«Trattenere le donne in un’abissale ignoranza era fondamentale per il dominio maschile, poiché la non conoscenza impediva loro di impossessarsi degli strumenti di liberazione. Questa è la più importante delle ragioni che spiegano perché quella che per secoli ha preteso di venire considerata come la regina delle scienze, il sapere dei saperi, ossia la filosofia, sia stata anche e per così a lungo una delle aree della cultura più ostica verso le donne». È da questa constatazione che parte l'autrice di questo libro, ricostruendo le vicende di dieci protagoniste del pensiero filosofico e non solo. Da Lou Salomé a María Zambrano, da Hannah Arendt a Simone de Beauvoir, da Simone Weil a Ágnes Heller, da Carla Lonzi a Audre Lorde, da Silvia Federici a Judith un viaggio alla scoperta delle loro storie e della loro visione del mondo. Vedremo emergere personalità diverse e vicende sorprendenti, ma tutte con un denominatore il desiderio di mettersi in gioco, di ripensare il mondo, di abitare uno spazio nel 'sapere dei saperi' con la propria 'vita filosofica'.
Questo libro è un attraversamento necessario: racconta come, per secoli, alle donne sia stato negato l’accesso al pensiero critico e agli strumenti per comprendere e trasformare il mondo. L’autrice ripercorre le vite e le idee di dieci pensatrici che hanno saputo scardinare confini, muovendosi in uno spazio che sembrava non prevederle.
Da Hannah Arendt a Simone de Beauvoir, fino a Audre Lorde e Judith Butler, emerge un mosaico di voci diverse, accomunate dal coraggio di pensare a partire dalla propria esperienza. Non è solo filosofia, ma vita che diventa riflessione e riflessione che diventa azione.
Una lettura stimolante, che invita a rimettere in discussione ciò che consideriamo “sapere” e chi ha il potere di definirlo.