Recensione pubblicata nel Blog Crispi's Books
Buongiorno amiche lettrici!
Oggi desidero parlarvi del quinto volume della serie Crescent Moon Ranch, firmato da Tess Thomson, un'autrice che in ogni sua pubblicazione, sa sempre come sorprendere e accarezzare il cuore delle sue lettrici, bilanciando la parte drammatica e ricca di suspense, con il valore e il peso dei buoni sentimenti e di quel calore familiare che riesce a diventare il vero protagonista di ogni sua storia. Unione, comunanza, sostegno, partecipazione, sono questi i valori riscontrabili nella realtà di Bluefern, un piccolo centro del Montana e a misura d’uomo, circondato dai verdi pascoli e dalle Montagne Rocciose. Un paese dove si conoscono tutti e nel quale la solidarietà è un sentimento condiviso, soprattutto dai componenti della famiglia Moore, che hanno fatto della fratellanza, dell’altruismo, della generosità e dell’aiuto reciproco, così come della giustizia e dell’istinto di protezione, il cardine attorno al quale ruotano le loro vite e il tratto distintivo dei loro rispettivi caratteri.
Mi sentivo piccola e femminile accanto alla sua presenza solida e confortante. Un’ancora nella tempesta. Un’ancora che avevo cercato fin dalla morte dei miei genitori.
“Grumpy Moon” racconta la storia d'amore tra Soren, uno dei fratelli più giovani della tribù dei Moon, il burbero e taciturno sexy cowboy, che si occupa dei cavalli del ranch. La controparte femminile è Finley, la bella, frizzante e loquace inglesina, dal passato tragico, da due anni responsabile dell’accoglienza, sotto le direttive di Thad. Li abbiamo già conosciuti nei volumi precedenti, figure che hanno affiancato i personaggi principali, in una serie di romanzi che possono essere definiti corali, in quanto le vite di ogni personaggio si mischiano tra loro, portando avanti un progetto comune, ovvero il ranch e il benessere della famiglia, senza dimenticare quello di tutti coloro che entrano a far parte della loro realtà.
Hai mai pensato che io sia quella normale e tu quello strano?» Lo guardai dritto negli occhi, pronta alla sfida.
Se Finley con il suo calore umano, la positività, l’estroversione, la disponibilità e la pazienza, occupa la posizione più adatta all’interno della struttura, anche Soren è l’uomo giusto nel posto giusto! E’ il mandriano di poche parole e dal grande cuore che sa occuparsi dei cavalli e del maneggio, come nessun altro! Ha la capacità di interagire con i suoi amici a quattro zampe, con estrema dolcezza, attenzione e delicatezza, cosa che invece non riesce a fare con le persone, con le quali sembra non avere feeling al punto da essere privo di tatto e sensibilità. La comunicazione non è proprio il suo forte, ed è impossibile creare un rapporto con lui, almeno per Finley, perché l’intrigante mandriano, non fa nulla per nascondere la sua avversione per una donna, fin troppo entusiasta e loquace per i suoi gusti! Senza contare le espressioni dubbiose e contrariate, compresi i continui borbottii con i quali si lamenta ed esprime il suo malcontento.
Lei mi guardò con i suoi occhioni e mugolò. «Non c’è motivo di sentirti nervosa, Miss Mabel. Lo hai già fatto, ricordi? So che andrà benissimo. E non vedo l’ora di conoscere il tuo nuovo piccolo.»
Il Crescent Moon Ranch, con le sue strutture e i suoi pascoli, è diventato il fulcro e l’ambientazione ideale per dare il giusto risalto a ogni storia, e anche questa volta è stato così. Negli anni si è trasformato in un complesso turistico, ricco di comfort e con le giuste attrattive, per regalare ai suoi ospiti soggiorni rilassanti nel paese dal grande cielo, a contatto con la natura e i cavalli. Ma se fosse possibile aggiungere altre attrazioni per richiamare turisti anche nei periodi di meno afflusso? Perchè non sfruttare una situazione che ha gettato nella desolazione il paese, per creare al ranch la Fiera di Natale in una versione ancora più ricca, grazie alle idee e alla creatività di Finley? Chi mai potrebbe essere in disaccordo, quando invece tutti sono favorevoli? Che domande!… Soltanto Mister Brontolo! E’ così che Finley ha soprannominato Soren, l’unico ad aver sollevato dei dubbi, convinto sia un’impresa impossibile. Per fortuna esiste Thad, che con il suo ottimismo (e la vista lunga), sa come spianare la strada per far combaciare i sentieri anche di chi sembra appartenere a pianeti opposti!
«Questa terra ce l’ho nel sangue, mi è familiare come il dorso della mia mano.» «Ti sei mai pentito di essere rimasto?» «Qui? Dio, no. Questo è il posto a cui appartengo.»
Soren è un trentenne, ma si comporta come un vecchio musone scorbutico, sempre pronto a provare fastidio per l'entusiasmo mostrato dalla frizzante receptionist, che in realtà, non fa nulla per contrastarlo, anzi! E’ così di natura, pertanto cerca di creare un rapporto anche con l’uomo che, al primo sguardo, è stato capace di rimescolare il suo cuore, anche se poi una volta aperto bocca, ha tramortito ogni farfalla che stava svolazzando nel suo stomaco! Sembra una guerra persa in partenza, ma Finley non si dà per vinta, perché per quanto trovi l’uomo insopportabile, lei è simpatica a tutti, dovrà esserlo anche per lui! Ma cosa si nasconde dietro alla volontà di voler vedere il bello ovunque e di essere ottimista e propositiva a tutti i costi?
Buon Dio. Questo piccolo raggio di sole sembrava essersi fatto strada nel mio cuore. Perché mi sentivo così bene quando ero con lei?
Nonostante il passato tragico, che l’ha segnata soprattutto negli affetti, la ragazza non vuole che le brutte esperienze, arrivino a definirla, tanto da farle perdere la fiducia nel prossimo e nella vita. Per questo motivo, esercita e alimenta quotidianamente, la bontà, l’ottimismo e la positività. Cosa cela invece Soren? Perchè mostra tanto malcontento e rancore, specialmente nei confronti della sorridente inglesina? In cuor suo, desidera lo stesso amore grande, che unisce i suoi genitori e i fratelli alle loro mogli, ma non si sente “abbastanza”, per poterlo ottenere. Esiste veramente una donna che accetterebbe di avere accanto un uomo che è un tutt'uno con la terra alla quale appartiene, così come lo è con i suoi animali? Sì, perchè Soren non può vivere lontano dal ranch, abituato alla fatica, alle lunghe e dure giornate di lavoro, che sono la sua realtà, l’unica che vuole e conosce. Un uomo dai gusti semplici, che ama le piccole cose e che parla soltanto quando ha qualcosa da dire. Lo stesso che sa amare profondamente e per sempre, anche se non sa dimostrarlo con dichiarazioni altisonanti, ma soltanto con piccoli e grandi gesti, che a loro modo sono straordinari, autentici e romantici.
Dietro il suo atteggiamento stoico, percepivo tristezza. Perché doveva essere triste? Mi chiesi, in modo poco caritatevole.
Il cowboy triste, sarà disposto ad accettare le diversità, tanto da accorgersi che proprio nelle differenze si cela la donna perfetta per lui, l’unica in grado di riempire i vuoti della solitudine e rendere reale un sogno? Ma ci sono degli ostacoli che rendono problematico il cammino della coppia, pronti a sporcare un assaggio di quella felicità, finalmente accarezzata. Sono incubi del passato che gettano ombre sul futuro, mentre la serenità da poco raggiunta da Finley, sembra avere i giorni contati. Proprio adesso che stava raccogliendo i frutti del lavoro fatto su se stessa! Quello che l'ha aiutata ad emergere dalla disperazione in cui era sprofondata, dopo un tradimento da parte di chi, non si sarebbe mai aspettata e che l'ha costretta a pagare per degli errori non suoi. Un romanzo pieno di alti e bassi, che si anima con la vita del ranch e con i tanti personaggi che si alternano per offrire un aiuto concreto per fare chiarezza nella situazione ingarbugliata in cui torna di nuovo a dibattersi Finley.
«Ho sempre voluto appartenere a qualche posto. E a qualcuno» disse lei piano. Volevo dire: Appartieni a questo posto. Appartieni a me. Non lo feci.
Un romanzo che mi è piaciuto, merito della storia, della sotto traccia stringente e dei personaggi centrati, senza dimenticare lo stile narrativo fresco e scorrevole, capace di trasmettere l’intensità degli eventi, che mi hanno regalato momenti emozionanti. Rispetto agli altri volumi però, l’ho trovato un po’ breve. Forse perché avevo tante aspettative riguardo Soren, un personaggio che mi ha affascinata e incuriosita già dai primi romanzi, così diverso da tutti gli altri Moore. Mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa in più riguardo le sue complessità caratteriali, perché di fatto sono state appena accennate, così come episodi della sua vita da mandriano, o collegati al passato, magari in compagnia di Jasper, il padre adottivo, come è successo per gli altri fratelli. Mi sono sentita anche un po’ "orfana" dei preparativi della festa al ranch e degli altri percorsi messi in moto all’inizio. Invece, ho trovato “Grumpy Moon” il più frizzante a livello di attrazione tra i due, attraverso le atmosfere che sanno creare le giuste attese, in quanto è un romanzo adatto a tutti, privo di scene ardenti o esplicite. La traduzione impeccabile di Isabella Nanni, ancora una volta, si è rivelata esemplare, anche per questa ennesima bellissima storia.
«Siete la mia gente» disse Finley. «La famiglia che stavo cercando.» Sorrisi tra me e me, oltremodo compiaciuto di sentire le sue dolci parole. Fu allora che capii. Avrei sposato questa donna.
Una lettura che consiglio a tutti coloro che amano le ambientazioni suggestive del Montana e i romanzi country, per scoprire le vite e i caratteri dei cinque fratelli e della famiglia Moore al gran completo, impegnata a gestire il ranch e a sventare minacce che rischiano di mettere a repentaglio la loro realtà e serenità, mentre nel frattempo gli amori nascono e si evolvono, regalando tante emozioni a ogni volume! L’unico fratello ancora scapolo, è il terzogenito Rafferty, che dopo aver conseguito la laurea in medicina, ha aperto il suo studio in città. Tra lui e Arabella, la veterinaria amica di famiglia, è guerra aperta da sempre! Ma ora è arrivato il momento di scoprire tutti gli altarini e cosa si nasconde dietro a questa antipatia reciproca, perché saranno proprio loro i protagonisti dell'ultimo capitolo! E io li aspetto al varco! Buona lettura e alla prossima!
Recensione a cura di Cristina Pisano
Ringrazio l’autrice per la copia ARC