Attenzione: spoiler per chi non abbia letto i primi due volumi della trilogia.
💙✨
“I libri non servono solo per vedere il mondo come è. Ti permettono anche di immaginare come potrebbe essere.”
Credo che potrei descrivere così quest’ultimo volume, anzi, questa intera trilogia: Sara ha voluto raccontare di un’Italia storica, ucronica e magica, eppure c’è tantissimo del presente. E lottare per cambiare il proprio mondo è una maniera per immaginarlo in modo diverso: un mondo in pace, senza Mesmerismo, cioè senza una persona che decida di volersi ergere al di sopra delle altre, un mondo senza conflitti. Ma, per raggiungerlo, bisogna prima affrontarlo “per come è”, ed è questo che vuole raccontare “Terra di sogni e cuori infranti”: un mondo che non è perfetto, che è in conflitto, che è pieno di odio ma che, con resilienza e amore, potrebbe essere cambiato.
Ho voluto aspettare un po’ prima di scrivere la recensione per questo incantevole romanzo e adesso mi ritrovo a scriverla con gli occhi lucidi: avrei così tanto da dire, eppure ho paura di non riuscire a trovare tutte le parole.
Questo terzo (e ultimo) volume è il finale perfetto per questa storia e per questi personaggi. È la conclusione più giusta per loro, rappresenta tutto il loro cambiamento ed è la diretta conseguenza delle loro scelte, a partire da quelle prese nelle loro backstory.
È inutile che dica che è scritto oggettivamente bene. La ricerca storica (relativa a un’Italia ucronica e magica negli anni ‘20), lo stile evocativo e poetico, ma anche dinamico e introspettivo, le descrizioni vive che ti fanno immergere nei luoghi reali della storia, la crescita dei personaggi che qui raggiungono un cambiamento meraviglioso: tutto questo e molto di più mi ha fatto amare ancora una volta la storia di Lena, Bas e Doria.
Quello che mi ha lasciato questo libro (anzi, questa trilogia) è immenso e i personaggi mi mancheranno tantissimo (e credo che un giorno tornerò da loro per una rilettura).
E stata un'opportunità bellissima quella di poter vivere questo viaggio per la terza (e ultima) volta, poter salutare Lena, Bas e Doria e scoprire la fine della loro storia.
Credo che questo sia il finale più giusto, il migliore che Lena, Bas e Doria potessero avere.
Ho sofferto, mi sono commossa e ho pianto in diverse scene, e questo, secondo me, esprime la bellezza di questa storia che parla di famiglia, di radici, di appartenenza e di fiducia, vissuta da personaggi che conoscono molto bene il valore dei legami.
In quest’ultima parte, Lena e Bas devono affrontare cosa significhi vivere una relazione dopo essersi fidanzati: perché è qui che iniziano le difficoltà, che bisogna trovare dei compromessi e che bisogna imparare a confidarsi. Per questo motivo impareranno a comunicare, ad affidarsi l’uno all’altra e alle proprie famiglie. Impareranno a perdonare e a perdonarsi, ma anche a dire addio.
Si parla ancora una volta di guerra, ma qui ho apprezzato molto anche come sia stata affrontata la tematica del razzismo e dell’antisemitismo (ma in un contesto diverso): perché in un romantasy si può parlare di questi temi, è possibile affrontarli e spingere alla riflessione. Un antagonista che spinge all’odio è l’unico possibile per una storia che parla di amore in tutte le sue sfumature, da quello familiare a quello romantico.
“Perché era quando si vedeva riflessa negli occhi di Bas che aveva l’impressione di essere qualcuno che si poteva perdonare. Qualcuno che si poteva amare.”
Devo dire due parole sui personaggi, che qui esprimono, secondo me, tutto il loro potenziale. Lena, una ragazza che è partita (nel volume uno) come una ladra che contava solo sulle proprie forze e che non si fidava di nessuno, adesso ha scoperto la bellezza di affidarsi a qualcun altro, come a Bas, e la delicatezza di lasciare libera una sorella, anche se ha paura di perderla. Ha imparato che in una famiglia è importante ascoltare ma anche farsi ascoltare, esprimere ciò che si pensa e chiedere aiuto. Da persona egoista e bugiarda, Lena impara a mostrare la parte più fragile di sé, finché le sue emozioni iniziano a spaccare la maschera di bugie che ha sempre indossato. Questa è la vera Lena: una Mesmerista, una ragazza che ha tanto bisogno di amore ma che, nonostante ciò, riesce a rimanere forte a sua volta per i suoi cari.
“Una ragazza mi ha dimostrato che un cuore indomito può tutto, anche quando è terrorizzato e vaga nel buio.”
Anche il percorso di Bas, nel primo volume, è iniziato come quello di un ragazzo sulle sue, egoista, che viveva solo nel suo piccolo mondo fatto di libri. Eppure, alla fine della storia anche lui impara ad aprirsi agli altri, a essere più sicuro di sé e a preoccuparsi di più per le altre persone, per non darle più per scontate. Inizierà a fare qualsiasi cosa per le persone che ama. Ha vissuto la perdita e deve accettare che non tutto si può sistemare ma che, in ogni caso, esiste sempre una speranza per un futuro luminoso che può vivere con le persone che lo amano, per costruire nuove radici non meno importanti di quelle familiari.
E cosa posso dire su Doria? Questo è il suo libro. Ho apprezzato il mistero che lo avvolgeva nel volume uno, ho amato i piccoli tasselli del suo passato che sono venuti fuori nel volume due, ma qui abbiamo la possibilità di leggere la storia anche dal suo punto di vista, di scoprire la sua backstory attraverso dei flashback che si incastrano perfettamente con il resto della narrazione. Doria è uno di quei personaggi che non puoi dimenticare: tutto ciò che voleva era creare un mondo migliore, senza guerra né conflitti, e pur di riuscirci è stato disposto a fare tutto. Si è sacrificato da sempre per questa causa, solo perché non voleva che Lena e altre persone diventassero come lui: una persona che ha messo da parte la propria coscienza e la propria morale per una causa superiore, che ha rinunciato a tutto e si è sporcato le mani di azioni ignobili pur di creare un mondo migliore per sua moglie e per tutte le altre persone. E sì, ha commesso crimini indicibili, ma possiamo davvero giudicarlo per le sue scelte? Sara è stata molto abile nel mostrare le fragilità di Doria, riuscendo a farci capire, anche se mai giustificare, le sue azioni. E il suo percorso, tragico e di redenzione al contempo, è così graduale e umano che è impossibile non commuoversi.
E vorrei dire due parole anche sulla fortissima Adi: l’ho apprezzata tanto. Ha un carattere ribelle, ma vuole tanto bene alla sorella Lena. Il fatto che voglia farle capire di non preoccuparsi per lei e di lasciarla libera di agire anche in situazioni pericolose richiama uno dei temi della storia: imparare a fidarsi dei propri cari, non tenersi tutto dentro ma comunicare ed esprimere la propria sofferenza e le proprie paure, anche se è difficile.
La piccola squadra male assortita che si è formata è come un quartetto d’archi: ognuno di loro, tra Lena, Bas, Doria e Adi, è importante e completa le debolezze degli altri, fa la sua parte e porta le proprie opinioni. Solamente insieme avrebbero potuto affrontare le sfide di questa ultima parte della storia.
“Insieme erano più forti, compensavano le reciproche debolezze e diventavano inarrestabili. Niente avrebbe mai potuto scalfire quella certezza.”
Ho bisogno di spendere due parole sul meraviglioso e sano rapporto tra Lena e Bas. Il loro amore è così sincero che mi ha fatta commuovere in più scene (capitolo 58, sto guardando te): le stelle li ostacolano fin dal volume uno, eppure loro non hanno mai permesso loro di separarli davvero. Da un inizio di diffidenza nel volume uno, fino al perdono nel due, nel terzo volume devono imparare cosa significhi davvero stare insieme e quali compromessi questo comporti. E così, scoprono che possono affidarsi all’altro, perché è questo che fa una famiglia, e imparano a comunicare. Lena per prima capisce che tenendosi tutto dentro finirà solo per allontanare Bas: perché, più proteggi una persona tenendo nascosti segreti, dubbi e dolori, più questa persona non saprà come aiutarti.
Perciò, sì, fatevi un regalo bellissimo e concludete questa trilogia. Vi consiglio soltanto di prepararvi un po’ di pacchi di fazzoletti, soprattutto verso il finale: si piange, e tanto. Non ho più contato i momenti in cui non sono riuscita a fermare le lacrime. T.T
Ma credo che sia anche questo il bello di questa storia: ti emoziona, ti fa empatizzare tantissimo con i personaggi, al punto che è impossibile non commuoversi quando arrivi alla fine del loro viaggio, felice o tragico che sia.
“E forse le famiglie servivano a quello. Non a escludersi a vicenda, ma a restare unite perfino di fronte alle sfide più spaventose.”