“Wild Innocence” è un viaggio intenso, ricco di colpi di scena continui e un’attrazione potente tra i due protagonisti. È un libro che ti resta impresso nella mente, a cui non smetti di pensare e che senti il bisogno di rileggere, perché Artyom e Lily diventano dei compagni di viaggio indimenticabili.
La storia ruota attorno a Artyom, il capo dei braccianti della tenuta dei Debois,nella piccola città di Giverny, e Lily Rose Debois, la figlia ribelle del padrone di casa. Artyom è riconosciuto dagli abitanti di Giverny come la “bestia buona”, ma Lily è consapevole che dietro questa facciata di serietà e diligenza si nasconde ben altro ed è determinata a scoprire la verità.
Nonostante Artyom cerchi di mantenere segreto il suo passato, dovrà fare i conti con le continue provocazioni di Lily, mirate a fargli crollare questa maschera impenetrabile.
La loro attrazione cresce sempre più fino a sovrastare i segreti, le sfide quotidiane, gli obblighi e le loro rispettive paure.
I personaggi sono il cuore pulsante del romanzo, sono talmente reali che sembra di vivere con loro a Giverny, di aggirarsi tra i campi di lino o di fare un semplice bagno nello stagno circondato dalle ninfee. Lily e Artyom mi hanno conquistata sin dall’inizio, scavandosi un posto nel mio cuore. Per molti potrebbero sembrare semplici personaggi fittizi che vivono all’interno di un romanzo, ma sono molto di più: sono la rappresentazione delle paure, dei traumi, dei dolori e dei desideri più profondi che tutti noi affrontiamo ogni giorno. Mi hanno insegnato tanto e le loro parole e i loro gesti sono qualcosa che custodirò gelosamente.
🪷Lily: è una ribelle, forte e determinata proprio come il colore dei suoi capelli: il lilla. È curiosa, coraggiosa e caparbia e spesso dimostra una maturità sorprendente nonostante la giovane età. È un personaggio straordinario, capace di essere forte e fragile allo stesso tempo. Non si lascia intimidire dalle difficoltà né dalle apparenze, la sua ostinazione è il suo motore e il suo spirito indomito è la sua benzina.
Non ha paura di mettersi in gioco, anche se è consapevole che le probabilità di fallire sono maggiori dei successi e che il suo cuore rischia di pagarne il prezzo.
💜Artyom: è un uomo tormentato, spezzato, enigmatico e affascinate. Da sempre in fuga dal suo passato, vede in Giverny la sua ancora di salvezza, un porto sicuro dove ricominciare a vivere dimenticandosi delle ombre oscure dei suoi ricordi. È impossibile non rimanere ammaliati da Artyom, soprattutto quando si concede momenti di debolezza, che rivelano la sua grandezza d’animo. Artyom lotta ogni giorno contro i suoi demoni, ma il suo cuore è riuscito a rimanere intatto e puro.
La relazione tra Artyom e Lily è un continuo crescendo di emozioni. Inizialmente, Artyom cerca di allontanarla, ma si rende conto che è impossibile ignorare ciò che sente per lei: le sue emozioni sovrastano la sua ragione. Al tempo stesso, Lily inizia a capire che dietro la diffidenza e l’atteggiamento spigoloso di Artyom si nasconde una vulnerabilità inaspettata.
Lily è una ventata di aria fresca nella vita di Artyom, è quella forza che lo spinge a confrontarsi con i suoi sentimenti, nonostante abbia scelto di entrare nel suo mondo e di lasciarsi ferire da lui. Credo che la loro relazione possa essere spiegata molto facilmente dalla metafora che entrambi usano: lei è la ninfea e lui il suo stagno in fiamme. La ninfea rappresenta la purezza, mentre le fiamme indicano la passione: la loro relazione è un miscuglio di attrazione e fascino verso ciò che è difficile da ottenere, un desiderio che cresce proprio perché è proibito, ma che diventa sempre più doloroso e distruttivo. Ma, come dice anche Lily, “una ninfea non può vivere senza il suo stagno”.
✍🏻La scrittura di Sofia è raffinata, chiara e diretta e mi ha rapito il cuore. Ogni parola ti lascia incollato alle pagine e ti cattura, perché ogni singola frase è una finestra che si affaccia sull’animo dei personaggi. La scrittura di Sofia ti costringe a riflettere, a sentire le emozioni dei personaggi: l’impotenza e la rabbia di Lily, la disperazione e la vergogna di Art, l’inadeguatezza di Florence, il pentimento di Monet, la remissività di Anais.
Con “Wild Innocence”, Sofia ci accompagna in un viaggio caratterizzato da emozioni contrastanti, che si intrecciano con una realtà, a tratti, estremamente dolorosa, ma sempre autentica. Sofia ha il potere di mostrarci l’amore come una forza capace di cambiare, spezzare, distruggere e guarire e come tutti i suoi personaggi vivono nelle loro fragilità e debolezze, nei silenzi che gridano e nei gesti che dicono più di mille parole.
Sofia affronta temi profondi con grande semplicità e naturalezza. Innanzitutto, troviamo la ricerca di appartenenza. Artyom si sente finalmente accettato solo quando si unisce ai Debois, ma resta comunque sempre un’anima aliena e alienata. Per sopravvivere al dolore e ai ricordi, ha dovuto seppellire il suo passato, cercando un nuovo inizio, dopo aver perso tutto, soprattutto sé stesso. Infatti, è incapace di vedersi come un uomo degno di rispetto, ma l’arrivo di Monet nella sua vita rappresenta un appiglio a cui aggrapparsi con tutte le forze, un punto di riferimento che lo aiuta a riconoscere il suo valore.
Monet non gli chiede di essere diverso, non gli chiede di dimostrare nulla: il passato di Artyom è una presenza ingombrante, una voce che sussurra nelle ombre, ricordandogli ciò che ha subito e ciò che ha perso, eppure, con Monet accanto, quella voce si fa meno assordante. Ogni piccolo gesto, ogni parola di incoraggiamento, ogni attimo di silenzio condiviso lo avvicina all’idea che forse può essere amato per ciò che è, e non per quello che gli altri si aspettano che sia.
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Il secondo tema è la redenzione. Molte situazioni possono sembrarci un continuo ripetersi di eventi simili, ma sono le scelte che facciamo a determinare l’esito di tutto. Solo perdonandoci possiamo davvero crescere e aprirci agli altri. Artyom comprende che deve perdonarsi per aver sopportato troppo, per essersi incolpato ingiustamente, per aver taciuto troppo spesso, per essersi sempre messo in secondo piano e per essersi considerato sbagliato. Questo tema coinvolge anche Lily, soprattutto nel suo rapporto complesso con la figura paterna, che aveva sempre visto come autoritaria e ostile. Alla fine, si renderà conto che suo padre Monet voleva solo il suo bene, anche se non riusciva a dimostrarlo. Lily dovrà fare i conti con il rimpianto per non aver trascorso più tempo con lui, per non aver condiviso momenti importanti in sua compagnia, per non aver riconosciuto quanto sacrificio ci fosse dietro le sue decisioni. Il perdono che Lily si concede non è solo rivolto a suo padre, ma anche a sé stessa, perché solo così può finalmente accettare l’amore del padre, seppur imperfetto.
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Il terzo tema è la libertà. Inizialmente, Art e Lily non possono amarsi liberamente, non possono seguire i loro desideri né possono sempre ascoltare la voce del loro cuore, senza doversi confrontare con le aspettative degli altri, in particolare quelle delle persone a cui vogliono bene. Spesso ci sentiamo intrappolati nelle aspettative altrui, e per paura di deluderli, sacrifichiamo la nostra felicità. In realtà, nessuno può vivere al posto nostro. Amare non deve essere un dovere, ma una scelta consapevole, così come lo è scegliere qualcosa, o qualcuno, che ci fa stare bene, anche se questa decisione può deludere o ferire chi ci sta accanto, perché l’amore vero non può nascere da una gabbia. Seguire il nostro cuore richiede grande coraggio, un coraggio che non manca a Lily, ma che spesso vacilla in Art, semplicemente perché non si ritiene degno di meritare e di provare amore. Vivere una vita che appartiene agli altri è la più grande forma di sofferenza: Artyom non rinnega ciò che Monet ha fatto per lui, ma al tempo stesso non può ignorare quanto quella promessa gli stia costando la libertà e la felicità personale. Il suo desiderio di non deludere Monet, di onorare un debito che sente di avere nei suoi confronti, lo spinge a sacrificare la propria felicità per un senso di responsabilità che lo consuma: Art sa di essere libero, ma può gustare quella libertà a piccole dosi, per paura di perderla completamente; ma, riesce a trovarla nei momenti segreti e proibiti con Lily, perché lei lo rende libero di cadere, di rialzarsi, di piangere, di ridere e di lasciarsi andare ed essere sé stesso perché nessuno può giudicarlo, perché non è Art a essere sbagliato ma lo è il mondo a cui è stato destinato. Art si sente libero anche quando scrive: può continuare a proteggere il suo vero io, ma allo stesso tempo può esprimere liberamente le sue emozioni e i suoi pensieri, che altrimenti resterebbero sepolti nel suo cuore.
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Il quarto tema è il dolore del passato. Artyom è la rappresentazione di questa sofferenza, a tal punto che il suo dolore e il suo grido di aiuto ti entrano dentro e ti rendono impotente, vorresti fare di tutto per salvarlo dai suoi incubi e dalle sue paure. Il buio che continua a perseguitarlo, non importa quanto Artyom cerchi la pace, viene colorato da Lily: l’unica voce in grado di calmare Art, l’unica carezza confortante, l’unico appiglio nella tempesta che è la sua vita, l’unico silenzio di pace in una vita di rumori assordanti.
Artyom crede di essere il suo passato, crede di essere ormai contaminato da esso e, non a caso, afferma “Godo nella vergogna. Godo nello schifo della mia anima storpia” dimostrando che ormai il dolore si è impossessato di lui. La sua vergogna è il suo rifugio e la sua anima è “storpia” non solo perché è ferita e rotta, ma perché si è ormai adattata alla sua sofferenza e non c’è modo per Art di vedersi al di fuori di un essere irrecuperabile.
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Indubbiamente, c’è il tema dell’amore. In “Wild Innocence”, l’amore viene presentato nelle sue sfumature più delicate e profonde, fino a sbocciare (come una ninfea) nell’amore vero. Lily non appare solo delicata e pura agli occhi di Art, ma anche come qualcosa da proteggere e rispettare, sebbene gli susciti una passione viscerale e carnale.
Art dice: “Non hai spine, Water Lily”, perché la ninfea è una pianta priva di spine, proprio come Lily, che non costruisce mai difese o barriere. È questa stessa mancanza di spine che la rende vulnerabile, ed è proprio per questo che, pur lottando “come una selvaggia”, riesce a resistere e combattere, anche quando è allo stremo delle sue forze, anche quando Art mette a dura prova le sue certezze e la ferisce, anche quando deve fare i conti con le sue illusioni che si frantumano in mille pezzi. Lily non vuole cambiare Art, ma vuole capirlo e mostrargli con i suoi occhi la splendida persona che è. Il desiderio di Lily è che Art smetta di essere prigioniero delle sue paure, dei suoi sensi di colpa, delle aspettative degli altri e che si lasci andare a questo amore che li unisce e li divora.
Lily lo ama per ciò che è, ed è disposta a lottare per entrambi, ma sa che, se Art non trova il coraggio di liberarsi dalle catene che lo trattengono, l’amore che li lega non potrà salvarli.
Lily non vuole che rimanga ancorato a un passato che lo rende infelice o agli obblighi familiari che lo opprimono, ma desidera solo che Art scelga di vivere una vita insieme a lei, dove non ci sono responsabilità nascoste o futuri imposti, ma solo la libertà di scegliere, giorno dopo giorno, come affrontare insieme il mondo.
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Troviamo anche il rapporto con la famiglia, in particolar modo con la figura paterna. Lily e il padre hanno da sempre avuto un rapporto burrascoso:
Lily ama incondizionatamente suo padre, ma riconosce anche l’importanza dei suoi desideri e delle sue aspirazioni; ama la sua terra e le sue piante ed è pronta a rischiare e a fare di tutto per ottenere la gestione completa della tenuta, ma i suoi obblighi come donna sono ben altri. La vita che la sua famiglia ha dipinto per lei, una vita facile a Parigi in cui è protetta e distante dalle sue radici, le sta stretta ed è pronta a rinunciarvi perché è totalmente priva di sostanza.
Lily percepisce suo padre come una figura autoritaria, legata a valori conservatori, che la limita nelle sue scelte e nei suoi sogni; mentre Monet non riesce a vederla come una figura indipendente e determinata, anche a causa del suo carattere molto ribelle e della sua giovane età. L’opposizione di Lily alle volontà del padre contribuisce ad allontanarsi ancora di più, sebbene sia proprio suo padre a darle l’insegnamento più importante: “Sempre non è mai per sempre”, perché le cose non sono mai davvero stabili o definitive, siamo noi a decidere e a stabilire la durata di qualcosa e non bisogna mai dare nulla per scontato. Alla fine, Monet le apre le porte verso il suo futuro, è pronto a lasciarla andare e a riconoscere il suo posto nel mondo.
La crescita di Lily emerge anche dalla consapevolezza che le parole non dette e gli abbracci non dati sono la magra consolazione che ci resta quando una persona che amiamo se ne va.
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La storia di Art e Lily è la storia di un amore coraggioso, travolgente e autentico. È una storia che ti entra dentro e ti lascia con l’amaro in bocca perché non si è mai davvero pronti a lasciar andare i suoi protagonisti. Quindi, grazie Sofia per averci insegnato quanto sia importante abbracciare le nostre imperfezioni e fragilità, senza temere il giudizio altrui o la sensazione di non essere abbastanza; grazie per averci mostrato che perdonare non significa dimenticare, ma semplicemente liberarsi dal peso del dolore; grazie per averci ricordato che anche l’amore, nelle sue forme più imperfette, è sempre un atto di grande coraggio. Ma soprattutto, grazie per averci insegnato a essere sempre sinceri con noi stessi, a cercare la nostra libertà e a lottare per essa con le unghie e con i denti, prendendo scelte consapevoli e che ci rendono felici! ❤️