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A Fictional Inquiry

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This haunting novel was championed by acclaimed Italian author Italo Calvino who called it a "very simple book, straightforward to read, but at the same time possessing great depth and extraordinary quality."

First published in 1983 and never before translated into English, A Fictional Inquiry tells of an unnamed narrator visiting Trieste and London to retrace the footsteps of a fabled literary figure. The narrator is intrigued by the elusive, long dead man of letters whose career proved decisive to the culture of his native Italy despite his apparently never having written a line. There are encounters with those who once loved him, walks along the streets he frequented, and visits to his favored cafés, bookstores, and a library in search of an answer. Why did he leave no written trace? In the end, as Italo Calvino wrote when this book originally appeared in Italian, who the legendary author manqué actually was is beside the point. What really matters are the questions and the disquiet running through these luminous pages, the dialectic between literature and life playing out just below the surface. A Fictional Inquiry—which includes notes from both Calvino and translator Anne Milano Appel—is a gem of unparalleled writing appearing in English for the first time.

146 pages, Paperback

First published January 1, 1983

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726 people want to read

About the author

Daniele Del Giudice

28 books31 followers
Daniele Del Giudice è stato uno scrittore e giornalista italiano.
Dopo un periodo come critico e giornalista per Paese Sera, Del Giudice ha esordito nel 1983 con il romanzo Lo stadio di Wimbledon, scoperto da Italo Calvino, edito, come i successivi, da Einaudi, ed incentrato sulla figura di Bobi Bazlen. Il suo secondo libro è stato Atlante occidentale (1985), che racconta il rapporto tra il fisico Pietro Brahe e lo scrittore Ira Epstein. Nel 1988, Del Giudice ha pubblicato Nel museo di Reims, storia di Barnaba e del suo volersi fissare nella memoria le immagini di un museo, prima di diventare cieco. Nel 1994 esce Staccando l'ombra da terra, libro che contiene sei racconti dedicati al volo, che vinse il Premio Bagutta.
A decorrere dal 6 giugno 2014, gli è stato attribuito un assegno straordinario vitalizio in base alla Legge Bacchelli.
Negli ultimi anni l’Alzheimer pian piano gli ha tolto l’intelletto, le parole. Ma le parole che ha lasciato continuano a rischiarare la sua vita rigorosa, anche dolorosa.

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59 (9%)
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22 (3%)
Displaying 1 - 30 of 92 reviews
Profile Image for Dimitri.
176 reviews72 followers
November 2, 2019
Un giovane scrittore che non ha ancora scritto è sulle tracce di un defunto scrittore che non ha mai scritto. Arriva in treno a Trieste, si aggira per librerie e caffè alla ricerca degli anziani amici ancora vivi che possono chiarirgli perché Roberto Bazlen (consulente per Adelphi, amico di poeti, scopritore di talenti e “importatore” in Italia di autori stranieri) non ha mai scritto un libro. Il giovane cerca una risposta alla sua domanda - e forse arriverà a capire il motivo per cui questa cosa lo assilla così tanto - attraverso gli incontri con persone di un’altra generazione, superstiti di un tempo ormai dimenticato. Ad esempio visita una scrittrice che da giovane aveva colpito Svevo per la sua bellezza e che ora, ricoverata nel reparto lungodegenti dell’ospedale, dal suo letto recita poesie alle infermiere e si dimostra gentile con il giovane sconosciuto, facendogli una di quelle domande che, quando l’ho letta, mi ha colpito subito.
“Stira le pieghe del lenzuolo con mani trasparenti; mi guarda come se ci conoscessimo bene. Dice: - Posso offrirle qualcosa? – Ho riflettuto, sembrava che alla domanda mancasse tutto il resto attorno; però ho detto che avrei preso un caffè. Lei ha fatto segno di avvicinarmi: - Tra poco passano con l’orzo. Lei vada in infermeria e si faccia dare il caffè vero. “
Lo spettro del fallimento nella vita, come un meccanismo ad orologeria pronto a scattare, come un ponte già progettato per essere minato, come una barca che potrebbe naufragare o come un aereo che potrebbe precipitare, si confronta con il forte desiderio di scrivere. “Forse non c’è un percorso, ma solo un’intermittenza tra la probabilità e l’improbabilità”. Si dice che il viaggio è più importante della meta. Il romanzo si concentra, più che sul punto di arrivo, su questo percorso costellato di case osservate e di persone conosciute, tra cui la donna della poesia, l’angelo del quadro e la donna dei sestanti.
“Anche la leggera ansia per tutto quello che non ho capito si sarà appianata. E di nuovo avrò cercato il dovere della carta, reinventando gli angoli di rappresentazione.”
A colpirmi è proprio questa reinvenzione degli angoli di rappresentazione, questa ricerca di un diverso punto di vista con cui guardare le cose. E’ un bel libro che mi ha impressionato positivamente per come è scritto, con frasi brevi e apparentemente semplici, ma che nascondono densità e profondità e che, a distanza di giorni, mi frullano ancora in testa.
Profile Image for lorinbocol.
265 reviews435 followers
May 19, 2020
un romanzo breve, che ha però la rara capacità di dilatare il tempo tutto attorno al lettore. in piena corrispondenza con la contrapposizione tra scrivere e non scrivere - e comunque con il concetto di restituire il senso delle cose “nel minor numero di parole possibile” - che torna più volte in questa fantasia letteraria con personaggi reali.
del giudice raccontando di bobi bazlen parte quietamente e mi strappa la quarta stella più o meno nei quarti di finale, come federer contro sampras proprio a wimbledon, in quel match che ha fatto la storia.
Profile Image for Marcello S.
647 reviews291 followers
February 16, 2022
Sulle tracce di Roberto Bazlen, o Bobi, personaggio influente nella cultura italiana del Dopoguerra, amico di Saba e Montale, co-fondatore di Adelphi. Uno capace di essere decisivo nelle vite degli altri, ma allo stesso tempo di essere ricordato come uno scrittore che (stranamente) non ha scritto nulla.
Ne escono pagine imperdibili in cui Del Giudice si interroga sul rapporto tra la scrittura e la vita con uno stile sorprendente, in economia di parole, dove ogni frase è uno scossone imprevisto che sotterra qualsiasi idea di trama.
Tipo Rachel Cusk, prima di Rachel Cusk.
Splendido.

[82/100]

Nemmeno la densità del luogo è un aiuto, anzi. In fondo tra poco avrò l’ultima occasione, e dovrei trovare qualcosa che mi portasse di colpo al perché lui non ha scritto; ma ho solo pensieri confusi, e un senso di lontananza da quella domanda come da un vortice di acume, o di rigore, o di ironia per compensare, o di angoscia paralizzante, o non so. Non mi vengono idee, ma solo frasi, come: «Dovevo cominciare da lì, da quel punto. Ora però è diverso». Oppure: «Forse la risposta è il fatto stesso che ho viaggiato, che ho incontrato qualcuno, o che sto qui. E che alla fine ho…» Oppure: «Scrivere non è importante, però non si può fare altro».

Penserò di aver visto tutto questo, e lo ricorderò in un modo diverso. E anche quando tra poco dirò: «Bene…», e chiederò quanto ci vuole da qui all’aeroporto, mi alzerò e lei si alzerà, e passerò tra le poltrone tutto spostato a sinistra per dimenticare qui ciò che vorrei, sarà diverso da come lo sto immaginando e da come lo ricorderò. L’idea che ci sarà stato un attimo, tra l’invenzione e la memoria, in cui tutto questo sarà accaduto, non lo renderà più concreto.
Profile Image for Come Musica.
2,066 reviews630 followers
September 6, 2021
È davvero brutto scoprire la bravura di uno scrittore perché è sopraggiunta la notizia della sua morte. Così mi è successo: il 28 luglio, con la scomparsa di Roberto Calasso; il 3 agosto, con la scomparsa di Antonio Pennacchi.
Ed è capitato nuovamente il 2 settembre, con la scomparsa di Daniele Del Giudice.
Il caso (sempre ammesso che il caso esista) ha voluto che la scomparsa di Pennacchi e Del Giudice sia avvenuta a distanza di un mese uno dall'altro; e inoltre, sempre il caso ha voluto che Roberto Bazlen, il protagonista del primo libro che ho letto di Calasso, Robi (pubblicato il giorno dopo la sua morte), sia legato al primo libro che ho letto di Daniele Del Giudice, Lo stadio di Wimbledon.

Chi era, in breve, Daniele Del Giudice? Leggendo questo libro, mi viene da dire che lui sia stato lo scrittore della levità.
Il romanzo investiga sulla figura di questo strano scrittore, amico di poeti e scrittori, ma senza libri pubblicati. Scrive Calvino nella postfazione: “Questo romanzo racconta d’un giovane che si interroga su un certo personaggio, a una quindicina d’anni dalla sua morte; e va a ricercarne gli amici e le amiche di gioventú, ora molto anziani. Chi fosse questo personaggio – una figura originale nella vita letteraria italiana, amico di poeti e scrittori – non importa: perché nel romanzo il suo ricordo affiora solo indirettamente e in lontananza, e soprattutto perché si direbbe non importi nemmeno al giovane che pur sta seguendo le tracce della sua leggenda.”

Sempre Calvino scrive “Il romanzo ci rappresenta due città – Trieste e Londra – non come miti culturali ma come luoghi del presente, viste con occhio freddo e attento ai dettagli; e una serie di personaggi ognuno con una sua intensità e un suo alone – soprattutto due figure femminili, i cui nomi sono rimasti fissati per sempre nei versi di Montale. (Qui, tra presenza e nome, la vera vita è nel nome).”

Bazlen riesce a scrivere senza farlo. “A un certo punto del suo itinerario (o già in principio?) il giovane ha fatto la sua scelta: cercherà di rappresentare le persone e le cose sulla pagina, non perché l’opera conta piú della vita, ma perché solo dedicando tutta la propria attenzione all’oggetto, in un’appassionata relazione col mondo delle cose, potrà definire in negativo il nocciolo irriducibile della soggettività, cioè se stesso.”

Ma perché Bazlen non ha mai scritto? “Ho riflettuto un attimo; ho risposto: «Sí, forse. Lui diceva che l’unico valore è la “primavoltità”. Diceva anche: “non si possono piú scrivere libri, io scrivo solo note a piè di pagina”. Sono due frasi che non riesco a mettere insieme. Non so, per il passato sono perfettamente coerenti. Ma per l’epoca in cui lui è vissuto, per quello che si poteva fare ancora, dopo tutto... Insomma, è difficile che possa esserci una “prima volta” se una cosa generalmente non è piú possibile».
Lui mi ha guardato senza parlare. Ho sorriso, ho detto in un altro tono: «Temeva la banalità?»”

Il romanzo è così poetico che mi ha lasciata senza parole.
Perfetto nella sua brevità.
Questo è il suo romanzo di esordio e mi è stato detto che non è neanche il suo più bello.


P.S. Lo scrittore è morto due giorni prima di ricevere il Premio Campiello 2021 alla carriera. Nel silenzio ha vissuto, nel silenzio se ne è andato.
Profile Image for piperitapitta.
1,051 reviews466 followers
August 11, 2021
Le stade de Wimbledon



Non conoscevo Roberto Bazlen, non prima della morte di Roberto Calasso, ma era da un po' di tempo che avevo deciso di leggere Daniele Del Giudice, desiderio che si è fatto più concreto dopo l'assegnazione del Premio Campiello alla carriera, e fra i suoi scritti avevo deciso di cominciare proprio da questo, senza sapere che Blazen e la sua figura, misteriosa ed enigmatica, ne fossero al centro; leggendo di Roberto Calasso, della sua morte e dell'avvenuta pubblicazione, proprio nello stesso giorno della sua scomparsa, dei suoi ultimi due libri, poi ho letto anche di Roberto -Bobi - Blazen, della sua figura - centrale per la casa editrice Adelphi, di riferimento, per Calasso, e protagonista di più d'uno dei libri che Calasso stesso gli aveva dedicato o curato; infine, qualche giorno fa, probabilmente fra l'una e l'altra notizia, avendolo incontrato nell'ultima stagione di una serie TV che mi è piaciuto molto seguire, avevo scorso la filmografia di Mathieu Amalric, attore che oggi, cercando notizie su questo breve romanzo dedicato a Blazen da Del Giudice, scopro averne scritto e diretto la versione cinematografica.



Le coincidenze non esistono, forse, ma è vero che a volte tutto coincide e quello che sembra nebuloso appare molto più nitido.
Profile Image for Cosimo.
443 reviews
November 21, 2018
Ormai non è più importante

Trieste, Londra, in viaggio. Verso le case di amiche e amici di Roberto Bazlen, l'uomo che si diverte a vivere, lo scrittore senza libri. Non vuol dire essere felice, vuol dire un intellettuale che amava incontrare l'altro e giocare con il senso del vuoto: Però lui ha scritto, in un modo sotterraneo, parallelo, quanto bastava per far capire che non avrebbe scritto. Per questo è lì, in quel centro. Ho letto anche che quel centro non esiste, è il vuoto. Certe volte mi sembra che non ci sia cosa più forte del vuoto, o del niente: taglia ogni questione, la rende perfetta, motivata. Descrizioni che interrogano, memorie che fuggono, ricerche in fluttuazione. Perché lui non ha scritto, la domanda sostanziale che Del Giudice pone. Ecco che con il suo stile riesce, esattamente oggi, a stare in silenzio in modo diverso, spostando il discorso sulla fragilità di persone e cose che cambiano. Uomo dell'essere, non del fare, enigmatico passante: un lettore, un fantasma di meno, di fronte alla forma, primavoltità.
Profile Image for Ele Dalmonte.
191 reviews22 followers
August 7, 2017
Ma che bellezza. Che scrittura tesa, concentrata. Lentamente ho gustato ogni parola, ogni infinitesima sensazione, rivivendo tra l'altro la mia scoperta di Trieste con stupefacente identità d'impressioni.

Questo mio primo Del Giudice mi ha ricordato un po' Sebald, l'eleganza con cui trascorre, si ferma, riflette, elevando nonnulla e frattempo a misura - umanissima e accorata misura - dello stare al mondo.

La spinta che dà l'aìre al narratore, nel suo chiedere e vagabondare, ha origine nella figura di Roberto (Bobi) Bazlen, intellettuale triestino che contribuì a svelare all'Italia personaggi come Svevo, Kafka, Freud; fu "scrittore senza libri", perlopiù di lettere e note a testi non suoi, dalla personalità intrigante. Ma non serve sapere chi sia per godersi questo libro, davvero non è necessario, e anche in questo sta la sua larga, generosa bontà.

Il narratore si chiede, come ostinata manìa: perché mai Bazlen non ha mai scritto qualcosa di suo?
Ma in fondo è una domanda come un'altra, e con ogni altra volendo intercambiabile, a piacimento: gratuita, tutto sommato di nessuna importanza, eppure fondamentale: di quelle che servono, aiutano a essere, fingendo uno scopo alla vita; uno qualunque, purchessia.
«Forse la risposta è il fatto stesso che ho viaggiato, che ho incontrato qualcuno, o che sto qui. E che alla fine ho...»

Sì. Secondo me sì. Ed è risposta a tanto, non solo a questo.
Profile Image for Domenico Fina.
292 reviews90 followers
June 3, 2020
Sorrido, dico: «I gatti è bellissimo destabilizzarli».
Lei chiede: «Destabilizzarli come?»
Ho riso di nuovo: «Piegando una sedia sul pavimento, o un tavolino. Loro si avvicinano con prudenza e stupore, come se ci fosse stata una tragedia del mobilio».
Scuote la testa: «I gatti sono come gli ebrei. Difficilmente sono stupidi, ma quando sono stupidi lo sono in modo totale... Comunque adesso non li ho più». Le sue mani, o la bocca, indicano ciascuna per proprio conto come si sono adeguate nel tempo a complessivi mutamenti.

Questo libro, relativamente breve, di circa 100 pagine, si può ascoltare come podcast su “Ad alta voce“ (RadioTre) o leggere con una certa ammirazione perché è scritto bene, in modo esatto, di un esatto di chi sa dire ciò che conta. È l’esordio narrativo di Del Giudice, aveva 34 anni nel 1983, e forse resta il suo più bello. Un giovane si aggira per Trieste alla ricerca delle persone ancora vive, quasi ottantenni che a suo tempo conobbero Bobi Bazlen (1902-1965), intellettuale che aveva la capacità di saper dire cosa era importante per lui, indovinava i libri belli nella loro essenza, sapeva individuare cosa è importante negli altri, saperli incoraggiare isolando le loro qualità, strattonarli a suo modo nei momenti in cui dovrebbero cambiare; in tutto questo movimento egli - per se stesso - non pubblicò, e in questo senso si è alimentata la leggenda (un po’ pigra) del genio che non trova la sua forma espressiva o che chiede troppo a se stesso e si disperde. Si supera continuamente non lasciando niente di tangibile. Il protagonista teme di fare la medesima fine - si domanda se poi non sia una fine che per larghi tratti riguarda tutti - superare le velleità senza accorgersene o dolersi, ma è proprio nel temere di fare quella fine che non la sta facendo, perché si applica a descrivere minuziosamente quello che vede e nel farlo diventa scrittore. Nei libri successivi Del Giudice che scrittore lo era diventato affermandosi nel ruolo, introduce altre idee, descrizioni dettagliate sulla fisica delle particelle, sulle tecniche del volo, e forse non riesce più a ritrovare la voce del suo primo perfetto libro. Forse. Ci riuscirà in parte in alcuni racconti.
A inizio Millennio Del Giudice si ammalerà di una malattia degenerativa, può occuparsi meno di cultura ma di tanto in tanto, nei suoi sporadici interventi, lo si può leggere con stupore.
“Di fronte alla malinconia bisogna darsi da fare” dice la voce narrante, colui che parla, ne “Lo stadio di Wimbledon”.
Erano gli inizi degli anni ‘80 e a me vengono in mente certe atmosfere sospese e desolate delle canzoni di Battiato o dei film di Moretti, quelle giornate manierate per chi le guarda con poca comprensione - che siamo in parte noi stessi qualche anno dopo - persone che hanno visto i film di Antonioni, quello di Blow Up, di giovani che vagano nella Swinging London alla ricerca di un campo da tennis. E quando il protagonista si trova davanti allo stadio di Wimbledon prova quell’ebrezza che si prova nella realtà ma che non si riesce a esprimere nei libri se non si capisce che i libri sono un’altra realtà da imparare e dimenticare per continui aggiustamenti. Musil scriveva nei diari (Musil introdotto in Italia proprio da Bobi Bazlen) del suo grande libro inconcluso:
“Il difetto di questo libro è di essere un libro. Di avere una copertina, un dorso, un’impaginazione. Si dovrebbe stenderne un paio di pagine fra lastre di vetro e cambiarle ogni tanto. Allora si vedrebbe che cosa è...”
Profile Image for Padmin.
991 reviews57 followers
September 6, 2021
Sinossi editoriale
Il protagonista dello Stadio di Wimbledon, - primo romanzo di Del Giudice - è un giovane che si mette sulle tracce di un certo personaggio, amico di Saba e Montale e incontra le persone che lo conobbero, reticenti o evasivi custodi di un mistero. Di lui rimane soltanto un'invincibile fascinazione e nessun libro. Trieste, dove il viaggio comincia per terminare a Londra, riserva sorprese e il silenzio di una vita trascorsa nonostante la letteratura. La ricerca è difficile, attraversa luoghi e persone, donne che vengono dalla poesia come Gerti e Ljuba e uomini della memoria e del sogno. L'autore narra con ritmo lento e avvolgente, descrivendo il qui e l'adesso ma lasciando immaginare un altrove lontano e magico, come in certe pagine di Handke o in certe immagini di Wenders. Arrivare al centro dell'esistenza di quell'uomo sfuggente, che preferì la vita alla letteratura, vorrà dire per il viaggiatore aver scoperto una rinata possibilità di guardare e raccontare il mondo (novità subito colta dalla critica), partire dalla rinuncia al libro per giungere a un romanzo, quello che il lettore ha ora tra le mani, toccando il nodo di una realtà fluttuante, fatta di sospensioni e accelerazioni, di interrogazioni che provocano altre interrogazioni.
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Bobi Bazlen è il misterioso personaggio alla cui ricerca si mette l'autore. Che si sposta da Trieste a Londra e visita i vecchi amici del grande intellettuale, ripercorrendone la vita attraverso gli aneddoti sedimentati nella memoria. Cerca in particolare la risposta ad una domanda: perché Bazlen non ha mai scritto nulla? Perché non gli è mai interessato scrivere?
"Aveva le cose, ma le scartava. Per lui, se una cosa non era sufficientemente nuova o originale non aveva valore. E questo forse era un problema. […] Lui diceva che l’unico valore è la “primavoltità”. Diceva anche: “non si possono più scrivere libri, io scrivo solo note a piè di pagina".
Non c'è risposta compiuta, neppure l'incontro con Ljuba Blumenthal (la Ljuba di Montale) è risolutivo, solo la nota finale di Calvino aiuta a ricomporre le tessere di questo puzzle. "Chi ha posto giustamente il rapporto tra saper essere e saper scrivere come condizione dello scrivere, come può pensare d’influire sulle esistenze altrui se non nel modo indiretto e implicito in cui la letteratura può insegnare a essere?".
Personalmente mi sono chiesta invece se la voce narrante cercasse "davvero"una risposta o se, invece, il suo girovagare fosse solo una scusa per riflettere su se stesso.
E' un romanzo rarefatto, dove la luce gioca un suo ruolo, accompagnando il protagonista nelle sue passeggiate solitarie tra il dondolio dei treni, autobus, aerei. E che bella scrittura, accidenti.
Profile Image for Rachel.
481 reviews126 followers
November 7, 2025
A very interesting tale in which a man, on a journey from Trieste to London, seeks out the former friends and acquaintances of a man he believes should have been a literary sensation, but who chose not to write. By meeting and conversing with those who were closest to him in life, he tries to piece together the why and the how—how can a man so influential to Italian culture and the people around him not write, not leave anything behind but letters and hazy memories?

Through these conversations and shared observations, we understand how the man, and on a larger scale individuals as a whole, make different impressions and affect everyone we meet in different ways. By choosing not to write, not to leave behind words of his own, the only way we can piece together this enigmatic figure is through the eyes of others.

A Fictional Inquiry is filled with probing ideas but accessibly written. Our unnamed narrator has a keen eye for the details and the goings-on around him and it’s a treat to read these observations through Appel’s fantastic translation.

An intelligent and thought-provoking read that by the end has the reader questioning whether our narrator’s true goal is to grasp the unknowability of this would-be writer, or whether the person he most seeks to understand is himself.
Profile Image for Mary.
129 reviews10 followers
December 23, 2024
Ascoltato in audiolibro su "ad alta voce", annoiata tantissimo dalle musiche lente e il tono di voce basso e un po' cantilenante. Consiglio di evitare l'audiolibro e leggerlo su carta, penso che possa essere apprezzato di più.
Profile Image for Maurizio Manco.
Author 7 books131 followers
October 18, 2017
"L'opinione più alta dello scrivere ce l'ha quasi sempre chi ha deciso di non farlo. È molto esigente." (p. 100)
Profile Image for Sabrinaderrico.
50 reviews33 followers
January 26, 2024
Molto incuriosita dall’enigmatica figura di Roberto Bazlen, leggeró presto Bobi di Calasso
768 reviews97 followers
January 2, 2026
This short 1983 Italian novel set in Trieste is something of a literary experiment. (And I suspect the author is what they call a "writers' writer".)

The 'inquiry' in the title refers to the narrator's search for a mysterious literary figure 'who never wrote'. Why didn't he write? Why didn't he publish anything despite his evident talent? The narrator researches this question by tracing his surviving friends in Trieste's literary circles.

The search is more important than its results. The narrator is more interested in details and constantly digresses into sometimes more and sometimes less interesting observations.

I like books that are simple to read but thought-provoking, but I also need some plot and this had slightly too little of that.

3,5 (rounded up for good writing and atmosphere)
Profile Image for Zahra.
1 review
Read
December 14, 2025
Never read a book as finicky as the rhythm of my brain until this reading this feels like how if you’re moving fast than other things moving fast look like they’re still
Profile Image for Marco Innamorati.
Author 18 books32 followers
November 6, 2021
Non avevo mai letto nulla di Del Giudice ma mi riprometto di non lasciare questo suo libro d’esordio come unica sua lettura. Alcuni scrittori cercano di proporre tutto il loro mondo già nel loro primo romanzo. In questo caso, secondo me, Del Giudice proponeva questo come un risultato provvisorio, come l’inizio di un percorso. Già la scelta della trama lo lascia presagire: uno scrittore sulle tracce di un personaggio importante del mondo letterario, che paradossalmente non ha scritto nulla: Bobi Bazlen. La scrittura di Del Giudice era già quella di un maestro; la storia (o non-storia) risulta però inconsistente. Alcune immagini, comunque, rimangono nella memoria del lettore.
Profile Image for Luca.
1 review
January 14, 2024
Un uomo segue i passi di uno "scrittore" che non scrisse mai nulla, attraversando le stesse città in cui ha vissuto, interrogando chi lo conosceva, cercando di capire questa scelta di vita ed, in primis, se stesso. Il libro si chiude con una nuova consapevolezza.

"Il navigante segue il faro calcolando continuamente la distanza; è un buon modo, credo, quello di avvicinarsi alle cose misurando sempre quanto se ne è lontani."
Profile Image for Désirée.
67 reviews5 followers
November 23, 2021
Ho un debole per la letteratura degli anni '80 (che in parte si può definire post-moderna), e una delle cose che adoro è la capacità che alcuni di questi autori hanno di unire romanzo e saggio. La storia di per sé è affascinante: un giovane scrittore sulle tracce di un intellettuale morto un decennio prima, per capire grazie alla testimonianze di chi gli era vicino perché non ha mai scritto niente. Il fatto che i personaggi siano reali (l'intellettuale in questione è Bobi Balzen) conferisce al racconto uno strato ulteriore che lo rende magnetico.
Una Trieste e una Londra viste da un punto di vista strano, la prima tra librerie e vecchi cafè la seconda sullo sfondo di Wimbledon, ed entrambe attraverso gli appartamenti dei personaggi intervistati.
Il presupposto della ricerca del protagonista, che sembra estremamente chiaro e addirittura fin troppo specifico, si perde fin da subito in una serie di non-domande che non ricevono mai la risposta attesa. Secondo alcuni Balzen non scrisse perché temeva di non essere all'altezza, secondo altri la sua arte la fece attraverso i rapporti con le persone e non aveva bisogno di scrivere.
Cosa ne pensi il protagonista non lo capiamo mai del tutto, rimane il personaggio più oscuro, nonostante sia la voce narrante. Ciò che è chiaro, è che alla fine del libro di rispondere alla sua domanda inziale non gliene importa più così tanto.
I dialoghi, i pensieri, i luoghi... tutto è specifico, analitico ma anche estremamente vago. L'atmosfera è confusa, alienate eppure ispira un inspiegabile senso di tenerezza e di commozione.
Profile Image for داليا روئيل.
1,082 reviews119 followers
Read
October 5, 2017
رواية و سرد سلس بسيط و حوارات مختصرة و ممتعة ... جهد الترجمة واضح جدا و اضاف للرواية جمالية سردية مميزة ....
بعض الاقتباسات التي لفتت نظري كانت:
" ان كل تجاربنا من اجل الحفاظ على توازننا دون مساعدات تنتهي عند حد المرض او المنزل"
" انا لا افلح في نسيان شيء فليست لدي ذاكرة انتقائية لذا يجب علي ان احتفظ بكل شيء في ذاكرتي "
" ان يكون المرء اعمى امر مختلف عن ان يكون اصما فالصم مرتابون ويعتقدون ان الاخرين يتقولون عليهم اما العمى فهم على العكس ممتلئون بالثقة ويسرفون بالمزاح"
" قمت بكل الاستعدادات الليلية وهذه الاستعدادات ما هي الا علم يتعلمه المرء من النساء حتى وان كن مجهدات فانهن يقمن بازالة المكياج و يعتنين بانفسهن ويتناولن كوبا من الماء و يخترن بانفسهن كتابا لقراءته قبل النوم واحيانا يتحدثن في الظلام و يصبح من الصعب الاستغراق في النوم "
Profile Image for dv.
1,401 reviews60 followers
January 17, 2024
Una detective story sui generis che abita lo spaesamento, la sospensione, l’imbarazzo, il mistero. Calvino lo definì libro insolito, mi permetto di interpretarlo usando l'aggettivo sorprendente. La lettura genera una continua tensione verso l’inatteso che nel mio caso è continuata anche a libro terminato: nella mia ignoranza non conoscevo Bobi Bazlen e il mix di finzione e realtà che il romanzo presenta mi ha lasciato con un’ultima, potente, sorpresa. Cercherò gli altri suoi libri, pur sapendo che la malattia ormai gli impedisce di scriverne di nuovi.
Profile Image for Lilli.
59 reviews4 followers
January 5, 2022
Il racconto lungo e tortuoso di una ricerca, che sembra l'esperienza di una tesi di laurea. Antipatico il protagonista che non ha empatia e non si fa coinvolgere emotivamente in nulla, fugge tutto e rallenta solo per divagare, soprattutto sulla meccanica delle cose. Noioso e senza spessore. (La versione brutta di aspettando Godot)
Profile Image for Mudar Alhafidh.
13 reviews1 follower
August 30, 2017
I couldn't understand what is the aim of this story and what is the writer trying to say.
271 reviews9 followers
Read
October 15, 2025
I seem to have purchased and read an edition of this book before its release, which seems like exactly the right kind of semi-impossibility for this story. It's a banger, one that I fear I am not equal to but am brightened by anyway.

---

She sits down and says, "And then what would you do with the vegetables?" I saw I would take care to wash them and let them soak all afternoon; then I would wait for them to cook, in front of a small television set. She says, "Are you a vegetarian?" I didn't think the vegetable thing would go this far, and now I find myself trapped in a convoluted comparison between cooking meat and cooking leaves, my mind a blank, with not a single idea. Finally I say, "It's all a matter of balancing fiber and water." She laughs, then says more seriously, "And would you be happy?" I shrug and say, "Well, the cooking would set the day's pace."

I take the subway with the idea of "returning," like everyone else; I can wait, still and blank, in the silence of the station; I can read a newspaper on the train, full of blaring manchettes, headlines, and a few gardening and do-it-yourself ads.
Profile Image for Stefano Sotgia.
90 reviews6 followers
January 9, 2022
Primo romanzo di Daniele Del Giudice.
Un giovane scrittore indaga su Bobi Bazlen, leggendaria figura dell'editoria italiana che però non scrisse mai un solo libro: come mai? Questa sembra essere la domanda che scatena l'indagine. Il narratore incontra conoscenti e amici di Bazlen, fra Trieste e Londra. Sembra molto alla lontana un mistery, sconfina invece nella non-fiction tanto poco Del Giudice è interessato alla trama e ai suoi personaggi. In gioco c'è la relazione tra saper vivere e saper scrivere, a pesare è la minaccia del fallimento, esistenziale e artistico. Misterioso e ondivago come certi film di Antonioni, a impressionare è la percezione ultrasensibile del suo protagonista, affascinato dalla macchine, dagli oggetti e dall'aria che separa le cose. E la scrittura di Del Giudice, così analitica ed esatta.
Profile Image for Sarah-Hope.
1,472 reviews211 followers
October 11, 2025
In theory, I'm a reasonably sophisticated (but American, I'm forced to admit) woman able to appreciate all sorts of literary genres. But sometimes I too much of a pleb to appreciate European fiction, belying my claims to sophist-y-¿qué?

A Fictional Inquiry explores the promises of its title in all kinds of ways. Unfortunately for readers with limitations like mine, every variation on "fiction" and "inquiry" can't compensate for an essential abstractness.

Give A Fictional Inquiry a look if it calls to you because there is something magic at its heart. Maybe you'll be unlike me and find and savor it.

I received a free electronic review copy of this title from the publisher via Edelweiss; the opinions are my own.
Profile Image for Valentina G.
227 reviews26 followers
August 15, 2023
Una lettura a tratti non proprio facile, ma piena di ottimi pensieri e riflessioni.
Profile Image for Anna.
51 reviews
April 24, 2025
Forse bisogna avere cura delle storie che non ci appartengono
Profile Image for Silvia.
126 reviews4 followers
December 16, 2025
3,5
Scrittura sospesa, delicata. Credo che dovrò rileggerlo per capirlo davvero a pieno, ma un bel romanzo sulla ricerca, sul viaggio, sulla scrittura.
Displaying 1 - 30 of 92 reviews

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