Questo secondo volume delle Opere, che raduna tutti i racconti di Savinio seguendo l’ordine cronologico delle raccolte da lui organizzate, consente di ripercorrere l’anomala e vertiginosa traiettoria dello scrittore nell’ambito del genere che gli fu forse più congeniale: da Achille innamorato (1938), dove il gusto per le associazioni folgoranti, le deformazioni oniriche e le scenografie mitologiche è saldamente sorretto da una scrittura di straordinaria qualità inventiva, a Casa “la Vita” (1943), racconti terribili e comici che accennano fin dal titolo a quella che è l’allegoria fondatrice di Savinio: la vita come una casa ingombra di un invincibile bric-à-brac, a La nostra anima (1944), dittico sulla metamorfosi dell’anima, dove l’omaggio alla solennità del tema è dato proprio dalla delirante, oltraggiosa comicità del tono, a Tutta la vita (1946), dove «il lettore troverà sentimenti umani trasferiti agli oggetti, ai mobili, alle cose tenute finora per inanimate. Scarti dalla sua mente il lettore ogni sospetto di singolarità, di capriccio, di arbitrio. Si tratta di ben altro ... di un ampliamento del cristianesimo». Nelle Note ai testi, grazie a un paziente lavoro di scavo e a un attento studio delle carte saviniane, i curatori ricostruiscono per la prima volta – e con ammirevole acribia – la genesi di ciascuna delle raccolte e l’accidentato iter di ogni singolo racconto, aprendo fra l’altro inaspettati squarci sull’officina di Savinio e gettando luce sul suo metodo di lavoro.
Alberto Savinio, nome d'arte di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 25 agosto 1891 – Roma, 5 maggio 1952), è stato uno scrittore, pittore e compositore italiano. Nato in Grecia, terzo figlio dell'ingegnere ferroviario Evaristo de Chirico e Gemma Cervetto, fratello del pittore Giorgio de Chirico e di Adele, primogenita, morta nel 1891, studiò pianoforte e composizione al conservatorio della sua città natale, dove si diplomò a pieni voti nel 1903.