Salve lettrici,
Con “Broken. Dammi un’altra possibilità” prosegue la serie “Broken” di J. L. Drake, una serie che mi aveva intrigato tantissimo con il primo volume ma che, ahimè, non ha avuto lo stesso successo con la seconda parte della storia, che prosegue con le vicende di Savi e Cole.
Continua la loro battaglia contro l’Americano, l’uomo che teneva Savannah prigioniera nel primo volume, e che, in questo libro, riesce di nuovo a rapirla.
Ripartiamo esattamente da dove ci eravamo lasciati e troviamo una Savi disperata per aver perso l’amore della sua vita e il loro bambino.
Questo volume si basa molto sul personaggio di Savannah, sui suoi sentimenti e sulle sue paure.
Leggiamo prima di una Savi straziata dalla notizia della morte di Cole, poi decisa e intrepida nello scoprire la verità sulla sua vita.
Successivamente sarà di nuovo rapita e senza speranza, infine leggeremo come sarà decisa a riprendersi la sua vita.
Un mix molto vasto di emozioni per la protagonista che, in questo volume, non mi ha convinto molto.
Troppi dettagli che non coinvolgono e troppa superficialità.
Questo secondo volume, così com’è narrato, secondo me non era affatto necessario, soprattutto perché c’è ancora un terzo libro ad aspettarci.
Avrei preferito che chiudesse la storia piuttosto che leggere un romanzo che non porta da nessuna parte.
Cosa spero di trovare nel terzo volume? Dolcezza, romanticismo e una storia d’amore bellissima.
Cole e Savi avevano tutte le carte in regola per farmi innamorare, ma in questo libro la loro storia d’amore perde tantissimo e viene messa in secondo piano.
Al centro di questo volume c’è Savannah con le sue azioni azzardate e le sue mille sfumature, che avrei apprezzato molto di più se strutturate in maniera differente.
Spero che Savi ritrovi un po’ di serenità, soprattutto perché potrebbe avere la possibilità di ricominciare.
Spero anche che la nostra protagonista ritrovi la fiducia verso il suo amato e che entrambi riescano a farmi cambiare idea, ancora una volta, su questa serie che per il momento ha rovesciato il mio giudizio sulla storia, ma non sulla penna e sullo stile dell’autrice, che comunque merita.
Voto 3