Tra tè e infusi ritorna il sereno!
(Recensione pubblicata nel blog Crispi's Books)
Buongiorno amiche lettrici,
oggi desidero parlarvi di un romanzo profondo e struggente, dove il tè diventa una sorta di filo conduttore, anche grazie alle brevi nozioni che aprono ogni capitolo. Una storia raccontata dall’autrice attraverso uno stile narrativo delicato, sensibile e poetico, che incide con maturità e maestria segni indelebili e volute liriche, così armoniose e ispirate da emozionare. Sono talmente prive di filtri da arrivare tutte, mentre scandaglia la profondità dell’animo dei protagonisti, per scendere oltre la superficie fino ad accarezzare il sentimento, la mente, la coscienza, il cuore e persino la loro volontà, per dipingere un’immagine intrisa di verità.
Un racconto che narra dell’intreccio di tre vite, quella di Margherita, Violet e Gavin che, dopo un incontro casuale, si influenzano e si modificano reciprocamente nel bene e nel male, fino a imboccare il cammino che il destino ha scelto per ciascuno di loro.
"Un vero e proprio mondo magico dove a ogni libro veniva accostata una bevanda, un tipo di caffè ma, soprattutto, una diversa varietà di tè. Quello, per lei, era il rifugio delle anime solitarie."
Margherita è la vera protagonista di questo romanzo, anche se la figura di Violet diventa un punto centrale della narrazione, attorno al quale le vicende prendono vita tra passato e presente, tra intuizioni e tristi epiloghi, soprattutto tra sofferenza e il rimpianto, lo stesso in cui si riconosce la stessa Margherita. Per la giovane inizia un percorso di rinascita e trasformazione, segnato da una metamorfosi interiore che trova il suo inizio in un evento all’apparenza casuale, ma che casuale non è. Un giorno come tanti, in un vicolo di Pavia, la città in cui si è trasferita per studiare, scopre una sala letteraria molto particolare, di proprietà di Violet, un’anziana signora originaria della Cornovaglia: saggia e dolcissima, ma anche travolgente e ispirata, affiancata nella gestione del locale dall’affascinante nipote Gavin, alle prese a sua volta, con i frammenti di un cuore ferito.
"Il gusto deciso del tè nero veniva generalmente affiancato ai libri gialli, il delicato sapore di un tè bianco ai romanzi d’amore e l’essenza più misteriosa di una varietà di tè verde a quelli drammatici."
Ben presto, per una serie di circostanze, questo luogo intriso del profumo di tè, infusi particolari e dolci appena sfornati diventa per Margherita un’isola felice: lo spazio ideale per ritrovare un po’ di pace e riscoprire l’amore. Si rivela però anche il terreno più fertile dove iniziare a costruire, mattone dopo mattone, le fondamenta di una nuova versione di sé, per evadere finalmente da quel limbo di malinconia, lacrime e dolore in cui è precipitata da anni, dopo la perdita del suo ragazzo.
"Vi erano gli infusi di altre piante, dalla verbena alla camomilla, passando dai frutti rossi alla menta, per arrivare alla lavanda e al rooibos: a ogni anima il proprio libro, a ogni libro il proprio gusto."
Si tratta di un disagio interiore che la imprigiona tra crisi di panico, pensieri ossessivi, paure e un continuo rimuginare su un passato che non smette di riflettersi nel presente. Purtroppo, nonostante abbia superato la fase più acuta di quella tempesta emotiva, resta intrappolata in un limbo in cui indecisione, attesa passiva, aspettative, desideri e speranze si mescolano all’ansia e all’inquietudine. Una gabbia mentale che l’asfissia e la tiene in ostaggio da troppo tempo e che continua a tenerla sotto scacco, insieme a quel dolore sordo che la divora dentro, mai sazio di lacrime e di notti rubate al sonno e consegnate ai pensieri.
"Non mi sono mai sentita così sola, così incerta su tutto, dal giorno in cui la mia vita è crollata nel buio più totale."
Emergere da questa condizione non sarà semplice: Margherita si troverà a riempire ancora molte pagine del quaderno al quale, da anni, affida i suoi pensieri più intimi e le emozioni più profonde, seguendo un tracciato terapeutico. Sono le cicatrici di un amore che non c’è più e che non potrà tornare. Angosce ancora vive, alimentate dai ricordi, insieme ai suoi demoni interiori, più pungenti e crudeli che mai, che tuttavia possono dissolversi solo con la sua volontà, ma supportata dalla comprensione, l’accoglienza e il vero amore. Tutto ciò lo trova nella sala letteraria di Violet, dove il lavoro condiviso con Gavin, la complicità e lo specchiarsi, per uno strano gioco del destino, nella vita dell’anziana signora, attraverso una connessione speciale e unica, la condurranno a strappare le erbacce che hanno infestato la sua mente e la sua anima, restituendole l'equilibrio interiore smarrito, insieme all'amor proprio.
"Tuttavia, nonostante la soddisfazione e la felicità iniziali, si sentiva di nuovo in bilico sul filo della vita"
Per lei sarà un percorso di consapevolezza e conquista di indipendenza che raggiunge il culmine nella parte finale del romanzo, attraverso un viaggio fisico salvifico, specchio di un itinerario interiore. Un tragitto doloroso che ha inizio già con la scoperta della sala da tè e che si estende a ogni ambito della sua vita: famiglia, amici, e soprattutto la sua interiorità. È una fase di distruzione simbolica, necessaria per preparare il terreno ad accogliere una nuova se stessa, dopo l’inevitabile trasformazione. In questo cammino Margherita, pur incontrando l’amore vero, comprende ben presto che da solo non basta, perchè per vivere e germogliare ha anche bisogno della fiducia in sé stessi, insieme alla consapevolezza delle proprie esigenze e desideri, soprattutto della volontà di mettere alla prova le proprie capacità per scoprire la propria forza interiore.
"Non credeva ai suoi occhi: tè e caffè di ogni origine e provenienza e libri, tanti libri: ciò che più amava. Aveva la percezione di essere giunta in paradiso"
Il romanzo trova respiro e leggerezza grazie alla presenza degli amici, e ai momenti romantici, mentre una sotto trama segue un mistero da svelare che riguarda Gavin e Margherita. Una ricerca che crea il giusto contrappeso, alimentando la curiosità e l’attesa e proprio in questo ho trovato un piccolo neo, in quanto ciò che è segreto viene rivelato in maniera parziale, un po’ affrettata e confusa. Mi rimangono molti interrogativi, anche sulla Violet ragazzina e giovane donna, specialmente riguardo al discorso sibillino che la stessa ha iniziato con Margherita, prima di essere interrotta, e che non trova ulteriore sviluppo.
«Tu credi alle coincidenze, Margherita?» La domanda di Violet la spiazzò. «Beh, sì… dipende.» «Io sì, cara, e penso che se sei arrivata qui, oggi, forse è perché il destino ha voluto questo. Chissà che non sia un segnale.»
Un romanzo che trae la sua forza dall’intensità della scrittura e dalla capacità dell’autrice di trasmettere emozioni, creando un legame che arriva ai suoi lettori. La narrazione è in terza persona ma, grazie all'escamotage creato dalla lettura delle pagine scritte dalla stessa protagonista, in prima, l’immedesimazione è immediata, in quei turbamenti, nelle inquietudini e nell’agitazione che assalgono Maggie, e che l’autrice sa evocare e descrivere con grande abilità. Sono intermezzi che funzionano anche come salti temporali e che riportando al passato, aiutando a comprendere l’origine della tristezza e della malinconia che la tormentano.
"Promettimi che sarai gentile con lei, che ogni giorno la sveglierai baciandola sulla fronte e ricordandole quanto è speciale per te. Carezzale la pelle, carezzale il cuore e, cosa più importante, carezzale l’anima."
Una storia di rinascita e speranza che consiglio a chi ama le narrazioni angst, a chi si emoziona davanti a percorsi in salita, non privi di ostacoli, ma che conducono alla conquista di traguardi importanti, che coincidono con una trasformazione profonda. Una vicenda intrisa di rimpianto struggente e di quei dolci sorrisi nati dal ricordo, mentre lacrime di nostalgia bagnano un’assenza destinata a restare tale. Ma la vita va avanti e le persone amate rimangono nel cuore, aiutando a gettare le basi di un presente luminoso e di un futuro pieno d’amore, dopo tanta sofferenza. Un sogno che si realizza e che regala il lieto fine! Buona lettura e alla prossima!
Recensione a cura di Cristina Pisano