Dodici brevi scritti che sembrano saltellare dall’uno all’altro, ma che vanno in una direzione unica. Leggeri, non privi di humour, spietati e accattivanti, si muovono alla ricerca di ciò che una volta si sarebbe chiamata verità e ci stimolano a porci domande essenziali su chi siamo e da dove possiamo iniziare a cercarci, offrendo così un prezioso aiuto per limitare i rischi di un falso pensare, quello che si paga con la perdita di tempo o con l’autoinganno.
René Daumal was a French spiritual surrealist writer and poet. He was born in Boulzicourt, Ardennes, France.
In his late teens his avant-garde poetry was published in France's leading journals, and in his early twenties, although courted by André Breton co-founded, as a counter to Surrealism and Dada, a literary journal, Le Grand Jeu with three friends, collectively known as the Simplists, including poet Roger Gilbert-Lecomte. He is known best in the U.S. for two novels A Night of Serious Drinking and the allegorical novel Mount Analogue: A Novel of Symbolically Authentic Non-Euclidean Adventures in Mountain Climbing both based upon his friendship with Alexander de Salzmann, a pupil of G. I. Gurdjieff.
Daumal was self-taught in the Sanskrit language and translated some of the Tripitaka Buddhist canon into the French language, as well as translating the literature of the Japanese Zen scholar D.T. Suzuki into French.
He married Vera Milanova, the former wife of the poet Hendrik Kramer; after Daumal's death, she married the landscape architect Russell Page.
Daumal's sudden and premature death of tuberculosis on 21 May 1944 in Paris may have been hastened by youthful experiments with drugs and psychoactive chemicals, including carbon tetrachloride. He died leaving his novel Mount Analogue unfinished, having worked on it until the day of his death.
The motion picture The Holy Mountain by Alejandro Jodorowsky is based largely on Daumal's Mount Analogue.
William Walsh, an English poet, was a personal friend of Daumal and performed a radio presentation of Mount Analogue later in his life.
« Della testa in cui sono entrato, tenterò di descrivervi quello che percepisco. C'è una parte piuttosto molle, forata da orifizi per mezzo dei quali posso vedere, sentire, odorare, gustare, inghiottire e che chiamo faccia o davanti, e una parte piuttosto dura, senza orifizi, che non vede, non sente, non odora, non gusta e che chiamo cranio o dietro. Perché questi nomi? Semplicemente perché li leggo qui su delle etichette, poiché, tra la faccia e il cranio, tutto è pieno di etichette e vi posso leggere la denominazione di tutte le cose percepibili. Secondo i cartellini che ci sono qui, in mezzo alla testa, tutto questo macchinario serve a pensare. Infatti può pensare. Ma pensare a che cosa? Non è lei che lo decide. Chi decide dunque? Io? Chi, io? Imprigionato qui dentro, sento la mia pelle della mia faccia, coi miei occhi, le mie orecchie, le mie narici, la mia bocca, che fa una smorfia, la mia smorfia.».
“Le catene ai nostri piedi, numerose, i nostri centri di egoismo, sono i nostri animali, nello stato anarchico in cui non regna l’Uomo. Prima di tutto bisogna strappare con violenza i loro sguardi alla contemplazione di se stessi, e indirizzarli tutti verso la sommità del cranio dell’uomo, ed è doloroso. L’egoismo del ventre viene spezzato dalla sofferenza fisica; l’egoismo del cuore dalle ferite alla vanità e all’orgoglio e l’egoismo del cervello dalla quadratura del cerchio.”