Nayeli - per RFS . La prima cosa che colpisce leggendo, ancora prima di addentrarsi nella trama, è la piacevolezza dello stile: ironico e scattante, ma anche capace di suscitare calore e passionalità; le battute sagaci e la personalità spinosa della protagonista, poi, danno un colore deciso e sostengono un ritmo di lettura accattivante.
Lo stile di Kat Sherman, insomma, ha quel tipo di fascino che solo le autrici italiane sanno regalare, per la qualità di sfumature lessicali e la capacità di giocare con le metafore in modo da solleticare le emozioni come le traduzioni da una lingua straniera difficilmente riescono a fare.
Ho un déjà-vu quando lui appare di fronte a me coperto solo da un paio di pantaloni sportivi a vita bassissima. «Fai lo sciopero delle felpe?» Si strofina il viso come se quel gesto bastasse a cancellare la mia fastidiosa presenza. «Non devi mai, e dico mai, bussare alla porta di uno scrittore. Mai, dannazione.» «Quando otterrai il mio rispetto, rispetterò anche le tue regole.»
I protagonisti sono Beatrice e Jameston, che si odiano prima ancora di incontrarsi.
Beatrice è appena ventenne e sogna di diventare scrittrice. Nessuno però ha mai creduto in lei, a partire dai genitori (il padre l’ha abbandonata da piccola per fondare una scuola rivolta ad autori di talento, mentre la madre, pur gestendo una casa editrice, non risparmia giudizi impietosi e svilenti).
Jameston è uno scrittore affermato che si protegge dietro a uno pseudonimo (almeno fino a quando lei, per gelosia, ne divulga l’identità). Lo caratterizza il fascino del “poeta maledetto” pieno di tormenti e conflitti interiori. È in lutto per la morte del suo mentore (il padre di lei), e teme che la mancanza di una guida possa riportare i suoi demoni fuori controllo.
I due si incontrarono in una villa sperduta sui monti degli Stati Uniti, parte di un’eredità che il padre ha lasciato a Beatrice senza meglio spiegare di che si tratta.
Buona parte del romanzo gioca in modo efficace sull’alone di suspense che circonda la natura e le finalità di quella che dovrebbe essere la scuola. Ci chiediamo a lungo di che tipo di scuola si tratti, quanto fuori le righe siano i metodi di insegnamento, quali siano le cause che hanno spinto il padre ad abbandonare tutto per fondarla e quali le motivazioni per mantenere il segreto perfino con l’erede proprietaria delle mura che potrebbe decidere di vendere tutto senza darvi il giusto valore.
Il mistero e la suspense vengono ulteriormente alimentate da personaggi secondari la cui storia di vita è strettamente intrecciata con la scrittura, ognuno con un background forte e degno di approfondimento.
Non posso svelarvi se ciò che scoprirete sarà all’altezza della nuvola di mistero che è stata creata, in ogni caso la storia procede con un passo veloce e delizioso, passionale e pieno di pepe e scontri scintillanti. Un “hate to lovers”, insomma, che vedrà l’animo tormentato di lui trovare un po’ di pace, e la ragazza ferita e col timore dell’ennesimo abbandono essere finalmente ancorata all’amore. Ciliegine sono il gap-age dovuto alla differenza d’età e l’aspetto forbidden legato alla promessa che Jameston ha fatto al suo mentore prima della morte (lungimirante, conoscendo la sua fama di spezzacuori), oltre che ai ruoli insegnante-allieva.
Tutti questi elementi insieme, più un imprevisto catalizzatore che li costringe a fingere e a immaginarsi diversi, spingono i protagonisti a mettere da parte l’antipatia e la mancanza di fiducia e ad avvicinarsi un po’ trovando le modalità per dialogare. Riescono perfino a negoziare un beneficio reciproco: Beatrice aiuterà lui a ottenere i fondi per comprare la proprietà, mentre Jameston le farà da mentore trasmettendole gli insegnamenti del padre.
Sarà proprio questo aspetto a permettere alla protagonista di avvicinarsi al suo ricordo, dandole modo di elaborare il trauma dell’abbandono ma anche di evolvere la propria capacità di scrittura.
Elemento straordinario del romanzo è l’aver reso la scuola di scrittura il fulcro di tantissime emozioni contrastanti. Non solo è fonte di mistero per i lettori, di affetto e ricordi per Jameston, di speranza e “casa” per gli altri insegnanti, ma anche un concentrato di emozioni confuse e conflittuali di Beatrice, che vanno dalla solitudine alla delusione per il rifiuto del padre; dalle insicurezze infuse dalla madre al bisogno di essere amata; dalla rabbia, l’opposizione, la ribellione, fino a un senso di perdita del padre di cui non riesce a soffrire. La villa è l’eredità contesa che obbliga Beatrice a fare delle scelte e a mettersi in gioco. Ma è anche il luogo in cui l’attrazione tra i protagonisti viene negata, cresce in modo conflittuale tra due caratteri forti, arroganti, testardi che fanno scintille, viene compressa a lungo e cova sotto la cenere fino a quando prende fuoco implacabile.
Una scia di brividi formicola lungo tutto il tragitto compiuto dalle sue dita. Risalgono su di me, mi fanno inarcare la schiena, si fermano alla base del mento. Le usa per sollevarmi di poco la testa e poi mi uccide. Non è un bacio come quello che non riesco più a togliermi dalla testa, ora sembra avere secoli di tempo. È un gesto profondo, triste e bellissimo. Quasi penso di non esserne degna, perché nessuno dovrebbe meritare che qualcuno offra così tanto di sé con un bacio, rendendosi vulnerabile a tal punto. È uno scrittore e mi sta raccontando della sua vita qui, degli anni da adolescente, di tutto quello che ha vissuto, e lo fa con la lingua e le mani. Ho appena scoperto che le parole sono inutili e i suoni superflui. Sento solo quello del suo respiro che accelera, seguendo il ritmo del mio. E il bacio diventa un morso e poi di nuovo un bacio.
Come si può intuire, un grosso tema affrontato è quello legato al perseguimento dei propri sogni, al bisogno di sostegno da parte delle persone che ci amano o del pubblico che ci segue, ma anche la consapevolezza che questi non siano più importanti della fiducia in se stessi e dell’orgoglio per ciò che si è realizzato senza necessità di conferme esterne.
Ho trovato inoltre una vera perla gli esempi dell’utilizzo terapeutico della scrittura che Beatrice sperimenta.
L’abilità e l’intuito sensibile di Jameston riescono a scardinare le sue difese permettendole di mettere a nudo le emozioni più profonde, di rielaborare le ferite non guarite, e di esprimere tutto questo sulla carta traducendolo in un romanzo.
Un percorso non solo di introspezione, ma anche di trasformazione e crescita; un modo per smettere di fuggire dalle emozioni negative e dall’oscurità per esplorarle e farle proprie fino in fondo, elaborandole.
A questo percorso di Beatrice si affianca quello di Jameston, un uomo tormentato che crede di essere sbagliato. Nonostante abbia trovato un equilibrio grazie all’aiuto di un mentore che ora non c’è più, ha ancora molti demoni da affrontare e un sacco di dipendenze e ossessioni. Un uomo imperfetto che deve imparare che, prima di assecondare l’istinto di possedere qualcuno, deve saperlo lasciar andare.
«Amore mio» ripeto sottovoce nel silenzio assoluto, perché so che a quelle parole vorrà cancellare il poco spazio fra noi. E, quando me la premo contro il petto, la sua felicità va a occupare gli spazi vuoti scavati in passato dal suo opposto. Ogni cosa è esattamente dove deve essere. A partire da lei, stretta fra le mie braccia.
ma come le vengono in mente certe trame? originale, intenso, diverso e particolare, con due protagonisti diversissimi ma innegabilmente calamitati l'uno verso l'altro. non ho capito a fondo perchè non bisognava rivelare il nobile intento della scuola e anche perchè è così difficile comprendere per gli altri la ferita di Trish (ha ragione da vendere riguardo al padre), perchè il bene di molti non giustifica affatto come si è comportato Greg (avrebbe potuto risolvere in mille modi diversi) e soprattutto perchè la mamma che è stata in quella scuola non le ha mai rivelato il vero obiettivo (e soprattutto quial era la sua ferita?). ma comunque la scrittura di Kat è sempre avvincente ed emozionante, coinvolgendoti in trame che mai sono scontate
Per me i personaggi non hanno caratterizzazione, soprattutto Jamie del cui passato viene menzionata solo l’adozione e il tentato suicidio. Non c’è un approfondimento su Greg, non si capisce perché abbia abbandonato definitivamente la figlia. Per me il peggiore della Sherman (che io adoro)
Leggere i libri della Sherman presuppone un salto nel mistero. A lei piace tenere un alone di oscurità, di non chiaro, che serve per rendere più mistico il racconto. La sua capacità è quella di prendere personaggi realistici, dargli un alone magico, puntare tutto sul loro aspetto interiore e in particolare parlarci dei loro sogni. È così che anche questo viaggio da Roma al New Hampshire è in realtà un viaggio attraverso i sogni e dolori di Beatrice e Thomas. Beatrice è romana, cresciuta con la madre che sa come non essere affettuosa, come non spronare la figlia, come tarparle le ali; il padre è scomparso troppi anni prima inseguendo quello che sembrava essere il lavoro dei suoi sogni e apparentemente sostituendo la figlia piccola con un ragazzo di quattordici anni più grande. Alla morte del padre, Beatrice parte per riscattare la sua eredità, ma non sa che sta per intraprendere il viaggio più importante della sua vita. Non si tratta di un luogo fisico, di una nuova nazione, ma di se stessa. Abbandonare la routine di sogni congelati che aveva a Roma la obbliga a sedersi al bivio in cui può scegliere se ripartire a credere nel potere dei sogni o se preferisce sapere di avere dei sogni ma non lottare per ottenerli. Beatrice smette di essere Bea e diventa ogni giorno sempre di più Trish, una nuova versione di sé, una ventunenne che ritrova la gioia di lottare per i suoi obiettivi, anche se sa che la farà soffrire, che cerca ogni attrito che le apre nuove ferite e insieme la fa tornare la lottatrice che aveva dimenticato di essere. È un lungo percorso in cui il suo mentore, Jamie mentre la aiuta senza che lei si accorga di quanto sia fondamentale la sua presenza, cerca a sua volta di trovare una sua nuova dimensione e posizione nel mondo, ponendo dei confini tra Thomas e Jameson. Si dice che ci siano persone predestinate, che esistano amori che devono per forza nascere perché rendono il mondo migliore, perché è da quel nocciolo che può esplodere un’onda di bene che si ripercuote su tante persone. Beatrice è partita convinta di voler cambiare il suo presente per avere un futuro migliore e invece capisce che tutto risiede in lei, nella necessità di dover perdonare il passato per vivere nel pieno della sua potenzialità il presente e poter essere finalmente felice, completa, soddisfatta e immersa nel suo sogno. “ La strada per la felicità è lunga e tortuosa ma noi faremo in modo che la vista sia mozzafiato e che la musica in sottofondo sia perfetta. “ Chiudete gli occhi, fatevi abbracciare dalle parole di Kat e poi immergetevi in una nuova avventura alla ricerca del sogno che ci attende per essere felici. Buona lettura! Annalisa
Questo libro è una tempesta emotiva che ci coinvolge con il suo dolore, la sua rabbia, ma anche con la sua speranza. La scrittura è unica, un mix di ironia pungente e tenerezza che colpisce senza risparmio, ma sa anche accarezzare le ferite più profonde. L’ironia non alleggerisce il dolore, ma lo affronta con intelligenza, rivelando la sua bellezza nascosta come una protezione che aiuta i personaggi a sopravvivere. Le parole diventano così una forma di cura.
Beatrice e Jameson sono due anime ferite, ciascuna prigioniera delle proprie cicatrici. Beatrice, giovane e rabbiosa, ha vissuto all’ombra di genitori incapaci di amarla. Suo padre l’ha abbandonata per un sogno troppo grande per includerla, e sua madre, distante, ha lasciato che la sua solitudine alimentasse la sua rabbia. Quando arriva nella villa isolata tra le montagne, il suo cuore è una tempesta pronta a distruggere tutto ciò che le ricorda il suo dolore. Ma non troverà solo mura da abbattere, troverà Jameson, un uomo che, nonostante la sua fama, crede che la scuola sia l’unico motivo per cui valga la pena vivere.
L’incontro tra Beatrice e Jameson è una serie di conflitti e scontri, ma anche di silenzi pieni di desiderio e paura. Sono due solitudini che si riconoscono, si respingono e si attraggono con la forza di un magnete. Ogni parola di Beatrice è un colpo, ogni silenzio di Jameson una barriera che separa il suo cuore dal mondo. Sotto questa tensione si nasconde un bisogno di essere visti, accettati e amati nonostante i propri difetti. È questo desiderio a dare forza al romanzo, creando una tensione che tiene il lettore sospeso tra il dolore del passato e la speranza di una nuova possibilità.
Il contesto, una villa isolata nel New Hampshire, non è solo sfondo, ma simbolo del passato che i protagonisti devono superare. La villa è un campo di battaglia dove i sogni infranti e i dubbi si confrontano, ma è anche un luogo di potenziale trasformazione. Beatrice e Jameson devono scegliere: restare prigionieri del dolore o abbracciare la possibilità di guarire. Questa lotta interiore, fatta di silenzi, attimi e parole dure, è il cuore pulsante del romanzo.
La scrittura, per Beatrice, diventa strumento di sopravvivenza. Raccontarsi non è solo narrazione, ma vita. Le permette di scavare dentro di sé, trasformare il dolore in forza e dare voce alle sue frustrazioni. È attraverso la scrittura che Beatrice intraprende il suo cammino di riscatto, per riscoprire sé stessa e liberarsi dai legami del passato.
Jameson, parallelamente, affronta la sua paura di perdere tutto lo spinge a confrontarsi con il suo cuore, a lasciarsi andare e a rischiare. La sua crescita è silenziosa ma potente, e attraverso Beatrice impara a dare e ricevere amore senza paura.
Amato follemente ♥️ Kat mi stupisce sempre, ogni suo libro è sempre più originale e mi colpisce al cuore. Questo per me va dritto tra i primi 3 suoi preferiti. Come sempre un tocco di classe la musica che accompagna il libro ⭐
«Chi possiede già tutto non ci fa caso, ma il resto di noi ha bisogno di sognare. È quello che ti tiene in vita di fronte ai rifiuti, o quando desideri l’amore ma ti sembra di cercare un ago in una pagliaio, o il tuo futuro fa paura e le pagine di un libro diventano un rifugio dal timore dell’ignoto. E non un libro qualunque, ma un libro rosa, è così che li chiamiamo in Italia..»
La protagonista da voce a chi ama i romanzi rosa, come si fa a non amarla 🩷
Mentre il nostro Jamie è il protagonista tormentato ma dal cuore d'oro che amiamo tanto 🖤 Per non dire che è super passionale 🔥
Per me è stato Uno di quei libri che ti colpisce ed ora che è finito senti il vuoto e non riesci a leggere altro per un po' perché ti senti ancora dentro la storia dei protagonisti 🥹
Ragazzi… non so nemmeno da dove iniziare. Questo libro mi ha fatta emozionare come non mai. Mi è entrato nel cuore e lì resterà per sempre. ❤️
Jameson Ford, alias Thomas Kline… beh, inutile girarci intorno: lo amo. È uno di quei personaggi che ti conquistano pagina dopo pagina, che ti fanno sospirare, sorridere e piangere tutto nello stesso capitolo. Ho sofferto e gioito insieme a lui e, credetemi, non è facile che un personaggio mi resti così addosso.
Kat Sherman ha una scrittura capace di trasmettere emozioni autentiche, di farti sentire parte di ogni scena, di farti vivere i momenti come se fossi lì, accanto ai protagonisti. Ho riso, ho pianto, ho sognato… e alla fine, mi sono ritrovata con la sensazione che questo libro non lo dimenticherò mai.
Se cercate una storia capace di farvi battere l’anima, di farvi innamorare perdutamente e di lasciarvi con quella sensazione dolce-amara di non voler dire addio, allora questo è il libro che dovete leggere. 📖✨
Molto bello, emozionante. Non lascia scampo e fa anche soffrire. Le emozioni della protagonista sono molto umane, molto reali, chiunque ci si può immedesimare. Ho pianto, sono rimasta attaccata, per la sofferenza provata avrei voluto un epilogo più lungo, però bello. 5 ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Unico avviso non tutti si possono trovare nella situazione di leggere ed apprezzare questo libro, se qualcuno ha bisogno di una fuga leggera non è il libro adatto da leggere in quel momento.
situazione surreale, dialoghi prevedibili, allusioni sessuali ogni 4 battute, pagine e pagine di battibecchi (più di metà libro!!) senza che nessuno si prenda la briga di fare l'adulto e parlare. Fastidiosi anche i pensieri in corsivo, secondo me potevano essere risparmiati. Mi dispiace, amo follemente alcuni libri dell'autrice, "tieni stretti i nemici" è uno dei miei libri preferiti in assoluto, ma penso che le sue ultime opere non facciano per me.
Bello, bello e ancora bello. Mi ha tenuta incollata alle pagine, sembra una frase banale ma è stato realmente così. Leggi, leggi e non riesci a smettere perché c'è del buio e tu vuoi vedere. Vuoi scoprire cosa si nasconde in questa famosa scuola di scrittura, vuoi conoscere ogni singolo particolare. Dove sono la aule, i professori, gli studenti? Perché tutto appare così finto? Quasi come se non esistesse? E poi Jamie e Trish...
Pur adorando lo stile della Sherman, questo libro non mi ha particolarmente colpita. Niente da dire sulla scrittura, la trama, la caratterizzazione dei personaggi... semplicemente la coppia protagonista non mi ha conquistata come hanno fatto in passato altre coppie della stessa autrice.
2.5🌟 secondo volume della Sherman che leggo e ahimè non è stato amore. scorrevole è scorrevole, carina la storia, ma come detto da altre lettrici, non ho trovato alcuna sintonia con i protagonisti e la coppia non mi è piaciuta molto.
La storia di Beatrice e Jamieson è delicata, toccante e deliziosa… Scorre veramente bene, una storia stupenda che merita di essere letta, ve lo consiglio ✨💕 ⭐️⭐️⭐️⭐️