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Leggere Dante a Tor Bella Monaca

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In una scuola della periferia romana, in un quartiere noto per l’alto tasso di criminalità e per essere una piazza importante dello spaccio di droga, ecco arrivare, quasi per caso, la lettura di Dante Alighieri, la sua biografia, la sua opera, i versi immortali della Divina Commedia, utili anche a strappare un sorriso, ad alleggerire la giornata, perché Dante è un fuoriclasse come Totti, un numero 10 come lui, anzi di più: basta riuscire a dimostrarlo.

Proviamo a uscire dall’Inferno, per inseguire il Paradiso. Seguiamo il Sommo poeta in questa storia di coraggio e umiltà ai giorni nostri.

Alla fine di una delle strade di Tor Bella Monaca c’è una scuola. Qui si incontrano le storie di una classe di studenti e studentesse di terza media inevitabilmente segnati dal luogo in cui sono nati, dall’ambiente che li circonda, dal contesto familiare in cui vivono. C’è molto da fare in una scuola come questa, tormentata da una percentuale alta di abbandono scolastico, con un livello di scolarizzazione sempre troppo basso, costretta a fare i conti con quanto accade fuori, per non lasciarlo entrare dentro. Il prof di italiano cerca di assolvere al suo ruolo seguendo non tanto le indicazioni nazionali o le circolari ministeriali, che si moltiplicano spesso inutilmente, ma attraverso ciò che può consentire di nutrire un rapporto con degli adolescenti portati dalla vita a diventare già grandi, e che in molte situazioni possono insegnargli più di quanto lui possa insegnare loro. Nel complesso, portare Dante a Tor Bella Monaca potrebbe rivelarsi una scelta azzardata, da qualche collega viene criticata, perché poco funzionale rispetto alle priorità da affrontare. Eppure funziona; Dante, con le sue infinite possibilità di temi, spunti e suggestioni, con la sua insuperata immaginazione e creatività, ancora una volta compie il miracolo di coinvolgere mondi apparentemente lontani, diversi ma non per questo irraggiungibili, permettendo allo stesso tempo di raccontare la storia della lingua e della letteratura italiana.

160 pages, Kindle Edition

Published January 9, 2025

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Displaying 1 - 9 of 9 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,460 reviews2,433 followers
November 8, 2025
DANTE È UN NUMERO 10



Romanzo reportage e romanzo saggio con una trama che viene spesso diluita nel corso di riflessioni pedagogiche e d’altro tipo (educazione civica, su tutte probabilmente). I momenti che raccontano di più, e meglio, sono le scene dialogate, con battute che sembrano in presa diretta, dove a farla da padrone è il dialetto, la sintassi zoppicante, la grammatica latitante.
Alla fine - all’epilogo che diventa sia riflessione sul mestiere d’insegnante – in Italia, sottopagati, incerti (precari), spesso demotivati, a volte invece fin troppo motivati (l’insegnante missionario) – e diventa bella chiusura della storia umana e professionale – alla fine ci si rende conto che Sbaraglia ha raccontato tre anni di vita, tre anni di scuola.
E proprio di quella scuola: scuola media, scuola secondaria di primo grado (qui forse l’elemento più innovativo, visto che letteratura e cinema privilegiano gli altri due cicli, elementari e liceo) di periferia. O meglio, di frontiera: Tor Bella Monaca è probabilmente il quartiere più grosso e popoloso costruito al di là del Grande Raccordo Anulare, città nella città



Uno di quei quartieri i cui abitanti Sbaraglia descrive così:
italiani, italiani-italiani, rom/romeni/rumeni/zingari, marocchini e nigeriani, mulatti e neri, neri-neri, cinesi, cinesi imbastarditi, asiatici vari, latinoamericani, indiani, slavi, mezzi slavi, mezzi zingari pure loro. Chi più ne ha più ne metta…Poi ognuno si arrangi da sé, basta non uscire dal recinto. Basta non evadere.
Forse per questo i figli, che sono gli studenti del prof io-narrante, si chiamano Marvin, Kimberly, Emerick, Kevin, Samuel, Nicholas…

E quindi, il primo obiettivo è quello di togliere i ragazzi – che possono essere ancora bambini - 11/12 anni - o, accumulando bocciature, già adolescenti - 15 anni o più – dalla strada. Strada che vuol dire spaccio, consumo, delinquenza, violenza, e troppo spesso si trasforma in carcere minorile.



Dante, il fuoriclasse della lingua italiana, diventa lo strumento per cucire il ciclo triennale e lavorare sulla lingua italiana al suo top. E la conoscenza della lingua diventa emancipazione e diventa capacità cognitiva e riflessiva.
Ma il prof non vuole certo tenere i suoi studenti inchiodati al poeta del Dugento: Dante diventa materia “interattiva”, che spinge anche a visitare la città capitale, la stessa dove i ragazzi abitano ma che non hanno mai visto, non essendo mai andati oltre lo “stradone”; e poi anche quella natia del poeta, Firenze.
Un momento delicato e delizioso rimane la partecipazione a una manifestazione “ecogreen” dove i cartelli esibiti recitano: Il carbone solo per la brace; Sbrighiamoci o le ultime stagioni saranno solo su Netflix; se si scioglie il ghiaccio come lo fate il Mojito?; Abbiamo saltato lezioni per darne una a voi; Ci avete rotto i polmoni.

Profile Image for Jay .
535 reviews30 followers
February 20, 2025
La strada arranca tra i palazzoni grigi figli della speculazione edilizia, costruiti sulla lunga scia del boom economico, abitazioni popolari divenute dormitori, rifugi di fortuna, case in cui comprimere anni, problemi, persone. La periferia viene percepita come luogo di confine, catalogata alla voce “frontiera”, dove l’emarginazione si abitua a fare i conti con il senso di abbandono, la consapevolezza di essere dimenticati, rimossi da una società cosiddetta civile, rappresentata da istituzioni che si fanno vedere quando conviene, non quando serve. Allora il disagio spesso si trasforma in rabbia, sfogata tirando fuori tutto quello che ognuno si porta dentro.

Emiliano Sbaraglia, professore e scrittore, tra i fondatori dell'associazione Piccoli Maestri, ci regala un romanzo reportage sulla sua esperienza decennale all'interno di una scuola "di frontiera". Cosa significa insegnare letteratura in un contesto come quello di Tor Bella Monaca? Dove i ragazzi hanno visto ormai tutto e sanno tutto: la violenza, l'assenza di punti di riferimento, il degrado, la criminalità, la strada come unica via per il futuro. Dante, in questo contesto, sembra la figura più agli antipodi, in particolare se pensiamo a come viene insegnato nelle scuole italiane, con quella rigidità accademica degna dei grandi nomi della nostra letteratura. Eppure, tramite un linguaggio che si adatta alla quotidianità giovanile, Sbaraglia riesce a far entrare Dante nelle vite degli studenti. La cosa che mi ha colpito è che non abbiamo da una parte un professore/eroe e dall'altra degli studenti/caricature, perché chi vive in periferia rivede le storie narrate in questo breve libro nelle persone che conosce nel quartiere. Mentre la scuola viene mostrata per quello che è, e come si acuisce la situazione nelle periferie: un campo di battaglia contro il disinteresse, la rabbia e le condizioni familiari avverse. Tra battute, provocazioni, interruzioni, i versi di Dante si fanno strada, andando anche a riscoprire il valore dell'oralità come forma di conoscenza e di apprendimento. E allora Dante diventa un 10, anzi, anche "mejo de Totti", diventa anche lui una figura di riferimento, mescolandosi con il calcio, la rivalità, l'amore e il rap.
Un libro semplice, eppure così prezioso, soprattutto per chi ha a che fare con queste realtà.
Profile Image for Maria Elsa.
21 reviews
June 21, 2025
Con uno stile autentico, realistico ma sempre rispettoso nei confronti di tutti i soggetti in campo, Emiliano Sbaraglia ci catapulta all'interno di una terza media di una scuola del quartiere romano Tor Bella Monaca, un istituto che i media etichetterebbero come "scuola di frontiera".
Quello che i media non sanno, però, è che la scuola è fatta di persone e quella di Emiliano Sbaraglia è una di quelle in cui ragazzini e ragazzine preadolescenti sono troppo spesso costretti a crescere in fretta, a diventare disillusi, ad abituarsi a scene che dovrebbero sempre indignarci e spaventarci, a pensare che per loro non ci sia alcun futuro. In questo contesto, però, si può fare la differenza, perché questi ragazzi, vivaci, brillanti, curiosi e molto sensibili, non aspettano altro che qualcuno che creda in loro e gli offra delle possibilità di cambiamento. Chi fa la differenza per loro è il docente di lettere, a volte con una partita a calcetto, altre con un dibattito sul rispetto delle regole e altre ancora tramite la lettura della Divina Commedia in classe. E se qualcuno è ancora un po' scettico su come si può leggere Dante a Tor Bella Monaca, non deve fare altro che immergersi in questa lettura che gli strapperà anche qualche lacrima.
Profile Image for Manuel.
108 reviews6 followers
Read
February 20, 2025
Romanzo/Reportage dalla lettura molto agile. E però: mi sono salite botte di commozione nella lettura (le pagine che precedono la gita a Firenze, per dire). Sarà l’età, o la ferma idea che fare la differenza partendo dalla nostra costituzione sia ancora possibile. Anzi, ci sono persone come Sbaraglia che lo dimostrano giorno per giorno.
373 reviews
January 26, 2025
Sfilata di povertà intellettuale e sociale condita dalla denuncia della situazione disastrosa della scuola italiana. Un insegnante/eroe mitologico che non accetta la situazione e nonostante tutto prova a salvare i suoi alunni da un destino segnato alla nascita. Tutto molto, troppo scontato
Profile Image for Francesco Varlese.
38 reviews
April 3, 2025
Un romanzo che non è un capolavoro ma offre molti spunti di riflessione su svariate tematiche dell’epoca contemporanea: le difficoltà nell’insegnamento (e nell’apprendimento) nella scuola in generale e in quelle periferiche in particolare. Il rapporto adulti/giovani, la fiducia nei giovani che oggi manca sempre più.
Libro intelligente, ottimo per stimolare il confronto, scritto bene.
Profile Image for Veronica Boccitto.
1 review
September 6, 2025
Una fiera di banalità. È a mio parere un libro pieno di luoghi comuni, per loro natura falsi e fuorvianti, sulla scuola e sull’insegnamento, a cui non mancano malcelate pillole di sessismo. Peraltro si dà voce a studenti di terza media con parole e pensieri che non appartengono loro, ma a studenti delle superiori. Per nulla realistico e assolutamente incapace di suscitare alcun tipo di riflessione valida e utile. Un’occasione sprecata in un momento così delicato per la scuola.
Profile Image for Lymphiecat Beatrice Delle Cave.
58 reviews2 followers
March 30, 2025
Ripassone a volo d’uccello della Divina Commedia, tutto condito da un po’ di nostalgia! Un bel libro da leggere nelle scuole e, soprattutto, da far leggere ai professori!
Profile Image for Magnolitaz.
374 reviews13 followers
September 13, 2025
“Perché se c'è qualcosa che si può imparare dopo anni di insegnamento, più precari che di ruolo, è che in certe scuole alla figura-simbolo, molto novecentesca, del professore "missionario", dell'insegnante di frontiera che "sacrifica" la sua carriera per andare in soccorso dei bisognosi e degli ultimi, sia arrivato il momento di sostituire e diffondere nell'immaginario collettivo, oggi tanto spesso critico nei confronti del corpo docente, un'altra e ben diversa figura: quella dell'insegnante-professionista, vale a dire di un dipendente pubblico del Ministero dell'Istruzione (l'aggettivo "Pubblica" è stato tristemente rimosso da tempo, ora c'è il "Merito") che svolga il suo lavoro tenendo presente il contesto sociale, agendo di conseguenza. Perché ogni luogo è diverso, ogni scuola è diversa, ogni classe è diversa, ogni studente è diverso. Per fortuna. E il nostro compito, il nostro dovere di dipendenti pubblici, è quello di trasformare la diversità in ricchezza, in valore aggiunto, in una reciproca opportunità.”
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