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La foibe spiegate ai ragazzi

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Tante, piccole, diverse storie, che tutte insieme raccontano una pagina della Storia con la S maiuscola, e ci invitano a tenere accesa la luce del ricordo, per non dimenticare.
C'è un pezzo di storia italiana che ancora fatica a trovare spazio nei testi scolastici e, più in generale, nella memoria collettiva. È la storia di istriani, fiumani, uomini e donne nati e cresciuti in una terra di confine e che durante la Seconda Guerra Mondiale hanno sperimentato il dramma delle foibe prima e dell'esodo poi. Come Erminia, che ha solo dodici anni quando vede scomparire una cara amica di famiglia nelle spaventose voragini carsiche. Graziano, la cui anima è ancora impigliata in quella notte in cui precipitò nel vuoto senza fine di una foiba, da cui si salvò miracolosamente. Italia, che stringe tra le mani la sua teiera rossa, simbolo del giorno in cui, per rimanere italiana, fu costretta a lasciare la sua casa e la sua terra in nome di un futuro ignoto. O Fabio, i cui ricordi di bambino nelle baracche dei campi profughi sono intrisi di tristezza e nostalgia.

90 pages, Kindle Edition

Published January 21, 2025

2 people want to read

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Egea Haffner

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Profile Image for Paola.
50 reviews
April 9, 2025
Mi sono approcciata a questo libro con mente aperta, sapendo quando fosse complessa la questione, anche perché sono nata e cresciuta nelle zone in cui gli eventi di cui si racconta in questo libro sono accaduti. Tuttavia mi sono ritrovata davanti esattamente quello che speravo di non trovare. Il libro inizia con una prefazione che di per sé sembra annunciare un libro diverso, un libro in cui si dà spazio al racconto tollerante, senza voler far intendere che qualcuno abbia avuto più o meno colpe di qualcun altro. E poi si parte con il primo racconto, un po' borderline ma dici va bene, nonostante il legame di questa bambina ad una famiglia apertamente fascista, le sue azioni sono dettate da questioni emotive personali - essendo appunto ancora una bambina. Però poi leggi le altre storie e in una cercano di farti empatizzare con una persona che faceva parte della Milizia di difesa territoriale (la sezione della Guardia Nazionale Repubblicana del Terzo Reich nelle zone del litorale adriatico) solo perché etnicamente italiano. Cioè considerato il contesto storico, la persona non finisce in foiba - dalla quale si salva poiché non venne fucilato dato che si butta nella foiba prima che ciò accada - perché italiano ma perché nazista, perché si cerca di estorcere le motivazioni reali? Per non parlare poi di informazioni false, propagate spesso tra quelli che hanno deciso di lasciare la propria terra (scelta legittima, ma per il trauma - più che giustificato - molti sviluppano dei pregiudizi nei confronti della stessa terra sotto un regime diverso) come il fatto che l'italiano non si poteva parlare una volta che la Jugoslavia prese il potere effettivo sull'ex zona B e che la statalizzazione della proprietà fece diventare tutta la terra dello stato e che nessuno aveva più la propria casa o il campo. Le persone che rimasero, continuarono a vivere nelle case in cui vivevano prima e a coltivare la propria terra. Da persona nipote di persone "rimaste", circondata da altre persone rimaste, trovo che omettere alcuni aspetti per celebrare l'innocenza delle persone etnicamente italiane sia superficiale e non aiuta a sviluppare e promuovere un clima di tolleranza e riconciliazione tra queste comunità spezzate da eventi storici. Ciò che però fa riflettere molto è che questo libro sia stato scritto per i ragazzi delle superiori, è un libro recentissimo e invece di evitare di includere queste storie che creano ambiguità morali si preferisce vittimizzare anche quelle persone che forse non erano così innocenti - in un momento in cui la politica sta prendendo sempre più una piega autoritaria. Tutto ciò togliendo lo spazio a quelle storie che raccontano di drammi travagliati veri, che hanno toccato quella che veramente era la gente comune, relegate alla seconda metà del libro. In tutto ciò una sola storia di persone "rimaste", l'ultima, che probabilmente non intenzionalmente fa proprio emergere tutte le crepe ideologiche nelle storie precedenti. Spezzo una lancia a favore alla scrittura, i racconti sono scorrevoli e decisamente adatti al target del libro.
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