Crediamo in una Rete libera, democratica, gratuita, trasparente, imparziale. Crediamo in una Rete rivoluzionaria, capace di rovesciare le gerarchie stabilite a favore di una partecipazione ampia, diffusa, popolare. Crediamo nella circolazione gratuita di contenuti, contro lo strapotere di cartelli mediatici e obsoleti detentori di copyright. Ci crediamo, ma niente di tutto questo è vero: Rete aperta non significa Rete libera, perché ha i suoi pochi, potentissimi padroni. Pubblicare in Rete non significa rendere pubblico. La libertà non è gratuita, costa cara. Rete libera e democratica? E dove stanno i dati dei cittadini? Nelle mani di chi? Per cosa vengono usati? E come si può invertire la tendenza alla delega tecnocratica.
es una prolongación aún más interesante y con un carácter más profundo que "en el acuario de Facebook". todo lo que no se pudo contemplar en aquella obra, se incluye en esta (teniendo en cuenta previamente que transcurren varios años de una a otra): desde relacionar el concepto de "convivencialidad" de Iván Illich con las reflexiones expuestas hasta la introducción sobre los ciborgs. me ha encantado
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