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Ricordatemi come vi pare. In memoria di me

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La viva voce dell'intellettuale più lucida e appassionata del nostro tempo torna a visitarci per una formidabile resa dei conti sul potere, il femminismo, la fede, la letteratura. Ma soprattutto sulle dieci vite che ha vissuto con incantata sfacciataggine, senza paura, ripercorse oralmente nell'unica autobiografia organica possibile per una che ha attraversato il mondo correndo scalza, bruciando luminosamente ogni tappa. Alla vigilia di una morte che l'ha trovata gioiosa come una martire capace di cantare mentre avanza verso i leoni, Michela Murgia ha trascorso una settimana a raccontarsi a Beppe Cottafavi, suo editor e amico. Le registrazioni di quella sua ultima estate, ancora piena di storie come lo erano state le cinquanta precedenti, danno sostanza a questo suo libro straordinario, arricchito da quattro splendidi racconti ritrovati e da altri testi perduti che l'autrice ha scelto e indicato tra un ricordo e l'altro. Da un simile stagno brulicante di vita, come quello sulle cui rive è cresciuta, affiora un arcipelago di dettagli innamoramenti e parentele queer, matriarche oristanesi che sgranano rosari di cinque colori per salvare ogni continente, madonne con la parrucca, uomini violenti e maestri sognanti, lezioni di lingua sarda e cultura coreana, di esegesi biblica e di scrittura magica, di politica attiva e di militanza culturale. Franca e visionaria, antifascista e immune dai compromessi, Murgia ci rivela com'è che una ragazza di provincia, addestrata a leggere il Vangelo e ad accontentarsi di sopravvivere, si sia messa in testa di cambiare il mondo invece, affidandosi a un'irriducibile aspirazione alla felicità.

7 pages, Audible Audio

First published April 30, 2024

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About the author

Michela Murgia

50 books1,174 followers
Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972 ed è stata a lungo animatrice in Azione Cattolica. Ha fatto studi teologici ed è socia onoraria del Coordinamento teologhe italiane. Ha pubblicato nel 2006 Il mondo deve sapere che ha ispirato il film Tutta la vita davanti e nel 2009 il bestseller Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010.

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27 (2%)
1 star
6 (<1%)
Displaying 1 - 30 of 123 reviews
Profile Image for metempsicoso.
446 reviews490 followers
June 17, 2025
Questo è divenuto, per istinto, lo spazio in cui ho digerito la morte di Murgia. Nei commenti ai suoi libri che ho letto dal momento in cui ha preannunciato la sua fine, ho ritrovato poco fa, mentre per la prima volta li rileggevo in sequenza seguendo questa cronologia, le varie tappe del mio sconforto insolito che ho cercato di razionalizzare con poco successo.
Credo d’essere confluito qui, con il mio spaesamento, perché nella mia vita fuori dai libri nessuno lo avrebbe capito. Io non do affetto, gli amici lo sanno: com’è che allora ho pianto, lo scorso 12 agosto, mentre guardavo la diretta del suo funerale, chiuso in camera mia, in affanno per il caldo e il dolore?
Ma, soprattutto, come avrei potuto spiegare a mia madre, a mia sorella, quelle lacrime, quella perdita di controllo? Io vacillo solo se nessuno può vedermi.
Qui credo d’aver cercato, per vincere la solitudine, il confronto con chi, come me, l’ha conosciuta solo nelle sue parole. Noi che grazie a lei siamo cambiati, o ci siamo messe in dubbio, per un processo che non rientra tanto nella filiazione quando nella gemmazione.
Ricordatemi come vi pare mi sembra l’ultima tappa del mio lutto, d’una separazione che non disgiunge ma chiarisce e conclude.
Vengo da diversi giorni di fatica, con i libri, di un progressivo disinteresse per i tanti volumi aperti, pur cercarti, e comunque lasciati a metà. A posteriori mi sembra che il mio cervello avesse bisogno di uno spazio di vuoto preparatorio, un’aratura prima dell’ultima semina. Per certi versi, avevo bisogno d’essere più pronto.
Lo dico perché ieri notte, dopo aver posato l’e-reader alla fine d’una giornata di ferie in cui avevo ingannato il tempo con i capitoli rapidi d’un manga [e di manga non ne leggevo da quando ero adolescente], quando gli occhi hanno iniziato a chiudermisi per la stanchezza, d’improvviso mi sono accorto d’essere sveglissimo. Era appena passata la mezzanotte. Ho agito in uno stato di coscienza parziale: ho recuperato il cellulare dal comodino, ho acquistato la versione digitale di questo libro e, dopo un paio di traffici tra le app, ho iniziato a leggere. Sono andato avanti per un bel po’.
Ho spento il mio device alla fine d’un paragrafo che sembrava meno ingiusto abbandonare – non ero neppure poi così provato – e mi sono tirato la coperta fin sul naso. Alle sei, tre ore e undici minuti più tardi precisi, stavo di nuovo leggendo. L’ho fatto bevendo il caffè a colazione, e mangiando l’insalata a pranzo, e appena rientrato dal lavoro, in mutande sul letto. Per qualche ragione doveva essere oggi e tutto doveva ardere come un rogo, immediatamente.
Ho letto con la tenacia che richiederebbe un esorcismo – parola che, mi suggerisce internet, deriva dall’unione delle parole greche per “fuori” e “giuramento”. Volevo più Murgia, sì, ma come se questa dovesse essere la nostra ultima spinta, l’ultima fatica del perfezionista.
Prendere più Murgia per poterla lasciare andare.

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Sarò onesto: questo libro non mi è piaciuto. Certo ci sono pagine bellissime, in cui Murgia dona ancora il suo splendido lucore, ma l’accrocco di per sé non mi è sembrato riuscito. Suona come Dare la vita, ovvero come un non finito, lontanissimo dal rigore murgesco, che altri hanno terminato in modo grottesco. Questo, se le cose fossero andate meglio, avrebbe dovuto essere il suo primo libro postumo, il primo rattoppato e ricucito da altri: forse, se non fossi già passato per il saggio sulla GPA di Rizzoli, così lo avrei sopportato di più.
Se Dare la vita non aveva la precisione di una riflessione ben organizzata ma restava insieme per la coerenza dell’argomento, qui la raccolta di memorie sparse, con l’innesto di altri testi pur sempre della stessa autrice, è troppo cacofonica. Si passa dalle proposizioni cesellate di vecchi articoli, alla lingua fluida dei racconti, dall’afflato tonante dei comizi alle risposte discorsive d’interviste ragionate, fino, sì, purtroppo, alle ultime frasi brevi e affannate di una donna con il corpo pieno di sacche di liquido a cui sfugge il fiato.
È una biografia caotica, che però parla in una prima persona dissonante e disturbante, che dopo uno sviluppo abbastanza ordinato si perde in troppe cose e che viene ulteriormente complicata dalla decisione d’interpolare questa materia così ruvida con altra levigatissima. Scampoli in alcuni casi di molto precedenti e poco noti, ma in altri recentissimi e diffusi con forza dal megafono che è stata la sua morte pubblica. Come puoi inserire l’intervista a Vanity Fair e quella di Cazzullo al Corriere o le ultime storie di Instagram, qui dentro? Leggevo e mi ritrovavo – forse perché sono psicotico io – a distanziarmene con ferocia quando ritrovavo cose che di lei avevo già fatto esperienza altrove.
Vorrei dirlo in altro modo, con più cordialità, ma non mi riesce: non sta su e basta, questo libro, buon dio. L’ho avvertito come un brutto esperimento distopico di letteratura composta dall’argoritmo d’un intelligenza artificiale: “AI tieni tutti questo materiale, facci un libro”.
Peggio [e qui ritorno ai manga adolescenziali]: mi ha ricordato il momento infame in cui – ancora mi vengono i brividi solo a pensarci – in Fullmetal alchemist Tucker, per preservare la propria carriera e per soldi, arriva a sacrificare la propria stessa dolcissima figlia Nina e il suo cane Alexander per creare, con la loro fusione, una chimera. Purtroppo, nel momento in cui il mio cervello ha fatto questa correlazione, la lettura di ciò che è seguito è stato condannato. Ma non pensavo, davvero, che un’autobiografia di Murgia mi avrebbe riportato alla memoria con tale forza un trauma giovanile.
Mi è parso quasi che Giammei, il suo curatore-filologo, troppo vicino al soggetto di cui deve tutelare l’eredità intellettuale, stesse tentando di ricrearla a partire dai suoi resti [con il contributo di Cottafavi, suppongo]. Una specie di mostro di Frankenstein.

Murgia aveva indicato dei testi specifici che andavano recuperati? Fantastico! Andavano messi in fondo, in una apposita appendice, così che questo volume avesse come corpo principale solo quell’ultima settimana di dialogo con Cottafavi. Meglio ancora, con l’ovvio favore di Murgia stessa, quel dialogo avrebbe dovuto essere registrato – sappiamo tutti che spesso nella composizione orale era pure più acuta che non in quella scritta – e trasformato in un podcast. I testi da lei indicati, con altri che sono certo verranno riscoperti e pubblicati negli anni da qui venire, avrebbero dovuto essere tutti raccolti in una miscellanea di saggi e una di racconti, come per tante intellettuali si è sempre fatto – anche per sottolinearne il valore! –, e dati alle stampe, pure in contemporanea, ma separatamente.
Ci sono rivelazioni importanti, in questo libro. Tra tutte, per il mio sentire personale, quella della sua queerness in bilico tra bisessualità e quella che per me è asessualità. Allo stesso modo, il suo voler "cambiare il mondo" mi ha ricordato una recente intervista di Saviano in cui Murgia stessa spesso era visibile in controluce.
La mia è una critica alla forma e non ai contenuti.
Però sì, io Murgia, liberato nel farlo da lei stessa, mi sforzerò per non ricordarla così.
Profile Image for Chiara.
97 reviews18 followers
February 9, 2025
Abbiamo perso una grande Donna e questa biografia lo fa capire pagina per pagina. Ho ritrovato una Murgia brillante, scafata che non ha paura di parlare e dire la sua. Forse un po' pesantuccio in certi punti, ma abbiamo la sua storia, le sue battaglie e le sue origini.
Profile Image for Valsh.
331 reviews
June 3, 2024

Michela Murgia un'ultima, meravigliosa volta. Michela Murgia per sempre.
Profile Image for If U Seek Steven.
30 reviews5 followers
May 6, 2024
Un po’ pamphlet, un po’ memoir, un po’ collettore di cose anche molto distanti tra loro, il secondo libro postumo della Murgia sarà anche scoordinato nella struttura ma è tanto, tanto tanto Murgia. E anche quando alcuni contenuti li conosci già, memori di interviste recenti o approfondimenti social, rileggerli è sempre doveroso.

Un atto che ci ricorda quanto - talvolta - alla carezza vada preferito quel genere di pizzicotto che solo lei sapeva darci.
Profile Image for Claudia Palmas.
20 reviews
May 1, 2024
Mi dispiace bocciare questo libro: non è ascrivibile a nessun genere, non perché ci sia una volontà sperimentale dichiarata ma perché, semplicemente, si tratta di un mix di articoli, post social, racconti, giocate di ruolo, sprazzi autobiografici... mal assemblati. Un "testamento" così importante rischia così di diventare un calderone in cui è gettato qualsiasi scritto, senza un fil rouge che ci guidi nella lettura. È un gran peccato.
Profile Image for Ruppe.
514 reviews50 followers
May 29, 2024
4 e mezzo.

Che bella sorpresa questa biografia, un po’ ragionata e un po’ caotica, esattamente come Michela Murgia.

La quale riprende le fila del proprio percorso, su cui è stata tutto sommato discreta fino alle ultime fasi della vita, quando si è resa conto di voler comunicare le esperienze vissute e quello che di costruttivo c’era al loro interno.
Si dimostra generosissima verso le persone che la stimano e la leggono, ricostruendo molti aspetti della propria vita su cui si avevano informazioni vaghe, e su cui online si trova solo un’infarinatura. E con una carrellata ritmata, veloce e appassionante li spiega, li approfondisce e ricostruisce il percorso. Nel fare questo inserisce anche ragionamenti a posteriori, su cosa le singole fasi della propria esistenza abbiano portato in termini di apprendimento, di conoscenza ed esperienza.

È, insomma, come se finalmente potessi fare a Michela molte domande sulla sua vita, sulle sue esperienze, sui libri che l’hanno formata e che ha scritto, i retroscena che li hanno fatti scaturire o che, da questi, sono scaturiti.
Sono contento e grato che Michela Murgia abbia pensato a dedicare tempo ed energie degli ultimi suoi preziosi giorni, fino all’ultimo, per lasciare racconti ed esperienze, riconoscendosi - senza falsa modestia - un ruolo formativo e culturale importante in Italia. Che non si sia arresa al dolore e alla stanchezza, ma abbia lavorato consapevolmente, e con entusiasmo, per un lascito duraturo e costruttivo.
Penso che si tratti di un esempio straordinario e luminosissimo, per tutti noi, di cosa significa una vita vissuta appieno e con scopo. Di come approcciare la morte, senza perdere di vista se stessi e il proprio percorso.

L’autrice (e i due collaboratori che l’hanno seguita rielaborando il testo orale) in questo resoconto spiega non solo se stessa, ma punta ampiamente l’obiettivo sul proprio lavoro, spiegando le motivazioni e le urgenze alla base della sua scrittura e del
suo percorso. Mi rende finalmente comprensibile capire molte fasi della storia, della formazione, dell’opera di Michela Murgia, compreso il motivo per il quale abbia spesso abbandonato la letteratura per dedicarsi alla saggistica, piuttosto che alla comunicazione attraverso i social networks.
Non condivido quindi le critiche di alcuni lettori qui sulla piattaforma Goodreads, trovo invece che sia sfuggito loro un filo rosso fondamentale.

Un discorso a parte merita scelta di Murgia - molto intima - di condividere informazioni sulla formazione del nucleo familiare acquisito, la cosiddetta famiglia queer: è stata una delle caratteristiche importanti delle sue ultime settimane di vita, evidentemente percepita come urgente.
Questo lato mi turba e mi lascia un po’ perplesso; avrei onestamente preferito, per formazione personale e sensibilità individuale, non essere messo a parte di molti dettagli che in parte, a dire la verità, mi inquietano. La storia del rapporto con Francesco, questa cosiddetta filiazione d’anima, non riesce a non apparirmi un po’ creepy e manipolatoria, forse anche compensativa di rapporti familiari problematici. Ovviamente cerco di astenermi dal giudizio e da ulteriore commento, perché si tratta di questioni familiari altrui, ma proprio per questo forse avrebbero potuto rimanere in una sfera privata, e non necessariamente portati ad esempio edificante.

L’altro argomento, per fortuna trattato molto brevemente, su cui individuo contraddizione e ipocrisia è quello del mondo della moda, in cui l’autrice cerca - con un una manciata di pie illusioni - di illudere noi e se stessa che l’ipocrisia non sia così evidente.
Infine, fingo che non siano mai comparse le pagine sui BTS.

Detto questo…alcuni piccoli disagi nella lettura e una struttura spesso caotica, con qualche elemento di disconnessione, non tolgono nulla al quadro di una intellettuale atipica, che ha fatto della polemica intelligente e agguerrita, del dibattito militante, dell’esegesi e della ricerca di piani più profondi (sotto la realtà apparentemente semplice), il proprio motore di azione e di lavoro. Tutto questo emerge molto bene dal libro finale di Michela Murgia, e restituisce un quadro finalmente completo e molto umano, una sorta di cornice a un personaggio molto complesso e, per me, di enorme ispirazione.

Ancora grazie Michela, manchi infinitamente.
Profile Image for Lucio Aru.
Author 1 book35 followers
June 11, 2024
Era necessario?

Sì, se anche voi, come me, ancora non riuscite - e probabilmente non riuscirete - a dire arrivederci.
Perché per me è impossibile, al momento, immaginare di non leggere, ascoltare, citare e mettere in pratica le parole, il pensiero, la filosofia e l’approccio alla politica di Michela Murgia.
E qui, in questo libro, insieme a diverse cose che già avevo letto e/o sentito, ci sono cose “nuove”, inedite o almeno approfondite rispetto ad altre volte in cui sono state solo citate (dalle giocate della sua elfa maga insieme a Giammei su lot ai racconti di Murgia bambina, dalle traduzioni e gli approfondimenti sui “frastimi” sardi ai racconti su alcuni incontri determinanti (e non).
Quindi eccomi qui, a prendere ancora un pezzo di questa personalità e questa mente straordinarie, di queste vite piene di coerenza e intelligenza, di ricerca e curiosità.
Ancora una volta, e per sempre,
grazie 🙏
Profile Image for Ilaria Quercia.
411 reviews113 followers
August 14, 2024
Di Michela Murgia ho letto il 90%della produzione e faccio parte della schiera di orfanə, di quellə che si sono sentitə formatə dal suo modo di comunicare essenziale e netto. Si vede che questo è un profluvio a ruota libera di pensieri, per me è stato un amarcord perché come specificato in conclusione Michela Murgia non stava zitta, quello che aveva da dire lo ha già detto prima della sua scomparsa prematura.
E se questo ultimo scritto da un lato è diverso da quello stile rigoroso e schematico a cui mi ero abituata, non ho potuto che apprezzare quei piccoli aspetti di quotidianità come il sarcasmo sardo, la tenerezza nell' ascolto dei BTS (quelli potevano essere la chiave per farmi rispondere quando in passato le ho scritto, ma io le parlavo dei suoi libri... Che scema!).
Della Murgia e la politica, o il lavoro o della relazione con la fede è stato sempre un piacere ascoltare la sua voce. Una voce che ha sempre avuto il bisogno di essere la prima a smettere di tacere. 💜
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for 100 Errori .
52 reviews11 followers
September 15, 2024
Prima di leggerlo l’ho tenuto sul comodino per un bel po’. L’idea che fosse l’ultimo libro di Murgia mi metteva tristezza. (In realtà ne arriverà un altro, edito da Rizzoli). Nello specifico, si tratta di una raccolta di suoi scritti più o meno inediti, trascrizioni di interviste, e altre parti dettate al curatore, appositamente per l’occasione. Per questo motivo, nel complesso, rischia di risultare disarticolato e, a tratti, ripetitivo. Le parti che più ho apprezzato sono quelle puramente autobiografiche, che mi hanno permesso di mettere ancora più a fuoco tutta la sua attività. Credo sia una lettura essenziale per chi la seguiva e apprezzava, e per chi voglia comprenderne maggiormente la produzione letteraria.
Profile Image for Chiara Rovere.
97 reviews2 followers
July 28, 2024
Per quanto abbastanza disorganico e a tratti pesante, Michela Murgia continua a insegnare anche dalla tomba e più che una biografia io la definirei una lettura formativa. Ti fa venire voglia di alzare il culo e fare qualcosa, qualsiasi cosa, per cambiare lo stato delle cose. Perché lei lo ha fatto tutta la vita, ha bruciato molto e ha fatto molta luce e ora, come dice lei, si può permettere l’egemonia del silenzio.
Profile Image for Simona Gilberti.
73 reviews9 followers
June 1, 2024
In coda, Alessandro Giammei scrive: «Leggerlo sarà necessariamente doloroso per diverse persone. Ma sarà altrettanto divertente, illuminante, addirittura esaltante». Almeno su di me, la sua previsione si è totalmente avverata. E per questo ho il cuore pieno di gratitudine.
Profile Image for Sofia.
6 reviews1 follower
May 21, 2024
Grazie, perché in questi anni hai parlato talmente tanto che anche ora non si sente il tuo silenzio
Profile Image for Natalia Pau.
46 reviews3 followers
Read
September 24, 2024
Non è una lettura, è un ascolto. Sento ancora la sua voce.
Profile Image for Mariaelena Di Gennaro .
524 reviews141 followers
January 4, 2026
"A cinquantun anni mi sento come se avessi bruciato troppo. Troppo ossigeno. Troppo tempo. Troppa energia. Come se fossi stata una candela con due stoppini. Mi chiedo se quello che mi sta succedendo non abbia a che fare col fatto che ho bruciato troppo. Se bruci tanto, fai tanta luce. Ma forse ne sarebbe bastata meno. Forse sarebbe bastato che non fossi io ogni volta quella che parlava per prima, quella che gridava più forte, che scriveva ciò che nessun'altra aveva il coraggio di scrivere, quella che si esponeva.
La mia vita è stata peggiore perché io ho vissuto in prima linea troppo tempo. Forse non tutto era necessario. Ora non sento più il richiamo della contingenza."

Di questa autobiografia postuma ho amato soprattutto le pagine dedicate alla Michela più fragile, alla fan dei BTS e delle serie tv coreane, alla figlia di un padre violento e di una madre troppo arrendevole, alla Michela figlia e mamma d'anima, alla Michela nerd ossessionata dai giochi di ruolo, a quella che dietro la corazza e la cazzimma nascondeva le lacrime e la solitudine.

Scomoda, puntigliosa, rompic....... come lei stessa si definiva, ma anche chiassosa, vitale, caparbia, arguta come poche altre, scrittrice raffinatissima, una voce che sento ancora nella testa e che spero non si spegnerà mai.

Mai nessun/a intellettuale ha pungolato, stimolato e sfidato tanto la mia mente e la mia sensibilità come ha fatto e continua a fare lei.

Sì, hai bruciato tanto Michela, forse troppo, come eri arrivata a pensare anche tu, ma quanta luce hai sprigionato. Cercheremo di non farla oscurare mai.
11 reviews2 followers
May 6, 2024
Per quanto mi riguarda, è stato indescrivibile leggere (o, rileggere, nella caso di alcune trasposizioni dei post o delle stories) una inedita Murgia. É stata una carezza in una settimana personale sfiancante.
Profile Image for Verdiana M..
24 reviews7 followers
January 11, 2025
L’ho apprezzato tantissimo perché mi ha consentito di comprendere pienamente tutto il lavoro precedente di Michela Murgia. Illuminante.
Profile Image for Alessia.
38 reviews3 followers
June 2, 2024
Quello che volevo scrivere lo ha già scritto Simona Gilberti e non potrei essere più d'accordo. Mi limiterò quindi a questo🫰💜 con tanta stima e affetto da "un'orfana d'anima" (come scrive Alessandro Giammei in Coda al libro) che ha amato e sofferto molto questo libro.
Borahae Michela ovunque tu sia.
Profile Image for Claudia Gualina.
209 reviews33 followers
May 15, 2024
“Sono stata molto fortunata. Ho fatto cose che non sapevo neppure di desiderare. Ho incontrato persone meravigliose. Non è vero che il mondo è brutto, dipende da quale mondo ti fai. Non mi sono mai rassegnata a pensare che non mi spettasse la felicità. […] Riconoscere la felicità è una forma d’intelligenza. Perché, semplicemente, tante volte la felicità ti passa accanto e tu non capisci che quello è un momento felice.”

Michela Murgia si racconta a Beppe Cottafavi, narrando le sue dieci vite. Fillus de anima grazie a zia Anna, cresce con la nonna e fin da piccola lei ed il fratello subiscono un clima di violenza, con il padre che picchia loro e la madre, ma lei stessa afferma “Ringrazio mio padre per aver creato quelle condizioni di costrizione e di violenza. Insopportabili. Se non ci fosse stato un limite alla tollerabilità di quella situazione, oggi sarei una persona diversa.”

Fa i lavori più disparati: la cameriera in pizzeria durante gli anni di scuola, l’insegnante di religione, l’impiegata, la centralinista in un call center, in tutte le sue professioni appare subito chiaro e lampante il suo tratto distintivo: la verità e la denuncia di qualsiasi tipo di ingiustizia ed abuso.

Il suo rapporto con Dio è una costante della sua vita, pur riconoscendo che la Chiesa deve ancora fare passi da gigante, soprattutto in merito al trattamento delle donne.

La queer family è la sua risposta per gestire al meglio il peso delle responsabilità e del lavoro di cura, che non grava così solo su una persona, di solito donna, ma può essere diviso tra più persone, moltiplicando i rapporti e le relazioni, come quelle con i suoi quattro figli d’anima.

La lotta al patriarcato ed al fascismo, il tema del consenso, la narrazione che viene fatta in Italia sui giornali dei casi di femminicidio sono alcune delle battaglie portate avanti nella sua vita e di cui parla anche nel libro.
La Corea ed i Bts sono letteralmente le sue ancore di salvezza, dopo un periodo di depressione, in cui si sente sola e tradita “in una battaglia che avevo creduto sempre comune”, dopo la quale ridefinisce i rapporti personali, rendendoli più simmetrici.

Per me è davvero incredibile che la scrittura sia arrivata a lei per caso, quando, aprendo il blog e denunciando la situazione tossica che stava vivendo come lavoratrice in un call center, le viene offerta la possibilità di pubblicare un libro. È proprio in quel momento che “ho cominciato a credere che le parole potessero cambiare la realtà più di quanto non potessero farlo le mani. […] Fu la prima volta che sperimentai un simile potere magico, la prima volta che verificai di poter usare la forza della letteratura, del racconto, per fare politica.”

In questo libro c’è tutta Michela Murgia, nelle sue varie declinazioni e in tutta la sua carismatica potenza.

“A cinquantun anni mi sento come se avessi bruciato troppo. Troppo ossigeno. Troppo tempo. Troppa energia. […] Se bruci tanto, fai tanta luce. Ma forse ne sarebbe bastata meno. Forse sarebbe bastato che non fossi io ogni volta quella che parlava per prima, quella che gridava più forte, che scriveva ciò che nessun’altra aveva il coraggio di scrivere, quella che si esponeva. […] Se morissi domani (e il giorno della mia morte non è lontano) ci sono centinaia di persone che potrebbero alzarsi per dire: ‘Michela Murgia direbbe’. Perché anche se non potrò dirlo, comunque l’ho detto.”
Profile Image for Michela nonostante.
185 reviews4 followers
July 11, 2024
Probabilmente un buon testo per chi vuole approcciarsi postumo al mondo Murgia.
Per chi l’ha seguita in vita, come scrittrice, attivista, personaggio e ospite, nei libri, nelle dirette, sui social, agli eventi, sul vecchio blog… non c’è una sola pagina nuova, un solo spunto inedito.
La morte è un passaggio duro da accettare, ma non è negandola che si supera.
L’eredità di Michela sono i suoi libri già pubblicati, da rileggere ancora e ancora, sarebbe bello se Giammei si fermasse così senza andare oltre nel tentativo di spremere parole già scritte qua e là da trasformare in nuova pubblicazione.
Profile Image for Marta Fancello.
23 reviews
August 5, 2025
"La questione del consenso è l'argomento più doloroso di tutto il femminismo. Convincere le persone che il consenso sia la parte centrale del discorso è difficilissimo. Perché la cultura patriarcale, anche nostro malgrado, ci ha contagiato: ne nasciamo tutti intrisi. In una cultura patriarcale tutti, e anche tutte, cresciamo compromessi dal pregiudizio sessista. Il consenso è considerato implicito, tanto che non è necessario chiederlo".
Profile Image for Valentina Castagna.
67 reviews
July 10, 2024
Per chi non ha letto nulla della Murgia é perfetto. A me é sembrato un riassunto (fatto abbastanza male) delle sue idee + qualche racconto inedito. Una raccolta dei punti principali della sua vita. (Che abbia voluto lasciarci la sua analisi?)
Ma quando finirà questa ossessione per i libri postumi? Non mi é sembrato di leggere la Murgia. D’altronde, lei non ha scritto nulla qui, e si sente. Non c’era la sua ricerca esatta delle parole e nemmeno le sue idee forti e brutali. Nemmeno le sue idee forti e brutali dette sempre con parole esatte. Ma forse é proprio questo l’obiettivo? Sentire la sua assenza? Sentire cosa é rimasto, cosa ci ha lasciato? Rispetto e mi inchino alla sua volontà
Profile Image for Gabriella P.
285 reviews11 followers
December 26, 2024
Ascoltato in audiolibro, che probabilmente non gli rende sufficiente giustizia. Recupererò il cartaceo.

Una raccolta intensa, a volte un po' caotica, che chiude un cerchio e mi fa pensare a Murgia con la consueta malinconia che mi accompagna da quel 10 agosto 2023.

Il libro è suddiviso in dieci sezioni, ognuna delle quali rappresenta una "vita" vissuta da Murgia, una finestra su ogni passaggio fondante della sua esistenza. Ne emerge la sua personalità forte, senza mezze misure, oltre ad un incoraggiamento a vivere la propria vita pienamente, senza piegare il proprio modo di essere alle aspettative altrui.

Ancora una volta, il personale diventa politico e universale; quello che resta è una riflessione sincera e potente sulla vita, la morte, la fede e l'identità, un testamento appassionato e coraggioso che invita alla crescita personale.

Ciao Michela, manchi.
Profile Image for Jessica.
312 reviews102 followers
July 28, 2024
Un'ultima lunga chiacchierata in cui Michela Murgia dice di sè tutto quello che c'era da sapere.
Mette così, forse, un punto alla sua grande eredità su carta stampata. Usciranno forse altri scritti inediti, materiale d'archivio, ma questo è l'ultimo vero saluto.
Come ha detto Lei stessa, ha parlato molto in questi anni a tal punto che anche nel silenzio ci sembrerà di saper dare una risposta alla domanda che risuonerà nelle nostre teste " Chissà cosa avrebbe detto Michela Murgia"
Profile Image for Tommaso Voto.
221 reviews1 follower
May 6, 2024
Questo romanzo prova a raccontarci Murgia e a ricordarci che la scrittura può essere uno strumento di attivismo politico e civile.
Profile Image for Alessia_i.
8 reviews
May 26, 2024
Ciao Michela, manchi molto! Grazie per esserti raccontata così. ♥️
Profile Image for Veronica Palomba.
386 reviews2 followers
January 14, 2025
Un libro che va letto e riletto

il racconto della memoria di una donna straordinaria

una biografia e non solo

questo è il riassunto dei suoi pensieri dei suoi post delle storie di Instagram che ha pubblicato nell'arco della sua vita e l'apoteosi della schiettezza e il racconto di una vita tra politica arte e incontri speciali

Qui vengono raccontate le sue battaglie i suoi dolori i suoi pensieri e va veramente letto più volte perché ci aiuta a capire il pensiero di una donna straordinaria che ha combattuto per i suoi valori per i suoi ideali e ha cercato di trasmetterli agli altri attraverso i suoi libri attraverso il suo impegno sociale e politico anche se mal riuscito perché non le hanno permesso di entrare in poltica e di diventare ciò che voleva ma ma nel suo piccolo è riuscita comunque ad arrivare al cuore di tante persone scardinando concetti tabù fino a qualche anno fa e facendo imbestialire persone e aprendo la mente ad altri

quindi sono felice di aver letto questo resoconto postumo di vita una incredibile
Sono felice che ci siano persone che portano avanti il lavoro di questa donna che è venuta a mancare troppo presto e che aveva ancora tanto da dire
Profile Image for Marina.
338 reviews3 followers
March 28, 2025
Un libro che ripercorre alcune tappe della vita (troppo) breve di Michela Murgia. Si parla del suo rapporto con il lavoro (e delle denunce sociali come quella del suo primo libro), con la religione, con la letteratura (ovviamente), con la famiglia (sia d’origine che la sua famiglia queer) e anche con la malattia. Chi conosce i temi che le stavano a cuore ritroverà tra le righe le sue battaglie e le sue passioni. L’unico difetto è che il tono è in diverse parti del testo un po’ “sbiadito" rispetto a quello accesissimo della Murgia, forse per il fatto che, essendo un libro postumo, è un collage di interviste, pensieri e racconti inediti e manca la sua cifra stilistica. Vale la pena comunque leggerlo per ricordarci di Michela Murgia "come ci pare", come lei stessa ci suggerisce.

"Non ho mai pensato di mostrarmi diversa da come sono per compiacere qualcuno. Persino a chi mi odia credo di essere stata utile. Perché, per contrasto, quella gente ha potuto definire se stessa."

⭐️⭐️⭐️⭐️+
Displaying 1 - 30 of 123 reviews

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