Pur essendo una serie per ragazzi, questo PK e’ una serie scritta molto molto bene. Prima di tutto Pk stesso e’ un eroe a tutto tondo, timoroso e dubbioso abbastanza da risultare credibile e simpatetico e al tempo stesso ingegnoso e coraggioso come ogni eroe dovrebbe essere. Anche gli antagonisti sono affascinanti e originali per l’epoca. Gli evroniani, per esempio, utilizzano gli esseri umani succhiandone l’energia vitale, 3 anni prima del visionario Matrix. A riprova della crudeltà senza pari di questi alieni c’e’ l’origin story di Xadhoom, alleata esplosiva e furiosa di PK.
Anche il razziatore viene introdotto come villain molto classico ma col passare dei numeri si arricchisce di nuove sfumature: in “il giorno del sole freddo” (#3) per esempio aiuta (dietro ricompensa, ovviamente) Paperinik a sventare un esperimento che avrebbe distrutto mezza paperopoli, andando contro anche alla tempolizia.
Pk e’ anche una serie avveniristica per come parla di tecnologia in maniera approfondita e ancora oggi credibile: e’ incredibile leggere storie del ‘96/‘97 in cui si parla non a sproposito di cyberspazio, intelligenza artificiale, morphing facciale ecc…
Tutto questo e’ possibile grazie anche alla grandiosa abilità dei disegnatori di trasporre in disegno questi concetti: si veda per esempio come e’ raffigurato il cyberspazio in “Due” (#2, in cui torna anche il magnate inventore Everet Ducklair).
Detto delle storie, un plauso lo meritano tutti i disegnatori della serie che le loro linee pulitissime riescono a far convivere un’incredibile densità e perizia nella caratterizzazione di ambienti, personaggi e combattimenti e un’ottima chiarezza di lettura/visione.
Giusto Francesco Guerrini, disegnatore di “Terremoto” (#4), ha un tratto un pochino più sporco ma compensa con delle soluzioni molto cinematografiche: si veda per esempio lo stallo sull’aereo a fine numero.
Tutti i disegnatori comunque mantengono i loro tratti distintivi: Lavoradori, per esempio, che ha disegnato il numero #0 “Evroniani” ha uno stile molto graffiante e angolare.
Meravigliosa la Paperopoli del 2255 immaginata da Alessandro Barbucci in “Ritratto di un giovane supereroe”.
Ogni numero e’ ricchissimo sketch preparatori, redazionali che approfondiscono strumentazioni e personaggi ecc…