Qual è la situazione della comunicazione scientifica in Italia? Da un lato, vi è un pubblico che esprime una forte domanda di informazione, che ha poi spesso difficoltà a gestire. Dall'altro, vi sono scienziati e istituzioni che non sempre si dimostrano in grado di comunicare con la società. Nel mezzo, un mercato in continua evoluzione in cui i giovani professionisti sono chiamati a cimentarsi con temi e media diversi. Il testo ripercorre le esperienze passate ed espone i trucchi del mestiere di chi fa comunicazione della scienza.
Silvia Bencivelli si laurea in medicina e chirurgia all'Università di Pisa nel 2002. Nel 2004 ottiene il Master in comunicazione della scienza alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste. Nel 2005 inizia a collaborare con il quotidiano scientifico di Rai Radio 3, Radio3 scienza, di cui diviene uno dei conduttori.
Nel 2010 è stata fra gli inviati della prima edizione di Cosmo – Siamo tutti una rete, trasmissione scientifica di Rai 3 di Gregorio Paolini, condotta da Barbara Serra. Da novembre 2011 a giugno 2013 ha collaborato con Presa diretta, di Riccardo Iacona e Francesca Barzini, su Rai 3.
Da ottobre 2014 a giugno 2016 ha lavorato con Rai Scuola, per Nautilus, condotto da Federico Taddia, e poi per Memex. Tra settembre 2016 e giugno 2017 è stata tra i conduttori di Tutta salute, in onda ogni mattina alle 11.00 su Rai 3.
Collabora con quotidiani e riviste, tra cui la Repubblica, D di Repubblica e il Venerdì, Le Scienze, Mente e cervello, Focus, Wired.
È docente di giornalismo scientifico al Master su "La scienza nella Pratica Giornalistica" dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza".
Vive a Roma e fa la giornalista scientifica freelance, e collabora da più di dieci anni con la Rai, radio e tv.
Rapido ed efficace. È una panoramica generale in tutti gli ambiti della faccenda, come giornalismo, musei, internet, radio e internet. È strutturato per essere consultato anche per singolo capitolo, e riesce a essere a dare dettagli molto pratici per ogni cosa, da cosa deve contenere un comunicato stampa a un piccolo capitolo sulla vita da freelance incluso il funzionamento di una partita iva.
Lo stile è agile, l'esposizione è chiara ed esauriente. Un modello di come comunicare argomenti complessi o inusuali senza cadere nel banale e nell'impreciso. Proprio quello che gli autori si prefiggono di condividere. In alcune parti si scivola, per me, nel troppo dettaglio, utile magari solo a una minoranza. Ma il bello di questo libro è che si può leggere senza rispettare la sequenza dei capitoli, come ho fatto io. Consiglio questo saggio a chi si occupa di scienza e tecnologia e deve scriverne. Sembra ovvio dirlo, ma è non è così usuale leggere relazioni tecniche, manuali, descrizioni di progetti, perfino libri scritti in buon italiano. Lo consiglio che a studenti che stanno valutando cosa fare nel futuro. Infine, lo raccomando caldamente anche ai lettori che non si accontentano, a coloro che vogliono sapere che cosa succede "dietro le quinte" della comunicazione scientifica. Le informazioni contenute in questo libro permettono di arricchire il proprio bagaglio di strumenti di valutazione nel campo della comunicazione scientifica e anche di apprezzare e godere maggiormente i dettagli e l'insieme di essa.
Essendo stato pubblicato nel 2013 non enfatizza l'importanza che negli ultimi anni il web e soprattutto i social network hanno acquisito per la comunicazione della scienza. Comunque dà un'ampia infarinatura su i vari ambiti della comunicazione della scienza partendo sempre dalla storia e arrivando ai consigli pratici. Ottimo per iniziare!
Un libro molto interessante che riesca a racchiudere le linee guida per la perfetta comunicazione scientifica: dal leggere all'applicare, in ogni caso, ne passa di roba!
Ho letto la versione aggiornata del 2025, che qui su goodreads non si trova.