Gli anni difficili in una Serbia dilaniata dalla guerra, l’orgoglio, la rabbia, la vergogna, il perdono e l’amore per il tennis. Un viaggio eccezionale nella vita e nella mente di uno degli sportivi piu affascinanti e discussi di sempre.
Il tennista più vincente di sempre, ma non sempre il più amato; spesso il meno compreso. Novak Djokovic ha un’immagine tanto controversa quanto è stata complessa la sua vita, ma se si riesce ad andare oltre le apparenze si scopre molto più di quello che ci si potrebbe aspettare. Scavando nel passato e parlando con tutti coloro che gli sono vicini, gli amici, i mentori, gli ex allenatori e addirittura gli avversari, Mark Hodgkinson ricostruisce la storia e compone l’incredibile mosaico della personalità di un campione senza precedenti. Dai primi allenamenti in una Belgrado sotto le bombe alla detenzione in un centro australiano per migranti, dal fascino per teorie salutistiche alternative alla notevole evoluzione emotiva degli ultimi anni, da come i suoi genitori e anche i suoi fratelli si sono sacrificati per lui al rapporto con la analizzare il passato di Djokovic è indispensabile per capire le sue eccentricità, le strategie, l’instancabile ricerca della perfezione che lo anima. Quello nella vita – e nella mente – di Djokovic è un viaggio unico, appassionante non solo per i suoi fan ma anche per i detrattori e perfino per chi non è particolarmente interessato al tennis. Perché «stiamo parlando del tennista di maggior successo della storia. È il più grande di tutti i tempi. Eppure la cosa più affascinante non è il modo in cui si muove o colpisce la palla, ma il modo in cui pensa. La sua è la testa più originale del tennis, e forse di tutti gli sport».
Novak Djokovic è un personaggio fuori dagli schemi, con una capacità di mettersi degli obbiettivi, superarli e ricominciare con nuovi assolutamente accezzionale. L'autore di questo libro, però, li descrive come si potrebbe fare scrivendo una lista della spesa. Il lavoro sembra una ricerca scolastica fatta da uno studente svogliato: è una fila di citazioni spesso slegate e di cambi di registro continui. Djokovic usa un'infinità di tecniche, anche olistiche ed appartenenti a filosofie "originali "per migliorare se stesso ed evolversi. L'autore, in questa "lista della spesa" le elenca, in modo talmente asettico, impersonale e senza reale interesse a comprenderle che fa sembrare il tennista uno sciocco che prova qualsiasi cosa gli venga proposta. Non vi è assolutamente modo di capire quale sia il suo lavoro interiore nello scegliere di abbracciare gli alberi, abbeverarsi nelle piramidi serbe e in tutte le altre tecniche olistiche che utilizza. Scrivere 300 pagine con sottotitolo "nella mente di Djokovic " e poi, palesemente, non aver capito la mente di Djokovic è davvero assurdo.