Questo libro-pamphlet, scritto da un misterioso quanto acuto filosofo di Hong Kong con esperienze europee, mi ha incuriosita già dall’uscita. L’ho comprato solo dopo che l’editore, mentre le voci su substack iniziavano a generare sospetti, ha dichiarato che questo fantomatico Xun non esiste, il libro è stato scritto da lui in collaborazione con le intelligenze artificiali. Mentre tutti si dichiaravano scandalizzati o entusiasti, io non sapevo cosa pensare e ho comprato il libro. Quindi, se era un’operazione di marketing, almeno su di me funziona. Al di là di chi lo abbia scritto, e della questione dell’autorialità se si usano intelligenze artificiali per scrivere, il libro ha un’analisi interessante, magari ripetitiva, su questo stato di buio della ragione illuminato dagli schermi in cui ci troviamo. Di Trump e di Musk, richiamati nel sottotitolo e nella copertina, si parla poco. Si parla più che altro di come in questa vita onlife siamo continuamente costruiti dagli algoritmi con cui interagiamo, che creano continuamente verità su misura per ognuno di noi, assorbendo ogni resistenza politica trasformandola in contenuto instagrammabile. Dell’operazione dell’autore fasulla che dire? Certo un nome asiatico, una biografia misteriosa, attirano di più di un autore italiano, come lo stesso colamedici osserva. Però dai, si tratta di un libro scritto sotto pseudonimo, non facciamola tanto lunga.