What do you think?
Rate this book


495 pages, ebook
Published June 7, 2024
--> to be re-released as Alchemised
--> to be re-released as
--> to be re-released as
(unfinished fic)
Prima di tutto, una premessa doverosa.
Le fanfiction nascono come atti d’amore: scritte nel tempo libero, gratuitamente, senza alcun obbligo verso il lettore. Non sono “prodotti” da giudicare con il righello dell’editoria tradizionale, e valutarle come se lo fossero rischia di essere profondamente irrispettoso.
Detto questo, recensirle può anche essere un modo per riflettere su ciò che ci hanno lasciato, su cosa ha funzionato per noi lettori e su cosa no — non per giudicare l’autore, ma l’esperienza di lettura personale.
E questa è solo la mia.
Meet Me at Midnight parte da un’idea che, sulla carta, è irresistibile: una maledizione che lega Hermione e Draco costringendoli a incontrarsi ogni notte, sempre allo stesso luogo, sempre allo stesso orario. Forzata prossimità, tensione inevitabile, una premessa perfetta per esplorare dinamiche post-guerra, diffidenza, attrazione repressa e — potenzialmente — una lenta, dolorosa riconfigurazione del loro rapporto. Il problema, per me, non è cosa viene raccontato, ma come e quanto velocemente.
La storia accelera da zero a cento nel giro di poche pagine: una grande fetta iniziale è dominata dallo smut, con pochissimo spazio per far respirare il contesto emotivo o per costruire davvero l’intimità tra i personaggi. Quando poi la trama vera e propria inizia a prendere forma — con misteri, maledizioni, segreti di famiglia e svolte più oscure — il ritmo si riequilibra e il racconto diventa decisamente più interessante. Ma a quel punto ho avuto la sensazione di stare leggendo due storie diverse cucite insieme.
L’elemento magico centrale funziona ed è creativo, così come alcune scelte narrative più avanti (che non spoilererò). Si vede che c’è immaginazione e voglia di osare. Tuttavia, il legame tra Draco e Hermione arriva così in fretta da risultare poco credibile: un arco che, per maturare davvero, avrebbe avuto bisogno di settimane, mesi, esitazioni, silenzi. Qui invece tutto si consuma in pochi giorni, con un effetto simile a quello di rivedere da adulti un film dell’infanzia e scoprire che “l’epopea” durava in realtà tre giorni.
Anche la caratterizzazione resta un po’ in superficie. Draco e Hermione funzionano come archetipi Dramione riconoscibili — lui tormentato ma protettivo, lei brillante e combattuta — ma sappiamo poco di come siano arrivati lì dopo la guerra, di cosa desiderino davvero, di cosa temano. Questo rende l’insta-love meno coinvolgente e toglie forza emotiva a momenti che avrebbero potuto colpire molto di più.
Detto ciò, è una lettura scorrevole, coinvolgente a modo suo, con spunti interessanti e alcune trovate che restano impresse. Non è una fanfiction che punta sulla lenta combustione o sulla profondità psicologica, ma su un’intensità immediata, quasi impulsiva. E per alcuni lettori, questo sarà esattamente ciò che cercano.