le ha spezzato il cuore. E che adesso è morto. Vorrei più di ogni altra cosa che la notizia fosse scioccante solo perché si tratta di lui e per ciò che gli è accaduto. Ma conosco mia figlia troppo bene: so che c’entra qualcosa e che la dovrò difendere a tutti i costi… Il mio primo errore è stato crescere mia figlia in modo che fosse simile a me. Il mio secondo errore potrebbe essere quello che faccio per proteggerla…
Ci sono storie che ti catturano tuo malgrado. A dispetto di quanto la ragione ti dica che la trama non sia originale e che non si tratti di un capolavoro. Romanzi che inizi senza grosse aspettative, ma che a un certo punto non riesci a smettere di leggere, incollata alle pagine. E che ti fanno capire che in un romanzo il potere di coinvolgimento ha un peso enorme. Uno di questi per me è stato Vendetta di famiglia. Due le protagoniste, madre e figlia. Jules e Leah. La prima alle prese con un momento di depressione, vulnerabilità e insicurezza: si sente ignorata dal marito e dai figli, superata da colleghe più giovani sul lavoro, insignificante come donna. La seconda, in piena adolescenza, problematica, alla deriva. L’autrice ritrae queste due condizioni così diverse e le conseguenti dinamiche talmente bene che ti sembra di avere a che fare con persone vive. Sia la madre che la figlia si troveranno ad affrontare un unico nemico, benché separate da incomprensioni di ogni genere. Di più non mi sento di dire, perché ogni dettaglio sarebbe uno spoiler. L’empatia con la madre è scattata subito. Impossibile per me non simpatizzare con una donna in crisi di mezza età, in lotta con i cambiamenti del corpo e il costante sentirsi inadeguata rispetto ai tempi. Nessuna simpatia invece ho provato per la figlia che spesso risulta antipatica nei suoi modi di fare, ma che comunque è ben tratteggiata. Forse un po’ troppo sullo sfondo gli altri due personaggi della famiglia, il marito e l’altro figlio, anche se a un certo punto dimostrano una certa rilevanza per la storia. Nel complesso, mi è piaciuta anche la trama, l’aspetto thriller, con alcuni colpi di scena che ti ripagano di numerose pagine in cui succede poco. Mi sento di consigliarlo a chi cerca un thriller psicologico leggero, non troppo impegnativo, ma coinvolgente.
Molto appassionante, soprattutto per quanto riguarda la crisi della protagonista, con la quale si riesce davvero a entrare in empatia. In merito al caso, invece, tutto sembra già scritto: è chiaro che Saperlo già, devo ammettere, ha rovinato un pochino la mia esperienza di lettura. Né hanno riacceso il mio entusiasmo alcune sorprese sul finale , vista l'eccessiva rapidità del tutto.
mi aspettavo un thriller (che ho trovato. ben congegnato nelle ultime pagine) ma mi sono ritrovato a leggere un ottimo dramma psicologico, raccontato a due voci (più una, inaspettata) da una madre e moglie in crisi di mezza età e da una figlia adolescente con fragilità psicologiche. affascinante
Una figlia non problematica, di più. Una madre a mio parere asfissiante (ma non sono madre non posso capire) e una storia abbastanza prevedibile. Non mi ha entusiasmata, il colpo di scena finale (ultime 2 pagine) secondo me non coerente e inutile per tutta la storia.