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Lidia ha ventitré anni, un’audizione importante da affrontare e tante notti quelle passate davanti allo specchio a guardarsi senza riconoscersi. È una delle violoncelliste più talentuose del conservatorio di Palermo, ma da qualche tempo si sente dentro un corpo sbagliato. Eppure quella è la Lidia che i suoi genitori hanno cresciuto e che Dalila ama. Dalila che sembra la principessa delle fate, la sua fidanzata pianista, con cui affronterà la prova che potrebbe portarle a Berlino. Forse. Perché quando si presenta un’altra occasione, quella di intraprendere un percorso di transizione, anche il più grande dei sogni di carriera sembra impallidire di fronte alla speranza di potersi sentire finalmente se stessi. A diversi chilometri di distanza, a Praga, Leo vive tra stanze di motel e locali notturni, trascinando dietro di sé un senso di solitudine e sconfitta, fino a una sera particolarmente disperata in cui incontra Selene, una drag queen salvifica e fatale, duplice come l’anima della città in cui abitano. Mentre le loro vite in bilico si intrecciano, Leo arriverà a chiedersi se lo abbia aiutato solo per portarlo con più certezza alla rovina. Nei pieni e nei vuoti delle storie di Lidia e Leo, che si rispecchiano e si rincorrono attraverso gli anni e le distanze, Martino Giordano inietta una mistura potente di ferocia, miseria, pietà e indulgenza. Il suo romanzo d’esordio scava in profondità, esplorando la geografia di due città piene di contrasti e invase dalla musica, in cui va in scena una lotta quella contro se stessi.

247 pages, Kindle Edition

Published February 21, 2025

11 people want to read

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Martino Giordano

3 books1 follower

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Displaying 1 - 2 of 2 reviews
Profile Image for Ignazio Rotolo.
32 reviews1 follower
August 24, 2025
Come iniziare?
Se mentre leggevo l’opera prima di Martino Giordano sentivo accavallarsi le parole per esprimere quello che mi suscitava, a fine lettura mi sento pieno e svuotato, come Leo, seduto in stazione in mezzo al via vai di storie, amori, legami, dolori. Tante “vite che scorrono vicinissime e parallele”.
Variazioni sul tema mi ha parlato al cuore e tenuto avvinghiato alle pagine, con un metronomo via via sempre più accelerato, da Lidia a Leo, sfiorando come seta le indefinibili vite di Dalila e Lucien, e Selene. Un montaggio alternato musicato da un torbido e meraviglioso intruglio fatto di amore, dolore, rilascia e lutto, destinato infine a incontrarsi.

Per andare avanti bisogna lasciarsi qualcosa alle spalle, recita questo semplificato estratto dalla terza legge di Newton. Ma è davvero possibile dimenticare? È davvero possibile decidere nettamente di lasciare se stessi, tutto e tutti alle spalle? O forse “quella dell'orizzonte era una linea immaginaria […] un vizio tutto umano, quello di vedere linee di confine dove non ci sono.

L’opera prima di Giordano è una storia che parla di identità, di prese di coscienza, della enorme ambiguità che può costituite scoprire in sé nuove vite e nuove versioni di se stesso e la brutale solitudine che ne deriva
Ma è anche la crepuscolare solitudine di Leo in una Praga tanto bella quanto insidiosa, la confusione di Lidia in una Palermo vivida, bella, contraddittoria e fatta di salsedine; ed è anche, infine, lo smarrimento e il dolore insondabile di Lucien e la paura della perdita di Dalila; l’ambizione, la passione vitale per la musica, le affinità elettive, l’amore, la morte.

Il dolore dei personaggi prende la solidità di quello fisico, nella fredda ed estetica concretezza dell’ossario di Sedlec; nel dolore di Leo, nella sua e nelle nostre solitudini.
Come affrontare tutto ciò è un operazione tutta personale, tutta concreta, certamente non sempre oggetto di finzione e drammatizzazione, ma forse Martino suggerisce bene.
Affrontarlo, non scappare, arrenderci un attimo, sedendoci, da soli, anche su una fredda panchina di pietra di una stazione, per osservare quel brulicante via vai di vite belle e dolorose, sentendoci palpitante parte di esso.
Profile Image for Valechan'90.
1 review1 follower
August 4, 2025
Un libro che, pur affrontando temi caldi e attuali come l'identità di genere, il corpo, la disforia e la solitudine, mi ha messo davvero alla prova: ho fatto molta fatica a portarlo a termine.
Il linguaggio è ridondante e il ritmo spesso lento e ripetitivo. Ho trovato i due protagonisti, Lidia e Leo, troppo simili: le loro voci risultano quasi intercambiabili, rendendo difficile, se non impossibile, sentirsi coinvolti emotivamente nelle loro vicende.

Inoltre, non ho riscontrato un vero e proprio sviluppo drammatico. Il romanzo sembra più interessato a mostrarsi profondo che a esserlo davvero.

Qualche nota positiva c’è: alcune descrizioni legate al disagio del corpo e al caos dell’identità sono intense e riuscite, così come certi passaggi dedicati alla musica.

Nel complesso, però, si tratta di un romanzo ambizioso ma confuso, che non riesce davvero a comunicare con chi legge.
Non lo consiglio a chi cerca una lettura coinvolgente.
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