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L'Uomo e i Suoi Simboli

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C.G. Jung

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Carl Gustav Jung (/jʊŋ/; German: [ˈkarl ˈɡʊstaf jʊŋ]), often referred to as C. G. Jung, was a Swiss psychiatrist and psychotherapist who founded analytical psychology. Jung proposed and developed the concepts of extraversion and introversion; archetypes, and the collective unconscious. His work has been influential in psychiatry and in the study of religion, philosophy, archeology, anthropology, literature, and related fields. He was a prolific writer, many of whose works were not published until after his death.

The central concept of analytical psychology is individuation—the psychological process of integrating the opposites, including the conscious with the unconscious, while still maintaining their relative autonomy. Jung considered individuation to be the central process of human development.

Jung created some of the best known psychological concepts, including the archetype, the collective unconscious, the complex, and synchronicity. The Myers-Briggs Type Indicator (MBTI), a popular psychometric instrument, has been developed from Jung's theory of psychological types.

Though he was a practising clinician and considered himself to be a scientist, much of his life's work was spent exploring tangential areas such as Eastern and Western philosophy, alchemy, astrology, and sociology, as well as literature and the arts. Jung's interest in philosophy and the occult led many to view him as a mystic, although his ambition was to be seen as a man of science. His influence on popular psychology, the "psychologization of religion", spirituality and the New Age movement has been immense.

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April 19, 2026
Questo è l'ultimo libro scritto da Jung, concluso pochi giorni prima della sua morte a 87 anni. È un libro rivolto al grande pubblico dei lettori comuni, e rappresenta un compendio della psicologia analitica di Jung, un approccio psicoterapico che mira all'integrazione degli aspetti consci e inconsci della personalità per raggiungere l'equilibrio psichico e realizzare il processo di individuazione. Fondamentale in questo percorso è l'analisi dei sogni e dei simboli che essi veicolano, in particolare degli archetipi, cioè di quei simboli che appartengono all' inconscio collettivo e che costituiscono l'eredità psicologica del genere umano. L' opera si compone di 5 parti, di cui la prima scritta da Jung e le altre 4 dai suoi più stretti collaboratori sotto la sua supervisione.

Jung ci spiega che la coscienza riflessiva, cioè la parte auto cosciente della psiche, l'Io, è un prodotto dell'evoluzione, cioè una forma psichica di recentissima acquisizione che l'uomo ha sviluppato nel lungo processo che ha portato alla civiltà. Durante questo processo di civilizzazione l'uomo ha imparato, grazie alla coscienza riflessiva appunto, a controllarsi cioè a governare e reprimere i propri istinti attraverso la razionalizzazione e il discernimento.
Questi istinti di fondo, man mano allontanati dal campo della coscienza, continuano a esistere e a far parte dell'inconscio (ombra) e si esprimono attraverso i sogni la cui funzione è quindi compensatoria, cioè tesa a restaurare l'equilibrio psichico tra conscio e inconscio evitando la dissociazione nevrotica che una vita troppo artificiale cioè frutto di adattamento alle numerose regole sociali, comporta.

L'inconscio è un fenomeno naturale e ha una funzione simbolizzatrice, cioè crea simboli carichi di significato che ci comunica attraverso i sogni. I simboli onirici sono quindi i principali portatori di informazioni dalla psiche inconscia a quella conscia, e la loro interpretazione arricchisce la coscienza. I simboli sono per definizione quelle immagini che implicano qualcosa che va oltre il proprio significato ovvio e che non si può mai conoscere completamente.

C'è un inconscio individuale e un inconscio collettivo. Il primo è il deposito del proprio passato soggettivo, cioè di contenuti scivolati nell'oblio (dimenticati o rimossi) o mai registrati dalla coscienza (perché percepiti dai sensi in assenza di attenzione, o non elaborati), di contenuti quindi che derivano dalla nostra esperienza e si esprime attraverso simboli individuali
Il secondo è una fonte collettiva di materiale nuovo e di stimoli creativi e si esprime attraverso gli archetipi.

Gli archetipi o simboli collettivi sono, al pari degli istinti, innati ed ereditari, e consistono in "immagini collettive", cioè comuni a tutti e indipendenti dall'esperienza del singolo. Non se ne conosce l'origine, si tratta di residui arcaici, primordiali; sono motivi di fondo, modelli di pensiero collettivi della mente umana, che si presentano spontaneamente alla coscienza senza essere stati appresi e che si riproducono in ogni tempo e in qualunque parte del mondo trovando rappresentazioni (varie, ma riconducibili al tema comune) nelle varie tradizioni religiose o mitologie. Un esempio è il motivo dei fratelli nemici o dell'eroe. Gli archetipi hanno una loro autonomia e ci influenzano a livello inconscio. Consciamente possiamo anche ignorarli ma inconsciamente rispondiamo a tali simboli.

Jung ci mette in guardia dal pericolo di un' Ombra non riconosciuta e non integrata che rischia di ritorcersi contro di noi, a livello individuale come collettivo e globale (riferimento alla Cortina di Ferro e alla simbolica linea di divisione tra Occidente/Bene/Diritti umani e Oriente/Male/ Volontà di potenza). Jung insiste su questo: sulla necessità di riconoscere l'importanza dei simboli, naturali (archetipici ) e culturali, e di non dichiararne l'irrilevanza sulla base del razionalismo. Perché l'energia psichica associata ai simboli, quando questi vengono distrutti, si sposta in zone sotterranee dell'inconscio dando luogo a conseguenze imprevedibili (v. II Guerra mondiale).
Jung contesta fortemente il razionalismo moderno come una forma di ignoranza che rinforza l'assurdo convincimento di aver conquistato la natura, quando, ci fa notare, l'uomo non è in grado di gestire nemmeno la propria pulsione (naturale) a prevaricare.
Ebbene sì, Jung ci dice che Dio ci parla attraverso i sogni, che ha sempre parlato agli uomini attraverso sogni e visioni, perlomeno a quegli uomini capaci di inchinarsi di fronte alla legge divina e capaci di riconoscere e comprendere i simboli.
Il suo è un appello a superare il pregiudizio moderno verso l'inconscio ( liquidato come cosa senza senso e senza valore) e approfondire l'indagine scientifica su un fenomeno naturale che è quello dell'inconscio e del simbolismo individuale e collettivo.
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