L’anima di Napoli è una chitarra blues e questo è un viaggio che devi fare se ami questa città. Io l'ho fatto e ho capito che il mio AMORE non è per la gente, per il folclore da cartolina o per la sua caotica vitalità. È un legame viscerale, quasi fisico, con i suoi muri, con il piperno scuro dei palazzi, con la luce che taglia di sbieco i vicoli dei Quartieri Spagnoli e si arrende, abbagliante, sul golfo. E questa città, la mia città, ha una colonna sonora. Una sola, inconfondibile, eterna: la voce e la chitarra di Pino Daniele. Leggere A Napoli con Pino Daniele di Pier Luigi Razzano è stato come tornare a casa in un modo nuovo, più profondo. È stato come se qualcuno, finalmente, avesse messo su carta la conversazione segreta che il mio cuore ha da sempre con questa città. L'autore compie un'operazione letteraria che è, prima di tutto, un atto d'amore purissimo. La struttura narrativa, un dialogo tenero e intimo con sua figlia Frida, è il pretesto per tramandare un'eredità che non si trova sui libri di storia: l'anima di Napoli attraverso il suo cantore. A Napoli con Pino Daniele è un'invocazione. Un richiamo a quella musica eterna e a una terra che non dimentica. NESSUNO. È un libro che s'infilza nel cuore di chiunque ami Napoli non per quello che sembra, ma per quello che è: una creatura immortale, un mistero di pietra e di mare. Luigi ci ha dato la sua mappa per esplorare la sua anima, e quella mappa è incisa sulle corde di una chitarra. Leggendolo, non ho fatto altro che innamorarmi di nuovo, disperatamente, della mia città, riconoscendo in ogni parola e in ogni nota la ragione di questo amore folle e bellissimo. E ho capito, ancora una volta, che Pino non se n'è mai andato. È qui, seduto sui gradini di una chiesa, e accorda la sua chitarra al battito senza fine di Napoli.