Ciao, io sono Erri
Avevo già incontrato Erri de Luca, con lui seduto su un palco, proprio sulla pedana, raccontando il suo mare. E poi ancora alla presentazione di questo suo libro, mentre ricordava i piatti partenopei della sua infanzia. Sempre con uno stile conciso e sopraffino, profondo e preciso in ogni sua parola. Dal sapore antico, ma diretto e umilmente potente.
Racconti nati da una vita di esperienze straordinarie. Dall'impegno politico di quando ancora c'era un senso di appartenenza e lotta alle ingiustizie, dall'impegno umanitario in Africa e poi nella ex Jugoslavia, dalle sue passioni intense e frugali come la montagna, la campagna solitaria della sua casa, e infine dai suoi ricordi di cucina.
Eppure non avevo mai letto Erri. Così alla presentazione di questo libro ne ho presa una copia, l'ho salutato godendo della sua cortesia discreta mentre me la firmava. E infine l'ho letto. Ritrovando quelle sensazioni, e anche di più. Un uomo d'altri tempi, onesti e sinceri, di lotte e anche di sconfitte. E infine di pace, senza una vera resa, con dignità.
Naturalmente questa sua raccolta di pensieri sparsi non sarà ricordata come la migliore, e forse il cibo e i ricordi sono solo il pretesto per un libro in più. Storie belle e importanti, schegge di una vita intensa. Forse è stato tutto ispirato dal coautore Valerio Galasso per aggiungere a ogni racconto un approfondimento scientifico più o meno interessante.
Ognuno potrà giudicare, e a me è piaciuto. Erri scrive come chi ha conosciuto povertà, fame, impegno, e solitudine. Come chi è abituato ad ascoltare e a mordersi la lingua, a frugare ogni suo pensiero, a pesare le parole quando occorre che se ne dicano. E poi ti guarda come chi cerca di capire chi sei, e forse anche da che parte stai. Poi parla proprio a te.