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Madreselva

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C’è un paese remoto, circondato da un bosco e arroccato sul fianco di una montagna sacra. Gli abitanti vivono un’esistenza letargica ed emarginata, un non-tempo scandito dal moto crudele e indifferente della natura. Bosco e montagna come madre, abitanti e paese come figli ripudiati.

I racconti di Madreselva affrontano una realtà grezza, mistica, cavernosa. I personaggi sono pastori, itineranti, uomini di fede, di superstizione. Un’alternanza di figure ctonie e miserabili che agiscono in un sottobosco legato a culti agresti e primordiali: il rito della transumanza, la venerazione delle radici, degli alberi cavi, delle croste di muschio, del grasso viscerale.

Dopo Il libro nero della fame, Gerardo Spirito torna a raccontare un Sud Italia antico e popolare con una scrittura che ricorda il canto orale, in una dimensione mistica e selvatica.

432 pages, Paperback

Published January 31, 2025

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Gerardo Spirito

8 books5 followers

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5 stars
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Displaying 1 - 10 of 10 reviews
Profile Image for Lucio.
Author 20 books80 followers
May 2, 2025
Se “Il Libro Nero della Fame” aveva l’immobilità di un presepe, una Natività nichilista fatta di fango, stracci, malattia e miseria, in “Madreselva” il presepe si anima, i frammenti si aggregano in storie pienamente formate, pellegrinaggi di personaggi ridotti a scheletri umani che arrancano verso una salvezza che coincide con l’abisso.

Tra sibille necromanti, reiette, culti sacrificali, sparizioni e omicidi seriali, Gerardo Spirito ci ripropone la sua commedia umana in sette novelette dal passo mitico e dall’atmosfera infernale, magnificamente drammatizzate.

Il suo stile di scrittura, che restituisce una realtà scarna e arida, fatta degli stessi dettagli che si ripetono in ritmi ossessivi, resta uno dei più personali ed espressivi della scena fantastica italiana contemporanea; ma se negli scorci senza scopo del “Libro Nero” scorreva fluido e denso come petrolio, qui entra in attrito con la spinta della narrazione, frustrandola, costringendo il lettore a concentrarsi su dettagli secondari per lo sviluppo della vicenda, imponendogli lo sforzo costante di non perdere il filo.

Ne esce una dialettica disperata tra una ricerca di senso e la sua assenza, sette storie che rischiano, a ogni riga, di dissiparsi come miraggi.
Profile Image for Sara Booklover.
1,029 reviews892 followers
August 3, 2025
Una raccolta di racconti ambientati in un imprecisato passato in paesini montani del sud Italia. Sono racconti cupi, che attingono al folklore antico locale, storie di miseria, ignoranza, superstizione. Lo stille narrativo dell’autore è molto vivido, immersivo, descrive benissimo scorci di natura ostile, povertà e disagi della vita rurale. Nonostante le storie narrate siano tristi e desolanti, e ognuna di esse nasconda orrori ed insidie, il suo stile suggestivo tiene incollati alle pagine. È come leggere fiabe antiche, crudeli e oscure, ma con uno stile più fruibile, coinvolgente e magnetico rispetto alle fiabe antiche classiche. Ne sono rimasta conquistata.

1. Pianto antico: 4,5★
2. La povera errante: 5★
3. Il racconto della montagna nera: 2,5★
4. Opera bestiale: 4★
5. Il racconto della caverna: 4★
6. La canzone delle radici: 3★
7. Le malerbe: 4★
Profile Image for Anna Maria D'Ambrosio.
292 reviews33 followers
May 1, 2025
«Viviamo nei posti che appartenevano ai morti. Le case che abitavano, i campi che curavano, le strade che attraversavano. Possediamo le cose che appartenevano a loro. Usiamo le cose che usavano loro. I posti dei vivi sono i posti dei morti.»

Leggere Madreselva è entrare in un mondo, in un’ecosistema ben definito: un paesino, una montagna che svetta e un bosco attorno. Potrebbe sembrare un luogo ameno, se non fosse che la penna è quella di Spirito, che ci ha già abituati con “Il libro nero della fame”. L’aria che si respira è quella dei miasmi infernali (ci sono alcuni elementi che proprio mi hanno portato alla mente dei particolari cerchi danteschi) e le persone che popolano questo posto sono disperate, avvolte da una bruttura che è spesso non solo esteriore.

Spirito confeziona un ibrido tra raccolta di racconti e romanzo corale, regalandoci immagini che fanno accapponare la pelle, che lacerano l’anima e tolgono la speranza di un futuro. Le storie sono anticipate da preghiere, e questo ci porta in una dimensione di culto, sebbene la religione nel paese del Nazareno sia qualcosa di corrotto, insano.

Non credo sia un libro per tutti, non solo per la carica di forte disperazione, ma anche perché la prosa di Spirito è difficile (e questo per me è un valore aggiunto). Suona come i canti antichi, tramandati oralmente, ha echi biblici e fortissimo legame con la terra, che è quella dell’entroterra campano.
Profile Image for Gabriele.
132 reviews5 followers
February 19, 2025
4,5⭐️

“Lui è qui. Non è né lassù né laggiù. E’ ovunque intorno a noi. Viviamo nei posti che appartenevano ai morti. Le case che abitavano, i campi che curavano, le strade che attraversavano. Possediamo le cose che appartenevano a loro. Usiamo le cose che usavano loro. I posti dei vivi sono i posti dei morti.”

Madreselva è una raccolta di racconti impregnati di mistico, religione, dicerie popolari, dove la tradizione e la superstizione la fanno da padroni.
Sono presenti sette storie, tutte ambientate nello stesso paese e dintorni. Un luogo che si trova ai piedi della montagna nera, che alcuni venerano/pregano, che altri maledicono, ma di cui tutti ne sono impauriti.

Ogni storia ha un suo perché ed un suo focus, un “obiettivo” che il/la protagonista deve raggiungere/compiere. Storie impregnate di dolore e difficoltà che la vita ti pone davanti, uno scoglio praticamente insormontabile da superare, con tanta sofferenza e la paura di una collera divina.
Penso che, nonostante l’epoca di cui il libro descrive, l’autore sia riuscito ad essere molto attuale in praticamente tutti gli argomenti trattati. Il radicalismo, di qualsiasi genere, non è mai buona cosa soprattutto quando è annidato così profondamente nel cuore degli uomini, e porta più tragedia che risoluzione. Sensi di colpa genitoriali, la povertà e la voglia di qualcosa di migliore e diverso. L’estetica che viene messa in primo piano, ed il brutto terrorizza, viene visto come maledizione. Tantissimi aspetti che fanno riflettere il lettore.

Un Folk-H0rr0r diverso dai soliti, terrificante ma per motivi diversi, ambientato al sud italia, scritto in modo impeccabile e superbo, si lascia leggere che è un piacere lasciandoti, il più delle volte, con l’amaro in bocca (nel senso positivo del termine). Episodi di vita e disgrazia che è come se fossero stati raccontati dai nostri stessi nonni.

Ne sono rimasto completamente soddisfatto, come già sospettavo, e lo consiglio a tutti gli amanti del genere.
1 review
May 19, 2025
Rispetto al "Libro nero della fame", precedente lavoro di Gerardo Spirito, l'orizzonte di Madreselva e delle sue storie di un'umanità ultima questa volta si allarga e si consolida, ma sempre nel segno della ricerca che il suo autore porta avanti ormai da diversi anni.

Il tempo sparisce, così come spariscono la speranza e i buoni sentimenti in un mondo ancestrale che - rispetto ai personaggi - rimane ostile e matrigno, in modi che nemmeno i fratelli Grimm furono capaci di ideare.

Oltre all'estrema cura nell'utilizzare un linguaggio che riporti a un senso dell'antico e del solenne (che è raro nella letteratura fantastica odierna), i punti più solidi del libro sono la sua struttura - che richiama quasi a un testo di preghiere pagane - e le sue atmosfere, che insieme alle narrazioni intrecciate creano per affioramento quest'incredibile antropologia spirituale di un Meridione d'Italia indagato fino a scoprirne la natura archetipale e primigenia.

Per chi cerca intrattenimento puro, può risultare un testo impegnativo. Per chi cerca un'epifania personale, tuttavia, è un testo irrinunciabile.
Profile Image for Francesca.
1,973 reviews158 followers
April 30, 2025
Nei suoi articolati racconti emerge uno stile vivido ed evocativo che racconta di un tempo (forse) ancestrale, dove coabitano umani e creature oscure, natura e un persistente senso di pagana oscurità.

Nelle pagine tornano elementi e dettagli come una litania esasperante, che costringono il lettore a porre particolare attenzione alla lettura.

Un folk horror che sradica il mito della buona terra, per lasciar affiorare tutta l’ombra, l’ossessione, il lato bestiale dell’essere umano – che pure nel viso e nel corpo è deturpato da pustole, piaghe, brutture.

Una scrittura precisa, chirurgica e magistrale che avvolge in un vischioso manto di caligine interiore, senza posa fino all’ultima pagina – e forse oltre, negli incubi sepolti nell’inconscio.
Profile Image for Giuliasag.
142 reviews
March 11, 2025
Torniamo sulla stessa montagna, negli stessi boschi, per essere sepolti dalla disperazione e dal fango.
Author 30 books10 followers
February 17, 2025
Gerardo Spirito, MADRESELVA, Moscabianca edizioni

Quando andavo alle elementari, un'era fa, andava di moda il "mito" della civiltà contadina, quando si stava meglio a contatto con la natura, seguendo il ritmo delle stagioni, con ritmi più umani. "Madreselva" in questo senso è un libro essenziale, per quanto duro. Più duro degli horror più estremi, perché qui non c'è nessun indulgere in operazioni estetiche fini a sè stesse. Non c'è nessuno strizzare l'occhio al divertimento, su questo è meglio essere chiari: la lettura è appagante, ma impegnativa e raramente il lettore andrà incontro a una soddisfazione consolatoria. Chi cerca leggerezza, non legga Madreselva. Non lo legga chi cerchi godimento estetico. lo legga chi vuole essere messo alla prova, chi vuole inoltrarsi in pagine fitte di descrizioni di territori freddi e fangosi, sempre ostili, ricche di personaggi che si sforzano, si arrabattano, raramente si accontentano. Ricerche perpetue, faticosissime, senza riposo e speranza. Dopo una giornata con le mani nel fango gelato, non si torna in una casa accogliente, con un fuoco scoppiettante e una pentola di brodo caldo: sarà un tugurio tarlato, fuligginoso, con sentori di decomposizione e zuppa rancida. L'aria aperta è sempre umida, oppure carica di fuliggine, minacciosa. I rapporti sono complessi, fatti di silenzi e sguardi che non parlano. I sentimenti non si rivelano, non si esternano, se non quando è troppo tardi. Gli obblighi famigliari, i legami di sangue, non svaniscono, ma non se ne comprende la radice profonda. Questo si rispecchia nei corpi, sempre coperti, o scoperti solo per mostrare piaghe, e nei visi, solcati da rughe, tagli, verruche. Un mondo duro su cui domina incontrastata la montagna: ostile, silenziosa, ma comunque da pregare, perché potrebbe vendicarsi anche sugli innocenti. Davanti lei, dietro il paese che langue, intriso di un male mai spiegato che prende i campi, le cose, le persone.
Racconti che si svolgono come un romanzo, fitta è la rete dei rimandi, personaggi che tornano come fantasmi, ma soprattutto ambienti che entrano nelle vite, le complicano, determinano cambiamenti repentini e mai appaganti.
lo stile è spezzato, fatto di frasi coincise eppure semanticamente ricche, date le scelte lessicali ricercate, precise e mai scontate. lo stile di Gerardo Spirito è riconoscibilissimo, come quello di un Saramago, Un McCarthy o un Fager.
Meritano una menzione speciale i racconti che indagano I rapporti fra padre e figli, rapporti di forza e dipendenza, sempre sofferti e mai lineari: Pianto antico, Il racconto della caverna, La canzone delle radici. I più emblematici: Opera bestiale, dove è un padre a dover fare i conti col suo senso di colpa, e La povera errante, compendio sulle miserie e le crudeltà umane.
Profile Image for Andrea Bosisio.
28 reviews
July 8, 2025
Dell'autore ho letto sia questo sia Il libro nero della fame. Devo dire che, sebbene anche questo sia una buona antologia, ricordo come migliore la precedente. Ho apprezzato al solito l'ambientazione e la capacità descrittiva, come anche il tentativo di creare un microcosmo con rimandi interni sia a livello di personaggi che di paesaggio. Alcuni passi sono davvero memorabili (l'eremo e le vicende ad esso legate, ad esempio). Il difetto che mi pare di riscontrare sta però proprio in questa stessa scelta di rimandi e richiami: la ripetizione di elenchi e descrizioni spesso molto simili se non identici, come anche quella di situazioni (il muoversi dei personaggi nei villaggi con rassegna di elementi e individui) rendono alcuni passaggi ridondanti e i racconti un po' ne perdono, alla lunga. Ciò detto, aspetto con impazienza che il nostro magari si lanci in un romanzo che dia maggiore respiro al suo universo narrativo.
Profile Image for Tiziana.
242 reviews38 followers
June 22, 2025
Se i luoghi liminali fossero rurali, sarebbero Madreselva di Gerardo Spirito. Senza se e senza ma.

Qualche tempo fa vi ho parlato de Il libro nero della fame, sempre di Gerardo Spirito, sempre edito Moscabianca, e quindi non fare confronti è molto difficile. Li farò.

Madreselva, come l’altro libro, lo inquadrerei nel folk horror nostrano.
Siamo in un sud non meglio identificato, in un’epoca non meglio identificata, e ogni racconto ci fa scoprire un pochino di più di un’ambientazione ostile, dura, e insieme onirica.
Perché nel reame di Madreselva ci sono un sacco di sofferenze mondane e molto terrene, ma c’è anche una voce che sussurra nel vento e che suggerisce che potrebbe esserci dell’altro.
Qualcosa che non puoi sempre toccare, ma che incombe giusto fuori dalla tua visuale e puoi quasi sentire.
Per alcuni questo qualcosa è Dio. Per altri è lo spirito della montagna che veglia da generazioni su un paesino.

Da persona nata e cresciuta al sud, posso dire che questa cosa mi piace molto.
Questo andare a scavare sotto la superficie di mare, sole e pizza per trovare delle radici che sono sempre un po’ divise tra sacro e profano, tra luce e ombra – ha il suo perché, non solo nelle opere di fiction.
Siamo una terra strana, che non conosce le mezze misure.

Sono 7 racconti, mi pare, con in mezzo qualche preghierina – alcuni dei quali hanno rimandi a racconti precedenti, quindi consiglierei di leggere questo libro in ordine, e devo dire che in tutta sincerità Madreselva mi è piaciuto di più rispetto al Libro nero della fame.
Il testo è stato asciugato lì dove doveva essere asciugato ed è diventato più preciso, più tagliente, più immediato – senza però perdere la prosa di Spirito, che è molto particolare e molto bella, e lo caratterizza nell’ambiente folk horror (e non solo)

Come ne Il libro nero della fame, non aspettatevi che l’horror sia quello del mostro della palude, non lo è. È un orrore umano, un orrore di miserie umane che ogni tanto incontrano qualcosa di strano.
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