Ci siamo passati apriamo un sacchetto di patatine o di snack, convinti che ne mangeremo solo un po’, e invece puntualmente lo svuotiamo. La stessa frenesia ci cattura di fronte ai social o ai pensiamo di concederci una breve pausa, e finiamo per passarci ore. Questi comportamenti compulsivi sono dettati dai cosiddetti «superstimoli», combinazioni sensoriali calibrate per soddisfare i nostri istinti naturali – quelli che ci portano a preferire cibi dolci, grassi o salati, oppure a cercare continue distrazioni – scatenando reazioni di piacere sempre più intense nel nostro cervello. In breve ci ritroviamo a esserne dipendenti, come sanno bene l’industria alimentare, le aziende high tech e le case farmaceutiche, che da anni assoldano i migliori specialisti per mettere a punto prodotti che ci rendono consumatori compulsivi. A scapito del nostro benessere, perché l’epidemia di obesità, la ludopatia, l’ossessione per il cellulare, ma anche le ultime, efficacissime droghe trovano origine nella scienza dei superstimoli. In questo libro, il ricercatore e divulgatore Nicklas Brendborg ci accompagna in un affascinante viaggio fra i meccanismi alla base delle nostre cattive unendo studi scientifici e antropologici al talento divulgativo, ci racconta come si innesca il circolo vizioso, quali meccanismi agiscono su di noi, e soprattutto spiega come possiamo liberarci per riprendere il controllo delle nostre vite e della nostra salute.
Ancora un po’ è un libro straordinario. Nicklas Brendborg, biologo molecolare e ricercatore nel campo delle scienze della vita, affronta il tema dei superstimoli con una lucidità rara e una profondità scientifica esemplare. Non è un saggio divulgativo come tanti: è una vera e propria esplorazione scientifica di ciò che oggi ci attira, ci consuma e ci condiziona.
La forza del libro risiede nella sua solidità metodologica. Brendborg non si limita a esporre opinioni o intuizioni personali: ogni concetto è supportato da una mole impressionante di studi ed esperimenti, con una bibliografia di oltre 40 pagine che testimonia la vastità e la serietà del lavoro svolto. Il lettore si sente guidato da una voce competente, mai dogmatica, sempre chiara.
La scrittura è un altro punto di forza: concisa, limpida, accessibile anche per chi non ha una formazione scientifica. E soprattutto mai ridondante. Ogni capitolo introduce un nuovo spunto, un nuovo ambito di applicazione, un nuovo angolo visuale. Il risultato è un ritmo narrativo incalzante e sempre stimolante, che tiene alta l’attenzione e l’interesse fino all’ultima pagina.
Uno degli aspetti più affascinanti è la capacità dell’autore di collegare tra loro tutti i superstimoli — dal cibo iperprocessato ai social network, dal porno al makeup — mostrando come rispondano tutti a un medesimo schema evolutivo. Ogni parte del libro si intreccia con i concetti fondamentali esposti all’inizio, creando una struttura coerente e appagante.
In definitiva, Ancora un po’ non è solo un libro utile: è uno di quei testi rari che cambiano il modo in cui guardiamo il mondo. Per chi cerca una comprensione profonda e scientificamente fondata dei meccanismi che oggi dominano la nostra attenzione, i nostri desideri e le nostre abitudini, è semplicemente imperdibile. Uno dei migliori libri che abbia mai letto.