Il tema della casa “infestata” o “stregata”, della dimora invasa dai fantasmi, è ricorrente nella letteratura fin dall’antichità ed è diventato un sottogenere nel cinema horror. Dell’argomento però – e questo è poco noto – si interessa anche il diritto romano e moderno, per evidenti motivi economici. Infatti, se un appartamento venduto e affittato presenta una simile particolarità, il suo valore commerciale diminuisce o viene messo in dubbio. Il libro offre una descrizione del tema a più livelli, fra cronaca e tradizione, antropologia e costume, scienza e storia delle idee: i concetti di fantasma e di spirito inquieto si manifestano e si modificano nella cultura, non solo occidentale, riflettendo le mentalità delle diverse epoche, il rapporto con la concezione dell’aldilà e la questione dell’immortalità dell’anima comune a molte religioni. A complicare il problema interviene, verso la metà dell’Ottocento, in piena età positivista, il fenomeno dello spiritismo, che coinvolgerà sorprendentemente anche filosofi e scienziati alle prese con i medium, cioè le persone in grado di comunicare con i morti. Questo libro offre un repertorio di conoscenze e di quesiti ancora aperti, basandosi su fatti storicamente accertati e scoprendo qualche caso davvero insolubile, in un excursus culturale curioso e colto.
Un libro molto interessante per chi ama l'argomento, perché spazia nelle epoche e nei diversi settori. Il taglio dell'autore passa un po' dal razionalismo convinto al possibilismo, ma non permette al lettore di identificarsi con lui, né in un senso né nell'altro (e d'altronde così non rischia nemmeno di influenzarlo in qualche senso). Certuni passaggi li ho trovati un tantino farraginosi, ma probabilmente perché erano un po' troppo tecnici per me, e qualche "spoiler" di romanzi citati forse poteva essere evitato. Nel complesso però un bel libro, che permette al lettore di usufruire anche di una notevole bibliografia finale a cui fare riferimento per eventuali approfondimenti, e un libro che certamente stimola a conoscere meglio l'argomento, anche solo per diletto.
L'autore ha uno stile erudito ma non incomprensibile per gli ignoranti (quale io sono, e senza velleità socratiche), inoltre non disdegna di quando in quando un pizzico di ironia (sempre sia benedetta!) e qualche riferimento abbastanza pop, per esempio quando confronta il concetto di ka egizio trasferito nelle statue funerarie con gli horcrux di Voldermort. Ma questo saggio è anche e soprattutto un "libro- miniera", per l'ampio ventaglio di spunti e citazioni bibliografiche che invogliano il lettore ad approfondire certi argomenti, per esempio (almeno per quanto mi riguarda) la visione del soprannaturale per le civiltà antiche, o il modo in cui la creazione ex-abrupto del purgatorio abbia creato e alimentato il rapporto con i defunti in cerca di espiazione (e a questo proposito, consigliatissimo "Il mistero Arnolfini", su cui prima o dopo scriverò una recensione).
Semplicemente un manuale necessario, oserei dire fondamentale per gli amanti del Gotico.
Lo studio è accurato, avvincente nella prima parte, ma poi l'autore ad un certo punto si perde un po' e divaga, fornendo trame o resoconti evitabili - chiaramente si dilunga su film e racconti che lui stesso ha prediletto.
Scotti non è pero mai spocchioso e nei divertenti ringraziamenti finali ammette anche di aver magari aggiunto parti superflue al suo saggio, complici gli spritz di troppo bevuti a Verona - e di qui la mia stima è aumentata.
Insomma uno studio accorato e appassionato, abbastanza convincente ed utile e, soprattutto meritevole di fornire moltissimi spunti più che interessanti ed affascinanti. Naturalmente la lettura è impegnativa, ma solo per chi come me, ritiene necessario approfondire.
Mi aspettavo molto da questo libro e sono stata un po' imbrogliata. Il vero problema di questo saggio è non avere una linea di studio precisa e univoca: letteratura, film, parapsicologia, storia. Troppa carne al fuoco e si sente. Il discorso si perde, si confonde in certi punti e fa perdere il filo logico del discorso e distrarre e ciò non è bene. Non capisco quale fosse il punto focale di questo testo e dove l'autore volesse andare a parare. Punto a favore è una fornitissima e ben segnalata bibliografia: questo permetterà al lettore di poter scegliere il proprio percorso e di documentarsi da solo. Una lettura a questo punto più utile che coinvolgente.