Mezzo secolo di politica, economia, cultura, costume, cronaca, spettacolo e sport. Mezzo secolo di personaggi conosciuti da vicino oppure osservati da pontefici, presidenti, premier, ministri, leader di partito, magistrati, imprenditori, editori, giornalisti, attori, conduttori televisivi, artisti, campioni, galantuomini e criminali. Vittorio Feltri, maestro di giornalismo, segna buoni e cattivi sulla lavagna della storia. Quella che ha raccontato e commentato nella sua cinquantennale carriera di cronista, inviato speciale e infine direttore di testate, tutte portate al successo in edicola grazie a un unico la perfetta sintonia con i suoi lettori. Ne esce un catalogo umano in ordine alfabetico dettato dalla memoria, compilato insieme a Stefano Lorenzetto, che nel 2010 aveva intervistato Feltri nel best seller Il Vittorioso. Con tanto di voti in pagella, da 1 a 10, come usava un tempo sui banchi di scuola. Solo che qui gli alunni si chiamano Papa Francesco, Giorgio Napolitano, Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Beppe Grillo, Gianni Agnelli, Giulio Andreotti, Bettino Craxi, Umberto Bossi, Antonio Di Pietro, Enzo Biagi, Daria Bignardi, Adriano Celentano, Fiorello, Riccardo Muti, Gino Bartali, Pietro Pacciani... I buoni? Da Oriana Fallaci a Indro Montanelli. 10. I cattivi? Da Camilla Cederna a Gianfranco Fini. 2.
Storie, racconti, aneddoti e pettegolezzi da parte di una vecchia comare del giornalismo italiano. Accidenti a Feltri, è talmente bravo e convincente che spesso mi trascina dalla sua parte. Quale sia questa parte, però, non l'ho ancora capito. E forse nemmeno lui: ecco perché mi piace.
Che lo si ami o che lo si odii, non si possono non riconoscere l'acume e l'intelligenza di Vittorio Feltri. Sa come vendere un prodotto, sa bene a chi rivolgersi e nel modo più accattivante, percepisce l'umore della gente ed è il primo a cavalcarlo senza vergogna e senza nascondersi dietro a un dito. Questo libro, pur essendo composto da un elenco enorme di personaggi più o meno noti della società italiana e da altrettanti aneddoti e descrizioni, è un mezzo tramite cui Feltri si racconta, si toglie qualche sassolino dalla scarpa e cerca di rimediare a qualche suo errore del passato. Se non per conoscere il lato più intimista e umano di Feltri e vederlo da un'altra angolatura, consiglio la lettura di questo libro almeno per le godibilissime descrizioni delle tante personalità presenti e per gli aneddoti e le storie associati ad ogni nome. Feltri è un'ottima penna con uno stile accattivante, sebbene sia l'unico giornalista che talvolta mi costringe a consultare il dizionario.