«Uno, due, tre, fai un giro attorno a me; Uno, due, tre, devi restare qui perché; Lui ti verrà a cercare, nell’oscurità; Un giorno non lontano questa corda spezzerà…»
Quale rifugio può dirsi sicuro quando non ci si fida più della propria mente? Aurora, la bambina addormentata, vive accerchiata dalle pareti del suo inconscio che la stringono in una morsa di visioni d'angoscia e incubi soffocanti. Quando la realtà si confonderà con l’esperienza onirica, riuscirà a svegliarsi e fuggire dal mostro che da anni la insegue? E voi riuscirete a credere alle sue verità?
Questa storia inizia con l'invito al matrimonio di Costanzo e Federica, ricevuto dalla famiglia Guerra. Quest'ultima è composta dalla madre Anna Sarti, brillante avvocato, suo marito Enrico, stimato CEO e dalla loro figlia Aurora, protagonista de La bambina addormentata. Un invito ad un lieto evento potrebbe essere un'occasione per ritrovare parenti e amici. Eppure, per Aurora, rappresenta il ritorno di un incubo dal quale fatica a svegliarsi. Perché mai il matrimonio di due persone che l'hanno cresciuta come una nipote causa una situazione di profondo disagio alla ragazza?
"I suoi genitori, ormai da tempo, non parlavano quasi più con lei, se non per dovere. «Aurora, dicci qualcosa…» La voce della donna ruppe di nuovo quella simulata quiete in cui era piombato il mondo attorno a loro. Sembrava sforzarsi di sorridere alla figlia che, con le mani giunte, ora guardava fisso il pavimento. «Non se ne parla. Non vengo». La ragazza appariva inquieta, la fronte era coperta da un sottile, ma percepibile, velo di sudore. «Non possiamo andare da soli. Vedi?» e nell’affermare ciò, Anna porse la partecipazione alla figlia che, quasi schifata, voltò la testa di lato. «Non potete chiedermi questo» ribadì la ragazza con la voce rotta, le gote arrossate e i denti serrati. Avvertì dolore alla testa da quanto contrasse forte la mandibola."
Inizia così un salto indietro nel tempo grazie al quale, ripercorrendo le sedute di psicoterapia seguite da Aurora, il lettore diventa testimone dei traumi subiti dalla bambina, fino ad arrivare a confondere incubi e realtà una volta diventa adolescente. Riuscirà Aurora a svegliarsi definitivamente, lasciandosi alle spalle gli spiacevoli episodi del suo passato?
È veramente difficile per me recensire questo libro, tante sono le sensazioni provate durante la lettura, a causa dei vari temi affrontati. Proverò a farlo premettendo che mi è piaciuto molto: difatti l'ho divorato in poco tempo. La penna dell'autrice si è mossa fluidamente durante la scrittura e ciò, a parer mio, ha reso più affrontabile la lettura dei passi più cruenti e nell'orientamento durante i salti temporali. Ne La bambina addormentata vengono trattati temi delicati come quello degli abusi, in particolare su minori, quello delle malattie incurabili; ed ancora quello del disagio psicologico, e del rapporto genitori e figli. Quanto avrei voluto abbracciare Aurora durante la lettura e farle arrivare tutto il mio supporto, quando Anna ed Enrico non lo facevano. Ciononostante, ho apprezzato il modo con cui l'autrice ha esposto le ragioni e le paure dietro al comportamento di Anna.
"«Noi non rendiamo il mondo un posto migliore, nessuno di noi. Pensiamo a come apparire perfetti, ma la verità è che non stiamo costruendo nulla di buono, nulla che i nostri figli vorrebbero ereditare, per lo meno. Io credo che Aurora non stia bene, in parte, per colpa nostra». «Se hai paura di te stessa e di tuo marito, perché riportare Aurora a casa?» Lucia pareva non capire, non cogliere, e dire che era così semplice. «Perché per quanto orribili possiamo essere come persone, né io né mio marito faremmo mai del male ad Aurora. Conosco le persone là fuori, i miei clienti, le mie controparti… so quanti mostri siano pronti a distruggerti. Aurora in ospedale non sarebbe stata al sicuro dalle dicerie, dai clamori, da occhi indiscreti. Io non voglio che mia figlia diventi un mezzo che le persone usano per tentare di distruggere me o Enrico, per attentare a una tranquillità che, come sai, non abbiamo il piacere di vivere da tempo. Aurora è una bambina, la mia bambina e non voglio che qualcuno possa anche solo pensare di poterla scambiare per uno strumento. So che sta male e so che io non sono adatta a starle vicino, ma noi siamo le persone più leali e disinteressate che Aurora incontrerà mai»."
Un altro aspetto che mi sembra importante sottolineare è quello per cui le scene di violenza psicofisica, seppur all'interno della trama sono volte a raggiungere uno scopo ben preciso che non posso spoilerare, si prestano in realtà a varie interpretazioni, così da stimolare la mente del lettore:
"Aurora sentì di non avere più alcun controllo nel momento esatto in cui il suo corpo venne spinto contro a una parete fredda. Avvertì l’umidità che trasudava dall’intonaco appena dietro di sé. Nelle narici, percepì, intenso, un odore di tabacco che le fece accapponare la pelle e che contribuì a farle vorticare la mente. Non era al sicuro e quella verità le crollò addosso come una colata di cemento. Provò a urlare, ma di nuovo, senza successo. Del resto, come si può urlare se non si ha più una bocca? Provò a muoversi, ma le sue articolazioni sembravano anestetizzate e quindi inutili. Nella sua mente si materializzò lui: il proprietario di quelle mani a cui lei aveva dato fiducia, quelle mani in cui, per un istante, aveva sperato. Era il mostro che si ergeva in tutta la sua tetra imponenza. Era con lei, nella realtà, nel sogno, ovunque. L’ombra nera si muoveva impalpabile e indefinita come fumo."
È certamente una storia forte, impegnativa, che mi sento, tuttavia, di consigliare agli amanti del genere. Numerose sono le scene con forte presenza di angst. Ad ogni modo, per me sono senza dubbio 5 stelle.
La bambina addormentata è un horror scritto da Chiara Malagutti ed edito Dark Abyss Edizioni.
Una storia intensa e scorrevole che mi ha tenuta incollata alle pagine per tutto il tempo. La scrittura è molto scorrevole e coinvolgente e questo ha smorzato la storia cruda, cupa e v10lenta che viene raccontata. Una storia che affronta molti temi come i traumi, la paura, l'incertezza, ma soprattutto la solitudine. L'autrice ha fatto un lavoro esemplare con Aurora, la protagonista, è impossibile non stare male per lei ed essere trascinati nella profonda solitudine che prova. I personaggi sono ben sviluppati e si respira un'atmosfera inquietante e asfissiante. La trama è ricca di colpi di scena, è avvincente, la tensione cresce costantemente e in alcuni punti il lettore non sa più a cosa credere. Un libro consigliatissimo che vi farà perdere il sonno.
Vi avevo già parlato dell'ambientazione e delle vibes di questo libro, oggi posso parlarvene un po' meglio.
La storia parte da una corsa disperata di una bambina nel bel mezzo della notte, cerca di tornare a casa, scappa da qualcosa che ha visto e che la segnerà per tutta la vita. Quella bambina oggi è un'adolescente e si chiama Aurora, ciò che vide quella notte la costringe a fare innumerevoli sedute psicoterapeutiche nel corso degli anni, nessuno crede a ciò che ha visto, nessuno crede a ciò che continua a vedere. Sono incubi o è la realtà? O sono entrambi divisi da un sottile confine difficile da capire?
Una delle cose che mi è piaciuta di più di questa lettura è stata quel senso di claustrofobia e cupezza che perdura per tutto il libro. Non sai mai cosa aspettarti, non sai mai se Aurora sta sognando o sta vivendo un incubo reale. Il racconto è intervallato dalle registrazioni vocali delle sue sedute con la psicologa e devo dire che queste parti mi sono piaciute molto, amo leggere della psicologia dei personaggi e queste parti mi hanno aiutata a capire meglio non solo Aurora, ma anche gli altri personaggi. Quando lentamente ho capito cosa stava succedendo e cosa c'era dietro tutto ciò che stava subendo Aurora sono rimasta spiazzata, mi sono chiesta se anche io avrei fatto una cosa simile e non sono riuscita a darmi una risposta, ma non posso spiegarvi altro o vi spoilero il finale.
Un'altra cosa che ho apprezzato molto del libro è il fatto che si vada oltre l'horror, infatti vengono affrontati problemi quali il disturbo alimentare, ho sofferto con Aurora, non che io ne abbia mai sofferto, fortunatamente, ma mia madre pensava di sì (non conosceva minimamente sua figlia) e questo mi ha creato non pochi problemi; si parla anche di disturbo del sonno tra cui la paralisi del sonno che secondo me sfiora anche il pavor nocturnus o terrore notturno, credetemi, è agghiacciante.
Se anche tu sei amante dell'horror non puoi farti mancare questa lettura!
Sono incappata in questo titolo per caso alla fiera Oblivion a Roma dove una ragazza estremamente estroversa e chiacchierona ha attirato la mia attenzione. Mi ha incuriosita chiedendomi di indovinare quale libro avesse scritto tra quelli esposti dalla casa editrice Dark Abyss Edizioni. Una copertina in particolare ha attirato la mia attenzione per le sensazioni di inquietudine che evocava ed è così che ho scoperto “La bambina addormentata” di Chiara Malagutti.
Questo non è un libro per tutti perché scatena emozioni forti e particolarmente inquietanti. Tutta la vicenda si sviluppa attorno al personaggio di Aurora, ritrovata che vagava nel paese di notte sconvolta, scalza e senza alcuna memoria dei fatti accaduti quella notte. Aurora era solo una bambina ma i fatti sconosciuti in cui era stata coinvolta suo malgrado la segnano per sempre. Questo trauma rimane come una cicatrice nella sua mente e influenza la sua vita e la vita delle persone che la circondano: dai genitori superficiali ed egoisti che non la comprendono e la isolano, alla sua psichiatra che cerca la soluzione farmaci sempre più potenti che le prescrive.
L’intero romanzo oscilla tra la psicosi di Aurora e la sua convinzione che un terribile demone voglia cibarsi di lei. Ma è realmente frutto degli incubi di un’adolescente disturbata oppure c’è qualcosa di reale?
La giovanissima autrice di questo romanzo racconta è una narratrice divina, che colpisce nel segno con ogni sua parola, stringendoti il cuore e i polmoni in una morsa fino all’ultima pagina. La scelta editoriale di alternare più punti di vista ed estratti delle sedute di psicoterapia dei vari personaggi è un valore aggiunto al romanzo che trovo riuscito alla perfezione in ogni sua sfaccettatura.
Non meno importanti sono le illustrazioni e la cura dei dettagli estetici dell’edizione cartacea, esteticamente meravigliosa! Credo che libri come questo, autrici così talentuose e case editrici così attente ai particolari siano da valorizzare e far conoscere a quanti più lettori possibile.
Il libro non è male, come esordio. Mi aspettavo qualcosa di legato alla paralisi del sonno, salvo poi scoprire che il tema fosse la schizofrenia. Circa… L’autrice ha lavorato apposta per lasciare con alcune domande in sospeso, le cui risposte arrivano col ragionamento, ma cambiano da lettore a lettore. Purtroppo, in alcuni la punteggiatura non mi ha aiutato a godermi appieno la lettura: ho incontrato virgole tra soggetto e verbo, oppure virgole mancanti dove io le avrei inserite. In alcune frasi ho avuto l’impressione che il tempo verbale fosse scorretto, in particolare quando si parlava di avvenimenti precedenti al presente narrativo. Adesso, però, devo spezzare una lancia a favore della protagonista: so che Aurora viene definita “La Lagna” – sì, ho visto le storie e l’autrice stessa me l’ha confermato XD – ma io non l’ho ritenuta tale. Aurora è una vittima degli eventi e delle persone che le stanno intorno: due genitori che l’hanno praticamente rinchiusa in una gabbia dorata, una psicologa che sembra non crederle, due “nonni” che l’hanno usata. Per non parlare dei compagni di scuola che la bullizzano. Se a questo si aggiungono i suoi disturbi, direi che è più che giustificata a comportarsi come si comporta. È una ragazza fragile senza alcun sostegno, che a mio parere non si piange addosso, anzi: cerca davvero di fare qualcosa, con il poco che può. Cerca di parlare, di farsi ascoltare da chi la ignora. Da sola non può trovare aiuto, e chi può darglielo glielo nega. Mi ha fatto solo tanta pena, ma non con cattiveria: avrei voluto poterla strappare dai suoi incubi e portar via dalla cerchia di adulti che se ne fregano di lei. E poi, vogliamo approfondire questi adulti? Il padre che non vuole fare il padre, che scappa appena ne ha l’occasione. Certo, nei confronti con la psicologa si mostra preoccupato per la figlia, ma poi a casa non le accarezza neanche la mano. Non è per niente coerente: preoccupatissimo davanti alla psicologa – e, a essere sincera, io quella preoccupazione l’ho sentita – ma indifferente davanti alla figlia. La madre, poi. L’avrei presa a schiaffi dal primo momento. Egoista, autocelebrativa ed egoriferita. Tutto deve girare attorno a lei e deve andare come vuole lei. Preferisce una figlia drogata di medicine e assente, ma almeno “calma e tranquilla”, a una piena di gioia ma per lei ingestibile. Tratta Aurora come se fosse un vaso difettoso da nascondere alla vista del mondo. Lucia, la psicologa… Non ho parole. E poi la professoressa, quella la cui trasformazione mi è piaciuta molto. Un cuoricino tutto per lei. Passiamo allo stile. Per essere una esordiente, Chiara Malagutti ha uno stile lineare. Forse non molto semplice, perché le sue frasi sono abbastanza lunghe e piene di subordinate (e forse questa è stata la fregatura delle virgole), ma di facile comprensione. Anche le scene sono ben descritte e si comprende cosa stia accadendo. Una cosa che ho notato tantissimo è l’influenza che Stephen King ha sull’autrice (e a tratti anche Carrisi): “La bambina addormentata” è un libro in cui la protagonista è Aurora, ma i capitoli su di lei sono pochi rispetto a quelli che descrivono e raccontano altro, dove per “altro” intendo in particolare la vita dei personaggi che le gravitano attorno. È una cosa che ho notato molto in King, dove la narrazione è intervallata da brevi capitoli che puntano l’attenzione sul resto. L’impressione che ho avuto non è tanto che questi capitoli fossero di POV differenti, perché non portano tantissimo avanti la trama, ma proprio focus che parlano dei retroscena, che dicono cosa stanno facendo altri personaggi, come se fossero slegati. Non so se mi spiego, le due cose potrebbero sembrare uguali, ma la sensazione intima che mi hanno suscitato è diversa. Il che non è per forza un male, è una firma autoriale, e a me non dispiace completamente.
Aurora ha sempre vissuto in un incubo. Un mostro abita dentro di lei, si ciba dei suoi sentimenti. Ma nessuno le crede, meno che mai i suoi genitori e tutti coloro che dovrebbero sostenerla.
La sola conseguenza possibile è l'isolamento. Saprà ripartire da lì per ricostruire la propria verità e sconfiggere l'incubo che la tormenta?
Qual è il confine tra incubo e realtà? Come fare a discernere tra le visioni della mente e i fatti oggettivi?
Aurora vive nell'incubo sin da bambina, da quando un trauma l'ha segnata per sempre. Sembra che per lei non ci sia via di fuga, nemmeno nel sonno, perché attraverso le paralisi i suoi peggiori incubi si palesano sempre più vividi e grottescamente realistici.
Il desiderio di porre fine al terrore che la attanaglia è ormai l'unico scopo della sua vita.
È un romanzo con molti temi complessi e concatenati tra loro, che fanno riflettere sulle nostre paure più oscure, sulla mancanza di ascolto della famiglia, sugli stigmi di normalità imposti dalla società ma anche sulla vera natura del male.
È piuttosto difficile parlarne senza fare spoiler perché i temi trattati sono tutti collegati tra di loro come nella realtà finché a un certo punto sembra che la storia horror sia un tramite per lanciare un messaggio più profondo sulla società che ci circonda e sul modo di rapportarci con ciò che non capiamo.
Il ritmo della narrazione può risultare lento in alcuni punti ma i verbali dei consulti psicologico di Aurora che pian piano aprono uno scorcio sulla verità della protagonista aiutano a riprendere il filo.
È un libro che sicuramente ha diverse cose da dire e può apparire in alcune scene disturbante (ma del resto è un horror) e che sembra trarre ispirazione da alcuni grandi classici del genere.
Una lettura interessante che consiglio a chi è appassionato del genere.
🎃 "LA BAMBINA ADDORMENTATA" di @la_vita_segreta_di_chiara (pag. 311) @darkabyss.edizioni
👻 Aurora ha vissuto un' esperienza che l' ha cambiata per sempre. I suoi genitori si rifiutano di crederle, e vedono in lei solo una bimba malata. Una figlia che ha bisogno di aiuto ma di cui non vogliono occuparsi. Aurora cresce con le sue paure, con i suoi incubi ed i suoi demoni in completa solitudine...
💬 #cosanepensarita
Chapeau a chi ha curato l'edizione di questo romanzo! La copertina è una meraviglia ( una calamita per gli occhi) e gli interni sono curati nei minimi dettagli. Proprio bella. La storia di Aurora è triste ed al contempo inquietante. È difficile stabilire il confine tra realtà e soggezione, tra ciò che è vero e ciò è immaginazione. La storia pone il lettore di fronte ad un grosso dilemma: credere ad Aurora ed ai suoi demoni, o credere a coloro che in Aurora vedono solo una paziente psichiatrica? Questo punto tiene molto viva la narrazione, sebbene a volte abbia trovato la lettura un po' lenta. Gli incubi di Aurora si alternano alle sedute dalla sua psicologa: mi sono piaciuti questi ritorni temporali che donano al lettore una diversa prospettiva. La prospettiva di chi cerca di dare un senso logico a ciò che sta accadendo ad Aurora. Un male oscuro sembra divorarla da dentro, e nessuno sembra saperne dare una spiegazione razionale . Un horror psicologico dalle tinte molto dark. Sulla scrittura nulla da dire: il libro è scritto bene e riesce a trasmettere al lettore le inquietudini ed i turbamenti dei protagonisti, anche nelle scene più drammatiche. Il finale (molto forte!) mi è piaciuto ma non mi ha sorpresa: da amante del genere horror mi aspettavo questo epilogo. Cosa ho amato di più? La filastrocca. Le filastrocche da sempre mi fanno venire i brividi!!!
🗨️Ti piacciono gli horror? Hai letto questo romanzo?
Bellissimo! Ho terminato la lettura de “La Bambina Addormentata” martedì scorso, ma ho voluto aspettare un paio di giorni prima di scrivere questo post: dovevo “metabolizzare”. Avevo bisogno di riordinare le idee e riorganizzare gli eventi, separare l’esperienza onirica dagli avvenimenti realmente vissuti da Aurora, la protagonista del romanzo scritto da Chiara Malagutti ed edito da Dark Abyss. E confesso che non è semplice riuscire a “relazionarsi” con un personaggio prigioniero della propria mente, incapace di distinguere il male che si porta dentro da quello a cui è esposto quotidianamente sia in ambito familiare, intriso di insensibilità e anaffettività, che all’interno di una realtà paesana specchio di una società ipocrita ed egoista. “Mors tua vita mea”, il mostro è dentro, il mostro è fuori. Chi è davvero il mostro? Il mostro esterno che per il proprio tornaconto nutre il male che ha finito per generare il mostro interiore. Questa è una storia cattiva, cattiva come il mondo reale che celebra inesorabilmente il male. Un viaggio psicologico che consiglio caldamente di intraprendere, perchè capace di immergere il lettore in un turbinio di emozioni. Finale shock! Inaspettato. E dopo? Dopo è il momento della riflessione, i temi affrontati sono molti e tutti profondi… complicati. La solitudine, il disagio mentale, i terrori notturni, l’abbandono, il tradimento. Lettura consigliatissima! Per non parlare della cura con la quale è stata realizzata l’edizione: fregio di testa ad inizio capitolo, grafica dedicata per i report delle sedute di psicoterapia ed in generale ottima qualità della carta e della stampa. Correte a comprarlo!
⭐ Se siete alla ricerca di un libro che non vi farà dormire, siete nel posto giusto. La bambina addormentata è un libro doloroso, pungente, cattivo, ansioso: perfetto per gli amanti del genere horror come me. ⭐ Un libro la quale narrazione non guarda in faccia nessuno e, soprattutto, non risparmia nessuno. La protagonista è una bambina, la quale vita è stata messa sottosopra dopo aver assistito ad un evento che l'ha traumatizzata. Fino alla fine il lettore non può capire se la matrice del suo malessere sia psichica oppure paranormale, entrando in un gorgo di incubi e tensioni che culmineranno in un triste epilogo. ⭐ Ho particolarmente amato ed apprezzato la psicologia dei personaggi a partire da Aurora, i suoi genitori, ma ancora di più come è stata caratterizzata Lucia, la dottoressa che cura la fragile mente della protagonista. ⭐ È così ben scritto, così ben strutturato, che personalmente l'ho letto in pochissimi giorni. Quasi non mi sono accorta delle pagine che macinavo: è una storia che sa trasportare il lettore nell'oscurità, nella follia dell'essere umano e nella cattiveria dello stesso. ⭐ Per i temi toccati (malattia mentale, v1olenza) probabilmente non è un libro per tutti, ma solo appunto per gli appassionati al genere. Ma se vi piacciono i libri crudi... Beh, avete trovato la vostra prossima lettura. ⭐ In ultimo vorrei sottolineare la cura nei dettagli che questa casa editrice mette in ogni sua singola uscita. Anche in questo caso, copertina ed impaginazione, sono un vero e proprio gioiello per gli occhi. Nulla è lasciato al caso e ci piace così.
Buongiorno amici lettori 💙 Oggi sono qui per il review tour ideato da @ale87_book_funko Del libro "La bambina addormentata" di @la_vita_segreta_di_chiara edito @darkabyss.edizioni Ringrazio Alessia, la ce e l'autrice per l'opportunità. . Qualche giorno fa vi ho parlato di Aurora, la protagonista di questa storia e se avete seguito tutte le tappe del blog tour vi siete già fatti un po' l'idea della storia, delle vibes e dell'ambientazione che la storia emana. . "Uno, due, tre fai un giro intorno a me; Uno, due tre, devi restare qui perché; Lui ti verrà a cercare nell'oscurità; Un giorno non lontano questa corda spezzerà" Aurora è soffocata dalla realtà della sua mente e non vede una via di fuga. È un ciclo senza fine di visioni terrificanti e incubi disturbanti e noi lettori non possiamo fare nulla per aiutarla se non proseguendo la lettura. . La tensione è lenta e cresce a mano a mano che ci addentriamo nella storia. Le inquietanti visioni della piccola Aurora vi rimarranno addosso, appiccicate, come degli incubi a cui penserte ogni momento della giornata. Oscuri, striscianti, puzzolenti. . La narrazione è scorrevole e la caratterizzazione dei personaggi, non solo quelli principali ma anche quelli secondari, è completa rendendo la storia ancora più intrigante e inmersiva. Lo stile è diretto capace di evocare le immagini e le situazioni. . L'autrice è riuscita a lasciare in bilico i lettori tra realtà e incubo dove la paura della propria mente è più forte dell'entità nascosta nel buio. . Ho apprezzato come è riuscita a trattare di temi importanti che caratterizzano la storia come la schizofrenia e depressione, non forzando la trama ma incastrando tutto alla perfezione. . Un romanzo che mette i brividi per più motivi ma che non potete perdere se apprezzate le storie ricche di suspense, con un lato psicologico e dalle tinte horror quasi disturbanti! . ❓ E ora vi chiedo.. lo leggereste? Vi piacciono i libri che riescono ad evocare le immagini mentre lo leggete? Siete particolarmente suggestionabili? Fate degli incubi? . La vostra Febe 💙 #lesorelledinchiostro
Incubo o realtà?... Le lunghe dita dell' orrore si insinuano nella mente e nei sogni di una ragazzina che perde completamente il contatto con la realtà... Una realtà troppo sconvolgente da accettare... Scappare non è possibile se non annullando la propria mente... Solitudine, traumi, paure, violenza.... Temi duri, crudi, come duro e crudele è il racconto di quest' anima travagliata.... La trama scorre come su un letto fatto di incubi e alla fine non sapevo più a cosa credere, spinta da un desidero irrefrenabile di continuare a leggere per capire... O confondermi ancora di più... Avvincente, ricco di colpi di scena, con una tensione terribile.... Bravissima l' autrice, che riesce a concretizzare tutte le nostre paure più nascoste e renderle reali, terrificanti, da urlo... Non nascondo che ad un certo punto non sapevo più neppure io se stavo ancora leggendo o se ero precipitata in quell' incubo ad occhi aperti... Terribile!!!! Un brivido dopo l'altro, non posso che applaudire ad un talento così... oscuro ma così terribilmente affascinante....
Si dice che i libri che funzionano veramente siano quelli che ti costringono ad ingozzarti di parole e di pagine in una bulimica corsa verso il finale. È vero. Questo è uno di quei libri. La maggior parte del tempo e delle pagine le trascorri nella mente della protagonista. Intuisci colpe, disegni, oscene macchinazioni, scopi indicibili, ma stenti a crederci e senti il bisogno di inseguire Aurora nel labirinto in cui è finita in una sfortunata notte che ha segnato la fine della sua infanzia. Malattia mentale e pura malvagità umana sono un connubio folgorante. Malagutti non è la prima ad accorgersene, ma è stata in gamba. Ha saputo scavare cunicoli e snidare ombre, paure e pensieri, abbattendo a picconate la razionalità. E no, se vi aspettate un thriller psicologico vi sbagliate. Qui i mostri ci sono, terribili, insospettabili, tangibili e veramente, veramente cattivi. Consigliato, ma non come lettura serale. In alternativa una bella peperonata. Fidatevi.
ho voluto riflettere prima di scrivere una recensione perché non è un libro semplice e sicuramente non è un libro per tutti. Dalle pagine trasuda l'angoscia e il dolore provato dalla protagonista, si vive un senso di claustrofobia e immersione totale. È una lettura disturbante, si prova reale ansia e turbamento per le vicende vissute da Aurora. il libro tratta temi delicati e difficili come v10lenza fisica e psicologica, salute mentale, moralità delle decisioni prese dai vari personaggi. È una lettura che consiglio solo agli amanti del genere.
La trama avvincente e ricca di colpi di scena tiene il lettore incollato alle pagine dall'inizio alla fine. I personaggi sono ben sviluppati e le descrizioni dettagliate creano un'atmosfera inquietante e coinvolgente. La suspense cresce costantemente, portando a un finale sorprendente e soddisfacente. Un must per gli amanti del brivido!
Ci sono storie che s’insinuano nella mente e lasciano un segno profondo, e questa è una di quelle. Sin dalle prime pagine, si percepisce un senso di inquietudine che cresce sempre di più, avvolgendo il lettore in un’atmosfera cupa e disturbante. Aurora è una protagonista complessa e tormentata, una bambina che si trova intrappolata tra il sogno e la realtà, costantemente in bilico tra il proprio dolore e un’oscurità che sembra avere una volontà propria.
L’autrice è riuscita a costruire una narrazione avvincente, in cui la paura non è solo quella di un’entità malvagia, ma anche quella di non potersi più fidare della propria mente. Il confine tra follia e realtà si assottiglia pagina dopo pagina, fino a confondere non solo Aurora, ma anche chi legge. Ed è proprio questo a rendere il romanzo così efficace: l’incertezza, il dubbio costante che accompagna ogni scena.
Il tema della schizofrenia è trattato con grande intensità, così come quello della violenza e della depressione. Sono argomenti delicati, che emergono con crudezza senza mai risultare forzati. La sofferenza della protagonista è tangibile, descritta in modo vivido e doloroso, eppure non è l’unico elemento a catturare l’attenzione: la trama si arricchisce di personaggi secondari ben costruiti, storie che si intrecciano tra loro e un ritmo incalzante che spinge a divorare le pagine.
Lo stile è scorrevole, diretto, capace di evocare immagini potenti e suggestive. Le descrizioni creano un senso di inquietudine costante, mentre i colpi di scena tengono alta la tensione fino all’ultima pagina. E poi c’è il finale, sorprendente e spiazzante, che lascia quella sensazione di vuoto tipica delle storie che colpiscono nel segno.
Quattro stelle meritate per un romanzo che sa far tremare, riflettere e coinvolgere fino all’ultima parola. Se amate le storie oscure, ricche di suspense e con un tocco psicologico profondo, questa lettura fa per voi.
Veramente profondo e inquietante, tuttavia ci sono alcune domande a cui non ho trovato risposta anche se la si può immaginare. Interessante e dettagliata la parte psicologica dove descrive i comportamenti della povera ragazza.
Libro ben scritto, bella l'idea, scorrevole, mi è piaciuto molto. Alla piccola Aurora non viene risparmiato niente. Bellissimo il gioco tra orrore reale e orrore fantastico. Finale epico.