Ogni famiglia è un reame in miniatura. Renata e Gabriella lo sanno meglio di tutti, perché il loro padre, Learco, è sempre stato un sovrano assoluto: architetto di successo, uomo di enorme fascino, con i suoi umori e i suoi mutevoli amori le ha rese le donne che sono oggi, ricche eppure fragili e poco felici. Ma loro di lui hanno sempre accettato tutto, anche Cora, la nuova, giovanissima moglie per cui ha perso la testa e che sembra avergli regalato una nuova giovinezza. Ma a mescolare le carte arriva una prima tempesta: un’ischemia che trasforma Learco in un anziano bisognoso di cure. Renata e Gabriella si trovano improvvisamente a dover organizzare l’assistenza a un padre malato, e proprio in questo frangente Cora fa perdere ogni traccia di sé. Quella di Learco è un’abdicazione progressiva che porta alla luce conflitti latenti e pone a ciascuno la domanda che ha sempre evitato di porsi: ma è anche capace di rivelare nuove, sorprendenti complicità. Flavia Gasperetti esordisce con un romanzo affilato, elegante e pieno di sensibilità, un sorprendente retelling letterario del Re Lear, che del testo shakespeariano valorizza la potente intuizione della famiglia come fondale tragico sul quale le relazioni proiettano le loro ombre più nere perché ciascuno è al tempo stesso vittima e colpevole e solo un cuore impavido può trovare il coraggio per rivelare il suo segreto. Ma la verità, quando arriva, “solleva sabbia e cose taciute, svela le colpe che il tempo aveva coperto. E quando la bufera si è consumata, ciò che sopravvive brilla sotto un cielo limpido”.
La verità quando arriva è una tempesta di Flavia Gasperetti non è solo un romanzo-ristruttura della tragedia di Shakespeare, non è solo un giallo o, come dicevamo uno spaccato su una famiglia disfunzionale dotata di un padre troppo ingombrante: è un lavoro studiato e perfettamente riuscito, nel suo insieme, che tiene il lettore incollato dalla prima all’ultima pagina, facendolo perdere insieme a Learco, Renata, Gabriella e Cora in questa tempesta che arriva da lontano, ma che ben si sposa con la vita dei nostri giorni.
L'autrice offre una rilettura agile ma intensa del "Re Lear" in chiave moderna e dal punto di vista delle sue figlie, donne spezzate ma inarrestabili, terribili e struggenti insieme che, pagina dopo pagina, diventa impossibile non amare. Ironica e graffiante, la penna di Gasperetti sa essere leggera come una piuma e chirurgica come una lama nel condurre chi la legge nella profonda umanità dei legami familiari. La competizione delle figlie per l'amore del padre, la feroce liberazione dai ruoli che quell'amore impone, la scoperta della sfaccettata quanto inaspettata verità personale e dell'insostituibile relazione tra sorelle. Mentre lo leggevo, mi sono commossa e divertita, e non riuscivo a staccarmi dalle pagine fino alla soluzione del mistero che coinvolge tutti i personaggi - chi è davvero Cora? E perché è scomparsa? - che si risolve in un colpo magistrale. La prova che aspetto emotivo e giallo devono sempre essere connessi! Bellissimo e super consigliato.
Un romanzo che, cinicamente, ma con lucida onestà, mette in luce infiniti risvolti "scomodi" dell'animo umano. Perché "la lucidità quando arriva non fa prigionieri".
"C'è l'hai nella vita qualcuno che davvero ti veda?" Come rispondere? Una domanda che è un abisso di paura perché non ha risposta? Forse semplicemente una domanda che dovremmo saperci porgere in ogni nostro rapporto. Di sicuro una domanda che è il punto di partenza di ogni definizione di amore. In quest'ottica, la storia tra Learco e Cora offre un esempio magnifico di ciò che amore non è.