Saggio e generoso, sovrano capace di riunire alla sua Tavola Rotonda i cavalieri più valorosi; guerriero (quasi) invincibile con la sua spada Excalibur; uccisore di mostri; una vita dedicata alla ricerca del Santo Graal. Tutti quanti conosciamo a grandi linee la leggenda di re Artù e le sue avventure, ma cosa succede se la prendiamo sul serio e proviamo a raccontarla come la biografia di un uomo realmente esistito? Cosa ci racconta del Medioevo questo grande mito? A partire dal XII secolo le imprese del glorioso re dei Britanni hanno continuamente ispirato le letterature di tutta Europa, facendo diventare Artù, nell'immaginario collettivo, il sovrano medievale per eccellenza. Dal concepimento in Cornovaglia, favorito dalla magia di Merlino, fino alla sua scomparsa sull'isola di Avalon, lo seguiremo nelle stanze del suo palazzo reale e sui campi di battaglia per meglio comprenderne la statura epica e tragica e cercare così di accostarci al vero mistero che lo quello, cioè, dell'immutato fascino della sua leggenda, che ancora oggi non cessa di essere fonte di ispirazione per scrittori e registi. Una fortuna costante, che ha effettivamente consacrato Artù 're in eterno'.
Io ho due grandissimi Roman Empire (storici, come il meme originale): la Caccia alle Streghe e la Leggenda di Re Artù. Conoscendomi, se le Streghe sono perfettamente in linea con me e la mia personalità, uno potrebbe chiedermi perché re Artù. La storia di un re? Con dei cavalieri? Che fanno tante guerre e avventure per determinare che sono i più forti, i più bravi, incredibili, più meravigliosi? Tutta la parabola/ propaganda cristiana intorno a queste leggende - io, nata in una famiglia atea per niente spirituale-? Ebbene, no. La leggenda più tradizionale di re Artù, quella prettamente di stampo medievale - non rimaneggiata nell'età contemporanea, per intenderci- non ci azzecca nulla con me. Ma io ci sono sotto da quando sono piccola. E' partito tutto quando andavo alle elementari, con qualche episodio di Guinevere Jones, poi a undici la svolta della mia vita: il libro Avalon High, dove la protagonista è la reincarnazione della Dama del Lago, e qui la mia passione per la magia legata all'acqua, per la Lady of Shallott di Tennyson e per la parte più fantasy del ciclo bretone. E poi c'è stata Merlin, una delle mie serie del cuore - così trash, ma che sa tantissimo di casa- dove la magia fa da padrona ( e c'è pure la caccia alle streghe!!!), ma ho sempre voluto qualcosa di più legato alla mia adorata Lady of the Lake. Ho cercato invano (Cursed mi ha fatto parecchio schifo) finché non ho letto Le Nebbie di Avalon, che mi hanno cambiato la vita. In tutta questa ricerca, però, mi sono tenuta lontana dal materiale originale, pensando che la vera leggenda - quella più cristiana, con più guerre e combattimenti- mi avrebbe annoiata a morte, nonostante abbia sempre sentito la mancanza di una conoscenza profonda su questo argomento che mi ha sempre affascinata tanto.
Tutto questo mega preambolo per arrivare alla lettura di questa sorta di biografia di Re Artù, scritta da Francesco Marzella che ho amato. Non solo ha catturato la mia attenzione dalla prima all'ultima pagina - penso che sia il primo saggio che io abbia letto di mia volontà dall'inizio alla fine-, mi ha interessato tantissimo; ho adorato le comparazioni delle diversi fonti letterarie, l'analisi di come il personaggio e le leggende sono cambiate sulla base di chi le ha rimaneggiate e in quale periodo storico, l'evoluzione dell'immagine di Re Artù... ho i brividi di euforia anche solo a scrivere di queste cose. Lo consiglio tantissimo per chi vuole avere un'infarinatura generale della storia di Re Artù, dopo aver consumato qualche media al riguardo, giusto per avere un quadro più completo senza dover leggere per forza l'opera di Geoffrey of Monmouth o di Robert de Boron o Chrétien.
Ho trovato interessantissimo vedere a quali fonti hanno attinto i prodotti di intrattenimento che amo su Artù! Non mi aspettavo che la BBC non avesse campato così per aria tutta la sua serie tv.
Bellissimo davvero! La creazione del mito attraverso i testi dell'epoca più appassionante di un bel po' delle sue avventure letterarie :D. Certo, il cinema e i cartoni animati e i telefilm rimangono decisamente appassionanti e bellissimi, nulla a che fare con i testi originali troppo intrisi di religione e misticismo e campanilismo.