Costanza è una scrittrice inquieta. Emma, sua figlia, è una lettrice appassionata. Costanza desidera scrivere il romanzo perfetto, per non essere dimenticata. Emma reclama il suo diritto a una vita «normale», con una famiglia, senza ambizioni artistiche. Le loro esistenze sembrano viaggiare in direzioni opposte, fino a quel giorno, a quel biglietto con scritto «Perdonami, se puoi», a quel volo dal balcone. Costanza si salva, per miracolo; Emma rischia di perdersi nel gorgo dei sensi di colpa e delle domande. L’unico appiglio per venire a patti con il gesto sconsiderato di sua madre sembra essere un libro, che proprio lei le ha regalato anni Una donna, di Sibilla Aleramo. Era un presagio, una richiesta di aiuto, la chiave del mistero di un’anima? Il fatto è che ripercorrendo i giorni, gli amori e le opere della scrittrice, Emma scopre incredibili connessioni tra i due destini, al punto che pagina dopo pagina la vita di Sibilla e quella di sua madre sembrano sovrapporsi fino a confondersi. Tra quelle righe Emma e Costanza potranno tentare di ritrovarsi, di riannodare i fili della propria storia nel punto esatto dove tutto sembrava finito, per poter ricominciare. Attraverso gli anni e attraverso i libri, una storia su come si diventa madre e figlia, scambiandosi i ruoli, ricomponendo i frammenti. Su come si scopre che dalla vita non si guarisce mai, ma si può sempre lottare, contro ogni della società, delle relazioni, del cuore. Un romanzo ribelle, doloroso e fiammeggiante come le storie delle donne che non si piegano.
Romanzo presentato durante la rassegna Libri fuori, pagine e carrugi, ottobre 2025. Due storie speculari che si intrecciano, quella vera della scrittrice Sibilla Aleramo e quella fittizia di Costanza ed Emma, madre e figlia dal rapporto burrascoso ma insostituibile. I libri e la vicenda umana di Sibilla, il rapporto viscerale con la scrittura, la violenza da parte di una società che non accetta la libertà femminile fanno da contrappunto a una storia contemporanea i cui rimandi si fanno via via più fitti. Un'occasione per conoscere o ritrovare una scrittrice del novecento italiano ingiustamente poco valorizzata.