UN'IMPERDIBILE COMMEDIA GIALLA AMBIENTATA A TORINO
In un palazzo del centro viene rinvenuto il cadavere di un vecchio pittore. I suoi quadri raccontano una storia di bugie e inganni.
«La verità è che non c'è una verità. La verità è che siamo quello che sentiamo, quello che interpretiamo.»
La luce azzurra delle volanti illumina il volto austero dei palazzi di Torino, accendendo la notte di un quartiere del centro dove non accade mai niente. Un vecchio pittore sabaudo, Simone Benelli, è stato trovato morto nella sua casa, seduto nella poltrona in soggiorno con un dito mozzato. Nessun segno di forzatura sulla porta d'ingresso, nessun rumore. Adele vedeva il vecchio Benelli ogni giorno. Abitava nel palazzo di fronte e aveva l'abitudine di chiudere la giornata fumando al balcone, proprio come lei. Era un uomo distinto, elegante, dall'aspetto triste e solitario. Il caso la contatta la famiglia e decide di dedicare al pittore scomparso una mostra personale nella sua piccola galleria d'arte. Inizia così lo scavo nel passato di un uomo misterioso, che nemmeno la nipote, Nadia, conosceva davvero. Una burrascosa giovinezza trascorsa a Londra e una tarda età scontata in Italia, un grande successo iniziale e le improvvise, lunghe crisi di creatività. La vita di Benelli, come la sua arte, è costellata di contraddizioni e misteri. Ma chi lo ha ucciso? La finestra del terzo piano incarna il carattere più intimo di una città riservata e nobile come Torino. Un imperdibile esordio dalla scrittura avvolgente, in bilico tra il calore della commedia e il ritmo incalzante del giallo, con una protagonista scanzonata e fuori dagli Adele Tedeschi, gallerista che cerca nelle pennellate del pittore una traccia che possa risolvere un omicidio rompicapo.
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com 3.5 stelline Ad agosto la città di Torino è praticamente deserta. Solo in pochi restano a percorrere le sue vie, lottando contro il caldo. Tra questi vi è Adele Tedeschi, proprietaria di una piccola galleria d’arte. Ogni sera, per trovare sollievo dalla calura, esce sul balcone che si affaccia sul cortile interno del suo condominio e puntualmente incrocia lo sguardo di un uomo anziano che si concede una fumata. Un giorno scopre che l’uomo, tale Simone Bonelli, di professione pittore è morto, probabilmente assassinato. Sarà la nipote di Simone a contattarla in quanto vorrebbe realizzare una mostra in memoria del nonno. Adele si ritroverà, suo malgrado, al centro del giallo e assumerà ben presto i panni di una frizzante investigatrice desiderosa di portare alla luce la verità. “Quanta polvere sotto i tappeti. Quanto pensiamo di conoscere davvero le persone, anche quelle a noi più care? Quanto è verità e quanto solo una bella facciata?” Può un innocente e casuale rito serale trasformarsi nel motore di un giallo? Certo, la protagonista mai avrebbe potuto immaginarlo. Adele è una donna indipendente, abituata a lavorare e a gustare la sua libertà tanto che, pur essendo sentimentalmente legata, non vuole vivere insieme alla persona che ama. È quasi gelosa della sua solitudine, dei suoi spazi, delle sue abitudini e non è disposta a dividerli o a fare un passo verso l’altro, lei sta bene così. Il lavoro occupa gran parte delle sue giornate. Gestire una galleria d’arte non è semplice, eppure lei lo fa con tanta passione che qualsiasi difficoltà è presto dimenticata. È proprio il suo essere un po’ fuori dal comune che la rende un’investigatrice tutta d’un pezzo. Adele non vuole tralasciare alcun particolare, ha la sua pista, le sue ipotesi e conduce la sua indagine accompagnata dalla nipote di Bonelli che diviene ben presto suo fedele braccio destro. Insieme compiono viaggi fisici e mentali, provano a scavare nel passato, a trovare indizi sostituendosi quasi al lavoro degli inquirenti. Ed è proprio così che, scavando, la verità viene a galla. Una verità dolorosa, difficile da immaginare e accettare. Lo stile della prosa semplice, fluido e scorrevole con un ritmo rapido nel presentare gli eventi permette al lettore di giungere fino al colpo di scena finale. Un romanzo piacevole con una protagonista accattivante. Una lettura che unisce giallo e mondo dell’arte.
Un pittore Simone Benelli viene trovato morto sulla poltrona di casa sua con un dito mozzato; nessun segno di effrazione. Adele lo vedeva ogni sera mentre fumava sul balcone. Incuriosita dal caso inizia a scavare nel passato del pittore, partendo con l'organizzare una mostra in suo onore. Quanti misteri,verità nascoste.
"L'essenziale è invisibile agli occhi, la verità verrà a galla"
Foto sgualcite, una vita frenetica piena di misteri, forse una doppia personalità?? Chi è veramente S.Benelli???Un passato che riaffiora. ✨"La verità è che non c'è una verità.La verità è che siamo quello che sentiamo, quello che interpretiamo"✨ Bellissimo giallo. Pensieri, ipotesi per poi ricredersi. Intrigante, scorrevole, ma soprattutto misterioso; tutti elementi che caratterizzano un giallo al top. Un romanzo di esordio promettente, mi piacerebbe leggere nuove storie con nuove indagini e misteri.⭐⭐⭐⭐⭐
É un romanzo d'esordio per Paola Darò, di solito non credo nei miglioramenti ma voglio essere positiva. Mi ha fatto piacere ritrovare i luoghi di Torino che vivo tutti i giorni ma il solo nominare piazze e luoghi non fa automaticamente immaginare nella mente del lettore, manca la magia della descrizione narrativa. Per più di metà libro non succede niente riguardo all'indagine, c'è troppo e allo stesso tempo poco della vita personale della protagonista che ostruisce la bellezza della ricerca. Insomma...si può migliorare
Adele Tedeschi è una gallerista torinese che, nelle calde serate estive, si concede una sigaretta sul balcone, osservando le finestre del palazzo di fronte. Tra queste, nota spesso un anziano signore al terzo piano, Simone Benelli, che fuma un sigaro accompagnato dalle note di "Minor Swing" di Django Reinhardt. Quando Benelli improvvisamente non appare più, Adele scopre che è stato trovato morto nel suo appartamento, apparentemente assassinato. Spinta dalla curiosità e dal desiderio di onorare l'artista, Adele decide di organizzare una mostra commemorativa, iniziando un'indagine personale che la porterà a scoprire i segreti nascosti dietro le opere e la vita del pittore.
Adele è delineata come una protagonista eccentrica e intraprendente, la cui passione per l'arte la spinge a improvvisarsi detective. La sua indagine non solo svela i misteri legati a Benelli, ma la porta anche a riflettere sulla propria vita e sulle relazioni personali. I personaggi secondari, tra cui la nipote di Benelli, Nadia, arricchiscono la trama con le loro storie e contribuiscono a creare un intreccio coinvolgente.
La scrittura di Darò è avvolgente, capace di catturare l'essenza di Torino, presentata sia nella sua veste estiva che invernale. La città non è solo uno sfondo, ma diventa essa stessa protagonista, con le sue strade, i suoi ritmi e la sua atmosfera unica. L'autrice riesce a bilanciare momenti di leggerezza e umorismo con la tensione tipica del giallo, mantenendo alta l'attenzione del lettore fino all'ultima pagina.
La finestra del terzo piano è un romanzo che combina abilmente mistero, arte e introspezione personale. L'esordio di Paola Darò offre una lettura piacevole e intrigante, capace di trasportare il lettore nelle vie di Torino e nei segreti nascosti dietro le finestre illuminate della città.
🌟Pro: Torino come protagonista: la città emerge tra le pagine in maniera magnifica. I palazzi austeri, le strade illuminate dalla luce azzurra delle volanti e la calma apparente dei quartieri centrali creano un’atmosfera elegante, sospesa e perfettamente coerente con il mistero. -Il mistero di Simone Benelli è intrigante: un vecchio pittore elegante, solitario e pieno di segreti, che fa emergere curiosità e riflessione. La sua vita tra Londra e Torino, tra successo e crisi creative, è raccontata con dettagli affascinanti che rendono la storia più profonda. -Adele e Nadia sono personaggi convincenti come osservatrici del mistero. La loro curiosità e delicatezza nell’avvicinarsi al mondo del pittore portano un tocco umano alla vicenda. -La scrittura è curata e piacevole, con frasi ben costruite e una capacità di alternare introspezione, descrizione e indagine che mantiene un ritmo discreto senza mai diventare pesante. -Il romanzo esplora temi interessanti come la memoria, l’arte, le contraddizioni dell’essere umano e il significato della verità, senza forzature morali o didascaliche. 🌟Contro: Il ritmo è a tratti lento: alcune digressioni e dettagli, seppur belli, rallentano la narrazione e la parte investigativa. -La suspense non è travolgente: il giallo resta elegante e riflessivo, ma chi cerca tensione o colpi di scena forti potrebbe sentirsi un po’ deluso. -I personaggi femminili, pur interessanti, restano più osservatrici che protagoniste emotive: Adele e Nadia hanno curiosità e sensibilità, ma la loro crescita interiore non è pienamente sviluppata. -Nel complesso, il romanzo dà più la sensazione di ammirare un quadro ben costruito che di essere immersi nelle emozioni dei personaggi.
Torino ai giorni nostri. Simone Benelli, anziano pittore, viene trovato ucciso nella sua casa del Centro con un dito mozzato e solo un paio di oggetti rubati, nessun segno di scasso sulla porta d'ingresso. Adele Tedeschi, giovane gallerista d'arte e sua dirimpettaia, lo vedeva ogni sera fumarsi una sigaretta sul balcone. Adele si trova coinvolta in un'appassionante indagine. D'accordo con la famiglia del pittore, organizza anche una mostra dei suoi quadri nella sua galleria ed inizia a scavare nella sua vita. Opera prima dell'autrice, ammetto che questo libro mi ha stupito, sorpreso, mi è piaciuto tantissimo. Il racconto ondeggia fra una commedia calda, piacevole ed un giallo dai ritmi incalzanti e dalle tante sorprese. I protagonisti sono descritti in maniera delicata, colorata, approfondita. Il libro è pervaso da quello che Adele chiama "sabaudade" dove il carattere dei torinesi DOC è come la città, riservata e nobile. Il racconto è sempre vivace, efficace, a volte fa sorridere, a volte fa pensare, a volte ti tiene in ansia per la vicenda gialla. Bellissimo, consigliatissimo.
- L'omicidio di un anziano pittore. -Un passato che nasconde un segreto. -Un'investigatrice fuori dal comune. Quelli appena elencati sono solo alcuni degli ingredienti che, mescolati insieme, rendono "La finestra del terzo piano" di Paola Darò un cozy mistery davvero irresistibile. Adele Tedeschi, la nostra frizzante protagonista, è una giovane donna che tiene alla sua libertà e indipendenza: possiede una piccola galleria d'arte, a cui si dedica con passione, e vive da sola in un complesso condominiale a Torino. Il suo balcone si affaccia su un cortile interno: anche le finestre del vicinato sono tutte ben visibili, compresa quella del vecchio pittore Simone Benelli, che ogni sera esce puntualmente sul balcone a fumare. La tranquillità del quartiere viene compromessa quando la polizia scopre un cad4vere, proprio quello del signor Benelli, ritrovato nella sua poltrona con un dito mozzato. Sarà la nipote dell'anziano, desiderosa di rendere omaggio al nonno, a contattare Adele per organizzare una mostra postuma con i suoi quadri. È così che la protagonista viene coinvolta in una storia che si rivela più intricata del previsto e che la induce a inseguire segreti sepolti da anni: quanto conosciamo davvero i nostri cari? Adele viaggerà per scoprirlo, sia letteralmente, sia dentro se stessa. Grazie ad uno stile di scrittura semplice, ma mai banale, l'autrice confeziona una storia in equilibrio tra la commedia e il giallo. Il lettore approfondisce la conoscenza di Adele, a cui è impossibile non affezionarsi, e allo stesso tempo si appassiona alla storia del signor Benelli, ansioso di giungere alla verità definitiva. Affascinante, inoltre, l'intreccio con il mondo dell'arte, che, con il genere giallo, forma una coppia vincente.
Buon esordio per l'ing. Paola Darò, ho apprezzato l'ambientazione torinese, la storia ben sviluppata con la giusta quantità di mistero ed i personaggi con cui è facile empatizzare. C'è un tentativo di introdurre temi più impegnativi per la protagonista (Adele) quali la malattia della mamma e la morte della sorella ma l'autrice non riesce a restituire lo spessore e l'intensità che temi dolorosi meritano. Ogni tanto ho la sensazione che per dare più forza ad un personaggio ci sia l'obbligo di aggiungere un evento particolarmente doloroso nella sua vita, cavandosela con poco, come se il dolore potesse in quanto tale portare gli eventi su un piano più elevato. Non è così, per rendere il dolore occorre essere molto più bravi è Adele non è Cosette e neppure Fantine.
Tornando al libro...secondo me una buona lettura, con alcuni elementi non risolti nella vita di Adele che lasciano lo spazio per... un secondo episodio?
Abbiamo scelto questo testo per il club del libro in italiano della mia scuola per stranieri. L'ho trovato perfetto per lo scopo (ottima scelta da parte dell'insegnante che ha creato il corso). È un giallo che non ha la pretesa di terrorizzare, ma regala il piacere di seguire la storia con toni ironici, riflessioni su questioni quotidiane e su questioni più profonde come la malattia e la salute mentale, ma senza andare troppo a fondo e rendere il libro troppo pesante. Mi è piaciuto lo sfondo cittadino, di Torino e Londra, che fanno venire voglia di cambiare lo sfondo della propria quotidianità. Mi è piaciuto il tema dell'amicizia oltre i trent'anni, in cui mi sono immedesimata.
La scorrevolezza, quasi spensieratezza, che sin dalla prima pagina è il filo conduttore di questo romanzo non deve trarre in inganno. Man mano che la vicenda si dipana emerge la profondità del tratteggio delle giovani donne protagoniste, analizzate solo con apparente ironia. Torino non sempre è una città simpatica, e qui ne esce grigiastra. Il finale è intriso di amarezza, questa sì un po’ scontata, ma appartiene a una delle figure maschili che non esce bene dalla trama del libro. L’opera prima è notevole; aspettiamo la seconda.
Un romanzo d’esordio che sembra scritto da una penna esperta. Una storia avvincente, scritta con ironia, delicatezza ma anche potenza. La protagonista saprà guidare il lettore in una Torino calda e al tempo stesso austera, come solo questa città sa essere (spirito sabaudo colto alla perfezione ed elevato a fil rouge dell’opera). Consigliatissimo a chi conosce ed ama Torino, ma ancor più a chi ha una mente curiosa ed ama perdersi tra le pagine di un giallo pieno di mistero!
Romanzo d’esordio di un’ingegnera civile classe 1987, dalla cultura e dalle conoscenze chiaramente eclettiche. Scrittura avvolgente che coinvolge e attira, con personaggi credibili e contemporanei. Si svolge tra Torino e Londra ed è come un puzzle la cui immagine si chiarisce poco alla volta, tra storie del passato che danno senso nel presente. Un bel giallo.
Un esordio cosy-crimer riuscitissimo, con una Torino riconoscibile e protagonista, un mistero da risolvere (ci eravamo arrivati, eh, a un certo punto) e soprattutto una banda di personaggi a cui affezionarsi.
Un libro molto piacevole da leggere, ambientato a Torino tra la Mole e il Quadrilatero. Ci si immerge nell'atmosfera particolare che ha il centro di Torino in agosto, tra i palazzi storici e il museo del Cinema, immersi in una trama molto originale!
Molto bello, piacevole e scorrevole da leggere, con una trama intrigante ed un finale un po' fuori dai soliti schemi. Per essere un esordio non c'è proprio niente male.
Oltre alla storia che si è fatta man mano sempre più coinvolgente mi è piaciuto molto il modo e il tono che l’autrice ha usato per descrivere Torino rendendola così protagonista ✨
Ho fatto abbastanza fatica con la prima parte, devo confessare. Da metà storia in poi invece la lettura è diventata più piacevole. Lo stile di narrazione che riporta il flusso di pensieri dei protagonisti non è male ma a volte forse l’ho trovato pesante e “capriccioso”, specie per quello che veniva proprio pensato. Avrei dato mezza stella in più ma quest’app mi sa che non lo permette. Per essere un esordio comunque è da apprezzare, anche perché, che se ne voglia, alla fine la storia sa rendersi interessante man mano che la si prosegue e il finale non lascia affatto delusi.
Stile narrativo elementare e ritmo lento. Non ha gli elementi per tenere il lettore incollato al libro. Complessivamente un giallo noioso e senza guizzi.
La finestra del terzo piano è un piacevole esordio che vi consiglio di leggere soprattutto per l'atmosfera torinese, lo stile asciutto ma brillante e la protagonista Adele, gallerista d'arte trentacinquenne molto indipendente. La trama gialla si dipana dalla morte di un suo vicino, Simone Benelli, un uomo distinto e in là con gli anni, che si rivela essere un pittore in pensione. Non voglio fornire altri dettagli della storia, il cui fascino maggiore - a parer mio - scaturisce dall'ambientazione cittadina e dal personaggio principale/voce narrante, che appare vividissima tra preferenze e piccole manie. Ora immagino sempre di vedere Adele pedalare da casa sua, nei pressi di piazza Vittorio, fino al Quadrilatero, dove c'è la Bottega, uno spazio espositivo piccolo, eppure curatissimo, di cui è proprietaria. Riguardo l'intreccio mystery qualcosa lo avevo già captato (per i lettori forti risulta difficile rimanere spiazzati), però ho trovato di buon intrattenimento il romanzo e gradevolissimo lo stile, con una prosa limpida e mai sciatta. Non nego che mi piacerebbe incontrare di nuovo in futuro Adele e il suo microcosmo di amici e familiari.