Quando Beth torna dal college per l’estate nella piccola cittadina di Queen’s Creek, in Arizona, non sa che la sua vita sta cambiare. Senza rendersi conto di come o perché, si ritrova a passare attraverso uno specchio e finisce in un mondo apparentemente simile al suo, ma non del tutto identico. Nella realtà al di là dello specchio, infatti, la madre di Beth, morta suicida anni prima, è viva e vegeta e le appare davanti canticchiando mentre si appresta a fare il bucato. Anche suo fratello maggiore, Joe, scomparso da mesi, si aggira per casa in tutta tranquillità e la sua sorellina più piccola, Amy, da tempo ricoverata in una clinica psichiatrica, sembra stare alla grande. Beth scopre che qualsiasi specchio diventa una porta, sotto le dita di chi, come lei, possiede il Dono. E che attraverso quella porta si può avere accesso a infinite possibilità. Infiniti mondi alternativi. Assieme al suo amico immaginario, Peter, e alla sua migliore amica, Charlie, Beth scoprirà la verità sulla sua famiglia e verrà coinvolta in un qualcosa che si rivelerà essere più grande di lei. Qualcosa che potrebbe mandare in frantumi la sua vita. Riuscirà a vegliare su coloro che ama e, allo stesso tempo, a fare la cosa giusta prima che sia troppo tardi?
Denise Aronica, classe 1991, coltiva la passione per i libri fin da bambina. Cresciuta tra fiabe, mondi magici e Piccoli brividi, a un certo punto ha sentito l’esigenza di creare delle storie tutte sue. Scrivere è il suo modo di evadere e sfogarsi, di esprimere quello che ha dentro. Quando è lontana dai libri, nutre la sua natura nerd e si diverte a guardare più serie TV di quante non riesca a seguirne.
"In ogni universo parallelo le cose sono differenti, le persone lo sono. Si tratta di una linea sottile."
Mi capita spesso quando leggo un libro che mi piace di finire a raccontarlo a mia madre. "Sai mamma, sto leggendo un libro davvero bello, parla di questi bambini speciali..." "Mamma, sto leggendo un libro bellissimo, parla di due ragazzi di nome Dante e Aristotele..." "Mà, ti devo raccontare di questo libro particolarissimo con protagonista una ricca famiglia che passa le estati in un'isola privata..."
Beh, ieri a cena non sono riuscita a trattenermi. "Mamma, sto leggendo il libro di Deni. Parla di fantasmi." "Uuuh, come Ghost Whisperer?" "Mh...non proprio. Parla anche di universi paralleli, realtà alternative che la protagonista può raggiungere." "Sembra interessante."
E lo è. La Linea Sottile di Denise Aronica è molto interessante. E' un susseguirsi rapido di eventi e rivelazioni. Una protagonista da un passato tragico e da un presente tutt'altro che roseo. Un dono che viene tramandato da generazioni. Un tenerissimo amico immaginario. Una storia d'amore tristemente impossibile. Un cliffhanger degno di un finale di stagione da serie televisiva.
E' un primo volume abbastanza breve, che non sazia tutte le curiosità e le domande del lettore. Ma affascina. Chi di noi non vorrebbe attraversare uno specchio e curiosare in un universo parallelo? Chi vi troveremmo? Saremmo sempre noi? O come dice il nonno di Beth, troveremmo persone diverse, perché diverse sono le scelte che nei vari universi facciamo? E come non parlare delle figure un po' macabre e suggestive ma allo stesso tempo intriganti degli Estrattori. Individui che vagano nelle varie dimensioni perché incaricate di rubare l'anima di un alterego in una realtà per riportare in vita quello di un'altra.
La Linea Sottile ha molto potenziale. Sono convinta che Denise saprà sfruttarlo al meglio. Aspetto il secondo volume. E aspetto Peter <3
Bello,bello,bello e merita un seguito (che pretendiamo noi lettori)! Finalmente un'autrice autopubblicata capace di usare l'italiano e la punteggiatura... La storia ha di noto il Dono di vedere i fantasmi, il modo in cui si trasferisce ed i Viandanti tra i vari universi paralleli, ma gli elementi sono mescolati in maniera abile e dando il giusto peso agli eventi e le rivelazioni piazzate al momento esatto. Un ottimo esordio che spero non passi inosservato.
Comincio subito facendo i complimenti all'autrice. Ho letto questo romanzo con immenso piacere e dire che mi è piaciuto è dire poco. L'ho trovato assolutamente originale nella trama ed estremamente completo in ogni aspetto. Dalla caratterizzazione dei personaggi allo svolgimento della trama stessa. Il linguaggio usato è diretto, semplice ma non semplicistico. Denise sa usare le parole e le sa usare davvero bene. Il suo modo di narrare la storia mi ha coinvolto fin dalle prime pagine.Ho adorato ogni personaggio descritto, ma più di ogni cosa ho adorato il fatto che si tratta di una storia fuori dai soliti canoni. Gli stessi protagonisti, a mio modesto parere, sono fuori dai canoni, in senso buono ovviamente, se consideriamo che il "Lui" del libro è un fantasma. E che fantasma! Me ne sono innamorata fin da subito e fin da subito ho sperato che fosse LUI il LUI! E così è stato, ma Denise non mi ha accontentata subito. Prima che arrivassi al momento in cui ho capito che era amore fra i due protagonisti, ce n'è voluto. Quindi in questo romanzo, niente instant love, cosa che ho particolarmente apprezzato. Ultimamente pochi libri sono riusciti ad attirare la mia attenzione senza annoiarmi, La Linea Sottile è uno di quei libri che sono riusciti a scatenare in me diverse emozioni, tutte molto positive. E l'editing poi, oh sia benedetto il cielo per l'editing perfetto di questo romanzo.Non un solo refuso ha intaccato questa stupenda lettura, le parole volavano fra le pagine, suonavano, come un insieme di strumenti musicali, una perfetta sinfonia di lettere. Grazie a Denise per aver scritto questa delizia di romanzo e spero che il continuo arrivi il più presto possibile perché c'è un continuo vero, Denise? Non vedo l'ora! Ottimo esordio per un'ottima autrice.
Quante volte abbiamo pensato ad un certo punto della nostra vita come questa avrebbe potuto evolversi se invece di un avvenimento se ne fosse verificato un altro? Se invece di andare a destra, metaforicamente parlando, fossimo andati a sinistra? E se ci fosse concesso di vedere il risultato non saremmo tentati di andare a scoprirlo? Ecco il dilemma di fronte al quale si trova Beth, la protagonista di questo libro. Beth ha una famiglia un po’ disastra alle spalle, una madre suicida che ha cercato di uccidere anche la sorellina, motivo per cui questa si ritrova ricoverata in un ospedale psichiatrico, un fratello scomparso dopo che un terribile incendio ha portato via il loro nonno, unica figura di riferimento per i ragazzi, e lui non ha potuto far niente per impedirlo, un padre assente. Gli unici punti fermi nella vita di Beth sono Charlie, la sua migliore amica, e Peter, il suo amico immaginario o, come insiste lui, un fantasma. Certo che ce ne sono a bizzeffe per mandarla fuori di testa, immaginate cosa succede quando scopre di possedere il dono di viaggiare attraverso diverse realtà e il fratello ricompare all’improvviso confessandole di possedere anche lui il medesimo dono, come anche la sorellina. Un segreto di famiglia quindi che si tramanda, ma quanto è oscuro questo segreto? Alla sua prima prova quindi Denise ci regala una storia molto articolata e intrigante, con notevoli colpi di scena e domande esistenziali che si rincorrono sulle parole dei protagonisti ma che potrebbero tranquillamente appartenere ad ognuno di noi.
Un bel romanzo. Ti cattura sin dalla prima riga e ti lega profondamente a ciascun personaggio! Sono curiosissima di leggere il seguito! Nell'attesa, me lo sono riletta per la terza volta ;)
Puoi trovare questa recensione anche sul mio blog, La siepe di more
Questo libro fa parte dei libri autopubblicati che avevo comprato nel lontano 2014 e non avevo mai letto e devo dire che, sebbene abbia dei difetti macroscopici, abbia molta più dignità di molti altri che mi è capitato di leggere.
Principalmente, oltre alla storia, ci sono delle idee – per lo più idee classiche dei viaggi tra le dimensioni, come i pericoli di interferire nelle altre dimensioni – ma almeno Aronica ci ha provato. Ho apprezzato molto l’inserimento della tematica della malattia mentale (acqua di rose, eh, ma comunque meglio del vuoto cosmico) e del dolore della perdita di una persona.
Il problema de La linea sottile è il suo essere molto grezzo. Aveva tutte le carte in regola per essere un buon romanzo, ma gli manca organicità: lo sviluppo personale dei personaggi non si amalgama bene con lo sviluppo della storia e, invece di dare l’idea di un flusso che arriva alla foce, si ha l’impressione di proseguire sulle rapide. L’esempio più lampante è stata la presentazione dell’interesse amoroso della protagonista, che è uscito letteralmente dal nulla.
Non dico neanche di voler provare a continuare la serie, visto che risulta interrotta… peccato, poteva essere un’autrice da tenere d’occhio per il futuro.
Beth vorrebbe solo una vita normale, ma da quando la sua famiglia è andata in pezzi sembra un sogno irrealizzabile: sua madre è morta, suo fratello Joe è scomparso, sua sorella Amy è ricoverata in una clinica psichiatrica, suo padre è assente, distrutto dal dolore, e lei trascorre le sue giornate chiaccherando con Peter, il suo amico immaginario, di cui nasconde l'esistenza a tutti. Sembra non essere rimasto nulla da salvare, in quella sua famiglia spezzata. Ma nonostante la sua immaginazione sia così fervida da averle creato un amico dal nulla, Beth non immagina certo che tutte le disgrazie accadute intorno a lei abbiano un unico comun denominatore. Lo scopre il giorno in cui, per caso, si ritrova ad attraversare uno specchio finendo in un mondo esattamente uguale al suo, ma anche molto diverso: un mondo in cui sua madre non è morta, ma fischietta allegra mentre prepara la colazione, un mondo in cui Joe ed Amy sono a casa sani e salvi, un mondo in cui la sua famiglia è ancora felice e unita. Per arrivare lì Beth ha attraversato una porta verso un universo alternativo. E ne esistono migliaia. Le basta immaginarlo, per potervi accedere tramite uno specchio qualsiasi. E' il suo Dono, e la maledizione della sua famiglia. Un Dono che può distruggere quel poco che le è rimasto, ma che può anche darle ciò che che ha sempre desiderato. Ma tutto ha un prezzo..
Quando Denise mi ha chiesto di leggere il suo libro, mi sono sentita felice ed onorata di avere una piccola parte in questa sua nuova avventura, ma mi sono anche un po' preoccupata, perchè era la prima volta che leggevo qualcosa scritto da un'amica e temevo che non sarei riuscita ad essere imparziale, o che non sarei riuscita ad essere sincera con lei nel caso non mi fosse piaciuto. Quando ho iniziato, l'ho fatto promettendo di essere sincera con lei e che non mi sarei fatta influenzare da nulla. Anche se fosse stato il libro più brutto della storia, glielo avrei detto. Punto. Il problema però non si è proprio posto, perchè dopo pochi capitoli mi sono calata completamente nella storia. Ho dimenticato di prendere appunti, di segnarmi gli errori di battitura, ho dimenticato chi l'aveva scritto e perchè lo stavo leggendo, insomma semplicemente ho letto, come faccio sempre. Sapevo solo che lo amavo e che volevo proseguire. Un'esordio davvero sorprendente quello di Denise, primo capitolo di una duologia che promette faville. La protagonista è Beth, un'universitaria la cui vita è andata a rotoli dopo che una serie di disgrazie si sono abbattute sulla sua famiglia. Uno dei miei appunti negativi inizialmente riguardava proprio questo fatto: una situazione familiare del genere era davvero troppo disastrosa, e per questo poco credibile. Procedendo con la lettura però ho cambiato idea, perchè in realtà è tutto calcolato, c'è un perchè per tutto, e le disgrazie che hanno colpito la famiglia di Beth sono tutte intrecciate l'una all'altra in una maglia di dolore inestricabile. Sono rimasta molto colpita. L'autrice è riuscita a trasformare un potenziale difetto in uno dei punti di forza. La trama è ben costruita, originale e brillante. Funziona alla grande. Tutti gli elementi che la compongono sono ben equilibrati e non manca nulla. L'idea degli universi alternativi mi è piaciuta davvero moltissimo e ho adorato come è stata sfruttata, con colpi di scena ben studiati e spesso inaspettati. Non manca neppure una love story che fa battere e sanguinare il cuore, una delle mie cose preferite del libro. Adoro le storie strazianti e impossibili, sono quelle per cui mi infiammo di più. I personaggi sono tutti interessanti e ben costruiti. La protagonista Beth mi è piaciuta molto, mi sono rivista in lei, come faranno molte altre, anche se credo abbia ancora molto da offrire. Ho trovato adorabile Charlie, solare e deliziosa, è la spalla perfetta, così come la piccola Amy, innocente e fragile, impossibile reprimere il desiderio di proteggerla. Joe non mi ha fatto impazzire, ma è un personaggio interessante, sono curiosa di vederne l'evoluzione. Tra tutti i personaggi però ce n'è uno che mi ha rapito il cuore, un personaggio con cui ho riso, con cui ho pianto, per cui mi si è straziato il cuore. Inutile dirlo, parlo di Peter, l'amico immaginario di Beth. Mi sono perdutamente innamorata di lui. Non voglio spoilerare, ma lui è una delle ragioni principali per cui ho amato questo libro: la sua storia, il suo rapporto con Beth, la sua dolcezza, tutto di lui mi ha fatto fangirleggiare disperatamente e mi ha fatto battere il cuore fino a farlo sanguinare. Una delle mie cose preferite di questo libro poi sono i riferimenti a Supernatural. Sapete che è il mio telefilm preferito in assoluto e ho trovato tutte le citazioni geniali e davvero divertenti. Il finale mi è piaciuto da impazzire: straziante, inaspettato, apertissimo. Sì, mi piace soffrire. E' uno di quei finali che ti fanno desiderare di avere immediatamente il seguito tra le mani. In conclusione questo libro ha tutto ciò che deve avere un libro per essere amato: una trama originale, un intreccio ben costruito, colpi di scena, un tocco di magia e un amore impossibile per cui non si può non tifare. Consigliatissimo!
“La Linea Sottile” è il romanzo d’esordio di Denise Aronica la admin di Reading is Believing uno dei blog che seguo. Ero estremamente curiosa di questo libro, visto che sono veramente fissata con gli universi paralleli, con le scelte che cambiano la vita (benedetto “Sliding Doors”) e quando mi è capitata l’occasione di procurarmelo gratis su Amazon, non ho resistito. E ho fatto bene, la storia non è il capolavoro del secolo, ma ha molto potenziale e tutto sommato mi è piaciuta.
La Aronica ha uno stile pulito e lineare, pochi fronzoli e nessuna descrizione, e quasi troppo pulito. È la protagonista, Beth, che racconta la sua storia in prima persona, in un presente che conduce il lettore per mano, che non sa niente, ma scopre tutto con lei. Beth è una protagonista difficile da accettare. Insicura, ingenua, imperfetta, che vorresti scuotere da dentro le pagine come se fosse uno spaventapasseri. Lentamente veniamo a scoprire della sua famiglia disastrata, delle tragedie che si sono abbattute sulla sua casa e siamo quasi sconvolti dal peso di troppe verità. Beth non indugia sulle sue emozioni, è come un treno. Solo azione, fulminea, sconvolgente, un cumulo di fatti senza via d’uscita. Non c’è mai un attimo di pausa, le vicende sono come una valanga. È tutto troppo. La brevità del libro non assicura una lettura facile, anzi si arriva alla fine con il fiatone. Considerando che alcune scelte di Beth sono tutto tranne che sensate ci si ritrova a scuotere la testa. Ma Beth in fondo è da apprezzare proprio per la poca classe, per quegli abiti dismessi, e la sua poca sensatezza. In fondo sono le emozioni, quelle che non sono descritte, ma che si intuiscono, a spingerla a tali spericolatezze. E allora ecco che piano piano veniamo messi a conoscenza del Dono, quel dono particolare e complesso che non solo le permette di vedere chi non c’è più, ma anche di attraversare il velo, quella linea sottile, che divide la nostra, da altre realtà. È proprio una linea sottile quella che tiene insieme tutti i fatti, sono piccole inevitabili corde e legami che danno concretezza agli eventi. Beth con il suo scarso senso pratico e tanta voglia di salvare chi ama. Incapace di gestire il Dono, si affida a chi la circonda, salvo poi scegliere di testa sua. Per fortuna non è sola, in questo viaggio attraverso mondi paralleli. Prima di tutto abbiamo il suo amico immaginario, Peter, un personaggio veramente interessante, un soldato che l’accompagna, invisibile agli occhi altrui. Complice, gentile, appassionato, quasi un ragazzo di altri tempi. E come dimenticare la migliore amica di Beth, Charlie? Di uno charme irresistibile, una delle ragazze più popolari della scuola, ma dal cuore d’oro. Tanto compassionevole quanto altruista, che arriva in aiuto di Beth in più di un’occasione. E come dimenticare Joe sicuramente il personaggio più interessante? Incerto, audace, coraggioso e quasi isterico in certe scene, ma assolutamente adorabile. Colpi di scena in ogni lato, che coprono le evidenti mancanze nel wordbuilding, appena abbozzato e non all’altezza delle mie aspettative. Perché si sappiamo cosa succede quando Beth viaggia, ma manca una base solida su cui appoggiarsi. Incomprensibili anche i motivi degli altri effetti del Dono. Trattandosi solo del primo libro, mi auguro che molte delle domande trovino soluzione nel secondo volume, che stando ad uno stato facebook di Denise dovrebbe uscire nella primavera 2015. L’ambientazione è abbastanza generica, pur avendo una collocazione geografica, sappiamo infatti che i fatti si svolgono vicino Phoenix, ma effettivamente dai pochi accenni che Denise dissemina nel libro, Beth potrebbe trovarsi in una qualunque città del mondo. La maggior parte degli eventi comunque si svolge nella casa dove ha sempre vissuto la ventiduenne e che in un qualche modo rappresenta il cardine che muove le fila della storia. Perché si si tratta di risolvere un mistero e catturare i cattivi, ma è anche una storia di scoperta, si parla di famiglia e di sentimenti… non manca infatti neanche la romance. *smirk*
Il particolare da non dimenticare? Lo specchio del bagno…
Un libro breve ma intenso, una storia semplice ma complicata, che lascia intravedere molto potenziale, che regala più domande che risposte, ma che affascina, nonostante tutto. “Ogni scelta apre le porte per un’altra realtà”, ogni scelta comporta dei sacrifici, ogni decisione porta un po’ più lontano o più vicino all’obiettivo. Nessuno è perfetto, è già importante provarci. Spero di poter leggere presto la novella… e il secondo volume. Vi invito a seguire Denise sul suo sito per essere sempre aggiornati sulle ultime novità. Buona lettura guys!
3.5 su 5 La voce narrante è di Beth, la protagonista, ed è scritto in prima persona presente. Di solito non sono un'amante dei romanzi scritti in prima persona presente, perché risultano un po' troppo didascalici e con frasi brevi. Invece con questo libro mi sono dovuta ricredere, anche perché i personaggi sono molto ben caratterizzati e la storia attira. Beth, nonostante abbia perso la madre, il nonno e la sorella (Amy) sia rinchiusa in un istituto di igiene mentale, ha continuato la sua vita - distrutta dagli eventi già così giovane - frequentando il college. Sarebbe una storia come tante, se non fosse per il fatto che Beth ha un amico immaginario, Peter (L'ho adorato dal primo istante ♥). Ed è da qui che comincia la sua avventura. La prima cosa che mi ha colpito in questo libro è proprio il rapporto istaurato tra la protagonista e il suo "amico immaginario". Non mi è capitato spesso di leggere storie, racconti o romanzi nei quali ci fosse una figura del genere. Ora, le cose, poi nel libro si sono evolute e hanno cambiato la prospettiva del personaggio, modificandone la natura, però, ecco al principio mi ha incuriosita molto. E la mia curiosità non si è di certo spenta nel corso del libro. Anzi, tutt'altro. Perché la storia si è fatta ancora più interessante e particolare. Sono una patita degli universi paralleli e della fantascienza in generale, sia quella dai tratti futuristici che quella ambientata in altri mondi e universi. Sono una fan sfegata di Stargate, di Fringe e ho adorato il film Jumper (anche se non tratta di universi paralleli, ma dei "saltatori" che si teletrasportano un po' ovunque). Questo libro me li ha ricordati tutti e tre, per certi versi. Non per la trama trattata nel libro, badate bene, perché è originale e ben congegnata di suo, ma per l'atmosfera che Denise è riuscita a creare. In secondo luogo è riuscita a conciliare le varie dimensioni e il mondo paranormale che incomincia a delinearsi intorno a lei. Mi è dispiaciuto per Charlie, la migliora amica di Beth - ti prego Denise fa' qualcosa per lei nel secondo libro. E anche per Peter, dato che ci sei - e per Amy. Di più non vi dico, perché sennò non lo leggete! Eh eh! Ho apprezzato molto l'invenzione degli estrattori, che sono una sorta di antagonisti dei viaggiatori (coloro in possesso del Dono di passare da un universo all'altro). Qualche volta sono dovuta tornare indietro per rileggere alcune parti, soprattutto all'inizio, in cui fa la sua prima comparsa Joe, il fratello della protagonista. E' sbucato dal nulla senza spiegare dove fosse stato. Il che mi ha un po' destabilizzata, ma nel proseguo viene accennata un po' la sua storia, quindi sono riuscita a capire meglio. Avrei preferito che il discorso dello "specchio che vibra" venisse un po' più approfondito: cosa vede Beth dall'altra parte? Quali sono le sue sensazioni quando lo attraversa? (Ha caldo, freddo, le vengono i brividi, le manca il respiro...o una cosa del genere) E come mai, pur apparendo in un bagno pubblico, non c'è mai nessuno? Lo so è un po' pignolo da parte mia, ma avrebbe aiutato a immaginarsi meglio il contesto. (Spero di essermi espressa bene, con la speranza che questa osservazione sia presa come soggettiva - e quindi di gusto personale - e non come critica all'autrice. Non mi permetterei mai di criticare un lavoro di una autrice emergente come me! So, per esperienza, quanto un parere esterno di un lettore possa aiutare a migliorarsi sempre di più.) Come anche la storia del Dono e del personaggio chiamato Xander, che presuppongo vengano ampliati e discussi a dovere nel continuo. Sono proprio curiosa di sapere come continuerà la sua avventura. Tutto sommato non è per niente male come esordio! Non mi sono affatto pentita dell'acquisto. Anzi, ho avuto occasione di leggere anche la novella dell'edizione speciale intitolata "Diario di un viaggiatore" che tratta la storia di Joe! Mi è servita a capire certe cose. Complimenti Denise! Peteeerrrr!!! ♥
Ho scelto questo libro tra le decine che aspettano pazienti di essere letti nel mio kindle, mossa da un istinto cui nemmeno io so dare un nome. Forse il destino ti accompagna anche nello scegliere una lettura, intuendo ciò di cui hai bisogno prima ancora di riuscire a capirlo da sola. Ho trascorso tre ore incredibili, totalmente immersa in questo libro che mi ha coinvolta e stravolta oltre ogni immaginazione. Una trama assolutamente originale in bilico tra realtà e paranormale, non solo mi ha catturata ma mi ha spinta senza tregua in un mondo parallelo che avrei voluto non abbandonare mai. Immagine vivide si sono susseguite e hanno dato vita a un qualcosa di reale che va oltre le pagine di un libro. Con il fiato sempre sospeso mi sono sentita parte della trama, dentro la trama e in totale sintonia con i suoi personaggi, così perfettamente descritti e abilmente giostrati da apparire reali, così come reale mi è apparso ogni tassello atto a comporre una trama perfetta, sia per l'originalità, che per l'abilità con cui è stata assemblata, senza eccedere, ma pungendo con ogni azione che si sussegue alla successiva, senza tregua. Uno stile narrativo dirompente, mirato, conciso ma non sterile, curato in ogni minimo dettaglio, scevro da qualsiasi errore, scandisce il ritmo di un romanzo mozzafiato, in cui la realtà si duplica, si amplifica e lascia pochissimo spazio all'immaginazione. In un intreccio da paura, nasce lentamente un amore tanto sui generis, quanto struggente, che va oltre a ogni 'contatto', così esteso da amplificarne ogni emozione, vissuto in una dimensione fuori dal comune. I complimenti sono tutti per l'Autrice che, pur non conoscendo, ha saputo deliziarmi con la sua scrittura pulita e con una trama capace di penetrare dentro l'anima e ammaliare completamente. Un epilogo sospeso tra un perfetto finale e un inizio sussurrato, concludono per adesso, un romanzo bellissimo.
In La linea sottile, l’autrice mescola paranormale, romance e un pizzico di thriller in una storia dagli sviluppi imprevisti, con uno stile davvero molto semplice in cui è facile per il lettore immedesimarsi, riuscendo così a creare un romanzo che vale la pena di leggere. Beth, la voce narrante, è una ragazza che dietro la sua pretesa di normalità nasconde segreti e ferite profonde, nonostante la giovane età: una madre morta suicida, un padre assente, un fratello scomparso nel nulla e una sorella minore con problemi mentali. A tutto questo si va ad aggiungere anche il fatto che lei stessa ha da qualche tempo un amico immaginario, Peter, che la segue dappertutto. Tornata a casa dal college per le vacanze, tuttavia le cose cambieranno quando Joe, suo fratello, ritorna improvvisamente a casa, dichiarando che Amy è in pericolo e che lui e la sorellina, così come Elizabeth, appartengono a una famiglia che possiede il Dono, cioè la capacità di vedere i fantasmi e di passare facilmente attraverso le diverse realtà alternative. Ovviamente questa notizia getta Beth nello scompiglio, e rimette tutto in discussione: il suo rapporto con Peter, le motivazione del gesto di sua madre e la riabilitazione di Amy, che non è malata, ma semplicemente vede i morti.
Letto in occasione del GDL organizzato dal blog Il profumo dei libri.
Nel complesso l'ho trovato un buon romanzo d'esordio. La trama è originalissima, questa idea delle realtà alternative e della capacità della protagonista di viaggiare attraverso esse. Lo stile è buono, molto pulito con frasi brevi e incisive. Quello che mi ha fatto un po' storcere il naso è la velocità con cui prende piede la storia. Infatti, gli avvenimenti si susseguono in modo frenetico e non lasciano un attimo di respiro, questo da un lato ha il pregio di catturare il lettore e fargli divorare il libro, dall'altro, questo scorrere ad alta velocità, fa si che tutto risulti molto superficiale e poco approfondito. Mi è proprio mancato il tempo di riflettere, di appassionarmi alla storia e anche i protagonisti mi sono rimasti un po' freddi. Ho fatto fatica a percepire le loro emozioni, ad entrare in empatia con loro. Insomma, quella scintilla che ti fa amare i personaggi di un libro. L'ambientazione è un po' scarna, ed è un peccato perchè Beth, la protagonista, ha la capacità di viaggiare in realtà alternative e durante questi viaggi ciò che la circonda dovrebbe essere molto importante sia per lei che per il lettore! Al di là di questo, La linea sottile, riesce a tenerti incollata alle pagine e, anzi, a pretenderne di più perchè accidenti ci sono tantissime domande a cui non viene data risposta. Spero vivamente in un seguito esaustivo sotto questo punto di vista, soprattutto visto il finale!
Ho sempre pensato che fosse stato un caso, una coincidenza ad averlo portato da me. Che a forza di vagare si fosse fermato dopo avermi vista, solo perché si era accorto che io potevo percepirlo.
Beth, protagonista del romanzo, ha alle sue spalle una famiglia disastrata e piena di drammi da cui è difficile scappare: una madre suicida, una sorella rinchiusa in un ospedale psichiatrico, un fratello scomparso e un padre pressoché assente. Fa di tutto per nascondere il suo passato. Un passato che non le appartiene perché gli errori non li ha fatti lei, ma le conseguenze si ripercuotono di riflesso anche sul suo presente. Le uniche persone a sostenerla sono la sua migliore amica Charlie, quest'ultima all'oscuro di tutto ciò che riguarda la famiglia di Beth, e il suo migliore amico e 'amico immaginario' Peter. Il passato, per Beth, sta per tornare sottoforma di un Dono che lei non sapeva nemmeno di avere... Vorrei prima di tutto parlare dell'aspetto che mi ha maggiormente colpito di questo libro: le realtà parallele in cui la protagonista si immerge e che fanno riflettere su quanto possano essere importanti le scelte di ognuno di noi, di quanto ci possano plasmare e caratterizzare influenzando il nostro futuro...
Ero molto emozionata all'idea di leggere questo libro, lo ammetto. E non è stato davvero niente male, le capacità ci sono ed è stato in grado di tenermi lì incollata cercando di capirci qualcosa insieme alla protagonista, per la quale tutta la faccenda delle realtà alternative e in generale la sua vita dal quel momento in poi (e anche prima), diciamolo, era proprio un gran casino. Non sono andata molto d'accordo con i comportamenti e le scelte di Beth e di Joe, per motivi diversi ma che mi hanno lasciata comunque un pochino interdetta, ma va bene così, non è che tutti i personaggi ci possono piacere. Mi sarebbe inoltre piaciuto conoscere meglio Amy, che probabilmente dev'essere stata quella più segnata da tutta la faccenda, da come è stata raccontata. Ma devo dire che è un buon esordio, l'impegno di Denise si è notato, considerando anche che l'ha autopubblicato, che ci ha messo il cuore e la fatica da quanto ho letto anche nel blog, che è stata gentilissima con tutti e poi hey, questo è solo il primo!
PS. Peter. I mean, Peter. Cioè Peter, mamma mia. Basta avete capito. In caso, ve lo ridico, mh? Peter. Mi trovo a corto di Viaggiatori che me lo confermino, ma sono sicura che dai il buongiorno anche a me.
Denise Aronica si rivela, con questa sua opera prima, un’ottima scrittrice che esplora e narra il mondo paranormale nato dalla sua fantasia. “La Linea Sottile” è un romanzo denso di avventure raccontate in modo semplice e avvincente. Molti gli indizi disseminati in questa prima parte della serie preludono a sviluppi coinvolgenti. Il lettore viene trasportato in un’atmosfera che cattura l’attenzione in un susseguirsi di colpi di scena che caratterizzano le tormentate vicende di famiglia. I personaggi si scoprono pagina dopo pagina, tutti ben caratterizzati e con ruoli ben tracciati nell’evoluzione della storia. La lettura è fluida, i dialoghi danno verve al racconto, l’editing curato. Ho trovato interessante la figura di Amy: la sua "pazzia" mi incuriosisce nel contesto della storia. Simpaticissimo è l’amico immaginario: mi ha fatto sorridere. Il finale è una finestra aperta su un continuum che, spero, arrivi presto. Infatti “La Linea Sottile” è il primo romanzo dell’omonima duologia. L’uscita del secondo volume “Oltre La Linea” è prevista per il 2015. Non ci resta che aspettare :)
3 stelle e 1/2. La storia mi è piaciuta, è originalissima, ha molto potenziale e non vedo l’ora che esca il secondo volume, perché questo finisce sul più bello! Sono davvero curiosa, vorrei poter averlo subito tra le mani per scoprire tutto quanto e per vedere come andrà a finire con i due Peter. Mi è dispiaciuto molto per Charlie! Era proprio necessario?? :( Comunque la trama scorre avanti velocissima (forse anche troppo in alcuni punti) e nonostante un paio di cose non mi abbiano proprio convinta al 100% non mi sono affatto pentita dell'acquisto, è un libro che consiglierei sicuramente!! Ottimo esordio :)
La scrittura di questa autrice è molto semplice e lineare, di lettura veloce forse anche un po' troppo. Non mi sono immedesimata tanto nella protagonista che per qualche oscura ragione non mi è piaciuta in modo particolare. mi sono affezionata di più a Charlie, la sua migliore amica, ecco che troviamo un bel personaggio e ben caratterizzato. Una trama abbastanza interessante anche se già vista, la grossa pecca di questo romanzo è che risulta poco coinvolgente e io credo il problema stia proprio nello stile di scrittura della Aronica che dovrebbe ampliare un po' la narrazione con descrizioni più evocative e migliorare l'ambientazione che pare inesistente.
Ho adorato leggerlo sin dalla prima pagina, è molto scorrevole e appena iniziato non si può più smettere di leggerlo, molte scene mi hanno emozionata tantissimo causandomi brividi in tutto il corpo e nodi alla gola pazzeschi, e ammetto anche qualche lacrima. Riesce a tenerti bloccata li col fiato sospeso ignara di ciò che accadrà nelle pagine successive (personalmente lo trovo molto positivo)
Un libro divorato a tempo di record e che mi ha completamente entusiasmata. Una storia diversa, emozionante e imprevedibile. Infinite realtà tra cui poter viaggiare usando solo uno specchio... chi non vorrebbe provare??
Ottimo lavoro Denise! Avrei voluto che durasse qualche capitolo in più perché il tempo, leggendo queste pagine, è volato. Una cosa avrei evitato e penso che tanti siano d'accordo con me. Un appello agli autori in generale: i vostri libri sono belli anche senza far morire i personaggi a cui ci fate affezionare di più ç_ç
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Un grande SI per il debutto di Denise Aronica. Uno stile asciutto e una trama mai scontata rendono queste 200 pagine interessanti e velocissime da leggere. Assolutamente consigliato! E Denise scusa....ma il seguito quando esce?! XD
Non mi è mai capitato di leggere un libro senza aver dato almeno una veloce occhiata alla trama, tuttavia stavolta ho deciso di farlo. E sono rimasto sorpreso. E dopo essere arrivato ad un quarto della lettura la mia meraviglia è aumentata perchè i fatti hanno preso una piega inattesa e singolare. Bella la scrittura che non si perde in smisurate e inefficaci descrizioni ma arriva subito al sodo. Mi unisco però al coro di quelli che suggeriscono una continuazione perché il finale è un po' tronco...ma forse è questione, appunto, di tempo. Almeno spero.
La scelta di leggere La linea sottile di Denise Aronica è stata del tutto casuale. Non amo i libri fantascientifici e credo che non mi piaceranno mai. La storia di Beth è una storia triste, fatta di tragedie, di morte e di solitudine. Da quando la madre è morta suicida e la sorella è stata ricoverata per schizofrenia, i rapporti con il padre si son ridotti ai minimi termini e non aiuta di certo la scomparsa del fratello Joe in guerra. La prima immagine che ci si presenta è infatti Beth dal suo psicologo dove nega di aver visto di nuovo Peter, considerato da tutti il suo amico immaginario. Questo è uno dei motivi per cui tra Beth e suo padre ci siano ben pochi rapporti. Le uniche due persone a supportare la ragazza sono la sua migliore amica Charlie e Peter, che nessuno può vedere o sentire a parte lei. Un giorno Beth esprime il desiderio di poter vivere una vita diversa e... puff! Si ritrova magicamente in un mondo parallelo dove la sua famiglia è tutta intera, nessun morto, nessun internato e nessun scomparso. Capisce allora che gli specchi sono le porte che ti conducono verso una realtà diversa ma che non sempre questo è sinonimo di felicità.
Sapere di avere un Dono è qualcosa che ho sempre desiderato. Da pagana poi mi piacerebbe "vantarmi" del mio potere nascosto per fare del bene ma so che è rarissimo che ciò avvenga. Anzi, direi impossibile. Detto questo non sono rimasta positivamente coinvolta da questo romanzo. Denise mi aveva strabiliata con Il segreto della crisalide, Olivia mi aveva rapita fin dalle prime pagine e mi aveva tenuta incollata alle pagine del Kindle per ore intere. Per assurdo anche Beth lo ha fatto, ma per il motivo opposto. Non vedevo l'ora di terminare la lettura per passare a qualcosa che mi fosse più congeniale.
La scrittura di Denise è scorrevole, i capitoli sono lunghi il giusto ma la storia non mi ha convinta. Proprio dal momento in cui apre bocca Beth, con i suoi dubbi e i suoi drammi, la sua incapacità di aiutare una sorella in difficoltà o non poter accettare che forse Peter non è solo il suo amico immaginario ma qualcosa di più. Sarà anche che mi aspettavo una storia meravigliosa come quella di Olivia... o forse il suo essere "acerba" come scrittrice nel momento in cui ha pubblicato La linea sottile? Non lo so, davvero.
Ahimè non si può piacere sempre a tutti e spero di cuore che Denise non la prenda troppo a male per questo mio pensiero. Magari tra qualche tempo imparerò ad apprezzare questo genere di romanzo e rileggendolo potrò dare un voto positivo... ma per adesso nè la storia nè i personaggi mi hanno fatto emozionare abbastanza da poter leggere il seguito.