Meretrix Augusta, ovvero prostituta imperiale. Con questo non invidiabile epiteto, il poeta satirico Giovenale tramandò nei secoli l'immagine di Messalina, moglie dell'imperatore Claudio e figura di grande rilievo nella Roma del I secolo. Che cosa si nasconde dietro la leggenda nera che ha infamato il ricordo di questa giovane aristocratica? Non solo Giovenale, infatti, ma molti storici romani – Tacito, Svetonio, Cassio Dione sono i più conosciuti – la descrivono impietosamente come una ninfomane dedita all'appropriazione indebita di tutto, uomini e cose. Quello che suscita sconcerto particolare è una sua supposta bigamia, un legame con il patrizio romano Caio Silio. Che cosa spinge la moglie dell'imperatore, madre di suo figlio Britannico, a comportarsi in questo modo? Questo libro intende fornire una chiave di lettura riguardo a cosa, in realtà, si nasconde dietro questa narrazione su Messalina. Era davvero una adultera e una donna inadatta a coprire il suo ruolo regale o è stata artefice del proprio destino, rendendosi protagonista di una vera e propria congiura politica volta a spodestare il marito?
Libro estremamente interessante che demolisce la leggenda nera (antica e moderna) su Messalina, indagando i moventi politici della terza moglie dell'imperatore Claudio. Efficace l'utilizzo di fonti numismatiche ed epigrafiche e illuminante la riflessione sul ruolo della donna nea famiglia imperiale, approfondito tramite l'analisi anche delle altre figure femminili precedenti e successive a Messalina. Forse un po' troppo pedante nel richiamare temi o passi di fonti affrontati in precedenza.
Un saggio storico breve e molto scorrevole, che si legge davvero in poco tempo ma riesce a offrire numerosi spunti di riflessione. Francesca Cenerini affronta la figura di Valeria Messalina con lucidità e rigore, cercando di fare chiarezza su uno dei personaggi più controversi e circondati da zone d'ombra della storia romana. Ho apprezzato particolarmente il tentativo dell'autrice di restituire complessità a una donna che per secoli è stata ridotta al ruolo di semplice meretrice, vittima di una tradizione storiografica fortemente influenzata da pregiudizi e moralismi. Basti pensare che persino Cesare Lombroso utilizzò alcuni dei suoi ritratti ufficiali per delineare i presunti tratti somatici della "donna criminale", contribuendo ulteriormente a consolidarne una fama negativa. Il libro non assolve né condanna Messalina, ma cerca di distinguere la donna reale dalla leggenda che si è costruita attorno al suo nome. Una lettura interessante e accessibile, perfetta per chi vuole avvicinarsi alla storia romana e riscoprire una figura femminile tanto famosa quanto spesso fraintesa.