Altro romanzo in pieno stile Argberg; come già sperimentato negli altri libri, la battaglia, che dà inizio a questo libro, si presenta come fosse pura poesia. 'Liquidate Parigi' ha come collocazione storica i mesi che vanno dallo sbarco alleato in Normandia, ai primi di giugno del 1944, fino alla fine di agosto. Data entro la quale parigi sarà liberata. La guerra si svolge in questo lasso di tempo, con scontri, massacri, ritirate dell'esercito tedesco. E il 27°, la quinta compagnia, secondo gruppo, di cui fanno parte i soliti ( Barcellona Blom, Fratellino/Tiny/Petit-Frére, il legionario, il vecchio unno, Porta, Heide, Sven, Gunther ... ) si trova a combattere. A volte a piedi, a volte in trincea, a volte in ritirata, a volte sui letali Tiger II o Panther; fino a quando si giunge ad un punto focale: la distruzione di Parigi. E' il secondo libro che non è fine a se stesso, per Argberg, ma una trama sbiadita inizia a sorgere ( a mio avviso quello che prima faceva voltare pagina dopo pagina al lettore, erano le sole gesta dei personaggi descritti con forza carismatica da Hassel ) quando Himmler ordina a Von Cholvitz di radere al suolo Parigi secondo gli ordini di Hitler. In questo libro, come in tanti altri, la guerra e la società tedesca e delle nazioni soggiogate, sono presentate nel modo più naturale ma al contempo curioso, possibile. In primo luogo, nessuno è indispensabile. Le fucilazioni e le esecuzioni sommarie, si voglia per insubordinazione, si voglia per giustizia militare, o qualunque altra cosa, sono all'ordine del giorno. Il valente generale, il giovane senza paura e abile nella guerra, l'ufficiale capace, eccetera, tutti sono soltanto pedine in un gioco più grande di loro, mosso dalle alte sfere, che servono una causa che non appartiene loro e per la quale possono e devono morire. La curiosità e l'assurdità però sta proprio in questo: è la pedina uomo che non ha valore, a fare lo stato delle cose. Generali, soldati, civili, sono tutti ingranaggi di una grande macchina, che funziona anche forse non come una macchina di precisione come si vorrebbe per il III Reich: sono vittime e al contempo involontari carnefici. E poi, c'è la guerra, che non ha alcun significato se non quello di morte e distruzione.