È stato educato da un'intera comunità criminale a diventare una contraddizione vivente, cioè un «criminale onesto». Ha imparato l'arte del coltello e quella del tatuaggio. È finito in carcere, ha combattuto per la sopravvivenza nelle carceri della sua città e poi in Cecenia, cecchino in un reparto d'assalto. Ha visto da vicino il sistema sconcertante di poteri ombra che governano la Russia, assoldato alla difesa di un oligarca nostalgico. Ha conosciuto l'amore intenso e il dolore atroce, la violenza, la sete di vendetta e il pentimento. «Piede scalzo» è cresciuto. Incisa nei tatuaggi e nelle cicatrici del corpo e dell'anima si porta addosso la sua storia. La stessa che Nicolai Lilin ha messo nei suoi libri e che oggi si può leggere tutto d'un fiato: con una scrittura ruvida e diretta, illuminata da sorprendenti squarci d'ironia. Tra storia e leggenda, autobiografia e immaginazione, Trilogia siberiana ci regala la cronaca di un percorso emotivo di drammatica intensità.
Nicolai Lilin is a Russian writer of Siberian origin. He was born and grew up in Transnistria, which declared its independence in 1990 but has never been recognized as a state. In 2004 he moved to Italy. In 2009 he published in Italy for Einaudi "Siberian education", his first novel, written directly in Italian. The book has been translated into 19 languages and distributed in 24 countries, and has reached the interest of cinema. It will become a movie directed by Gabriele Salvatores, starring John Malkovic as Grandfather Kuzja. In April 2010 he released his second novel, "Free Fall" (or "Sniper"), and for October 2011 we are waiting for the release of the new novel "The breath of the dark". He currently writes for magazine L'Espresso and he founded Kolima Contemporary Culture, an exhibition space which also hosts cultural events in Milan. Among its activities he is also a tattoo artist, he studied for many years the traditional Siberian criminal tattoos and learned his techniques and complex codes.
Mi dispiace ammetterlo, ma questo libro è stata una delusione alla fine. Il primo libro era pieno. Ricco di aneddoti che fluivano senza nessuna difficoltà narrativa. Dal secondo in poi ho notato una certa ripetitività d'azione e di concetti, nonché una certa apatia nel metodo di narrazione (dovuta, penso, al tema della guerra e dei sentimenti dello scrittore). Il terzo libro non abbandona questo spirito decadente, e a mio parere non riesce a rialzarsi ed eguagliare il primo. Il lato che ho trovato assolutamente interessante in tutta la trilogia, è la visione differente su quello che era il governo comunista e ciò che oggi ne rimane. Nella nostra società siamo abituati ad una certa visione del comunismo sovietico, che non è cattivo e corrotto come descritto nel libro. Diciamo che la parte politica è stata per me rivelatrice, anche se la trilogia in se non è riuscita a piacermi come speravo.
Ho avuto l'occasione di leggere tutte e tre i romanzi in un unico volume, nonostante il peso del tomo non propriamente comodo se si legge sui mezzi, ma posso dire che né valsa la pena.
Stranamente sono partita prima con il guardare il film e poi a leggere i romanzi ma non mi sono affatto pentita.
Lilin è un autore crudo,racconta la verità senza mezzi termini,sa quali parole utilizzare e come non ricadere nello splatter o nel noioso.
Educazione Siberiana è quello che mi è piaciuto dei più dei tre, in quanto conosciamo il protagonista partendo dalla fine, ovvero dal campo di guerra,un viaggio a ritroso che aiuta il lettore a capire il suo passato e la sua storia.
Caduta libera, è quello che ho apprezzato di meno,troppo pesante e lento, nonostante l'accuratezza del racconto e la capacità dell'autore di catturare l'attenzione, qui viene narrata la vita in guerra, due anni che lasceranno una cicatrice enorme nel nostro protagonista.
Il respiro nel buio è quello invece più introspettivo,quello in cui veniamo a conoscenza dei traumi subiti e rimasti impressi,una società che non accoglie proprio bene chi è tornato dalla guerra, un viaggio fatto per rinascere dal tanto amato nonno e la svolta inaspettata in quel mondo criminale dal quale era uscito,ma nel quale si è ritrovato perché gli viene offerto un lavoro. Per ragioni che si leggeranno all'interno di quest'ultimo romanzo inoltre, troveremo un protagonisti stanco di tutto ,che alla fine si darà alla fuga e ....
Bhe se volte scoprirlo vi basta leggere la trilogia.
Non sarà una lettura semplice ma ne vale davvero la pena.
La trilogia si presenta come un bel tomone, ma nonostante la “stazza”, la lettura fila liscia. Ci sono alcuni errori grammaticali, qualche congiuntivo sbagliato, ma nonostante questo la scrittura dell’autore è limpida, pulita e diretta al punto, come piace a me; forse proprio per questo non mi sono pesate le mille e più pagine. Il libro che mi è piaciuto di più è stato “Educazione Siberiana”, perché l’ambientazione criminale, le varie leggi e regole siberiane e soprattutto i personaggi sono stati descritti con una marcia in più; sono d’accordo con le varie recensioni che ho letto, in cui “Caduta libera” viene descritto come il libro più “noioso” e probabilmente ciò è dato dalla staticità della guerra in Cecenia, descritta in questo romanzo, ma nonostante questo ho goduto comunque del racconto. L’ultimo libro, “Il respiro nel buio”, è a metà tra i suoi due predecessori, perché ha una abbondante parte ambientata in Siberia, che mi è piaciuta tanto per l’introspezione, e una buona parte dove viene raccontato l’epilogo della vita di Lilin come reduce e veterano di guerra. In complesso, si merita 4 stelle.
- "Educazione siberiana" è in realtà una rilettura, ricordavo poco (le scene più crude più che altro), a parte la sensazione che mi fosse piaciuto, cosa che è avvenuta di nuovo.
- "Caduta libera" è stato pesantissimo, parlando della guerra in Cecenia è piuttosto monocorde e monotono, ho veramente fatto fatica e se non fosse stato un libro della sfida, l'avrei abbandonato molto volentieri. Ho avuto bisogno di quasi un mese di pausa e di letture adatte a liberare la testa dalla pesantezza indotta.
- "Il respiro del buio" invece mi è piaciuto, un bel mix di scenari diversi (un inaspettato viaggio sulla mia ormai mitica Transiberiana, la visita al nonno nella Taiga, la vita da civile a San Pietroburgo fino all'approdo nei servizi segreti) e anche un po' di romanticismo finale.
Non vedo particolari controindicazioni nel saltare il secondo sinceramente, gli altri due li consiglio.
Ottimo libro, scritto molto bene, con dei personaggi che catturano e una trama che to fa appassionare tantissimo, se non fosse che non si tratta di una storia vera, c'è tutta una serie di dettagli fondamentali che non corrispondono alla realtà (ad esempio: com'è possibile che un abitante della Transnistria, una regione della Moldavia, venga prelevato per effettuare il servizio militare nell'esercito della Federazione Russa?) con delle brevi ricerche è possibile verificare che buona parte del libro è inventata, molto triste come cosa. Ricapitolando, se volete leggere un libro scritto dalla fantasia dell'autore, ma che sia comunque ambientato in posti realmente esistenti e faccia riferimento a fatti avvenuti pochi decenni fa, allora questo libro fa per voi, se invece cercate una biografia, beh, leggete altro, perché la sensazione di essere presi in giro dall'autore vi rovinerà completamente la lettura.