Amo i gialli e i Thriller e la scrittura di Lanzetta mi ha conquistata già dal primo libro che ho letto, il mix tra il male, il bene e le tinte gotiche da cui si ispira.
Salerno e i suoi dintorni, i boschi, le montagne e i suoi personaggi,che puoi amare o odiare ma mai che ti restano indifferenti.
Mentre nella sua trilogia ho adorato “l’uomo con le cicatrici”, su questo libro il personaggio che mi ha conquistata è Massimo, spero di leggere una nuova avventura con lui e Lidia.
Mi piacerebbe approfondire la loro storia, che qui già si impara a conoscere, il loro buio ma anche la loro luce, un nido che li ha accolti nel loro momento più buio.
Ma questa è soprattutto la storia di “X” e su cosa è accaduto a Elena Perna, alla sua giovane terminata su una spiaggia e come è possibile che “x” riesce a disegnare il suo volto, il luogo del delitto senza averla mai vista, lui che ha vissuto l’orrore che è chiuso da anni in un reparto dell’ospedale psichiatrico il Santa Croce, lui che non ha contatti con l’esterno come può fare?
Un bellissimo thriller che ha tinte noir, paranormali, io non sono un amante del genere, ma in questo caso, e in atri di cui non parlo per non fare spoiler, mi ha conquistato.
La scrittura è fluida, intrigante non ti lascia scelta, devi comprendere andare avanti e non fermarsi fino all’ultima pagina.
Un finale che mi ha lasciata con il desiderio di leggere ancora di Lidia e di Massimo.
Antonio Lanzetta, non dormire sugli allori, voglio leggere ancora di loro due, non puoi fermarti qui.
Consigliato?
Assolutamente si, chissà questo potrebbe diventare un libro viaggiante.