In una città del Mediterraneo, nel luogo dove un tempo sorgeva un uliveto secolare, una lottizzazione selvaggia ha creato un quartiere residenziale, chiamato Getsemani: villette, prati all'inglese, qualche piscina, un centro commerciale e, ovviamente, una minuscola banca. Ed è proprio qui che inizia il romanzo: con un tentativo di rapina e una donna armata che tiene sotto tiro tre ostaggi, fuori, c'è la polizia pronta a intervenire. Ma se esiste un posto in cui l'apparenza non risponde mai alla realtà quello è Getsemani: la scena della rapina rappresenta infatti, emblematicamente, la "vocazione" del quartiere, dove tradire ed essere traditi è ormai la norma.
Letto a marzo. Devo dire che il modo in cui è raccontata la storia mi è piaciuto, anche se non è uno stile di ampio respiro. Non so se c'entra, ma a me ha ricordato le novelle per un anno di Pirandello. IN effetti i singoli capitoli potrebbero essere delle novelle a sé stanti se non fossero legati tra loro dalla trama. Uno scrittore che non conoscevo e un libro da cui non mi aspettavo molto, ma l'ho comprato a una bancarella a un prezzo irrisorio e tutto sommato mi è piaciuto. Ambientato in Sardegna, in una piccola città, anzi : un piccolo paese, anzi un quartiere di un piccolo paese popolato da personaggi che risultano un pò delle macchiette ma si legge velocemente ed è pure divertente e riesce a strappare anche qualche risatina. Mi ha fatto venire voglia di leggere altri libri di Abate.
Bah ... Il clima da girone dantesco della vita di un quartiere progettato per accogliere i nuovi ricchi o presunti tali e' eccessivo. La storia e' forzata. Il modo di scrivere sincopato e' irritante, oltre ad essere a tratti difficilmente comprensibile.