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Onesto
Un romanzo intenso e poetico che ci insegna a lasciar andare per riscoprire la vita con occhi nuovi.
Guido, detto Cognac, abita in un casello dismesso della vecchia ferrovia adagiata tra i boschi del Cadore insieme a Moglie, la sua gatta. È anziano e non possiede più nulla se non una cartelletta piena di lettere indirizzate alle cime delle montagne. Sono pagine scritte a mano da un uomo che si firma con il nome di Onesto e racconta la sua vita con il fratello gemello Santo, l'incontro con Celeste, la guerra, la morte e l'amore.
Sembrano storie semplici, di persone che accettano il destino senza porsi domande, aggrappate alla vita come i larici ai pendii più scoscesi. E invece rivelano vicende un rapimento, un figlio ritrovato, una bomba nella notte, un segreto pieno di vergogna e un amore inconfessabile e travolgente.
Con una scrittura limpida e toccante, Francesco Vidotto va dritto al cuore delle cose e ci rivela qualcosa di il vero coraggio non è tenere, ma lasciare andare, ogni cosa - la paura, l'incertezza, il passato, il futuro, gli appigli - proprio come scalare una montagna.
Guido, detto Cognac, abita in un casello dismesso della vecchia ferrovia adagiata tra i boschi del Cadore insieme a Moglie, la sua gatta. È anziano e non possiede più nulla se non una cartelletta piena di lettere indirizzate alle cime delle montagne. Sono pagine scritte a mano da un uomo che si firma con il nome di Onesto e racconta la sua vita con il fratello gemello Santo, l'incontro con Celeste, la guerra, la morte e l'amore.
Sembrano storie semplici, di persone che accettano il destino senza porsi domande, aggrappate alla vita come i larici ai pendii più scoscesi. E invece rivelano vicende un rapimento, un figlio ritrovato, una bomba nella notte, un segreto pieno di vergogna e un amore inconfessabile e travolgente.
Con una scrittura limpida e toccante, Francesco Vidotto va dritto al cuore delle cose e ci rivela qualcosa di il vero coraggio non è tenere, ma lasciare andare, ogni cosa - la paura, l'incertezza, il passato, il futuro, gli appigli - proprio come scalare una montagna.
256 pages, Kindle Edition
Published January 2, 2025
About the author
Francesco Vidotto
11 books48 followersDopo una laurea in Economia e una lunga attività come manager d'azienda, ha scelto di dedicarsi esclusivamente alla scrittura ed è tornato a vivere a Tai di Cadore, tra le Dolomiti. Ha pubblicato: Il selvaggio (Carabba 2005), Signore delle cime (Carabba 2007), Siro (Minerva 2011, premio Cortina d'Ampezzo per la letteratura di montagna e premio eLEGGERE LIBeRI di Tione di Trento), Zoe (Minerva 2012), Oceano (Minerva 2014, premio Torre Petrosa e premio Latisana per la letteratura del Nord Est).
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Community Reviews
Displaying 1 - 30 of 250 reviews
January 13, 2025
Non ho mai scritto una recensione su Goodreads, ma questa volta eccomi.
E il bello è che non so nemmeno cosa dire.
Uno dei libri più belli di sempre.
Ci ho lasciato il cuore in questo libro che, a specchio, porterò sempre con me.
In questo libro c'è amore.
L'amore per una madre, l'amore per un fratello, l'amore per una donna; l'amore per le storie e l'amore per le persone, che sono esse stesse storie.
Da leggere e rileggere.
Basta, non so più che dire.
Onesto, tornerò da te.
Le mie montagne sei tu.
P.S.: ho sottolineato frasi anche nella sezione dei ringraziamenti, ho detto tutto
E il bello è che non so nemmeno cosa dire.
Uno dei libri più belli di sempre.
Ci ho lasciato il cuore in questo libro che, a specchio, porterò sempre con me.
In questo libro c'è amore.
L'amore per una madre, l'amore per un fratello, l'amore per una donna; l'amore per le storie e l'amore per le persone, che sono esse stesse storie.
Da leggere e rileggere.
Basta, non so più che dire.
Onesto, tornerò da te.
Le mie montagne sei tu.
P.S.: ho sottolineato frasi anche nella sezione dei ringraziamenti, ho detto tutto
May 29, 2025
Aiut. Molto diplomaticamente mi limiterò a scrivere "Not my cup of tea". Ancor più diplomaticamente aggiungerò che mi consola pensare a cosa questo libro sia servito: negli ultimi anni mi sono innamorata ed entusiasmata con così tanti libri tutti ambientati in montagna, che pensavo di essere rincretinita. Temevo che bastasse solo un'ambientazione montanara per mandarmi in brodo di giuggiole, invece questo libro mi dimostra che non è così, mi ci vuole un po' di più.
January 8, 2025
Uno dei libri più belli che io abbia mai letto. Difficilmente mi commuovo per un libro a tal punto da lasciarmi andare in un pianto liberatorio. Ha toccato corde del mio animo con dolcezza e delicatezza.
Uscite tutti di casa. Passeggiate ed ascoltate le storie delle persone, parlate con chi ha vissuto una vita intera.
“Due nomi che, solamente a dirlo insieme, valgono un libro intero”
Uscite tutti di casa. Passeggiate ed ascoltate le storie delle persone, parlate con chi ha vissuto una vita intera.
“Due nomi che, solamente a dirlo insieme, valgono un libro intero”
April 22, 2025
Santo dio uno dei libri più brutti (forse il più brutto) che abbia mai letto. Non c'è niente che funziona. Niente. Si capisce subito chi è Guido Contin, Onesto non è onesto per niente, il tema della violenza è trattato in maniera vergognosa, uso del termine "montanaro" in maniera non ironica e potrei andare avanti almeno un'altra ora a elencare cosa non va. Ma ci sono due cose che superano tutto il resto. La prima, è lo spottone ad Ossini. Nel bel mezzo della """"narrazione"""", in quello che dovrebbe essere uno dei momenti più tesi del racconto, si cita Massimiliano Ossini, il programma che conduce e il fatto che abbia intervistato Vidotto. Perché? Bella domanda, non avremo risposta.
La seconda è la scrittura. Aiuto. Sono 252 pagine di frase-punto frase-punto frase-punto. Il ripetere mille volte "Guido Contin detto Cognac" per cercare di darsi un proprio marchio autoriale è la ciliegina sulla torta.
I gusti sono gusti, ma cristo dio, com'è possibile che piaccia una cosa del genere? Davvero siamo peggiorati tanto?
La seconda è la scrittura. Aiuto. Sono 252 pagine di frase-punto frase-punto frase-punto. Il ripetere mille volte "Guido Contin detto Cognac" per cercare di darsi un proprio marchio autoriale è la ciliegina sulla torta.
I gusti sono gusti, ma cristo dio, com'è possibile che piaccia una cosa del genere? Davvero siamo peggiorati tanto?
December 26, 2024
Questo è un racconto che, alla fine della lettura, lascia un'immensa dolcezza nel cuore. La storia sa essere cruda e delicata assieme, l'amore per le montagne è tangibile ma non invadente, la passione con cui l'autore ha scritto questa stupenda novella si percepisce in ogni parola. È un libro coccola che consiglio a tutti di leggere.
June 27, 2026
Čest v době lajků: Onesto je tak tichá, až hřeje u srdce
Já vím, že dlouhé recenze nikdo nečte, ale stejně mi to nedalo. Speciálně v tomto případě, kdy mě ta kniha zasáhla dost osobně.
Často se píše o tom, že se dnes všechno neustále zrychluje a zplošťuje, že už nezbývá místo pro ticho. Pro ticho, které není prázdné, ale naopak tak hutné, až by se dalo krájet jako poctivý italský sýr. A právě tohle ticho – to skutečné, horské, syrové ticho – na mě dýchlo z knihy Onesto, kterou napsal Francesco Vidotto a do češtiny ji s úžasným citem přeložila Monika Štefková.
Neměl jsem žádná velká očekávání, když jsem knihu otevíral. Možná jsem se trochu bál, že to bude další hloubavý příběh o tom, jak sám sebe najít v krásné přírodě kdesi v horách. Díky bohu jsem se mýlil. Vidotto není autor, který by čtenáře vodil za ruku nebo ho utápěl v patetických metaforách. Je úsporný, ale ne proto, aby kniha byla co nejkratší. Jako by si autor před každou větou položil otázku: „Potřebuje to ten příběh, nebo se jen předvádím?“ A protože Vidotto očividně není exhibicionista, výsledek je čirý, koncentrovaný literární destilát.
Co mě na knize okouzlilo jako první, je způsob, jakým autor pracuje s prostředím. Dolomity nejsou v tomto románu pouhá kulisa, před kterou se odehrává děj. Ony jsou hlavní postavou. Jsou drsné, nepředvídatelné, laskavé i smrtící zároveň. Když se hlavní hrdina toulá vysoko v horách, slyšíte to specifické praskání mrazu. Je to psaní, které ve vás vyvolá potřebu okamžitě si sbalit batoh a vyrazit někam, kde vás mobilní signál konečně přestane obtěžovat. Ale pozor, po dočtení této knihy vás možná přejde chuť na tu romantickou představu o horských chatách s wi-fi a teplým kakaem. Vidotto vám totiž připomene, že příroda není žádná „wellness destinace“, ale místo, kde člověk musí prokázat, jestli si svou existenci zaslouží.
Tím se dostáváme k jádru všeho: k oné čestnosti, která je naznačena v názvu knihy.
V dnešní době, kdy se morálka často ohýbá podle toho, co zrovna „letí“ na sociálních sítích, působí hlavní hrdina knihy jako zjevení z jiného světa. Je to člověk, který si vybral cestu nekompromisní integrity. A není to žádný svatoušek, který by se vznášel deset centimetrů nad zemí. Je to tvrdohlavý, možná až nepříjemně důsledný chlap, který pochopil, že pokud chce zůstat věrný sám sobě, musí občas přijmout samotu jako svou jedinou společnici. Sledovat jeho rozhodování, kdy váží „snadnou cestu“ proti té „správné“, je pro čtenáře fascinující i trochu bolestivá lekce. Nutí mě to sedět v křesle, dívat se z okna a ptát se sám sebe: „Co bych v tuhle chvíli udělal já? Měl bych tu odvahu být takhle nevýhodně čestný?“
A teď k překladu. Monika Štefková odvedla kus poctivé práce. Přeložit italštinu, která je ze své podstaty košatá a zpěvná, do češtiny, která v rukou nešikovného překladatele může znít těžkopádně, je výzva. Štefková ale dokázala zachovat ten specifický rytmus a minimalismus, který je pro Vidotta tak typický. Věty mají švih, nápěv a vnitřní logiku, která vás nepustí. Je to překlad, který cítíte, a to je u literatury největší kompliment, jaký si dovedu představit.
Celá kniha je prostoupena melancholií, ale není to ta uplakaná, sebedestruktivní melancholie, ze které vás rozbolí hlava. Je to melancholie povznášející. Je to smutek z toho, že čas letí, že hory jsou věčné a my jen pomíjiví hosté, ale je to zároveň oslava toho, že jsme ten čas dostali a můžeme ho prožít s nějakým smyslem. Vidotto mi připomněl, že život není o tom, kolik lajků nasbíráte, ale o tom, jestli se dokážete ráno podívat do zrcadla a říct si: „Ano, dneska jsem to nepodělal.“
Samozřejmě, musím přidat i špetku humoru, i když se to k takovému vážnému tématu možná nehodí, ale já si nemohu pomoci. Během čtení jsem měl neustále pocit, že kdyby se hlavní hrdina potkal s někým z dnešních influencerů, kteří v Dolomitech fotí své „autentické“ příběhy na Instagram, pravděpodobně by je s úctyhodným klidem poslal někam do hlubokého údolí, aby tam v tichu pochopili rozdíl mezi skutečným životem a filtrem „Lark“. Tenhle vnitřní obraz mě při čtení několikrát upřímně pobavil.
Pokud hledáte knihu, u které si uvaříte čaj, zalezete pod deku a na pár hodin se ztratíte v příběhu, který ve vás dozní ještě dlouho po otočení poslední stránky, Onesto je přesně pro vás. Není to čtení pro každého, vyžaduje trochu trpělivosti a ochotu nechat na sebe působit ticho mezi řádky. Ale pokud na to přistoupíte, odmění se vám nečekanou hloubkou. Je to připomínka, že i když jsme obklopeni hlukem, elektronikou a povrchními vztahy, pořád máme možnost vybrat si vlastní cestu. I kdyby ta cesta vedla přímo do mrazivé horské pustiny. A možná právě tam, daleko od všech těch „skvělých příležitostí“ a „slevových kódů“, konečně najdeme to, co jsme celou dobu hledali. Svou vlastní čest.
Vidotto napsal knihu, která mi připomněla, proč vlastně vůbec čtu. Čtu, abych se na chvíli stal někým jiným, abych viděl svět jinýma očima a abych se po zavření knihy cítil trochu bohatší, než jsem byl předtím. A Onesto přesně tohle splňuje. Je to kniha, která vás sice neuvrhne do víru zběsilých akčních scén, ale zato ve vás rozsvítí malé, klidné světlo, které jen tak nezhasne. A za to mu – a samozřejmě i překladatelce – děkuji. Protože v dnešní době je takových světel zatraceně potřeba. Kéž by bylo víc knih, které se nebojí být tiché, lidské a zatraceně čestné. Vážně to stojí za to.
Já vím, že dlouhé recenze nikdo nečte, ale stejně mi to nedalo. Speciálně v tomto případě, kdy mě ta kniha zasáhla dost osobně.
Často se píše o tom, že se dnes všechno neustále zrychluje a zplošťuje, že už nezbývá místo pro ticho. Pro ticho, které není prázdné, ale naopak tak hutné, až by se dalo krájet jako poctivý italský sýr. A právě tohle ticho – to skutečné, horské, syrové ticho – na mě dýchlo z knihy Onesto, kterou napsal Francesco Vidotto a do češtiny ji s úžasným citem přeložila Monika Štefková.
Neměl jsem žádná velká očekávání, když jsem knihu otevíral. Možná jsem se trochu bál, že to bude další hloubavý příběh o tom, jak sám sebe najít v krásné přírodě kdesi v horách. Díky bohu jsem se mýlil. Vidotto není autor, který by čtenáře vodil za ruku nebo ho utápěl v patetických metaforách. Je úsporný, ale ne proto, aby kniha byla co nejkratší. Jako by si autor před každou větou položil otázku: „Potřebuje to ten příběh, nebo se jen předvádím?“ A protože Vidotto očividně není exhibicionista, výsledek je čirý, koncentrovaný literární destilát.
Co mě na knize okouzlilo jako první, je způsob, jakým autor pracuje s prostředím. Dolomity nejsou v tomto románu pouhá kulisa, před kterou se odehrává děj. Ony jsou hlavní postavou. Jsou drsné, nepředvídatelné, laskavé i smrtící zároveň. Když se hlavní hrdina toulá vysoko v horách, slyšíte to specifické praskání mrazu. Je to psaní, které ve vás vyvolá potřebu okamžitě si sbalit batoh a vyrazit někam, kde vás mobilní signál konečně přestane obtěžovat. Ale pozor, po dočtení této knihy vás možná přejde chuť na tu romantickou představu o horských chatách s wi-fi a teplým kakaem. Vidotto vám totiž připomene, že příroda není žádná „wellness destinace“, ale místo, kde člověk musí prokázat, jestli si svou existenci zaslouží.
Tím se dostáváme k jádru všeho: k oné čestnosti, která je naznačena v názvu knihy.
V dnešní době, kdy se morálka často ohýbá podle toho, co zrovna „letí“ na sociálních sítích, působí hlavní hrdina knihy jako zjevení z jiného světa. Je to člověk, který si vybral cestu nekompromisní integrity. A není to žádný svatoušek, který by se vznášel deset centimetrů nad zemí. Je to tvrdohlavý, možná až nepříjemně důsledný chlap, který pochopil, že pokud chce zůstat věrný sám sobě, musí občas přijmout samotu jako svou jedinou společnici. Sledovat jeho rozhodování, kdy váží „snadnou cestu“ proti té „správné“, je pro čtenáře fascinující i trochu bolestivá lekce. Nutí mě to sedět v křesle, dívat se z okna a ptát se sám sebe: „Co bych v tuhle chvíli udělal já? Měl bych tu odvahu být takhle nevýhodně čestný?“
A teď k překladu. Monika Štefková odvedla kus poctivé práce. Přeložit italštinu, která je ze své podstaty košatá a zpěvná, do češtiny, která v rukou nešikovného překladatele může znít těžkopádně, je výzva. Štefková ale dokázala zachovat ten specifický rytmus a minimalismus, který je pro Vidotta tak typický. Věty mají švih, nápěv a vnitřní logiku, která vás nepustí. Je to překlad, který cítíte, a to je u literatury největší kompliment, jaký si dovedu představit.
Celá kniha je prostoupena melancholií, ale není to ta uplakaná, sebedestruktivní melancholie, ze které vás rozbolí hlava. Je to melancholie povznášející. Je to smutek z toho, že čas letí, že hory jsou věčné a my jen pomíjiví hosté, ale je to zároveň oslava toho, že jsme ten čas dostali a můžeme ho prožít s nějakým smyslem. Vidotto mi připomněl, že život není o tom, kolik lajků nasbíráte, ale o tom, jestli se dokážete ráno podívat do zrcadla a říct si: „Ano, dneska jsem to nepodělal.“
Samozřejmě, musím přidat i špetku humoru, i když se to k takovému vážnému tématu možná nehodí, ale já si nemohu pomoci. Během čtení jsem měl neustále pocit, že kdyby se hlavní hrdina potkal s někým z dnešních influencerů, kteří v Dolomitech fotí své „autentické“ příběhy na Instagram, pravděpodobně by je s úctyhodným klidem poslal někam do hlubokého údolí, aby tam v tichu pochopili rozdíl mezi skutečným životem a filtrem „Lark“. Tenhle vnitřní obraz mě při čtení několikrát upřímně pobavil.
Pokud hledáte knihu, u které si uvaříte čaj, zalezete pod deku a na pár hodin se ztratíte v příběhu, který ve vás dozní ještě dlouho po otočení poslední stránky, Onesto je přesně pro vás. Není to čtení pro každého, vyžaduje trochu trpělivosti a ochotu nechat na sebe působit ticho mezi řádky. Ale pokud na to přistoupíte, odmění se vám nečekanou hloubkou. Je to připomínka, že i když jsme obklopeni hlukem, elektronikou a povrchními vztahy, pořád máme možnost vybrat si vlastní cestu. I kdyby ta cesta vedla přímo do mrazivé horské pustiny. A možná právě tam, daleko od všech těch „skvělých příležitostí“ a „slevových kódů“, konečně najdeme to, co jsme celou dobu hledali. Svou vlastní čest.
Vidotto napsal knihu, která mi připomněla, proč vlastně vůbec čtu. Čtu, abych se na chvíli stal někým jiným, abych viděl svět jinýma očima a abych se po zavření knihy cítil trochu bohatší, než jsem byl předtím. A Onesto přesně tohle splňuje. Je to kniha, která vás sice neuvrhne do víru zběsilých akčních scén, ale zato ve vás rozsvítí malé, klidné světlo, které jen tak nezhasne. A za to mu – a samozřejmě i překladatelce – děkuji. Protože v dnešní době je takových světel zatraceně potřeba. Kéž by bylo víc knih, které se nebojí být tiché, lidské a zatraceně čestné. Vážně to stojí za to.
April 14, 2025
Una storia intima e delicata, che ci trasporta in un altro tempo (a partire dal primo ventennio del '900 ad oggi) e in un altro luogo (tra le montagne del Cadore), dove la vita era più difficile e fragile ma al contempo più pura nei rapporti tra le persone.
È uno di quei romanzi che dopo averlo letto ti lascia dentro una traccia di positività e bellezza.
È uno di quei romanzi che dopo averlo letto ti lascia dentro una traccia di positività e bellezza.
July 26, 2026
Stupendo! Delicato, dolce. La tenerezza di Onesto commovente. Leggetelo!
June 14, 2025
La storia di Onesto (di nome e di fatto) ci porta tra le vette delle montagne del Cadore, là dove l’aria si rarefa. Per chi lo ha sperimentato, facendo trekking, escursioni o scalate in montagna, sa che le parole di Onesto sono vere:
“in molti credono che per scalare ci voglia forza, invece è proprio il contrario. Scalare non è questione di tenere, è questione di lasciar andare. Ogni cosa. La paura, l’incertezza, il dubbio, le sicurezze, i problemi, le soluzioni, il passato, il futuro, le prese, gli appigli. Tutto quanto. Lasciare andare in un movimento continuo che avvicina al cielo.”
Guido Contin detto Cognac ci fa conoscere la storia di Onesto, Santo e Celeste
Onesto e Celeste sono legati da un amore lungo tutta la vita e inconfessabile.
Santo è il fratello gemello di Onesto: anche questo legame indissolubile dovrà scontrasi con la separazione e con un destino che accettano senza opporsi, nonostante il dolore, la violenza e la brutalità, sorretto dalla forza granitica e assoluta del vero amore, che sopravvive a ogni cosa.
Attraverso le lettere custodite da Guido Contin detto Cognac e scritte a mano da Onesto, Francesco e Lucia si innamorano delle montagne del Cadore e noi con loro
“Con le gambe penzoloni e le braccia stanche, restammo a guardare il panorama incantato.Che libertà!Il cielo era perfetto e le cime aguzze s’inseguivano all’orizzonte disegnando l’elettrocardiogramma del mondo.Gli spalti di Toro, il Cridola, il Montanel, Croda Longa, il monte Pera, il Pelmo, il Duranno, Croda Mandrin, il Ciaudierona.Prima solamente montagne e, dopo le lettere di Onesto, anche persone.“Perché scrivere a una montagna?” domandai a Lucia.Rimase zitta qualche attimo.“Si scrive a chi si ama,” rispose soltanto.”
“in molti credono che per scalare ci voglia forza, invece è proprio il contrario. Scalare non è questione di tenere, è questione di lasciar andare. Ogni cosa. La paura, l’incertezza, il dubbio, le sicurezze, i problemi, le soluzioni, il passato, il futuro, le prese, gli appigli. Tutto quanto. Lasciare andare in un movimento continuo che avvicina al cielo.”
Guido Contin detto Cognac ci fa conoscere la storia di Onesto, Santo e Celeste
Onesto e Celeste sono legati da un amore lungo tutta la vita e inconfessabile.
Santo è il fratello gemello di Onesto: anche questo legame indissolubile dovrà scontrasi con la separazione e con un destino che accettano senza opporsi, nonostante il dolore, la violenza e la brutalità, sorretto dalla forza granitica e assoluta del vero amore, che sopravvive a ogni cosa.
Attraverso le lettere custodite da Guido Contin detto Cognac e scritte a mano da Onesto, Francesco e Lucia si innamorano delle montagne del Cadore e noi con loro
“Con le gambe penzoloni e le braccia stanche, restammo a guardare il panorama incantato.Che libertà!Il cielo era perfetto e le cime aguzze s’inseguivano all’orizzonte disegnando l’elettrocardiogramma del mondo.Gli spalti di Toro, il Cridola, il Montanel, Croda Longa, il monte Pera, il Pelmo, il Duranno, Croda Mandrin, il Ciaudierona.Prima solamente montagne e, dopo le lettere di Onesto, anche persone.“Perché scrivere a una montagna?” domandai a Lucia.Rimase zitta qualche attimo.“Si scrive a chi si ama,” rispose soltanto.”
January 18, 2025
Un romanzo che è un cioccolatino.
Poetico, delicato, lieve. E di una semplicità che oggi molte, troppe storie, hanno perso.
Qui non si vuole spettacolarizzare, si vuole solo arrivare al cuore parlando di sentimenti genuini, amore fraterno, guerra, passione. E la voce di chi parla, limpida come le montagne alle quali si rivolge, ci arriva diretta e ci culla, dall’inizio alla fine.
E’ la voce di Onesto, un uomo vissuto fra le montagne del Cadore anni fa. Un uomo semplice, dalle mani forti, dalla pelle dura, dal cuore grande. Onesto affida il racconto della sua vita a una serie di lettere, ciascuna indirizzata a una diversa cima delle montagne: il rapporto col fratello gemello Santo, la vita povera e semplice con la madre, l’incontro con la bella Celeste, una violenza, la guerra. E queste lettere sono ora in una cartelletta del vecchio Guido Contini, detto Cognac, un boscaiolo che vive fra le stesse montagne insieme a Moglie, la sua gatta: la lettura di queste lettere costituisce dunque una storia nella storia, fino a un toccante (seppur scontato) finale.
Non trovo altre parole per descrivere la bellissima genuinità di questo libro. Perché è così poco conosciuto?
Poetico, delicato, lieve. E di una semplicità che oggi molte, troppe storie, hanno perso.
Qui non si vuole spettacolarizzare, si vuole solo arrivare al cuore parlando di sentimenti genuini, amore fraterno, guerra, passione. E la voce di chi parla, limpida come le montagne alle quali si rivolge, ci arriva diretta e ci culla, dall’inizio alla fine.
E’ la voce di Onesto, un uomo vissuto fra le montagne del Cadore anni fa. Un uomo semplice, dalle mani forti, dalla pelle dura, dal cuore grande. Onesto affida il racconto della sua vita a una serie di lettere, ciascuna indirizzata a una diversa cima delle montagne: il rapporto col fratello gemello Santo, la vita povera e semplice con la madre, l’incontro con la bella Celeste, una violenza, la guerra. E queste lettere sono ora in una cartelletta del vecchio Guido Contini, detto Cognac, un boscaiolo che vive fra le stesse montagne insieme a Moglie, la sua gatta: la lettura di queste lettere costituisce dunque una storia nella storia, fino a un toccante (seppur scontato) finale.
Non trovo altre parole per descrivere la bellissima genuinità di questo libro. Perché è così poco conosciuto?
September 25, 2026
لأنك كنت أجمل أحلامي، والأحلام، عندما تستيقظ، تتلاشي.
April 11, 2025
Onesto è un libro dolcissimo, come una carezza. Si legge piano piano, quasi per rispetto di una storia narrata con tanto amore.
Essa si svolge prevalentemente tra il '25 ed il '40 a Pozzale di Cadore, un minuscolo paesino sulle montagne del Bellunese. Altri tempi, altri ritmi, altre abitudini. Modi di vivere (neanche a dirlo, completamente diversi dai nostri) che in questo libro vengono ritratti con accuratezza.
Onesto è un libro di montagna, dove le montagne sono più di una semplice ambientazione: se la giocano per il ruolo di protagonista al pari dei personaggi.
Onesto è anche una continua lezione di vita, vuoi per le riflessioni a cui l'autore conduce il lettore, prendendolo per mano, vuoi per le numerosissime "pillole" disseminate lungo tutto il libro.
Un libro molto accessibile, con periodi brevi e parole comuni. Non tanto per poter raggiungere un pubblico il più ampio possibile, ma perché, come dice Guido Contin detto Cognac, «la verità richiede sempre poche parole».
Essa si svolge prevalentemente tra il '25 ed il '40 a Pozzale di Cadore, un minuscolo paesino sulle montagne del Bellunese. Altri tempi, altri ritmi, altre abitudini. Modi di vivere (neanche a dirlo, completamente diversi dai nostri) che in questo libro vengono ritratti con accuratezza.
Onesto è un libro di montagna, dove le montagne sono più di una semplice ambientazione: se la giocano per il ruolo di protagonista al pari dei personaggi.
Onesto è anche una continua lezione di vita, vuoi per le riflessioni a cui l'autore conduce il lettore, prendendolo per mano, vuoi per le numerosissime "pillole" disseminate lungo tutto il libro.
Un libro molto accessibile, con periodi brevi e parole comuni. Non tanto per poter raggiungere un pubblico il più ampio possibile, ma perché, come dice Guido Contin detto Cognac, «la verità richiede sempre poche parole».
December 11, 2025
“Un passo alla volta, come sempre accade in montagna, le parole tacciono e diventano respiri.”
Anche le parole con cui Vidotto racconta la storia di Onesto sono stringate, rarefatte e misurate come lenti respiri.
Perché sono parole che abitano montagne maestose e silenti, remote vette sempre uguali a sé stesse, cime che guardano tutto dall’alto, mentre i drammi degli esseri umani si compiono; mentre il dolore taciuto trasforma su ogni volto i lineamenti e il tempo incessante va scavando sulla pelle solchi sempre più fondi.
Il narratore di questo racconto è il vecchio Guido Contin, detto Cognac, che conserva tutte le lettere che Onesto, il protagonista, ha scritto alle montagne, dedicando ognuna delle sue confessioni a una specifica cima. “Si scrive a chi si ama” dice qualcuno, ma nello stesso tempo questo è l’espediente per poter scrivere a sé stessi, quando tutto quello che per troppo tempo si è tenuto serrato nel cuore rompe gli argini e preme per uscire.
Dice Vidotto che Guido Contin è una persona reale e che queste lettere, originariamente scritte in dialetto, esistono davvero. Lui le avrebbe dunque “tradotte” e consegnate a chi abbia voglia di conoscerle. Non lo so. So che questa storia ha intensità di romanzo e vibrazione di vita vissuta. È asciutta e sorprendente, scritta con un minimalismo che nasconde negli spazi vuoti tutto ciò che viene taciuto e che noi potremmo metterci.
Un libro è fatto per metà da chi scrive e per metà da chi legge, afferma l’autore. E qui, infatti, c’è tutto lo spazio per sentire quel che c’è e immaginare quel che non viene detto.
Lo spazio chiuso dalle montagne e lo spazio oltre le montagne.
3.5
Anche le parole con cui Vidotto racconta la storia di Onesto sono stringate, rarefatte e misurate come lenti respiri.
Perché sono parole che abitano montagne maestose e silenti, remote vette sempre uguali a sé stesse, cime che guardano tutto dall’alto, mentre i drammi degli esseri umani si compiono; mentre il dolore taciuto trasforma su ogni volto i lineamenti e il tempo incessante va scavando sulla pelle solchi sempre più fondi.
Il narratore di questo racconto è il vecchio Guido Contin, detto Cognac, che conserva tutte le lettere che Onesto, il protagonista, ha scritto alle montagne, dedicando ognuna delle sue confessioni a una specifica cima. “Si scrive a chi si ama” dice qualcuno, ma nello stesso tempo questo è l’espediente per poter scrivere a sé stessi, quando tutto quello che per troppo tempo si è tenuto serrato nel cuore rompe gli argini e preme per uscire.
Dice Vidotto che Guido Contin è una persona reale e che queste lettere, originariamente scritte in dialetto, esistono davvero. Lui le avrebbe dunque “tradotte” e consegnate a chi abbia voglia di conoscerle. Non lo so. So che questa storia ha intensità di romanzo e vibrazione di vita vissuta. È asciutta e sorprendente, scritta con un minimalismo che nasconde negli spazi vuoti tutto ciò che viene taciuto e che noi potremmo metterci.
Un libro è fatto per metà da chi scrive e per metà da chi legge, afferma l’autore. E qui, infatti, c’è tutto lo spazio per sentire quel che c’è e immaginare quel che non viene detto.
Lo spazio chiuso dalle montagne e lo spazio oltre le montagne.
3.5
June 30, 2026
Onesto a Santo, dva bratři, kteří prožili svůj život ve stínu nádherných hor. Jejich osudy poznáváme skrz dopisy, které v současnosti předčítá spisovatel starému muži a postupně odhalují nejedno tajemství.
Tohle byla taková nádhera! Já nemám slov, abych vyjádřila, jak moc se mi kniha líbila.
Knihu jsem si vybrala hlavně proto, že ji ocení čtenáři knihy Jeřábi táhnou na jih. A je to tak. Ač se knížky odehrávají jinde, jindy a s jinými lidmi, obě jsou plné citu a emocí. Navíc tato kniha si mě přivolala nádhernou obálkou a i proto, že mám ráda italské autory.
Knížka je nádherně napsaná. Je tu tolik, tolik krásných vět. Nejdřív jsem si říkala, že si ty pěkné vypíšu, ale pak jsem si uvědomila, že bych musela opsat skoro celou knihu. Je tu cítit láska k přírodě, obzvláště k horám. Budete mít chuť vypravit se do lesa, nebo někam, kde si budete moci užít ticho a klid, ale zároveň pocítit tu neskutečnou sílu.
Od prvních vět je to milý a laskavý příběh. Ovšem připravte se, že můžou přijít i nečekané zvraty. Přijde i smutek a strach. Celý příběh je opravdu velká nálož emocí. Za Onesta bych i dýchala. Je to tak nádherný příběh. Nejednou jsem brečela dojetím. Knihu jsem nemohla odložit, nechtěla jsem, aby na mě při čtení někdo mluvil, tak moc jsem se ponořila do příběhu, že se mi z něj vůbec nechtělo odcházet.
Přesně takovéto knihy miluji a Onesta budu doporučovat všude a všem. Nádhera.
Tohle byla taková nádhera! Já nemám slov, abych vyjádřila, jak moc se mi kniha líbila.
Knihu jsem si vybrala hlavně proto, že ji ocení čtenáři knihy Jeřábi táhnou na jih. A je to tak. Ač se knížky odehrávají jinde, jindy a s jinými lidmi, obě jsou plné citu a emocí. Navíc tato kniha si mě přivolala nádhernou obálkou a i proto, že mám ráda italské autory.
Knížka je nádherně napsaná. Je tu tolik, tolik krásných vět. Nejdřív jsem si říkala, že si ty pěkné vypíšu, ale pak jsem si uvědomila, že bych musela opsat skoro celou knihu. Je tu cítit láska k přírodě, obzvláště k horám. Budete mít chuť vypravit se do lesa, nebo někam, kde si budete moci užít ticho a klid, ale zároveň pocítit tu neskutečnou sílu.
Od prvních vět je to milý a laskavý příběh. Ovšem připravte se, že můžou přijít i nečekané zvraty. Přijde i smutek a strach. Celý příběh je opravdu velká nálož emocí. Za Onesta bych i dýchala. Je to tak nádherný příběh. Nejednou jsem brečela dojetím. Knihu jsem nemohla odložit, nechtěla jsem, aby na mě při čtení někdo mluvil, tak moc jsem se ponořila do příběhu, že se mi z něj vůbec nechtělo odcházet.
Přesně takovéto knihy miluji a Onesta budu doporučovat všude a všem. Nádhera.
April 24, 2025
Vi consiglio un libro:
"Onesto" di Francesco Vidotto
"Onesto" può essere una qualità oppure.. qualcos'altro.
Una storia che tocca come musica.. Destini che allontanano e riuniscono, povertà e umiltà, vissute a testa alta, senza chiedere. Onesto, un nome che distinguerà un uomo per tutta la vita, con la sua correttezza e la sua lealtà nei confronti di chi ama. Un uomo disposto a sacrificarsi per risparmiare il fratello Santo e la sua famiglia. Onesto che ama la madre. Lui e il suo amore antico, sommesso, discreto e silenzioso, fatto di sguardi di intesa, un amore che resta lì, in una foto nascosta in quel segreto che solo l'amore è disposto a conservare. La sua Celeste che non è sua. La sua confessione riservata ai monti del Cadore e distribuita in lettere affidate a chi saprà conservarle. Una storia che commuove.. un libro da leggere.
"Onesto" di Francesco Vidotto
"Onesto" può essere una qualità oppure.. qualcos'altro.
Una storia che tocca come musica.. Destini che allontanano e riuniscono, povertà e umiltà, vissute a testa alta, senza chiedere. Onesto, un nome che distinguerà un uomo per tutta la vita, con la sua correttezza e la sua lealtà nei confronti di chi ama. Un uomo disposto a sacrificarsi per risparmiare il fratello Santo e la sua famiglia. Onesto che ama la madre. Lui e il suo amore antico, sommesso, discreto e silenzioso, fatto di sguardi di intesa, un amore che resta lì, in una foto nascosta in quel segreto che solo l'amore è disposto a conservare. La sua Celeste che non è sua. La sua confessione riservata ai monti del Cadore e distribuita in lettere affidate a chi saprà conservarle. Una storia che commuove.. un libro da leggere.
June 15, 2025
4,5 ⭐️
Bella, toccante e tragica la vicenda narrata tramite le lettere di Onesto.
Semplice ma suggestivo lo stile.
Bella, toccante e tragica la vicenda narrata tramite le lettere di Onesto.
Semplice ma suggestivo lo stile.
August 16, 2026
Un libro di una dolorosa delicatezza. Onesto, e le sue montagne, ti rimangono nel cuore fino all’ultima pagina.
April 27, 2026
Gah. La cosa che piú mi lascia perplessa non é che si possa scrivere un libro di duecento e passa pagine rimpinzandolo di frasi fatte, retoriche e vuote, né che la storia possa essere scialba, i personaggi piatti, il "mistero" completamente prevedibile (vorrei sapere se qualcuno sia rimasto stupito dall'identitá di Guido Contin detto Cognac). La cosa che mi lascia basita é leggere recensioni entusiaste di questo libro che é veramente poca roba, ma forse paraculo a sufficienza per accalappiarsi una buona fetta di lettori che lo osannano. L'ho letto in digitale (e gratuitamente graziaddio), tra le frasi che piú mi hanno colpito é la seguente: "Per lui la gentilezza era come l'odore del bosco: anche se non lo senti c'é sempre". Ma, esattamente, che cosa vuol dire? Fermiamoci un attimo tutti insieme a riflettere, c'é veramente un significato dietro queste parole o le ha pescate a caso da un cappello? e Sopratutto perché 256 persone la hanno sottolineata, sta frase??? Un'ultima cosa e poi mi taccio, forse mi tocca pure nascondere la recensione per spoiler per questo: che vergogna nel far dire a Santo quando ammazza quei due buzzurri che l'ha fatto perché "c'é spazio per un solo padre", come se il fatto che abbiano violentato una donna sia solo un dettaglio nel orgoglio di un uomo ferito.
This entire review has been hidden because of spoilers.
March 22, 2025
4 stelle e mezza
January 28, 2025
3,5 stelline per la prima lettura dell'anno che si è rivelata una piacevolissima compagnia.
“Perché scrivere a una montagna?” domandai a Lucia.
Rimase zitta qualche attimo.
“Si scrive a chi si ama” rispose soltanto.
C’era una volta un uomo buono che scriveva alle montagne: solo a quelle cime maestose apriva il suo cuore perché solo loro, mute e predilette testimoni della sua storia, sapevano ascoltarlo.
Quella che Francesco Vidotto sceglie di raccontarci non è, però, una fiaba, ma una storia che si nutre di vita vera, popolata non da magia ed esseri fatati, ma da persone a cui il lettore non potrà non affezionarsi.
Conosciamo Onesto, protagonista del racconto, quando è solo un bambino dal passato misterioso che all’improvviso dalla grande città si trova catapultato fra le imponenti vette di Tai di Cadore in Trentino Alto Adige. Infreddolito e spaventato bussa a un portone sconosciuto dinanzi al quale l’uomo che ha sempre chiamato papà lo lascia da solo ed è qui che inizia la sua vera storia. “Onesto” è una grande storia d’amore: amore puro e indissolubile per suo fratello Santo, amore dolcissimo per sua madre Rita, una donna fiera e dignitosa con cui la vita è stata fin troppo dura, amore tenero e totalizzante per Celeste, la bambina dagli occhi luminosi che dal primo istante gli ha rubato il cuore, amore per la montagna che si respira in ogni pagina.
Questa è anche una storia di legami familiari, di amicizia e di solitudine, sentimento che si annida e cresce sempre più nell’animo di Onesto mentre lo vediamo diventare grande e che si rispecchia nel silenzio e nei paesaggi immobili e solenni delle sue amate montagne. E, spesso, quando sentiamo di non poter raccontare a nessuno ciò che ci tormenta, si sente forte il bisogno, almeno, di scriverlo. Ecco perché Onesto comincia a spedire lettere alle montagne, lettere vere e proprie con tanto di francobollo, lettere che fanno impazzire il postino costretto puntualmente a riportarle al mittente. Queste saranno gelosamente conservate in una cartellina che servirà alla voce narrante per ricostruire l’intera vita di Onesto e della sua famiglia.
Il romanzo intreccia, infatti, due piani temporali: il presente in cui il narratore si imbatte nella storia di Onesto grazie all’incontro e alla complicità con il vecchio Cognac, personaggio dall’acume straordinario nonché custode delle lettere e il passato che, proprio attraverso la forma epistolare, ci fa ascoltare la voce di Onesto. Cognac sarà in queste pagine una presenza fondamentale, capace di strapparci lacrime e risate con le sue battute sagaci, la passione per un buon bicchiere di vino bevuto in compagnia, la sua amicizia con la giovane voce narrante e la tenerezza con cui racconta il suo imprescindibile impegno quotidiano: alle quindici in punto, ogni pomeriggio, lo aspettano nella vicina casa per anziani dove va non per ascoltare le storie, ma le persone che lì sono costrette a trascorrere il resto della loro vita. Queste sono tra le pagine più malinconiche ed emozionanti di tutto il romanzo.
Vidotto ci regala un libro che sa coniugare alla perfezione momenti commoventi (sul finale sfido chiunque a trattenere le lacrime!) a vicende durissime come il racconto delle condizioni di vita difficile in cui versavano Onesto e la sua famiglia, le pagine sulla guerra che se in un primo momento sembra tenersi lontana da Tai di Cadore, finirà per infliggere a tutti un colpo durissimo, fino al tremendo episodio di violenza subito da Celeste e che la segnerà per tutta la vita.
Non mancano colpi di scena e segreti da svelare (la stessa identità di Onesto e la storia legata alla sua vita prima di tornare tra le sue amate montagne si scoprirà pian piano) e momenti di struggente umanità che colpiscono dritto al cuore, in particolare tutte le riflessioni sul rapporto tra uomo e natura e sulla difficoltà di gestire la solitudine mentre gli anni passano e chi amiamo, inevitabilmente, ci lascia.
La scrittura è piuttosto piana, senza particolari guizzi a livello stilistico e forse questo mi è mancato un po', ma si adatta molto bene alla semplicità della storia. Nonostante ci sia qualche piccolo cliché e un finale che almeno io avevo già visto arrivare e che, quindi, non ho trovato particolarmente originale, è riuscito comunque a toccare la mia sensibilità.
Si percepisce l'amore di Vidotto per la montagna e ricordo una pagina dedicata all'arrampicata davvero bellissima.
Insomma, se cercate una bella lettura che sappia emozionarvi e farvi compagnia magari in una fredda serata invernale, vi piacerà!
“Perché scrivere a una montagna?” domandai a Lucia.
Rimase zitta qualche attimo.
“Si scrive a chi si ama” rispose soltanto.
C’era una volta un uomo buono che scriveva alle montagne: solo a quelle cime maestose apriva il suo cuore perché solo loro, mute e predilette testimoni della sua storia, sapevano ascoltarlo.
Quella che Francesco Vidotto sceglie di raccontarci non è, però, una fiaba, ma una storia che si nutre di vita vera, popolata non da magia ed esseri fatati, ma da persone a cui il lettore non potrà non affezionarsi.
Conosciamo Onesto, protagonista del racconto, quando è solo un bambino dal passato misterioso che all’improvviso dalla grande città si trova catapultato fra le imponenti vette di Tai di Cadore in Trentino Alto Adige. Infreddolito e spaventato bussa a un portone sconosciuto dinanzi al quale l’uomo che ha sempre chiamato papà lo lascia da solo ed è qui che inizia la sua vera storia. “Onesto” è una grande storia d’amore: amore puro e indissolubile per suo fratello Santo, amore dolcissimo per sua madre Rita, una donna fiera e dignitosa con cui la vita è stata fin troppo dura, amore tenero e totalizzante per Celeste, la bambina dagli occhi luminosi che dal primo istante gli ha rubato il cuore, amore per la montagna che si respira in ogni pagina.
Questa è anche una storia di legami familiari, di amicizia e di solitudine, sentimento che si annida e cresce sempre più nell’animo di Onesto mentre lo vediamo diventare grande e che si rispecchia nel silenzio e nei paesaggi immobili e solenni delle sue amate montagne. E, spesso, quando sentiamo di non poter raccontare a nessuno ciò che ci tormenta, si sente forte il bisogno, almeno, di scriverlo. Ecco perché Onesto comincia a spedire lettere alle montagne, lettere vere e proprie con tanto di francobollo, lettere che fanno impazzire il postino costretto puntualmente a riportarle al mittente. Queste saranno gelosamente conservate in una cartellina che servirà alla voce narrante per ricostruire l’intera vita di Onesto e della sua famiglia.
Il romanzo intreccia, infatti, due piani temporali: il presente in cui il narratore si imbatte nella storia di Onesto grazie all’incontro e alla complicità con il vecchio Cognac, personaggio dall’acume straordinario nonché custode delle lettere e il passato che, proprio attraverso la forma epistolare, ci fa ascoltare la voce di Onesto. Cognac sarà in queste pagine una presenza fondamentale, capace di strapparci lacrime e risate con le sue battute sagaci, la passione per un buon bicchiere di vino bevuto in compagnia, la sua amicizia con la giovane voce narrante e la tenerezza con cui racconta il suo imprescindibile impegno quotidiano: alle quindici in punto, ogni pomeriggio, lo aspettano nella vicina casa per anziani dove va non per ascoltare le storie, ma le persone che lì sono costrette a trascorrere il resto della loro vita. Queste sono tra le pagine più malinconiche ed emozionanti di tutto il romanzo.
Vidotto ci regala un libro che sa coniugare alla perfezione momenti commoventi (sul finale sfido chiunque a trattenere le lacrime!) a vicende durissime come il racconto delle condizioni di vita difficile in cui versavano Onesto e la sua famiglia, le pagine sulla guerra che se in un primo momento sembra tenersi lontana da Tai di Cadore, finirà per infliggere a tutti un colpo durissimo, fino al tremendo episodio di violenza subito da Celeste e che la segnerà per tutta la vita.
Non mancano colpi di scena e segreti da svelare (la stessa identità di Onesto e la storia legata alla sua vita prima di tornare tra le sue amate montagne si scoprirà pian piano) e momenti di struggente umanità che colpiscono dritto al cuore, in particolare tutte le riflessioni sul rapporto tra uomo e natura e sulla difficoltà di gestire la solitudine mentre gli anni passano e chi amiamo, inevitabilmente, ci lascia.
La scrittura è piuttosto piana, senza particolari guizzi a livello stilistico e forse questo mi è mancato un po', ma si adatta molto bene alla semplicità della storia. Nonostante ci sia qualche piccolo cliché e un finale che almeno io avevo già visto arrivare e che, quindi, non ho trovato particolarmente originale, è riuscito comunque a toccare la mia sensibilità.
Si percepisce l'amore di Vidotto per la montagna e ricordo una pagina dedicata all'arrampicata davvero bellissima.
Insomma, se cercate una bella lettura che sappia emozionarvi e farvi compagnia magari in una fredda serata invernale, vi piacerà!
July 8, 2026
Další přírūstek do mé kategorie
JD (jedním dechem). Přečetla jsem za 2 dny a nedalo se přestat. Silný příběh, prostředí Dolomitů a historie italského venkova v příběhu dvou bratrů. A důraz na vlastnosti místních, které občas někomu připadají zaprášené a nepotřebné v dnešní době. Ale stále jsou platné, stále dokáží udělat život lepším a stále nám přináší povzbuzení a nadĕji. A když se člověk otáčí za sebe, je rád, že se jich nevzdal a že se snažil podle nich žít i s chybami, které se staly.
JD (jedním dechem). Přečetla jsem za 2 dny a nedalo se přestat. Silný příběh, prostředí Dolomitů a historie italského venkova v příběhu dvou bratrů. A důraz na vlastnosti místních, které občas někomu připadají zaprášené a nepotřebné v dnešní době. Ale stále jsou platné, stále dokáží udělat život lepším a stále nám přináší povzbuzení a nadĕji. A když se člověk otáčí za sebe, je rád, že se jich nevzdal a že se snažil podle nich žít i s chybami, které se staly.
January 22, 2025
Stupore. Questa è la parola che sceglierei per identificare "Onesto", così come tutti i precedenti personaggi che hanno dato vita ai racconti di Francesco Vidotto.
Stupore per le vicende, ma soprattutto per la forza della semplicità che anima le loro parole.
E, come ogni volta, è nei ringraziamenti finali, che non tralascio mai di leggere, che trovo l'emozione più grande, perché traspare l'anima di un uomo che cerca con forza la sua pace, e nella sua ricerca trascina anche noi fortunati lettori delle sue storie.
Perché la vita, hai ragione, è una cosa semplice.
Grazie Francesco ☺️
Stupore per le vicende, ma soprattutto per la forza della semplicità che anima le loro parole.
E, come ogni volta, è nei ringraziamenti finali, che non tralascio mai di leggere, che trovo l'emozione più grande, perché traspare l'anima di un uomo che cerca con forza la sua pace, e nella sua ricerca trascina anche noi fortunati lettori delle sue storie.
Perché la vita, hai ragione, è una cosa semplice.
Grazie Francesco ☺️
February 7, 2026
Non è probabilmente un libro "per me": non è uno stile che mi piace leggere. Incentrato troppo tutto sulla storia e poca cura dello stile. Sicuramente un libro sincero di cuore, quindi non mi sento di smontarlo, anzi...
Una lettura scorrevole e anche godibile, forse un po' troppo "emotiva" in maniera superficiale ma non è un libro malvagio.
Si potessero dare mezzi voti darei 2,5. Si prende 3 (e non 2) stelle perché adoro i libri che parlano di montagne
Una lettura scorrevole e anche godibile, forse un po' troppo "emotiva" in maniera superficiale ma non è un libro malvagio.
Si potessero dare mezzi voti darei 2,5. Si prende 3 (e non 2) stelle perché adoro i libri che parlano di montagne
September 25, 2026
الأدب الإيطالي عمره ما خذلني.
قصة اونستو واحدة من القصص المؤثرة الي قرأتها السنة دي
شخص شاف كثير اوي في الدنيا
شاف خذلان كثير وفقد ناس كثير اوي بيحبهم
وعرفنا على مشاعر كثيرة اوي مر بيها
حبه لاخوه وشيلسته.
محبته لأمه
وغيرها من المشاعر الي عايزاك انت كقاريء تحس بيها لما تقرأ الرواية🤎
قصة اونستو واحدة من القصص المؤثرة الي قرأتها السنة دي
شخص شاف كثير اوي في الدنيا
شاف خذلان كثير وفقد ناس كثير اوي بيحبهم
وعرفنا على مشاعر كثيرة اوي مر بيها
حبه لاخوه وشيلسته.
محبته لأمه
وغيرها من المشاعر الي عايزاك انت كقاريء تحس بيها لما تقرأ الرواية🤎
October 2, 2026
كتاب جميل ولكن كان فيه شئ مزعج قلل من استمتاعي بيه انا حقيقي مش عارف ايه هو
الاول كنت بقول ان يمكن لو السرد مختلف عن اللي في الكتاب
بس في الاخر عرفت ليه ده كان انسب سرد
بس اعتقد هو شئ خاص بفكرة الترجمة
المفردات مش هقول صعبة بس مش اللي بتستخدم في الادب العربي
الاسماء الكتير الايطالي
وشاعرية الكتابة اللي في اوقات كتير مكانش ليها لازمة ومكانتش مؤثرة
ولكن هو كتاب جميل جدا وانا استمتعت بيه وبالقصة واتأثرت جدا
انا بس كنت حاسس ان في حاجة ناقصة
الاول كنت بقول ان يمكن لو السرد مختلف عن اللي في الكتاب
بس في الاخر عرفت ليه ده كان انسب سرد
بس اعتقد هو شئ خاص بفكرة الترجمة
المفردات مش هقول صعبة بس مش اللي بتستخدم في الادب العربي
الاسماء الكتير الايطالي
وشاعرية الكتابة اللي في اوقات كتير مكانش ليها لازمة ومكانتش مؤثرة
ولكن هو كتاب جميل جدا وانا استمتعت بيه وبالقصة واتأثرت جدا
انا بس كنت حاسس ان في حاجة ناقصة
September 19, 2025
Una bella storia di amore, amicizia e lealtà fraterna ambientata tra le montagne. Una penna, quella di Vidotto, sempre delicata nel raccontare la vita delle persone.
Consigliato!
Consigliato!
May 12, 2026
Quando una piccola, semplice storia, racchiude verità che sono nella nostra quotidianità ma che non vogliamo percepire.
September 30, 2025
Un libro semplice e coinvolgente, mi ha ricordato le storie che mio nonno mi raccontava quando ero piccola
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