"Les îles, ce sont des tableaux, des arbres, un simple square, des coins où la beauté a trouvé un refuge, mais aussi un interstice, quelques minutes secrètes dans la journée écrasante, des secondes précieuses, un trésor." On continue l'exploration : Lodoli nous entraîne dans ses déambulations à travers Rome où s'enchaînent les saisons et des "îles" qui sont autant d'instantanés sur sa ville. On fait halte, on vogue, on se perd, on est enchanté.
La via era una sorta di mulattiera che congiungeva due colline, una stradina scalcinata che s’inabissava a rotta di collo e poi risaliva col fiatone. Era l’unico passaggio, era mejo de gnente, e così l’hanno battezzata. Infatti, sul cartello stradale “con lettere ben incise sulla lastra”, c’è scritto il nome: che è proprio Via mejo de gnente.
Dal magnifico quadro del ‘600 conservato in una chiesa poco nota al murale di periferia – che ora sarà probabilmente sparito – dal centro città alla periferia, sia quella storica che quella moderna. Passando per luoghi e angoli curiosi, splendidi, poco noti e altrettanto poco frequentati. Senza snobismo, con curiosità, e grande amore per questa splendida città che si chiama Roma. Avvantaggiato dal muoversi per strade e piazze in motorino, che nella capitale praticamente non conosce barriere (grazie anche all'adozione di un codice stradale personalizzato).
La chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori in via Garibaldi alle pendici del Gianicolo, capolavoro nascosto del grande architetto Borromini.
Peccato che Lodoli queste delizie le scriva con animo da Grillo Parlante, che anch’io, per quanto non sia affatto un fan di Pinocchio, proprio come il maledetto burattino di legno avrei spiaccicato al muro con una goduriosa martellata. Lodoli possiede l’animo del vecchio saggio, del nonno canuto, e si cimenta con faccia tosta ammirevole in una cospicua collezione di banalità di rara ovvietà col tono e i concetti dell’anziano sapiente. E peccato anche che Lodoli come stile e lingua vada a iscriversi in una tradizione italica che io trovo pessima, molto da liceo classico d’antan, un po’ come se fosse il nipotino di Pascoli e Carducci, e magari anche misurarsi con De Amicis. Brrr.
Il Cinema Trevi, sede della Cineteca Nazionale, accanto alla domus imperiale detta Castellum Aquae.
Dopo "isole" Lodoli mi ha fatto immergere in un'altra avventura. Un libro sensazionale, una guida spirituale tra i meandri più nascosti e sperduti della città eterna. Storia, arte, letteratura, cinema e tanto altro si mescolano tra i momenti della vita di un tempo e degli attimi moderni. Per chiunque abbia sete di curiosità come me, questo è un toccasana piacevole che ti tiene con gli occhi puntati sul libro, sperando che ogni pagina sia sempre l'inizio di un lungo viaggio.
Bellissimo bellissimo bellissimo! Niente è piu bello di un autore che celebra con uno stile bellissimo e un po' vagabondo una città bellissima e vagabonda: Marco Lodoli e Roma sono fatti per stare insieme!! “Roma è generosa: tanti suoi percorsi sono romanzi dove personaggi, luoghi, situazioni stanno insieme in una trama sorprendente…” Non c’è miglior modo di vivere Roma che quello di girovagare, a caso, per vie e piazze della nostra città labirintica. Marco Lodoli, con la sua scrittura semplice, onesta, delicata, ci trascina in giro per Roma, svelandoci l’ubicazione e la natura delle sue “isole” romane: un ospedale per pipistrelli, uno stadio abbandonato, un pavone che si aggira per la Garbatella e molto altro per far scoprire qualcosa di Roma anche a chi pensa conoscerla come il palmo della propria mano.
Very good book for someone who knows very well Rome. Nonetheless it is beautifully written, which helps by painting pictures of the places so well described in the book and is not entirely known by the reader. Easy book to pick up and read casually.