C’è qualcosa, a Roma, un essere senza nome e senza volto che minaccia la vita di divinatori e purificatori e mette a repentaglio l’equilibrio del Cosmo. La guaritrice di anime Apollonia – in arte Khepri – vive la sua vita tranquilla alla periferia di Roma, ma quando la sua anima viene attaccata è costretta a chiedere aiuto alla Comunità, una rete di persone con poteri speciali. Inizia per lei un viaggio contro il tempo, che la porterà a incontrare singolari personaggi, tra maghi, gatti mutaforma, spiriti del confine e sciamani italodisco. Mentre lotta per salvare la sua vita, Apollonia dovrà affrontare i suoi demoni interiori e scendere a patti con i suoi poteri. Riuscirà a fermare il suo misterioso aggressore, salvando se stessa e la Comunità, e a ristabilire l’equilibrio? Oppure l’essere senza nome conosce la chiave per schiacciarla una volta per sempre?
L’incipit di questo romanzo è davvero accattivante, infatti mi ha coinvolto fin dal primo capitolo. È una storia un po’ diversa dal solito che intriga per la sua originalità. La prima metà del romanzo, infatti, è molto interessante e scorrevole. Ricca di suspence e di emotività, trasmette al lettore un senso di irrequietezza e apprensione per quello che potrà succedere. La seconda metà, tuttavia, ha iniziato ad essere un po’ più complicata da seguire. Vengono introdotti nuovi personaggi, molti dei quali poi si perdono durante lo sviluppo della trama, fino ad arrivare ad un plot twist un po’ raffazzonato, in quanto viene introdotto da una realizzazione della protagonista priva di vere e proprie spiegazioni, lasciando il lettore un po’ spiazzato e confuso. Gli ultimi capitoli in special modo sono molto confusionari, ricchi di astrattismi che rendono difficile per il lettore capire in quale realtà stiano accadendo e quindi rallentano molto la lettura.
In generale lo ritengo un romanzo unico e ben scritto. Si tratta di una vera e propria storia di formazione, in quanto accompagna il lettore nella crescita personale di Apollonia che riesce finalmente a capire cosa vuole essere. Il livello di empatia è molto alto e la narrazione è semplice ma di livello, permettendo una piacevole esperienza di lettura.
Se cercate un low fantasy standalone sviluppato sulle basi dell’occulto, allora questo può essere una buona scelta.
L’ombra del divoratore è stato per me il libro giusto al momento giusto, mi ha ri-catapultata nel mondo degli urban fantasy (quelli veri, quelli che ho amato per anni) e per questo ringrazio DI CUORE la scrittrice.
La trama è intrigante, non è astrusa o complessa da seguire, tuttavia ci sono una serie di espedienti (spoiler senza contesto: il topo e il nome) che ho amato particolarmente, anche per l’originalità. Il movimento costante della storia, i nuovi personaggi bizzarri che Apollonia (la protagonista) incontra lungo il suo percorso e la voglia di scoprire dove saremmo andati a parare sono tutte cose che mi hanno tenuta incollata alle pagine fino alla fine.
La vera forza del romanzo però è Apollonia: una protagonista divertente, dinamica, molto umana e che non si svela tutta in una volta, ma costringe chi legge a procedere anche solo per poterla capire meglio. È ironica, ha un carattere schivo, fatica a fidarsi del prossimo, anche quando fidarsi è l’unica cosa che può fare e questi sono solo alcuni degli elementi che me la hanno fatta risuonare così tanto. Il percorso che compie nella storia è stato bellissimo da seguire: Apollonia cresce e cambia sotto lo sguardo del lettore e questo arco è descritto molto bene.
Concludo dicendo che mi sarebbe piaciuto vedere e conoscere qualcosa di più di alcuni personaggi (alcuni compaiono per poco ed è giusto così, su altri avrei forse voluto sapere qualcosa di più) e della relazione di Apollonia con alcuni di loro (ho adorato il rapporto col cugino, proprio per questo mi sarebbe piaciuto conoscerne meglio i pregressi)!
Considerate che ho letto questo libro in due settimane, in un periodo in cui il mio cervello sembra faticare particolarmente con la lettura. Si è rivelata esattamente la lettura di cui avevo bisogno in questo momento: scorrevole (ma mai banale), accattivante nella trama e nelle atmosfere, ma soprattutto capace di temermi incollata in un momento in cui mi sentivo lontana dalla lettura.