Nelle sedici storie di questo volume, che comprende le raccolte Campana di vetro e Inverno artificiale, è presente un continuo slittamento tra realtà e sogno, in una prosa modellata sull’invenzione e soprattutto filtrata attraverso la lente, deformante e rivelatrice, della sensibilità poetica della Nin. Racconti senza luogo e senza data, dove l’istantaneo si fonde nel ricordo, il passato nel presente, il fantasma nel visibile, uniti da un unico la donna e il suo riflesso, il viaggio interiore intrecciato al vissuto. Nessun femminismo di maniera, preconcetto o barricadiero, sembra distogliere Anaïs Nin dalla dimensione creatrice pura, originale, in cui valori letterari e valori umani confluiscono nel valore assoluto di una testimonianza inconfondibile, creando un’algebra emotiva che suscita un continuo di espansioni, improvvisazioni e associazioni molteplici e avvincenti.
Writer and diarist, born in Paris to a Catalan father and a Danish mother, Anaïs Nin spent many of her early years with Cuban relatives. Later a naturalized American citizen, she lived and worked in Paris, New York and Los Angeles. Author of avant-garde novels in the French surrealistic style and collections of erotica, she is best known for her life and times in The Diary of Anaïs Nin, Volumes I-VII (1966-1980).
Non c’è nulla di semplice nella raccolta di racconti di Anais Nin, “La voce”. Le storie si succedono vorticosamente, alimentando un inarrestabile gioco di specchi, all’interno del quale scoprire il mistero di ogni riflesso significa mettere a nudo sé stessi.
Ogni parola della scrittrice americana colpisce il lettore come una punta acuminata, stringe il nostro stomaco in una morsa ferrea, quasi come se ci trovassimo ad affrontare una serie interminabile e incontrollata di montagne russe. Sbalzati a folle velocità verso l’alto e spinti repentinamente lungo discese ardite, non possiamo non renderci conto che ogni volta che si fa un passo avanti si precipita in un nuovo abisso.
Es altamente necesario saber sobre la vida de Anaïs Nin (en especial, haber leído sus diarios) para poder comprender más allá de lo que está escrito: qué la inspiró, quiénes son los personajes, etc.
Creo que "En una campana de cristal" es superior por mucho a "Invierno de Artificio". Este último está muy inspirado en su padre y en Otto Rank, pero en el primero se nota que dejó su mano fluir. Son cuentos que se leen de forma mucho más fácil y son altamente surrealistas, a pesar de que ella misma no se consideraba dentro de esta categoría.
Una mujer en búsqueda de escritura, amor y libertad. Anaïs como ninfa, una figura sensualmente acuática y contemplativa, representa una musa y diosa de sí misma. La obra explora el erotismo del alma y la sensibilidad femenina dentro de un laberinto, reflejando un viaje interno hacia la autoexpresión y revelación.
“Mi piace che mi pensino enigmatica, sconcertante. Sento di mantenere il segreto del mio vero io.”
♠ Tendenzialmente non leggo biografie. Ne tranche de vie. Ne quant'altro che racconti una verità edulcorata 'poeticamente'. Perchè non me ne frega nulla. E infatti l'ho letto perchè non avevo capito fosse un libro del genere, mi ci sono affossata dentro che mi sembrava di camminare nel fango da quanto era melmoso e non mi è rimasto nulla. Non mi interessano i racconti effimeri se sono solo virtuosismi che non raccontano nulla di concreto. E nemmeno se vogliono raccontarti stati d'animo e mentali ingarbugliati come una matassa che tu devi districare manco fossi la psicologa.