Racconti di: Alicia Giménez-Bartlett, Andrej Longo, Marco Malvaldi e Samantha Bruzzone, Luca Mercadante, Francesco Recami, Gaetano Savatteri, Simona Tanzini
Misteri, delitti, risate, ringhiate, ululati, muggiti e belati. Nella nuova antologia gialla gli investigatori di casa Sellerio entrano in contatto con il favoloso mondo degli animali. E ne restano, e con loro i lettori, incantati.
Animali assassinati o assassini; bestie domestiche, di allevamento o di laboratorio; macchine semoventi come voleva Cartesio o persone antropomorfizzate; usati come copertura di misfatti o bersaglio di delitti; esempio di una natura violentata o membri effettivi dell'antropocene; sono l'Altro del crimine, l'innocenza assoluta. I sette splendidi tori da corrida sono stati fucilati con tiro preciso per mascherare l'omicidio del loro guardiano o è il contrario? Questo è il dilemma di Marta e Berta Miralles, le disparate sorelle poliziotto di Alicia Giménez-Bartlett, con cui inizia questa raccolta di racconti. Saverio Lamanna è alle prese con il grosso Socrate, un altro povero cane garrotato, e una signora scomparsa: piste che permettono all'ironico Gaetano Savatteri, il creatore della coppia Lamanna-Piccionello, di imbastire un giallo brillante. Domenico Cigno, giornalista molto sovrappeso nato dalla penna di Luca Mercadante, fa il suo
Alicia Giménez Bartlett was born in Almansa, Spain, in 1951 and has lived in Barcelona since 1975. After the enormous success of her first novels, she decided to leave her work as a teacher of Spanish literature, to dedicate herself full-time to writing. In 1997, she was awarded the Feminino Lumen prize for the best female writer in Spain. She subsequently launched her Petra Delicado series, quickly making her into one of Spain’s most popular and loved crime writers.
Come tutte le raccolte di racconti di autori molto diversi tra loro, alti e bassi (anzi, più bassi che alti stavolta): diciamo subito che ho adorato il racconto di Malvaldi e Bruzzone (e come non amare qualunque parola che esce dalle loro penne!). Il racconto della Tanzini è molto migliore del libro da cui discende (Conosci l'estate?, cui avevo dato una sola stella). La Gimènez Bartlett: noiosa la scrittura, insopportabili e saccenti le due sorelle detective protagoniste. Tutti gli altri, dimenticabili. *** Like all short stories' collections by very different authors, it has its ups and downs (actually, more downs than ups this time), let's just say I adored Malvaldi and Bruzzone's story (and how could I not love every word they write!). Tanzini's story is much better than the book it's based on (which I gave only one star). As for Gimènez Bartlett: the writing is boring, the two detective sisters who star as protagonists are unbearable and pedantic. All the others are forgettable.
Molto bella l’idea di una serie di racconti brevi che sfrutta la figura degli animali per esplorare il rapporto tra uomo e natura in chiave giallistica; inoltre, avere un saggio delle abilità di una serie di autori stimola ad approfondire quelli di cui non si sapeva nulla ma, e qui c’è un grosso ma, i racconti sono decisamente disomogenei, e questa è una brutta sorpresa per chi è abituato alle serie in giallo di Sellerio, dove di solito tutti i racconti sono di buona qualità. Certo, è comunque bello vedere come autori diversi trattano la stessa “materia”, apprezzare i diversi stili, le differenze e le uguaglianze, però qui la superficialità si sente troppo, le storie non sono quasi per niente “gialle” ed ho avuto l’impressione di un libro leggero, scritto per continuare la serie “in giallo” piuttosto che per dire davvero qualcosa di nuovo. Peccato, perché il tema era davvero interessante, ovvero gli animali e il loro rapporto con noi, animali di altra specie e anche la lista degli autori era interessante: c’è l’immancabile Bartlett (ma questa volta, finalmente, senza la solita Pedra Delicado) alle prese con l’uccisione nientemeno che di 7 tori da corrida (voto 7); c’è l’ottimo Savatteri con il suo Lamanna alle prese con la morte di un cane (voto 6, un po’ comico, ma per niente giallo); c’è Mercadante, che avevo solo sentito e che approfondirò, con il suo giornalista Domenico Cigno (voto 5,5); c’è Longo, anche lui a me sconosciuto, con il suo agente Acanfora alle prese con una serie di delitti commessi da cani (voto 8, bellissima l’idea di fondo); c’è la Tanzini, con la sua Viola, che però non riesce a piacermi (voto 5); c’è Malvaldi, che di solito dopo un po’ mi stanca, ma qui è in eccellente forma e che con la storia incentrata sulla batracotossina ha avuto una bella idea (voto 7); e poi c’è Recami, con il suo commissario Ametrano a Milano, che però non mi ha convinto (voto 5). Assegno un complessivo tre stelle, perché il libro si legge bene e le storie meno coinvolgenti sono ben mediate da quelle interessanti.
Tradizionale appuntamento di fine-inizio anno con i giallisti Sellerio: qualche minuto fa stavo sistemando sullo scaffale “Animali in giallo” e – scorrendo le raccolte degli anni scorsi – ho pensato che da una semplice fotografia delle copertine sarebbe possibile tracciare una storia della pubblicistica gialla degli ultimi venti (trenta?) anni in Italia. La raccolta pone al suo centro il rapporto fra uomini e animali, e in alcune pagine non mi ha fatto benissimo all’umore, ma ok.
“Animali in giallo” si apre con il racconto che mi è sembrato meno riuscito: sarà perché Marta e Berta, sorelle poliziotto di Alicia Giménez-Bartlett, non mi hanno mai convinto del tutto? A risollevarmi il morale ci hanno pensato Gaetano Savatteri (commozione per il caso e per la poesia di Neruda a parte), l’esordio di Luca Mercadante con il suo giornalista non-troppo-in-forma e – restando all’ombra del Vesuvio e in ambito canino – l’indagine dell’agente Acanfora di Andrej Longo.
Proseguendo, i miei due preferiti: Simona Tanzini e la sua psico-cromatica Viola mi conquistano sempre e la coppia Bruzzone-Malvaldi è garanzia di qualità, anche quando la chimica Serena corre in aiuto alle indagini dalla lontana Kyoto.
Chiude – prima di un coltissimo contributo di Gianfranco Marrone – il commissario Ametrano di Francesco Recami, in una storia fra case di ringhiera e richiami Poe-teschi.
Complessivamente, “Animali in giallo” risponde – senza picchi e senza sbavature – alle necessità di un Capodanno satollo e regala qualche ora di lettura piacevole, senza impegno, calde come la coperta sul divano.
Tori, rane, asini e caprette, persino un orso (o forse uno yeti, chi può dirlo?), e tanti cani, assassinati o assassini: è questo il bestiario della raccolta Animali in giallo, che riunisce alcuni dei più famosi scrittori del genere della scuderia Sellerio. I racconti sono tutti godibili, tranne l'ultimo, di cui non ho capito il senso: si tratta infatti di una sorta di saggio sulla classificazione degli animali e sulla loro innegabile somiglianza con l'uomo, ma non c'entra nulla con un giallo, ed è anche parecchio noioso. Per quanto riguarda gli altri racconti, ho apprezzato come sempre la vena ironica di Malvaldi/Bruzzone, (questa volta la loro protagonista Serena è in vacanza con la famiglia in Giappone, ma troverà comunque il modo di risolvere un caso), di Savatteri nella sua Makari e di Recami nelle sue case di ringhiera; ho fatto un'interessante scoperta con Tanzini, che non conoscevo e di cui vorrei cercare altro, mentre Giménez-Bartlett è come sempre una garanzia, che scriva di Petra e Firmin o delle sorelle Miralles, come in questo caso. Non dico che sia una raccolta capolavoro, difficilmente in questi casi si possono mettere insieme lavori dello stesso livello, ma in generale è a mio parere un librino adatto all'evasione, e raggiunge sicuramente la sufficienza.
Tre stelle come media. Tanti racconti, alcuni validi su tutti Malvaldi-Bruzzone (ovviamente), altri più noiosi e con poco senso (Recami, mi dispiace, ci ho provato), le due nuove investigatrici di Jimenez-Bartlett (non male ma mai all'altezza di Delicado), Savatteri un po' sotto la media (mi manca tanto Teresita...) La new entry non sono in grado di giudicare ancora, aspetto una storia più lunga.
Ho apprezzato molto questo libro per diversi motivi, il primo é che é bello vedere come autori diversi scrivono sullo stesso argomento, le differenze, le similitudini; poi l’argomento mi appassiona molto. Ovviamente non sono storie gialle molto dettagliate e/o approfondite perché ognuna ha sulle 30 pagine, però le ho trovate ben scritte. É adatto a una lettura serale, quando non si ha molta concentrazione e si vuole qualcosa da leggere.
Animali in giallo mi è piaciuto molto, soprattutto perché ho ritrovato alcuni dei miei autori preferiti, come la Bartlett e Malvaldi, che sono sempre una garanzia. Ma la cosa più bella di queste raccolte è che ti permettono di scoprire nuove voci: grazie a questo libro ho conosciuto Simona Tanzini, e so già che leggerò presto qualcosa di suo.
Una raccolta piacevole, varia, perfetta per chi ama il giallo in tutte le sue sfumature — soprattutto quando c’è anche un tocco animale.
Pochi dei racconti di questa raccolta sono degni di lettura. La Bartlett proprio non mi piace, la storia qui non ha nessun senso e le due poliziotte sono come sempre dei personaggi insulsi. Il racconto di Recami e’ abbastanza deludente e non ha alcun senso. L’unico che si salva è quello di Savatteri e lo spiegone finale su le metamorfosi al contrario di Kafka
Le raccolte "in giallo" sono sempre interessanti ma questa è forse la meno riuscita, si lascia leggere ma anche gli autori più blasonati questa volta deludono.
Ho apprezzato molto tutti i racconti ciascuno con lo stile del proprio autore. La nota finale di Gianfranco Marrone mi ha conquistato con la citazione dell’opera del grande Kafka.
Io amo gli animali! E adoro queste raccolte ma questa volta alcuni racconti non mi hanno conquistata. Sarà che stavo leggendo di nuovo due libri contemporaneamente?