“La vita non aspetta nessuno: né ordinati, né disordinati. Non fa differenze, lei. Il suono dell’ultimo gong può sorprenderci in qualunque momento e nulla importa a chi lo suona se quell’istante ci trova nudi o elegantissimi, giovani o vecchi, ricchi o poveri, pronti o impreparati. E nemmeno se siamo ordinati o no.” Passiamo buona parte della nostra vita cercando di metterla in ordine: a casa, sul lavoro, persino dentro noi stessi. A cosa rinunciamo mentre impieghiamo così tanta energia nella ricerca di un ordine perfetto? E se scoprissimo troppo tardi che ciò che ci rende davvero felici non nasce dalla disciplina ma dal caos? Anne Marie Canda ci invita a ripensare tutta la nostra vita, a vedere quanti limiti imponiamo a noi stessi e quanto tempo perdiamo abbracciando un’idea dell’universo e dell’esistenza fondata sull’ordine. Dopo il successo di "Il magico potere del riordino", un libro sincero e appassionato che insegna a trovare nel disordine il segreto per vivere felici.
Premessa 1: sono disordinata, anzi di più!, ma il mio è un caos ordinato. Quanti disordinati l'avranno detto? Tanti. Gli ordinati non ci credono ma i disordinati come me sanno che il caos disordinato esiste ed è il loro habitat naturale. Premessa 2: non sono solita comprare libri che giustifichino una mia abitudine o cerchino di farmela cambiare, ma quest'anno nell'offerta aziendale di ebook gratuiti non c'era proprio niente che m'ispirasse, e dunque sono finita a "comprare gratis" ebook su creatività, pensiero laterale, intelligenza emotiva, e questo libro sul disordine. Con la segreta illusione e la palese disillusione che accompagna acquisti come questo. Premessa 3: in passato ho acquistato testi di decluttering feng-shui, et similia, nella segreta speranza che mi avrebbero dato una bacchetta magica che mi avrebbe aiutato nella gestione di lavoro casa e due figli, impresa che per una disordinata ha un che di tragicomico. Ma ho smesso in fretta di illudermi che da un libro potesse nascere ordine.
Fatte queste premesse vi scrivo la mia recensione.
Recensione: questo libro poteva essere condensato in poche, davvero poche righe: . Sono davvero parole che tutti, ordinati o disordinati, potremmo avere detto o scritto perché sono dettate semplicemente da buon senso. Il resto del libro è compiaciuto autobiografismo condito con (prevedibili) pseudo giustificazioni storiche, artistiche, e anche fisiche. Quindi se volete risparmiare qualche euro, leggetevi lo spoiler e avrete letto tutto quello che questo libro ha da dire. Credete a una disordinata che ha imparato a vivere col proprio disordine senza esaltarlo e senza denigrarlo, semplicemente accettandolo.
Non sono un’amante dei manuali o dei libri di self-help (non so se si possa inserire in queste categorie questo libro però per alcuni aspetti me le ha ricordate) ma mi è stato regalato ed ero curiosa.. ho trovato la scrittura e il tono dell’autrice problematici: esortazioni, grassofobia, giudizi da una situazione di ovvio privilegio. Alcune riflessioni le ho trovate interessanti, spingono a non fermarsi al conosciuto però in tutta onestà, non lo consiglierei proprio per il tono e le parole dell’autrice.
A book centered on a complex and articulated point: order (and disorder as counterpart). The author embraces the "Chaos theory" on its simple form, without maths references, and tries to extract the importance of time and how to don't waste it. She (the author) argues very well whats order and disorder are and why, often, the disorder is better. I'm not fully agree with her, but I can not deny the correctness of some thoughts.